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Stairway To Heaven
Data registrazione: Aug 2006
Messaggi: 14,219
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ECONOMIA ITALIANA: il Financial Times prevede tempi duri
Economia italiana: addio “bella figura”
Il Financial Times prevede tempi duri Per il quotidiano inglese l'Italia ha bisogno di una rivoluzione politica. Altrimenti un lungo e lento declino dell'economia (già iniziato) sarà inevitabile 31 agosto 2010 “Italy’s fading bella figura”. La proverbiale “bella figura”, a cui tengono molto gli italiani, è in pericolo, in particolare in campo economico. Lo scrive oggi il Financial Times (Ft) nella “Lex Column” quotidiana, una sezione dedicata ai commenti sulle principali notizie economiche e finanziarie. “Che il modello economico italiano sopravviva a un sistema politico disastroso è una delle glorie dell’Europa”, si legge. “Nonostante si succedano al potere governi inefficienti, le imprese navigano con successo in mezzo a un debito pubblico enorme, all’erosione dei propri vantaggi competitivi e a una concorrenza sull’export sempre più spietata”. L’Italia riesce a rimanere miracolosamente nel gruppo dei sette paesi più industrializzati del mondo. Peccato che i miracoli, in economia, abbiano vita breve. “Il successo del modello italiano è in larga parte un’illusione”, spiega il quotidiano della City londinese. “Negli ultimi dieci anni il prodotto interno lordo è cresciuto di 10 punti percentuali in meno rispetto alla media della zona euro”. A dirlo sono i dati di una ricerca pubblicata da Capital Economics, una delle maggiori società di consulenza sulle politiche macroeconomiche dei governi, con sede a Londra. “Tra poco arriverà un nuovo autunno caldo”, continua Ft. “Come vuole la tradizione nazionale, la coalizione del primo ministro Silvio Berlusconi si sta autodistruggendo. Molti sperano che sia proprio lui a rimetterci. Ma i potenziali vincitori hanno poco da offrire”. Il Financial Times cita ancora una volta Giulio Tremonti e Gianfranco Fini come eventuali candidati, ma spiega che nessuno dei pretendenti alla successione parla mai di riforme strutturali del mercato del lavoro, dell’educazione o della pubblica amministrazione, di cui l’Italia ha urgentemente bisogno. In ballo ci sarebbe solo la conquista del potere, con conseguenze nefaste per l’economia del paese: “la lotta intestina all’interno della destra italiana potrà portare solo a un’ulteriore stagnazione”, commenta l’editorialista del Financial Times. La preoccupazione per il destino dell’Italia è sempre più sentita dagli investitori. Non tanto per un livello di debito pubblico che supera ormai il 120% del Pil. Il debito, per il giornale inglese, non sarebbe un grosso problema, perché “le famiglie e le imprese italiane hanno mantenuto un livello di indebitamento molto basso”. Il vero punto debole è l’economia reale, con un livello di competitività per costo dell’unità del lavoro che, rispetto alla Germania, è sceso del 26% dal 1999, e la produttività a che è calata del 6%, mentre la zona euro è cresciuta mediamente del 7%. Nelle tasche di chi investe in borsa il declino italiano si è sentito in modo chiaro. Dal 1999 al 2009 le azioni di Piazza Affari hanno reso in media undici punti in meno rispetto all’FTSE Eurofirst 300, un indice che misura l’andamento in borsa delle 300 maggiori società europee. “Confindustria mette in guardia dal pericolo che il destino dell’Italia, senza riforme, sia un lento e lungo declino. Un processo che potrebbe essere già cominciato”, chiude Ft. “L’Italia ha bisogno di una rivoluzione a livello politico, non di superare una crisi politica. Solo così potrà recuperare la magia della crescita economica”. f/ |
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Part-time trader
Data registrazione: Feb 2007
Messaggi: 1,199
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Governi inefficienti ne abbiamo sempre avuti, quello che secondo me è stato la causa del divario è l'introduzione dell' euro. Eravamo abituati ad una moneta che perdeva valore con gli anni, e trovarsi nel giro di pochissimi anni con una moneta che non perde valore ha messo in crisi la nostra mentalità. Penso che una cosa importante di cui dobbiamo renderci conto è che "la casa non è vero che non perde mai di valore" e liberare tutte le risorse bloccate sull'immobiliare. Anche la Spagna è nelle nostre stesse condizioni di mentalità.
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#8 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 3,879
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Cosa vogliamo rimproverare al Financial Times?
Di dire quello che tutti sappiamo? Stiamo subendo un declino spaventoso, ogni anno sento sempre più persone che lasciano il paese. Ci avete fatto caso, ma l'italiano in generale è diventato iper-nervoso, suscettibile, in ogni caso triste. La colpa, nonostante tutti quelli che dicono che il PIL non conta nulla, è solo ed esclusivamente del PIL che non cresce. |
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#9 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Aug 2010
Messaggi: 214
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L'occasione c'era
PRODI e la politica dei tagli, quelli veri: 1- provincie 2- legge bassanini 3- liberalizzazione consulenze 4- privatizzazione VERA di alitalia e ferrovie ma si sa da sinistra a destra, se tocchi la CASTA e parentame, muori.... vero Romano?
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