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Data registrazione: May 2009
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Sulle valute (scrivevo ad un mio amico)
Ecco una raccolta disorganizzata di considerazioni:
cercherei di inserire queste 2 note: 1) Queste guerre per la svalutazione nascono dal tentativo di favorire le proprie produzioni nazionali a discapito delle produzioni straniere, questo quindi per incrementare le esportazioni e per importare di meno, in sostanza per produrre di più a discapito di altri paesi. Perchè si punta sull'export? Perchè la domanda interna non è soddisfacente in moltissimi paesi e per ora prevale l'idea di puntare sull'export piuttosto che sullo stimolo alla domanda interna. 2) Ma c'è un'altra questione che tende a portare a questa situazione: l'inflazione generalmente bassa in questo periodo in molti paesi del mondo. Questo consente le politiche di espansione monetaria e di svalutazione, infatti proprio uno tra gli aspetti negativi delle scelte monetarie espansive e delle svalutazioni è l'inflazione che queste scelte comportano. Ma capirai benissimo che in un periodo di inflazione molto contenuta questi problemi non esistono, non è detto che prima o poi non compaiano, ma per ora è anzi opportuno intraprendere scelte monetarie espansive e svalutative, non solo per favorire l'export, ma anche per scongiurare la deflazione. Ti invio alcune cose che ho scritto esattamente oggi (non proprio tutto, qualcosa risale a qualche giorno fa): *********************** Leggevo forse un paio di giorni fa un articolo sul sole24ore che proponeva un parallelismo tra il protezionismo realizzato con dazi doganali negli anni 30 per favorire le produzioni nazionali e le recenti tendenze a seguire politiche monetarie tese a svalutare la propria valuta proprio per favorire le proprie produzioni. Nell'articolo si diceva che negli anni 30 il protezionismo aveva causato cali percentuali a doppia cifra nel commercio internazionali. Veniva quindi suggerita la possibilità che le recenti tendenze a cercare svalutazioni protezionistiche portino magari a problemi simili. Io non credo proprio che sia così, i dazi certamente farebbero calare il commercio internazionale, ma le guerre valutarie, il protezionismo esercitato con la svalutazione o il contenimento dell'apprezzamento di alcune valute dificilmente può causare crolli del commercio internazionale. Molto più probabilmente causa invece squilibri, ovvero fa sì che alcuni paesi importino più di quanto accadrebbe senza manipolazioni valutarie mentre altri importeranno meno. Globalmente quindi non credo proprio che la ricerca protezionistica della svalutazione possa portare a un crollo del commercio internazionale, anzi forse alcuni squilibri tra cui la sottovalutazione dello yuan ancorato al dollaro (o ad un paniere di valute) nonostante il notevole surplus commerciale cinese, ha addirittura gonfiato il commercio internazionale. Va anche ricordato che se tutti cercano di svalutare più o meno le cose restano per certi aspetti equilibrate se nessuno riesce a prevalere nella lotta per la svalutazione. Tutto questo non significa che non vi siano degli aspetti negativi in queste lotte valutarie, ma certo i dazi sono altra cosa. Senza dimenticare che nonostante gli sforzi delle bc è improbabile manipolare i cambi in maniera efficace a tempo indeterminato, ad esempio la cina genera inflazione con la sua scelta di mantenere lo yuan ancorato ad altre valute, sarà prima o poi proprio l'inflazione a vanificare gli sforzi cinesi... ************************ Mentre l'euro continua a rafforzarsi crescono i timori per i livelli che l'euro potrebbe raggiungere; la bce, a differenza di numerose altre banche centrali, non ha agito per limitare eventuali o reali rivalutazioni dell'euro. Probabilmente avrebbe potuto fare di più, ad esempio portando i tassi a livelli simili a quelli americani e giapponesi. Non so se questa scelta di non intervenire sarà vincente in un mondo in cui le altre bc intervengono, domani potrebbe esser troppo tardi... Purtroppo l'influenza tedesca nell'eurozona continua a farsi sentire. Le scelte bce e in generale le scelte europee continuano a favorire alcuni paesi creando sempre più un'europa a 2 velocità. *********************** La Cina, da quel che si legge, avrebbe, negli ultimi mesi ed anni, aperto al commercio in yuan anzichè in dollari con paesi