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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2010
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I diabolici segreti della rand corporation
Il Nuovo Ordine Mondiale: un insider svela i diabolici segreti della Rand Corporation.
Al giornalista e autore di origine cubana Alex Abella è stato consentito l'accesso esclusivo all'interno della RAND Corporation per visionare i loro archivi. Ciò che ha scoperto è stato un complotto guidato da scienziati pazzi, comportamentisti e generali intenzionati a far scoppiare la terza guerra mondiale e nel mentre a derubare il popolo americano. Una volta era scettico riguardo alle teorie del complotto e al nuovo ordine mondiale, ma dopo il suo lavoro con la RAND Corporation è ora convinto che questo think thank “top secret” abbia manovrato i fili del governo americano per almeno sessant’anni. “Siamo tutti figli ******** della RAND e nemmeno lo sappiamo”, sottolinea Abella, il quale riporta in che modo la RAND nacque come un’organizzazione finalizzata allo sviluppo di nuove armi per l’esercito ma che si è ultimamente estesa ai campi della politica, della scienza, della storia e dell’economia ed era strettamente alleata con i Ford, i Rockefeller e le fondazioni Carnegie. Negli anni ’50 la decisione della RAND di rimodellare il pianeta verso un nuovo ordine mondiale ha cambiato tutto, con lo sviluppo della "teoria della scelta razionale", che trasformò le persone da cittadini a consumatori, così come i diritti e le responsabilità furono sostituiti dalle scelte e le vite delle persone pian piano giunsero ad essere dominate non dall’integrità o da ciò per cui lottavano, ma dal modo nel quale spendevano il proprio denaro. L’obiettivo finale della RAND era quello di avere dei tecnocrati che gestissero ogni aspetto della società, nel perseguimento di un governo mondiale che sarebbe stato amministrato secondo “la regola della ragione”, un mondo spietato nel quale avrebbe regnato l’efficienza e gli uomini sarebbero stati ridotti a poco più che macchine. E’ questo il motivo per il quale la RAND ha studiato le scienze sociali: non riuscivano a capire in che modo trattare con la gente e a concepire come gli esseri umani non sempre agiscano per soddisfare i propri prevedibili interessi personali. Non c'è spazio per l'amore, l'empatia e l’altruismo nel nuovo ordine mondiale per il quale la RAND e la Fondazione Ford stanno lavorando, e il patriottismo e l'altruismo sono controproducenti ai loro scopi. Abella spiega in che modo la RAND sia stata determinante nello sviluppare la strategia dietro all’uso di armi nucleari, e di come promuovessero attivamente il bombardamento nucleare dell’intera Europa Orientale e della Cina in caso di problemi in Europa Occidentale, una politica che avrebbe facilmente potuto innescare un catastrofico olocausto nucleare. I ricercatori della RAND ritenevano che se fino a dieci milioni di americani fossero sopravvissuti ad una guerra nucleare, sarebbe stata una vittoria. Abella nota come la RAND vedesse le Nazioni Unite come modello per un unico governo mondiale ma che alla fine una nuova organizzazione controllata dagli Stati Uniti avrebbe sostituito l’ONU e sarebbe diventata de facto un governo mondiale, motivo per il quale ricercatori RAND come John Williams avevano auspicato attacchi nucleari preventivi contro l'Unione Sovietica, in modo da assicurarsi che gli Stati Uniti sarebbero stati l'unico paese a mantenere il potere supremo di imporre la propria volontà al resto del mondo. Parlando delle operazioni “false flag”, Abella osserva come la messa in scena dell’incidente del Golfo del Tonchino e la pianificata (ma non attuata n.d.T.) Operazione Northwoods fossero state entrambe proposte inizialmente nei documenti della RAND, sottolineando la totale immoralità dei giochi di guerra che la RAND propone, molti dei quali eticamente ripugnanti, in quanto promuovono con noncuranza il genocidio di intere popolazioni col minimo riguardo per le conseguenze. Abella spiega come la RAND sia effettivamente un governo ombra perché funziona come una porta girevole fra le due, e come la RAND sia la culla del complesso militare-industriale e il luogo di nascita dell’élite tecnocratica contro la quale stiamo ora combattendo. Paul Joseph Watson Fonte: GlobalResearch.ca - Centre for Research on Globalization Link: New World Order: Insider Reveals Diabolical Secrets Of The Rand Corporation 19.12.2010 |
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The Horror of
Data registrazione: Jun 2009
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STAY ALIVE !!!
Data registrazione: Apr 2005
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---> beh, nessuno mette in dubbio l'esistenza di gruppi lobbistici ma che addirittura vi sia una inflazione di eminenze grigie tutte con gli stessi interessi strategici mi pare davvero fuorviante...
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jan 2010
Messaggi: 3,414
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Fine d’anno è sempre tempo di bilanci. Se poi la fine coincide con quella di un intero decennio, le analisi si fanno più approfondite e riescono a focalizzare anche i cambiamenti di lungo periodo. I primi 10 anni del Ventunesimo secolo possono essere considerati un vero e proprio momento di svolta mondiale: le novità sono già tutte visibili e destinate ad accelerarsi e completarsi nel futuro prossimo. Quello che ci attende, e che in parte già viviamo, è un mondo diverso da quello che conoscevamo.
