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Demografia - Immigrazione
Com'era la storia degli immigrati?
Ahmed il saldatore, via dopo 14 anni
Calano gli arrivi di immigrati in Italia: 100mila in meno nei primi sei mesi. Effetto crisi
di Francesca Padula 13 dicembre 2010
Citazione:
La crisi si è fatta sentire e ha frenato gli ingressi. Per gli immigrati già in Italia è andata meglio grazie a famiglie bisognose di cure e alla rete delle piccole e medie imprese in cerca di operai: un "salvagente" per gli stranieri che qui hanno attraversato la difficile congiuntura economica meglio che in altri paesi europei. I posti di lavoro sono aumentati (+10% nel 2010), in controtendenza rispetto agli italiani. Arrivi rallentati, progressiva familiarizzazione (è al 44,4% la quota di immigrati che vive in coppia e/o con figli). E, ancora, a tranquillizzare quel 18% di italiani che ritengono l'immigrazione un pericolo subito dopo disoccupazione e corruzione, arriva il dato della riduzione dei tassi di criminalità degli immigrati.
È l'ultimo Rapporto della Fondazione Ismu sulle migrazioni 2010, presentato oggi a Milano, ad aggiornare il quadro e a registrare la prima battuta d'arresto nei flussi netti di immigrati in arrivo in Italia: i regolari iscritti all'anagrafe nel primo semestre del 2010 sono 100mila in meno (-40%) rispetto all'epoca precrisi (primo semestre 2007).
La contrazione dei nuovi ingressi non intacca il peso della popolazione straniera che complessivamente equivale agli abitanti di un'intera regione come il Lazio: al 1° gennaio 2010 gli immigrati in Italia sono 5,3 milioni (regolari e non), circa mezzo milione più dell'anno prima.
Rumena la nazionalità più numerosa con un milione e 112mila unità (il 22% del totale), seguita dall'albanese e dalla marocchina (586mila e 575mila).
Due mercati del lavoro
Una parte corposa dell'indagine è quella che monitora il lavoro. L'occupazione degli italiani ha registrato un'ulteriore contrazione rispetto al 2009, mentre gli occupati stranieri sono aumentati di oltre il 10% e addirittura del 14% per quanto riguarda la componente femminile. Un andamento che suggerisce l'ipotesi dell'esistenza di mercati del lavoro separati tra italiani e stranieri e conferma i caratteri del tutto specifici dell'offerta immigrata femminile. Gli stranieri rappresentano oltre l'8% degli occupati totali e quasi il 9% delle occupate. L'aumento dell'occupazione si è accompagnata a un aumento del tasso di disoccupazione degli stranieri da attribuire secondo la Fondazione a una crescita dell'offerta di lavoro e a un afflusso di nuova manodopera dall'estero <sovradimensionato> rispetto alle opportunità di assorbimento.
Senza lavoro, senza permesso
I disoccupati stranieri hanno raggiunto quota 287mila, con un aumento addirittura del 40% e con una leggera prevalenza della componente maschile (52,6% sul totale). Il tasso di disoccupazione è passato dal 10,5% del primo trimestre 2009 al 13% del primo trimestre 2010. Il peggioramento coinvolge soprattutto gli uomini, per i quali l'incidenza della disoccupazione è passata dal 9,1% al 12%, oltre ad essere praticamente raddoppiata rispetto al 2007 quando era a quota 6,2%. Anche le donne, colf e badanti inostituibili per le gfamiglie italiane, hanno visto salire il tasso di disoccupazione nello stesso periodo, dal 12,4 al 14,3%. Le preoccupazioni degli stranieri che perdono il lavoro sono legate alla durata semestrale del "permesso di soggiorno per ricerca di nuova occpuazione", un tempo non sempre sufficiente a trovare un nuovo impiego in questa fase.
Più lavoro al Nord
Il nord assorbe oltre il 60% dei lavoratori stranieri (ma con una flessione negativa di ben tre punti percentuali rispetto al I trimestre 2009), il centro il 27% e il mezzogiorno poco più del 12%.
Immigrazione e Welfare
Il Rapporto Ismu calcola quest'anno anche il beneficio fiscale netto, la differenza fra i trasferimenti ricevuti dal settore pubblico e quanto pagato al settore pubblico stesso. L'analisi evidenzia un beneficio fiscale netto annuo per gli immigrati extracomunitari inferiore di circa 3mila euro a quello degli italiani, che si giustifica per lo più con la minore incidenza dei costi sanitari e previdenziali dovuti all'invecchiamento. Il risultato individuale viene confermato dall'analisi a livello familiare, che indica un beneficio fiscale netto superiore per le famiglie italiane rispetto a quelle extracomunitarie per oltre 3.800 euro all'anno.
