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Data registrazione: Mar 2000
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Quando e come parlare di bolle speculative
Cos’è una Bolla Razionale Crescente
Col termine bolle razionali crescenti intendiamo quindi persistenti deviazioni del prezzo di un asset dal valore dei suoi fondamentali, deviazioni che incorporano un possibile trend di crescita esponenziale dei corsi. Ciò equivale a considerare come giustificato l’acquisto dell’asset a un prezzo eccessivo rispetto ai fondamentali poiché risulta razionale assumere che il prezzo possa ancora crescere: quanto osservabile sul mercato, ossia l’esperienza di breve, indicherebbe infatti che, seppure con rischio crescente, la dinamica positiva potrebbe ancora proseguire. Gli operatori hanno consapevolezza del fatto che i prezzi da loro osservati sul mercato eccedono il valore intrinseco, ma questo non li dissuade “dall’entrare sul mercato”; di fatto gli investitori sono incentivati dalla prospettiva di un’ulteriore crescita, pur consci del pericolo di scoppio della bolla. Il rialzo persiste fintanto che sul mercato gli operatori non si convincano che la probabilità di scoppio sia maggiore di quella di un ulteriore aumento . Inizia così il meccanismo opposto a quello che aveva mosso i prezzi nel periodo precedente: una cumulativa e veloce corsa verso il ribasso. Nel modello appena illustrato, coerentemente con le ipotesi di mercato efficiente, si può affermare che siano assenti extraprofitti, dal momento che viene percepito un corrispondente premio per il rischio; gli operatori neutrali al rischio non sono incentivati a partecipare alla “scommessa” al prezzo “r” e nel caso di operatori avversi al rischio la bolla dovrà crescere, in termini di remunerazione, più velocemente del tasso di sconto (1+r) dei flussi attesi, in modo da garantire agli operatori un equo premio che li incentivi a detenere l’attività. Matematicamente Pt = Σi=0;∞ [E (Dt+1 | It ) / (1+r)i] + Bt; La bolla, per essere attraente agli occhi degli investitori, dovrà fornire un certo rendimento, ossia crescere al tasso “r” in ogni periodo. Il prezzo di mercato sarà: Bt+1 = (1+r) Bt + Zt; “Zt” termine di errore casuale, imprevedibile, in media uguale a zero e non correlato con i suoi valori precedenti. Nel momento in cui il tasso di crescita “r” diventa irrazionale, si entra nel campo delle Bolle Irrazionali. Cos’è una Moda (FAD) Sui mercati finanziari si possono diffondere comportamenti collettivi uniformi che allontanano per un periodo di tempo, più o meno lungo, il prezzo dei titoli dai loro fondamentali. Di fatto, così come esistono e si diffondono mode nei confronti di vestiti, alimentazione, opinioni politiche ed attività ludiche (apparentemente guidate da elementi irrazionali, o da ragioni difficilmente correlabili con eventi di natura nota), sono osservabili fenomeni di comportamento gregario nelle opinioni e nei comportamenti anche relativamente al settore degli investimenti. Lo stesso Shiller (2000) sostiene che opinioni largamente diffuse e condivise da un numero elevato di persone, influenzino tanto le scelte di investimento quanto le altre attività sociali . Si potrebbe però contestare tale asserzione dal momento che l’allocazione di portafoglio dei singoli è condizionata dal soggettivismo che caratterizza la propensione al rischio e le aspettative che i singoli ripongono nei loro investimenti. Secondo Shiller è comunque possibile che già dal momento in cui il singolo forma le proprie convinzioni ed aspettative esso venga “contagiato” dalle opinioni presenti sul mercato; a rafforzare tale ipotesi vi è inoltre l’impossibilità di adottare una metodologia definitiva di valutazione del valore intrinseco delle azioni. In accordo con l’ipotesi di random walk dei prezzi, le mode risultano quindi imprevedibili così come il comportamento