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Vecchio 20-10-10, 11:29   #1 (permalink)
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Eta' pensionabile

Indubbiamemte qui c'è l'eccellenza del Fol.e non lo dico per piaggeria ma perche' il livello di discussione è molto alto .

Allora chiedo una cosa da poco aduso alla materia .

Aumentare l'eta' pensionabile on una situazione di forte disoccupazione da un punto di vista Macroeconomico e solo quello aiuta l'economia ???

Mi pongo la domanda in quanto un pensionato che lavora 5 anni in piu' impedisce a un giovane di lavorare per 5 anni .

Quindi da una parte abbiamo una persona neanche al massimo della sua efficienza e dall'altra una persona molto piu' dinamica anche se con minoire esperienza che si gira i pollici.

Quindi esaminando la questione son solo per il beneficio alle casse pubbliche ma in tutti i suoi aspetti :disoccupazione produttivita pil è un provvedimento benefico ???

Ultima modifica di gherardino : 20-10-10 alle ore 11:33
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Vecchio 20-10-10, 12:08   #2 (permalink)
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L'allungamento della vita media allunga inesorabilmente il periodo durante il quale non si lavora e si riceve la pensione, è quindi evidente che vi sia il problema di come gestire questa situazione.
Credo che se non venissimo da decenni di baby pensionamenti dati anche a quarantenni o poco più il problema sarebbe molto più lieve.

Resta da scegliere se si vuol creare un sistema del tutto contributivo in cui si riceve sempre e solo una pensione sulla base di quanto versato in vita di contributi oppure un sistema in cui una fetta della spesa pensionistica deriva dalla tassazione ed è quindi considerata semplice spesa pubblica.

Anche con un sistema del tutto contributivo secondo me sarebbe logico render semplice l'andare in pensione con molto anticipo (ad esempio a 50 anni) abbassando la pensione incassata ogni mese sulla base dell'aspettativa di vita media.

Credo anche che con tutta la mole di spesa pubblica inutile che c'è, se non la si vuol tagliare, sarebbe allora preferibile eliminare qualche sperpero e dirottare quella spesa per favorire i pensionamenti.

Certo è che tassare tutti per poter dare pensioni anticipate, per instaurare un sistema non del tutto contributivo ha aspetti negativi, soprattutto quando i redditi tassati per la raccolta di fondi sono molto contenuti.

Il problema vero è secondo me la crescita economica del paese, se vi è crescita e produzione di ricchezza adeguata non vi è il problema delle pensioni, se invece non vi è crescita e magari vi è pure recessione, allora non c'è soluzione indolore al problema pensionistico.

Si potrebbe anche pensare di privatizzare completamente il sistema pensionistico: non si versan contributi e ognuno fa quel che vuole, ma questo, oltre ad esser difficile da realizzare per vari motivi tra cui il fatto che essenzialmente taglierebbe i fondi per l'attuale schema ponzi-pensionistico, non risolverebbe i problemi in caso di scarsa crescita economica.
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Vecchio 20-10-10, 12:15   #3 (permalink)
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Aumentare l'eta' pensionabile on una situazione di forte disoccupazione da un punto di vista Macroeconomico e solo quello aiuta l'economia ???

Mi pongo la domanda in quanto un pensionato che lavora 5 anni in piu' impedisce a un giovane di lavorare per 5 anni .
Tra dare il sussidio di disoccupazione a un giovane mantenendo un 62enne al lavoro e il mandarlo in pensione col sussidio risparmiato sul giovane che troverebbe lavoro, quel posto lasciato libero, forse in effetti sarebbe meglio la seconda. Sono però ragionamenti leggermente forzati, non è detto che poi vada tutto bene come si spera.
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Vecchio 20-10-10, 12:20   #4 (permalink)
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Tra dare il sussidio di disoccupazione a un giovane mantenendo un 62enne al lavoro e il mandarlo in pensione col sussidio risparmiato sul giovane che troverebbe lavoro, quel posto lasciato libero, forse in effetti sarebbe meglio la seconda. Sono però ragionamenti leggermente forzati, non è detto che poi vada tutto bene come si spera.
Te lo chiedo perche' detto terra terra e per esperienza personale ,arrivati a una certa eta' moltissimi lavoratori scoppiano non vedono l'ora di andare in pensione stanno a casa in malattia spesso e volentieri hanno stipendi elevati non si adeguano alle nuove tecnologie .