Meno tasse
Anche gli immigrati pagano le tasse? Eccome. In media tra imposte personali, contributi sociali e Ici si arriva a 6.407 euro per gli italiani, 5.921 euro per gli immigrati Ue e 5.735 euro per gli immigrati extra-Ue. Il maggior importo di imposte personali pagate dagli italiani (più 950 euro rispetto agli immigrati extra-Ue) è spiegato dal reddito medio più elevato. Se si restringe il campione ai soli attivi, l'importo medio dei contributi sociali versato dagli italiani risulta superiore (di 1.699 euro) a quello degli immigrati extra-Ue.
Dipendenti e piccoli imprenditori
I lavoratori stranieri con uno status da dipendenti sono 1 milione e 662mila. Una realtà a cui si sta affiancando la giovane generazione di imprenditori etnici che secondo la Fondazione costituisce un indicatore significativo del grado di radicamento degli stranieri nel sistema economico produttivo e nella società. Ogni anno vengono avviate circa 37mila attività (imprese individuali) con a capo un lavoratore non comunitario, al fine 2009 più di sette imprese individuali su 100 risultano condotte da immigrati. Il passaggio al lavoro autonomo – sottolinea il rapporto - segno tangibile del percorso di emancipazione intrapreso: <gli immigrati, da lavoratori salariati e spesso subalterni, cercano di percorrere sentieri di mobilità e di crescita professionale, migliorando le loro condizioni solamente dopo un discreto numero di anni nella società di destinazione e dunque dopo aver consolidato la propria situazione giuridica oltre che quella occupazionale>.
Criminalità e devianza
Uno dei capitoli a cui il Rapporto Ismu dedica un maggiore approfondimento è quello legato alla criminalità degli stranieri. <L'affermazione che gli irregolari sono criminali è falsa>. I dati – spiega il l'indagine - non avallano l'affermazione, falsa, che gli irregolari siano criminali. <I dati indicano che l'irregolarità in Italia aumenta la probabilità del verificarsi di un evento criminale. Il che non significa che tutti gli irregolari siano delinquenti o che tra essi non ci siano in maggioranza persone oneste e tanti sfruttati nel lavoro nero>.
Il calo delle denunce
Nel 2009 (ultimi dati disponibili del ministero degli Interni) il numero dei denunciati stranieri è diminuito del 13,9% rispetto al 2008. In valore assoluto i denunciati stranieri sono stati 260.883 (su un totale di 823.406) e corrispondono a circa un terzo del totale dei denunciati (31,7%). Per tutti i reati considerati, a eccezione dei furti in esercizi commerciali, dal 2008 al 2009 c'è stata una diminuzione dei denunciati stranieri in numero assoluto: alta per i furti in abitazione (-31,9%) e le rapine in banca (-24,4%), media per le rapine in abitazione (-18,9%), i delitti contro la persone (-14,5%) e il totale delle rapine (-13,9%), più contenuta, ma sempre rilevante, per le altre categorie.
In carcere uno su tre è straniero
Al 31 luglio 2010 gli stranieri nei penitenziari italiani sono il 36,2% dei presenti, 24.675 su 68.121. Le nazionalità più numerose sono: la marocchina (21,2% dei detenuti stranieri), la rumena (13,4%), e la tunisina (12,8%). Le categorie di reato più rappresentate in valore assoluto sono: i reati contro il patrimonio (31.893 detenuti stranieri, il 25,5% del totale dei detenuti per questo reato), la violazione della legge sugli stupefacenti (28.154, 45,1%), i reati contro la persona (22.610, 29,9%).
Gli irregolari
Secondo le stime Ismu nel 2010 diminuiscono gli irregolari che sono 544mila, 16mila in meno rispetto a quanto stimato dall'Ismu ad agosto 2009. Gli stranieri senza permesso di soggiorno presentano tassi di delittuosità molto superiori a quelli dei regolari e degli italiani. Nel 2008 e nel 2009 gli stranieri regolari hanno registrato tassi superiori, ma prossimi, a quelli degli italiani. Gli irregolari invece hanno avuto tassi di delittuosità decine di volte superiori. Il problema della delinquenza straniera continua a riguardare principalmente l'immigrazione irregolare (nel 2009 il il 25,3% dei denunciati è irregolare, contro il 6,3% che è regolare).
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2010, rallenta la crescita degli alunni stranieri a scuola
Mar, 14/12/2010 - 07:51
Citazione:
Secondo il 44° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2010, il tasso di incremento della presenza a scuola di alunni con cittadinanza non italiana mostra una progressiva decelerazione, seppur di segno positivo: +7% nell’anno scolastico 2009-2010
Un incremento di 44.232 alunni, il 7,5% sul totale della popolazione scolastica.
In particolare, la presenza di alunni con cittadinanza non italiana supera la quota dell’8% nella scuola dell’infanzia (8,1%), primaria (8,7%) e secondaria di I grado (8,5%), e si mantiene intorno al 5% nella secondaria di II grado (5,3%).
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