|
Banche: -60% delle entrate, si temono prepensionamenti e taglio dei bonus
TICINO
Crollo nelle commissioni nel secondo e terzo trimestre, incertezza e inaccettabili pressioni di Tremonti
LUGANO - Secondo nostre fonti ben informate, le entrate delle banche nel secondo e terzo trimestre avrebbero subito un crollo, con un
-60/70% delle commissioni, mentre predomina un clima d’incertezza da parte della clientela che non è incline a decisioni d’investimento, con unmercato monetario a tassi a zero e poca appetibilità dei fondi d’investimento. In realtà, alcune banche più snelle hanno saputo parare questo colpo, riorientandosi dal Private banking tradizionale a nuovi mercati, come quello medio ed estremorientale, al Private equity e ai servizi mirati per l’imprenditore.
In conseguenza di questo cedimento, sarebbero da temere un’ulteriore graduale riduzione di personale, in particolare sotto forma di ampi pensionamenti anticipati e il taglio dei bonus per il prossimo anno.
In questo clima, i vertici delle banche stentano a prendere decisioni strategiche e a posticipare il commitment anche nei confronti delle recenti fusioni tra banche. Ad esempio, ancora nessun concreto piano di lavoro sarebbe stato predisposto per la gestione delle attività di UniCredit (Suisse) Bank SA, il cui controllo è stato acquisito da Banca Stato. Parrebbe che ci si trovi ancora in una fase di accumulo d’informazioni sulla clientela, sul mercato riferimento e altro. USB aveva aperto in Ticino nel 1998 orientandosi sia alla tradizionale clientela italiana sia a quella dell’Europa centrorientale.
Attesa anche per gli sviluppi della fusione tra Banca Gesfid di Lugano, già appartenente al gruppo italiano Fondiaria-Sai e che aveva ottenuto la licenza bancaria nel 2003 dopo oltre 25 anni di attività come fiduciaria, e PKB Privatbank, l'Istituto fondato nel 1958 che fa capo alla famiglia Trabaldo Togna specializzato in Private banking.
Alcune fonti riferiscono che entro un paio d’anni la vendita o la fusione sarebbe il destino della decina di banche di matrice italiana presenti sulla piazza luganese.
La Svizzera è nel mirino, si trova di fatto nella black list dei paradisi fiscali (presunti) di Tremonti, e si moltiplicano le segnalazioni di clienti italiani di banche elvetiche di una vera e propria ostilità da parte delle autorità fiscali italiane nei confronti di aziende che intrattengono rapporti di lavoro con la Svizzera. Questo si esplica con anomali verifiche e controlli di fatturazione e contabilità, revisioni particolarmente severe nelle aziende che operano con fornitori nella Confederazione e sempre più frequenti sono i casi di buste contenenti documenti di routine spedite dalla Svizzera che giungono aperte al destinatario con la dicitura “aperto per ispezione postale”.
Redazione affari.tio.ch
Keystone
|