e la reazione degli investitori al diffondersi di nuove informazioni finanziarie su dividendi e utili. La schiera di studiosi dedicatisi all’argomento in oggetto traggono le loro origini dalle scienze sociali, mentre l’attenzione degli economisti è stata catalizzata e ravvivata dell’implicito fenomeno di volatilità eccessiva che caratterizza i movimenti caotici dei fenomeni di fads. Sulla base del contributo di Camerer si possono distinguere tre diverse categorie di fads, il cui discriminante risulta essere il modo in cui queste si manifestano. I prezzi possono variare al variare dell’utilità percepita da parte dei detentori di un determinato asset, l’esempio riportato fa riferimento alle opere d’arte: la percezione del loro valore varia al variare delle preferenze stereotipate e collettivamente condivise. La seconda ragione riguarda cambiamenti collettivi nelle convinzioni sul corretto valore intrinseco degli asset, in questo caso si fa riferimento ai fattori sociologici, psicologici e culturali che influenzano il mercato. In terzo luogo, il movimento dei prezzi può essere dovuto a fads relative ai rendimenti attesi; in questo caso le mode possono essere generate da comportamenti razionali, semprechè al crescere dei prezzi vi sia una correlata variazione nella percezione del rischio di un titolo . L’effettiva esistenza sui mercati finanziari di fenomeni come le mode è stata in passato “sostenuta” esclusivamente da esperienze - come la ‘tulipanomania ’ - dalle quali emergevano comportamenti guidati da meccanismi di natura emotiva: gli investitori risultavano eccessivamente entusiasti riguardo taluni asset, dalla spiccata natura speculativa, ed i giudizi razionali lasciavano spazio ad interpretazioni dominate da esuberanza irrazionale. D’altro canto, come dimostra il premio Nobel 2002 attribuito a Kahneman e Smit , in questi ultimi tempi le scienze sociali e psicosociali dedicano sempre più interesse e risorse allo studio dei meccanismi che guidano le scelte degli operatori economici, allo scopo di formalizzare tali comportamenti, diventando una base per i modelli più recenti di analisi dei fenomeni di anomalie sui mercati finanziari… ma non solo… Ultima modifica di dogo : 28-09-10 alle ore 13:03 |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2000
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Eggià, è veramente collegata agli aspetti emotivi e psicologici che dominano le scelte umane.
In tema è proprio il seguente: - so che c'è sopravvalutazione; - compro lo stesso confidando che ci sia un altro disposto a prendersi il mio asset il giorno dopo, ad un prezzo maggiore. Tutto è nascosto dietro alla definizione matematica di bolla: Bt+1 = (1+r) Bt + Zt; Il valore della bolla "domani" è atteso come maggiore di oggi, al netto di un errore imprevedibile, casuale, in media uguale a zero e non correlato con i suoi valori precedenti. Quando questo errore si realizza, ecco che la bolla scoppia...: fino ad oggi nessuno è mai stato in grado di scoprire cosa scateni Zt, ossia l'Errore... nè nel 1987, nè nel 2000, nè nel 1600 con i tulipani, o John Law... o negli schemi Ponzi... E' un "attimo", basta che una persona diffonda l'idea del fatto che una ulteriore crescita sia insostenibile, ed ecco che il castello di carta crolla su se stesso... Il fatto è che ogni volta crolla una volta arrivato a livelli differenti da quelli raggiunti dalla bolla precedente. Tutti sanno che l'asset è sopravvalutato... ma tutti vogliono far finta di credere di poter salire sul carro dei vincitori, prima che si ribalti. |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2000
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Zt è un RW che viene sottovalutato... o la cui direzione monotona crescente viene erroneamente considerata (per induzione) come "adeguata al nostro gioco in base al nostro holding period".