A livello produttivita' guadagnano di piu' di un giovane e sono molto meno efficienti e pronti ad adeguarsi a situazioni nuove,

Tutto questo serve alla societa' per progredire ???
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Vecchio 20-10-10, 12:36   #5 (permalink)
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Te lo chiedo perche' detto terra terra e per esperienza personale ,arrivati a una certa eta' moltissimi lavoratori scoppiano non vedono l'ora di andare in pensione stanno a casa in malattia spesso e volentieri hanno stipendi elevati non si adeguano alle nuove tecnologie .

A livello produttivita' guadagnano di piu' di un giovane e sono molto meno efficienti e pronti ad adeguarsi a situazioni nuove,

Tutto questo serve alla societa' per progredire ???
Penso anche io che vi sia questo problema, però c'è anche il problema che se si va in pensione a 60 anni bisognerebbe aver precedentemente versato contributi adeguati, in alternativa si deve pensare di pagare le pensioni con quanto incassato dalle tasse, cosa magari anche parzialmente fattibile, ma solo se gli stipendi di chi è tassato per pagar le pensioni sono adeguati. Tassare maggiormente chi guadagna 1200 euro al mese per mandare in pensione un anno o 2 prima forse non è poi così una buona idea.

Il problema vero è la produzione di ricchezza, se il nostro pil fosse più alto di un 20% questi problemi sarebbero molto più contenuti.
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Vecchio 20-10-10, 12:47   #6 (permalink)
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Penso anche io che vi sia questo problema, però c'è anche il problema che se si va in pensione a 60 anni bisognerebbe aver precedentemente versato contributi adeguati, in alternativa si deve pensare di pagare le pensioni con quanto incassato dalle tasse, cosa magari anche parzialmente fattibile, ma solo se gli stipendi di chi è tassato per pagar le pensioni sono adeguati. Tassare maggiormente chi guadagna 1200 euro al mese per mandare in pensione un anno o 2 prima forse non è poi così una buona idea.

Il problema vero è la produzione di ricchezza, se il nostro pil fosse più alto di un 20% questi problemi sarebbero molto più contenuti.

Io penso che lasciare inutilizzati giovani piu' efficienti piu' freschi piu' attivi sia una perdita secca per la societa' .

(immaginiamo una squadra di calcio in cui o Totti o Del piero fossero obbligati a giocare a fino a 40 anni (ammesso e non concesso per nulla che i nostri lavoratori anziani siano paragonabili a questi due .. )

Sul modo per evitare questo grosso problema non mi pronuncio e per questo la mia domanda non verteva sulle tecniche possibile per avere la piena occupazione quanto sulla constatazione che a livello macroeconomico non ci sia la massima produttivita' possibile .

Se il PIL è cosi' basso non sara' anche per questo ???

Ultima modifica di gherardino : 20-10-10 alle ore 13:27
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Vecchio 20-10-10, 14:06   #7 (permalink)
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Il ns pil è basso per una serie di fattori, le pensioni sono solo una parte.

Indubbiamente dal punto di vista occupazionale prima si esce dal mondo dal lavoro e prima si liberano posti e/o attività in proprio per quelli che cercano l'ingresso. Che poi questi siano più produttivi è tutto da vedere, ma facciamo finta che sia vero.