L’atlante del nuovo ordine mondiale, proposto dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung ai suoi lettori nell’edizione online (le edizioni cartacee osservano in Germania la doppia pausa natalizia), descrive questo smottamento tettonico che sta coinvolgendo la geopolitica del pianeta. «Il boom economico dei paesi in via di sviluppo, unito alla loro crescita demografica, sta cambiando la faccia del mondo», scrive Holger Steizner «ma l’aumento della popolazione mondiale, destinata presto a raggiungere i 9 miliardi di abitanti, conosce due eccezioni: l’Europa e il Giappone». Il "Vecchio" Continente: di nome e di fatto Il Vecchio Continente, in particolare, perderà nei prossimi 40 anni 50 milioni di abitanti, trasformandosi in una sorta di laboratorio dell’addio al principio della crescita sinora seguito. Non si tratterà più di conquistare con più persone una maggiore produttività economica, ma di mantenere la stessa con meno uomini per garantire un benessere stabile. Una ristrutturazione anche culturale, che avrà grande influenza sulle strategie e sui modelli di business delle imprese. I PAESI IN VIA DI SVILUPPO. A livello globale è invece già iniziato il processo di redistribuzione del potere. La crisi finanziaria del passato biennio ha trasferito ampie fette di potere verso i Paesi in via di sviluppo. In quelli industriali la crisi, per lungo tempo nascosta dietro il generoso finanziamento di prestiti delle banche, ha svelato debolezze strutturali: alti debiti pubblici, sistemi sociali non più sostenibili e società sempre più anziane limitano nel lungo periodo il potenziale di crescita negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa. «Venti anni dopo la caduta della cortina di ferro fra est e ovest» prosegue la Frankfurter nella sua analisi, «anni in cui l’economia di mercato e la globalizzazione hanno portato miliardi di persone a sperimentare un rapido e straordinario sviluppo economico, i paesi industriali temono ora una diminuzione del loro benessere». LA BATTUTA D'ARRESTO DELL'OCCIDENTE. Le democrazie occidentali, in particolare, appaiono insicure e prive di senso di orientamento. In tal senso, la crisi finanziaria di fine decennio è stata una vera e propria cesura, determinata dalla mancanza di responsabilità nella gestione dei conti pubblici: questi stessi paesi continuano in larga parte a patirne le conseguenze. Rispetto a crisi analoghe succedutesi dal secondo dopoguerra, oggi appare impossibile per i nostri paesi continuare a rivendicare il ruolo di leadership globale. Nuove potenze bussano alla porta della stanza dei bottoni, la riforma del Fondo monetario internazionale prevede già l’ascesa, accanto ai tradizionali Stati del G7, dei cosiddetti paesi Bric, Brasile, Russia, India e Cina. Altre economie giovani si fanno avanti, come Indonesia e Turchia. L'ECONOMIA CINESE. La Cina, in particolare, sembra destinata a rafforzare il suo polo di contrappeso agli gli Stati Uniti. Aumenta la propria influenza in continenti come Africa e Sud America, penetrando dunque anche nel tradizionale giardino di casa degli statunitensi, acquista aziende in Europa, recupera il ruolo di potenza mondiale perduto nell’era coloniale, si impone con il suo sistema misto di comunismo e capitalismo come modello alternativo. L’occidente resta a guardare, mentre in maniera strisciante abbandona il mantra del libero commercio in libero mercato che ne ha decretato a lungo il successo. «Lo Stato aumenta l’influenza nell’economia, sempre di più si incrociano concetti dal sapore protezionistico come guerra delle valute o svalutazioni competitive. Il sistema cinese entra in competizione con il capitalismo finanziario americano e le economie sociali di mercato d’Europa e Giappone». IL POTERE DELL'ORO NERO. E poi c’è il polo petrolifero dei Paesi medio-orientali. Chi gestisce le riserve energetiche di quell’area, acquista maggiore influenza nel mondo. Già oggi, l’Arabia Saudita spedisce la maggior parte della propria produzione in Asia. Presto, potrebbe accadere la stessa cosa con l’Irak, una volta che il Paese sarà guarito dalle ferite del dopoguerra. «Alla fine di questo decennio – conclude la Frankfurter – i fondi statali di Cina, Russia e degli Stati petroliferi del Medio Oriente hanno investito nel mondo 3 bilioni di dollari e muovono più denaro di tutti gli Hedge-Fonds messi assieme». Una cosa però pare certa: il mondo multipolare che si sta formando, non sarà necessariamente migliore di quello unipolare che ci siamo appena lasciati alle spalle. Almeno per noi. Domenica, 26 Dicembre 2010 |
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#6 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Aug 2006
Messaggi: 4,078
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Citazione:
![]() Spero abbiano licenziato l'archivista
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