Poi arriva il WN, ed il drift diventa molto di più che "non nullo", perchè assume le sembianze di un "gradiente negativo". Parafrasando il termine Drift con la sua accezione automobilistica, è un pò come se durante una bolla si affrontasse una curva con una 4*4 su asfalto: il drift non è controllato, ed inizialmente è nullo... il fatto è che quando "l'auto parte", lo fa di colpo, ed il drift non solo diventa non nullo, ma diventa immediato verso la tangente... Lo stesso accade con gli asset in bolla: al crescere del valore della bolla, aumenta il "peso" del drift.. che si gonfia fino a scoppiare. Direi però di non annoiare gli altri con "abbreviazioni" econometriche, anche perchè le Bolle sono più cosa psicologica che matematica (questa serve solo a rappresentarle e quantificarle)... e le divagazioni econometriche altro non sono che un modo come un altro per rappresentare tali distorsioni (potremmo assimilare le bolle ad un sistema martingale, dove a crescere in modo geometrico non è la puntata iniziale, bensì il rischio che tutto crolli in un istante... o poco più), ma non ne "spiegano" nulla in termini di genesi. Ultima modifica di dogo : 28-09-10 alle ore 15:09 |
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#6 (permalink) |
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STAY ALIVE !!!
Data registrazione: Apr 2005
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proviamo a sviluppare la questione
quando si hanno formule integrate nel tempo, tecnicamente si sta trattando di un pb di risposta di un dato sistema ad una forzante...quindi accanto alla evoluzione nel tempo della forzante (valore bolla+fluttuazioni casuali) sarebbe opportuno introdurre l'evoluzione della " rigidita' " del sistema su cui incide tale forzante cioe' come si modifica -nel tempo- la capacita' del sistema ad assorbire l'energia fornita dalla forzante esterna |
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#7 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2000
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Per favore, non scriviamo sciocchezzuole, non serve sviluppare alcuna questione...: il problema delle bolle non è econometrico/statistico/matematico.
Le attuali formule hanno già illustrato tutto delle bolle, in modo chiaro e matematicamente semplice... Per chi volesse dettagli in italiano: Efficienza e stabilità dei mercati finanziari - G. Vaciago - G. Verga, Il Mulino, 9788815037336 Le bolle si palesano in modo incontroverbile: tuttavia nella mente avida dell'uomo scatta un qualcosa di irrazionale che lo fa partecipare ad un gioco dove la probabilità di vincere è praticamente nulla, come se si fosse in una Martingala: c'è in giro tanta gente che scommette ai vari videopoker o Superenalotto il doppio pensando di recuperare la precedente perdita... Oppure gioca i nr ritardatari pensando vi sia qualche correlazione con il futuro...: lo stesso avviene con le Bolle Speculative Irrazionali. Il valore atteso razionale dell'asset è già praticamente zero, ma la gente investe lo stesso. E' l'aspetto psicologico distorsivo ad essere fondamentale: ossia l'nterpretazione - "oggi" - delle poce informazioni disponibili, sulla base delle quali si formulano congetture spesso adattate adhoc alle aspettative irrazionali del singolo. Ultima modifica di dogo : 29-09-10 alle ore 12:03 |
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Mar 2000
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Le distorsioni comportamentali sono proprio ciò che rende una dinamica gaussiana come totalmente inefficace per prevenire/curare. Gli attori si comportano "secondo un comportamento medio e prevedibile" fino a quando non diventano di colpo "imprevedibili": l'impatto di quest'ultimo shock è devastante ed immediato, quindi imprevedibile ed impossibile da arginare. |
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the micro one
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Citazione:
Deriva tutto dalla corretta interpretazione del termine "razionale", il quale non può possedere un'estensione universale, quindi logico ed efficace sempre e ovunque, bensì del tutto personale del singolo individuo. Gli effetti macroeconomici sono semplicemente la sommatoria algebrica delle scelte - sempre razionali in quest'ottica - individuali. Altrimenti una "bolla razionale" risulta evidentemente un ossimoro. |
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