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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2008
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Il tasso di cambio, la variabile impazzita.
Riprendo un discorso da un'altro thread, che reputo fondante, e quindi meritevole di un thread a parte.
Perchè la vecchia teoria economica non basta più a spiegare le dinamiche reali e le scelte di governo. Urge una revisione delle basi di teoria economica. Il punto focale secondo me è la dinamica dell'evoluzione del sistema di networking e quindi del relativo trasferimento tecnologico. Prima, intendo, prima dell'avvento dell'infrastruttura digitale e quindi di internet, avere una moneta debole presentava più vantaggi di quanto fossero gli svantaggi. Tuttavia con l'avvento di internet era possibile trasferire dosi sempre maggiori di lavoro presso paesi terzi con salari da fame ed il cambio frazione del paese di origine, non solo il potenziamento di questa infrastruttura ha consentito il trasferimento di mansioni di sempre maggior livello intellettuale. Se prima quindi avere il cambio forte era una forza perchè era difficile il processo di delocalizzazione a causa di enormi barriere, dopo l'avvento di internet, sopratutto a causa delle società californiane che al motto del concetto di "Faber Less" si era dimostrato che il processo di delocalizzazione poteva funzionare benissimo, garantendo qualità di prodotti e servizi, ma al contempo garantendo profitti immensi alle corporations sia a causa dei salari sia a causa del tasso di cambio. D'altra parte nel processo di creazione del valore aggiunto le basic materials non vanno mai oltre il 10-20% del costo finale del prodotto, quindi era sempre conveniente produrre in quel paese qualsiasi fosse il tasso di cambio. Anzi più basso era meglio era. Le corporations USA e le autorità cinesi , avevano capito già nel 2000 che qual'cosa non quadrava nella teoria economica attuale, infatti intuendo la rivoluzione in atto, sapevano benissimo che se il saldo della bilancia dei pagamenti cinesi avesse continuato a crescere inesorabilmente, la eventuale fluttuazione dello Yuan avrebbe causato una forte rivalutazione dello stesso e un disincentivo agli investimenti esteri. Per mantenere il tasso di cambio fisso i cinesi hanno allora cominciato a stampare moneta per comprare dollari da qui le riserve letteralmente immense di dollari. Nel mentre il governo USA guidato da Bush e dalla dottrina del libero mercato accoglieva sempre nel 2000 la Cina nel WTO, causando il più grande errore politico del 21° secolo, se visto con gli occhi occidentali. E questo perchè le teorie economiche sul tasso di cambio erano state superate abbondantemente dai progressi scientifici e tecnologici. Tale situazione di totale anomalia, fu evidente agli USA e GB solo nel 2008 quando nonostante la crisi dei sub-prime ed altro in occidente i cinesi continuavano a comprare dollari, non solo, il potenziamento dell'infrastruttura di comunicazione digitale nonchè la decisamente migliorata base scientifica e tecnologica dei cinesi inducevano una accelerazione nel processo di trasferimento e delocalizzazione che adesso toccava direttamente il cuore del potere la R&D, non erano più solo le fabbriche a trasferirsi ma anche direttamente i centri di ideazione, direzione e controllo. Fu solo allora che le autorità anglosassoni ( i veri controllori del mondo) decisero di optare per misure non convenzionali quale è il QE. Misura che viola qualsiasi regola di economia, la cui base in termini di contabilità è la partita doppia, e di fare pressioni enormi sui cinesi per la rivalutazione dello Yuan. Finalmente anche lì nel cuore dell'impero e della dottrina del capitalismo e del libero mercato avevano raggiunto la consapevolezza che nell'intero impianto della dottrina economica era presente una falla gigantesca. Ma forse ormai è troppo tardi. |
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Data registrazione: May 2010
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Sep 2008
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E quindi qual'è l'incentivo a restare nell'euro? Per esempio. Qual'è il disincentivo a stampare moneta? Non ti sembra tutto ciò una rivoluzione? |
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#4 (permalink) | |||
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Data registrazione: May 2010
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1) cambi liberi di fluttuare. Moneta debole è buona solo se è numerario dunque si può svendere senza intaccare il potere d'acquisto. Caso contrario, moneta debole diminuisce potere d'acquisto per tutta la popolazione anche se arricchisce alcuni soggetti un po' più scaltri. Esportatori felici, ma non abbiamo ancora contattato gli extraterrestri dunque non possiamo avere tutto il mondo con bilancia dei pagamenti positivi; plus, dovremmo esportare high-tech ed importare low-tech per massimizzare valore aggiunto: siamo capaci? 2) cambio fisso (yuan). Moneta debole è buona per mantenere il flusso di beni e acquistare titoli USA, utile per massimizzare potere politico e rimpinzare casse di industriali che possono convertire direttamente dalla bc cinese. Popolazione non beneficia del flusso di beni perché potere d'acquisto rimane misero dato il continuo flusso di moneta nell'economia. Citazione:
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Sep 2008