Il problema è la sostenibilità dei conti pubblici come già detto da piof, una scelta anche giusta dal punto di vista macroeconomico può non esserlo da quello strettamente economico.
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Vecchio 20-10-10, 14:57   #8 (permalink)
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Aumentare l'eta' pensionabile on una situazione di forte disoccupazione da un punto di vista Macroeconomico e solo quello aiuta l'economia ???

Mi pongo la domanda in quanto un pensionato che lavora 5 anni in piu' impedisce a un giovane di lavorare per 5 anni .

Quindi da una parte abbiamo una persona neanche al massimo della sua efficienza e dall'altra una persona molto piu' dinamica anche se con minoire esperienza che si gira i pollici.

Quindi esaminando la questione son solo per il beneficio alle casse pubbliche ma in tutti i suoi aspetti :disoccupazione produttivita pil è un provvedimento benefico ???
La domanda è sensata e il ragionamento in prima battuta è corretto. Lasciare a casa i giovani per costringere a lavorare gente che lavora da 30-40 e non ne ha più voglia non ha molto senso, anche se va detto che le professionalità non sempre sono così facilmente sostituibili.

Purtroppo va detto che il problema che si cerca di affrontare con queste scelte è la sostenibilità della pensione pubblica, vera e propria sciagura.

Detto terra-terra, ci sono 10 persone oggi. 3 sono giovani disoccupati, 1 è pensionato, 5 sono lavoratori "ordinari" e 1 è prossimo alla pensione. In questo stato di cose, abbiamo 6 lavoratori che mantengono un pensionato, mentre i 3 giovani senza lavoro si arrangiano, per i conti del paese non sono un problema (ci penserà la famiglia).

Se quella persona prossima alla pensione ci va e un giovane prende il suo posto, avremo 6 lavoratori che debbono ora mantenere 2 pensionati. E' vero che ci sono solo 2 giovani disoccupati oggi, me ricordiamo, per i conti questo non è un problema.

Purtroppo la classe politica (tutte, anche all'estero) operano per autoconservazione, non per lungimiranza, quindi il ragionamento a lungo termine non esiste, esiste solo l'oggi e l'oggi è garantire l'equilibrio dei conti attuale.

Se esistesse un sistema pensionistico tutto contributivo e gestito da privati dove i soldi vengono effettivamente investiti in asset veri, il problema non si porrebbe, ognuno andrebbe in pensione quando vuole. Ma così non è e nell'immediato cio' che conta, come detto, è l'equilibrio dei conti. Un giovane disoccupato ai conti pubblici costa zero, un pensionato in più costa tanto.
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Vecchio 20-10-10, 15:27   #9 (permalink)
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Sono assolutamente d'accordo sulle osservazioni riguardo ai conti pubblici e proprio per questo volevo una risposta riguardante l'aspetto macroeconomico .

E' corretto il mio ragionamento ???
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Vecchio 20-10-10, 16:20   #10 (permalink)
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Sono assolutamente d'accordo sulle osservazioni riguardo ai conti pubblici e proprio per questo volevo una risposta riguardante l'aspetto macroeconomico .

E' corretto il mio ragionamento ???
No, non credo sia corretto. Comunque è una bella discussione.
Premetto che quanto dici sul grado di produttività è sacrosanto.
E che è per questo che Confindustria si è sempre opposta ai
paventati allungamenti dell'età pensionabile (propendendo, nei
periodi di vacche grasse che furono, per gli "esodi anticipati").

Da un punto di vista macroeconomico, considera però che
allungare di 5 anni l'età pensionabile, ad esempio, significa
(calcolo a spanne) un risparmio di 70 mld annui. E con 70
miliardi annui assumi un paio di milioni di dipendenti pubblici
oppure riduci le tasse e ravvivi la produzione privata portando
all'assunzione di un paio di milioni di dipendenti privati.

I giovani, più produttivi, troverebbero dunque uno sbocco.
E gli anziani, invece di poltrire davanti alla tv o in una bocciofila,
contribuirebbero alla produzione.
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