sudamericani e con paesi asiatici. Alcuni di questi paesi stanno, sempre da quanto si legge, già accumulando yuan. La Cina ha già deficit commerciale con questi paesi. E' significativo rilevare che smepre la Cina ha recentemente aperto agli investitori esteri l'acquisto di titoli di stato cinesi in yuan. E' cominciata la yuanizzazione del mondo. La cina fa bene a seguire questra strategia, già da un paio d'anni pensavo che sarebbe stata una strada molto logica. L'accumulo di yuan da parte di alcuni paesi rende anche più facile per la cina la prosecuzione nella manipolazione della propia valuta nel confronto del dollaro, dato che limita almeno uno degli effetti collaterali di questa manipolazione: l'inflazione interna in cina, cosa per ora non preoccupante, data la crescita notevolissima del pil e della produttività cinese, 2 cose comunque destinate a ridursi nel tempo. La Cina aprirà progressivamente al commercio in yuan a partire dai ppaesi con cui ha deficit commerciale, paesi che accumuleranno yuan *********************** Alcuni analisti non sono d'accordo sul fatto che lo yuan sia poi così sottovalutato. Mi spiego meglio: è straovvio che se la Cina accumula dollari o titoli in dollari dal punto di vista delle bilance commerciali lo yuan è mantenuto artificiosamente basso, è sottovalutato, lo conferma anche il big mac index Però, come qualcuno fa notare, un libero accesso alla vendita e acquisto di yuan sui mercati valutari, il far diventare lo yuan una valuta liberamente convertibile in altre come l'euro o il dollaro, potrebbe causare un rapido ed elevato acquisto di dollari ed euro da parte di aziende e investitori cinesi. Infatti il risparmio in cina è notevole e potrebbe accadere che molti cambierebbero yuan in altre valute per investire altrove. Questo chiaramente è un elemento che andrebbe nelle direzione di svalutare lo yuan. In realtà penso che questo fenomeno sarebbe limitato, soprattutto perchè i tassi in cina sono maggiori che nella maggior parte del resto del mondo occidentale, i rendimenti sono generalmente maggiori e non mi sembra quindi così probabile una corsa cinese ad investimenti esteri, perchè fuggire da un paese che cresce del 10% l'anno per investire in italia? Sarebbe un fenomeno che difficilmente compenserebbe il riequilibramento dei valori valutari dovuto alla bilancia commerciale cinese ora in forte attivo. ********************* E ora torniamo tutti al Plaza a firmare la pax monetaria - Il Sole 24 ORE Trai tanti che scrivono di economia, Martin Wolf è secondo me trai migliori. L'articolo richiama gli accordi del Plaza Hotel di New York del 1985 nei quali fu trovato l'accordo per porre freno alla rivalutazione del dollaro. Alcuni paesi, soprattutto in centro-sud america erano stati colpiti negli anni precedenti da gravi crisi dovute al debito contratto in dollari, dollari che si erano apprezzati complicando la restituzione dei debiti. Il debito in valuta estera è da sempre causa di dificcoltà nel caso in cui quella valuta estera si rafforzi. Ma un nuovo Plaza non ci sarà, la Cina non è e non sarà per gli usa quel che il Giappone è stato nel 1985, l'aver consentito una svalutazione del dollaro ha aperto la strada a scelte che hanno portato alla crisi giapponese dei primi anni 90. Ancora oggi il Giappone soffre una valuta cronicamente troppo forte per le esigenze degli esportatori giapponesi. La Cina non ha nessun motivo per rischiare di ripercorrere la via giapponese, non va dimenticato che il giappone anni 90 era un paese ricco e nonostante la scarsa crescita dell'ultimo ventennio resta un paese ricco. La Cina invece non può certo permettersi di rischiare di fermarsi ora nella sua corsa. Martin Wolf fa riferimento in maniera precisa ad alcuni elementi che portano alcuni paesi verso questa lotta per la svalutazione: inflazione molto bassa e rischio deflazione domanda interna scarsa. Mi sembra difficile che si trovino accordi in stile Plaza, io credo che la Cina continuerà ad accumulare dollari e non solo mantenendo svalutato lo yuan, nel frattempo proseguirà nell'apertura al commercio in yuan con i paesi con cui ha deficit commerciale. Contemporaneamente aprirà agli investimenti stranieri in titoli di stato cinesi in yuan. Comincia la yuanizzazione del mondo, si legge che alcuni paesi stanno già accumulando yuan. Gli usa continueranno con il quantitative easing, cosa necessaria in queste condizioni, mi