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Pertanto se non esiste inflazione poichè i prodotti importati incidono in misura minore nel valore aggiunto, per qualsiasi livello di cambio, una svalutazione aumenta in ogni caso le quantità e quindi i valori aggiunti prodotti. Gli USA hanno e stanno avendo vantaggi immensi. Innanzitutto sono l'unico paese occidentale che ha già superato in termini reali la recessione, sono andati a vedere il bluff dei cinesi sul fatto che non avrebbero comprato dollari, ed hanno vinto, costrigendo la Banca Centrale Cinese a comprarne in misura ancora maggiore per evitare un maggiore competitività del sistema USA, sono andati a vedere il bluff dell'Euro, e qui la partita è stata praticamente vinta senza giocare, appena la speculazione faceva alzare troppo il tasso di cambio euro/dollaro le economia europea è andata in sofferenza compresa la Germania, da qui le probabili insolvenze di molti paesi periferici. Ipotizziamo pure che la FED stampi altri 3 trilioni di dollari, scommettiamo che vedrai sempre i cinesi a comprare dollari ed il rapporto euro/dollaro come oggi? Come spieghi il fatto che stampare moneta porduce effetti positivi e non negativi? Qual'è l'ammontare monetario che fa crollare il dollaro? Dove può spingersi la FED? Io credo che la FED stamperà almeno 1 trilione di dollari ulteriore, così come ha annunciato Nei fatti c'è qual'cosa che non va, e questo Helicopter Ben l'ha capito benissimo. Egli ha capito che se è difficile svalutare per il dollaro, tanto vale stampare il più possibile, troverai sempre un compratore. Pertanto più la FED stampa più debito il governo può emettere, più politica economica può effettuare. Il tutto senza conseguenze. Se non è una falla questa nella teoria economica? Un giorno la FED potrà annullare il suo attivo che è il passivo del governo, riducendo in un colpo solo il debito/pil di quasi 5 trilioni di dollari. Se non è scacco matto questo? Più ci penso al gioco degli economisti e finanzieri USA più penso che abbiamo moltissimo da imparare o da rivedere. |
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: May 2010
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![]() Rafforza il tuo discorso il fatto che recentemente la boj è intervenuta sul mercato e sta utilizzando tutti gli strumenti per fermare il rafforzamento dello yen. I giapponesi vorrebbero una valuta più debole, i cinesi item, gli americani pure solo noi europei ci preoccupiamo se l'euro scende.
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Sep 2008
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La Germania l'ha capito, in parte, ed infatti, dietro la sua faccia feroce salverà tutti, e si spingerà oltre ogni limite per salvare l'euro. L'Euro è il suo più grande affare. Dico in parte perchè è ancora ancorata ai vecchi schemi, che nessun paese più utilizza. Cina, Brasile, India, USA, GB, Giappone, Australia, ognuno sta giocando la sua partita, e il successo dipende dalla capacità di svalutare la moneta rispetto alle altre. Incredibile a dirsi ma è così. |
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: May 2010
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: May 2010
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1) i cinesi vogliono tenere lo yuan pegged 2) i cinesi sono i maggiori esportatori di merci negli USA, incamerano dollari e per il punto 1) sono costretti a farli convertire subito e tenerli in cassa 3) oltre ai cinesi, il dollaro è la valuta-numerario tra tutti gli altri paesi che non formano una currency board - se la svalutazione fa aumentare un po' gli export USA e gli altri paesi vogliono mantenere un certo stock di valuta, ecco che andranno ad acquisire ancora dollari... Non ho idea di dove si possa spingere la FED ma penso anche io non ci sia un particolare rischio di iperinflazione imminente, se i cinesi smettessero di comprare e lo yuan si rivalutasse il loro potere d'acquisto salirebbe improvvisamente e incomincerebbero ad importare più high-tech e entertainment dagli USA, c'è sempre un qualche equilibrio dove la variabile centrale è il livello tecnologico associato ad una certa produttività, come giustamente dici. Non ci si dovrebbe focalizzare tanto sulle guerre monetarie, a lungo termine l'unica cosa che conta per migliorare il benessere medio è l'investimento in tecnologia (in senso lato!), riuscire a produrre beni richiesti da tutto il mondo & ad alto valore aggiunto. |
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#10 (permalink) | |
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Data registrazione: Sep 2008
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Se così è, ed è così, allora non capisco, a questo punto non mi riferisco a te, gli altri che vedono il QE in maniera negativa. In generale, però, quello che tu ipotizzi sia una cosa normalissima, non lo è ma sopratutto non lo è stato per nessuno, o solo per pochi, non solo qui sul FOL, ma su innumerevoli riviste e giornali specializzati. Mi riferisco alla teoria per cui chi stampa moneta ottiene svantaggi in qualche parte della struttura economica, tale da neutralizzare gli effetti benefici. In altre parole viene meno il principio della partita doppia, o dell'equazione a somma zero in cui viene identificata la variabile economica. In ultima analisi, ciò che ormai è lapalissiano anche per te non lo è stato per nessuno nei mesi e anni precedenti. Ed ancora non lo è per esempio per la Unione Europea, che dovrebbe anche lei mettersi a stampare moneta. |
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