aspetto che continuino i tassi bassi e che i titoli usa continuino a esser emessi a rendimenti bassissimi. La bce resta una incognita, mi chiedo se interverrà nel caso in cui l'euro si apprezzi a oltre 1,6 dollari acquistabili con 1 euro, ma forse ci penseranno grecia e irlanda a calmare la rincorsa dell'euro...poi forse sarà il turno di altri paesi, spagna, portogallo...certamente non a breve. La situazione valutaria potrebbe modificarsi in maniera significativa nel giro di alcuni anni per la crescita dei salari cinesi. ******************** Per concludere, un'ultima precisazione: sarei cauto nel dare colpe agli squilibri valutari, l'economia vive di squilibri, di illusioni, di metodi che drogano il mercato, non è così scontato che gli squilibri dettati dalla maniplazione dello yuan abbiano un impatto negativo sull'economia, anzi, ogni tanto penso che senza questi squilibri la situazione potrebbe esser peggiore. Su di questo avevo scritto mesi e mesi fa sul forum, ma credo che farei veramente fatica a rintracciare i messaggi cercandoli tra varie centinaia |
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Data registrazione: Nov 2005
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World Bank Chief Sparks Gold Standard Debate
. Leading economies should consider readopting a modified global gold standard to guide currency movements, argues the president of the World Bank. Writing in the Financial Times, Robert Zoellick, the bank’s president since 2007, says a successor is needed to what he calls the “Bretton Woods II” system of floating currencies that has held since the Bretton Woods fixed exchange rate regime broke down in 1971. Mr Zoellick, a former US Treasury official, calls for a system that “is likely to need to involve the dollar, the euro, the yen, the pound and a renminbi that moves towards internationalization and then an open capital account”. He adds: “The system should also consider employing gold as an international reference point of market expectations about inflation, deflation and future currency values.” |
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Data registrazione: Nov 2005
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a discapito di quella dell'importatore. Se le merci sono prodotte e consumate nello stesso Paese è una partita di giro. Si arricchisce A s'impoverisce B. |
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Data registrazione: May 2010
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secondo me l'europa dovrebbe seguire la fed e procedere alla svalutazione dell'euro mediante immissione di moneta, così dovrebbe fare il giappone.
Altrimenti i guai americani li paghiamo noi altri. Io non capisco per quale motivo loro possono fare quantitative easing mentre noi stiamo li a guardare,al massimo ci limitiamo a criticare. Se il dollaro si svaluta come è logico aspettarsi dopo l'intervento recente della fed, voglio vedere paesi come l'italia e la francia dove esportano? Il giappone dove esporta più con questo yen a livelli assurdi? ![]() L'america è come un cane che si morde la coda. Alla fine con la loro dissennata politica monetaria manderanno in rovina intere aree economiche, e inevitabilmente, in un mondo globale, ciò finirà per colpire anche la loro economia. Non è pensabile avere un economia americana forte quando iniziano a saltare i paesi europei con maggiore debito. Ultima modifica di JPMarlin : 08-11-10 alle ore 17:13 |
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Data registrazione: Nov 2005
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che sono favorite le esportazioni (ns importazioni)in dollari . Perfetto !!! Noi siamo un Paese importatore. Il dollaro 'svalutato' ci favorisce. |
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Data registrazione: May 2010
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Le materie prime non scendono ma continuano a salire nonostante il dollaro debole..quindi
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Data registrazione: Feb 2008
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Infatti stiamo come 500 anni fa. Torna a giocare a pinnacola
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Data registrazione: Nov 2005
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Gli scambi commerciali ovviamente aiutano a lubrificare l'economia. |
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