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Vecchio 18-07-10, 20:09   #1 (permalink)
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Domanda ai "fan" di Joe Stiglitz et similia

Per similia intendo tutti gli ammiratori dei sottoscrittori di lettere[1] e in particolare di appelli [2] vari.

La questione è questa.
Joe Stiglitz nel suo libro "Roaring Nineties", che possiedo in versione italiana, si vanta di aver promosso, ai tempi della prima amministrazione Clinton, uno "strano" progetto di politica economica, che consisteva nell'abbassare il deficit.
Le motivazioni erano tutte fondate sui più recenti sviluppi della teoria economica, quindi aspettative razionali, etc. Il giochetto era semplice: abbassando il deficit in modo credibile scateniamo due effetti: i) abbattiamo le aspettative sui tassi di interesse a lungo termine, stimolando gli investimenti. ii) per la nota equivalenza ricardiana, meno deficit domani significa meno tasse domani, quindi gli agenti razionali vedendo un aumento del reddito permanente, iniziano a spendere di più.

Insomma, tutto il contrario dell'esoterico modellino "reddito-spesa" che insegnano al primo anno di università, chiamandolo "macroeconomia". Quel modellino infatti dice che se abbassi il deficit, causi una recessione, non ci sono cacchi.

A questo punto la domanda è: Stiglitz è incoerente oppure lo citate solo quando vi conviene?

[1] - http://www.letteradeglieconomisti.it/
[2] - http://www.appellodeglieconomisti.com/index.php
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Vecchio 19-07-10, 07:13   #2 (permalink)
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Premetto che non sono "fan" di nessuno; le politiche di cui parli (e di cui Stigliz si bulla) paiono perfette - anche ad un keynesiano puro - per momenti di espansione economica, come furono i roaring nineties.
fdg86 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-07-10, 09:47   #3 (permalink)
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Premetto che non sono "fan" di nessuno; le politiche di cui parli (e di cui Stigliz si bulla) paiono perfette - anche ad un keynesiano puro - per momenti di espansione economica, come furono i roaring nineties.
no, per il "keynesiano puro" sono bestemmie. anche nel '92 si stava uscendo da una recessione.

per il resto, nei momenti di espansione economica, certa gente scrive che ridurre il deficit è sbagliato (vedasi link 2)
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Vecchio 19-07-10, 10:14   #4 (permalink)
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Per similia intendo tutti gli ammiratori dei sottoscrittori di lettere[1] e in particolare di appelli [2] vari.

La questione è questa.
Joe Stiglitz nel suo libro "Roaring Nineties", che possiedo in versione italiana, si vanta di aver promosso, ai tempi della prima amministrazione Clinton, uno "strano" progetto di politica economica, che consisteva nell'abbassare il deficit.
Le motivazioni erano tutte fondate sui più recenti sviluppi della teoria economica, quindi aspettative razionali, etc. Il giochetto era semplice: abbassando il deficit in modo credibile scateniamo due effetti: i) abbattiamo le aspettative sui tassi di interesse a lungo termine, stimolando gli investimenti. ii) per la nota equivalenza ricardiana, meno deficit domani significa meno tasse domani, quindi gli agenti razionali vedendo un aumento del reddito permanente, iniziano a spendere di più.

Insomma, tutto il contrario dell'esoterico modellino "reddito-spesa" che insegnano al primo anno di università, chiamandolo "macroeconomia". Quel modellino infatti dice che se abbassi il deficit, causi una recessione, non ci sono cacchi.

A questo punto la domanda è: Stiglitz è incoerente oppure lo citate solo quando vi conviene?

[1] - http://www.letteradeglieconomisti.it/
[2] - http://www.appellodeglieconomisti.com/index.php
Ancora con questa menata delle aspettative razionali?
Ma la teoria di Lucas è stata o no confermata dagli eventi?
No.
Infatti non se ne parla più.
A parte i forum...
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Vecchio 19-07-10, 10:21   #5 (permalink)
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Ancora con questa menata delle aspettative razionali?
Ma la teoria di Lucas è stata o no confermata dagli eventi?
No.
Infatti non se ne parla più.
A parte i forum...
non è la "teoria di lucas", è l'ipotesi (giusta) su cui si basa la teoria economica da 30 anni.
e i fatti la confermano ampiamente, basta essere un attimo dentro la letteratura.

quello che i fatti assolutamente non confermano, invece, è il modellino esoterico del "moltiplicatore", che invece per funzionare richiede che gli agenti siano dei deficienti
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Vecchio 19-07-10, 10:32   #6 (permalink)
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Ancora con questa menata delle aspettative razionali?Ma la teoria di Lucas è stata o no confermata dagli eventi?
No.
Infatti non se ne parla più.
A parte i forum...
quindi il futuro (quello prevedibile,annunciato) non influisce
sulle scelte degli 'attori' ?
Se ben ricordo,all'annuncio di un aumento dell'IVA in Germania,
che sarebbe entrato in vigore l'anno successivo....
le vendite crebbero.
chissà come mai ???
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Vecchio 19-07-10, 10:34   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da ramirez Visualizza messaggio
quindi il futuro (quello prevedibile,annunciato) non influisce
sulle scelte degli 'attori' ?
Se ben ricordo,all'annuncio di un aumento dell'IVA in Germania,
che sarebbe entrato in vigore l'anno successivo....
le vendite crebbero.
chissà come mai ???
guarda, uno che afferma che "non si parla più" di aspettative razionali non ha neanche bisogno di essere confutato.
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Vecchio 19-07-10, 12:17   #8 (permalink)
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One determinant of consumption is consumer confidence. If consumers expect good economic conditions and are optimistic about their economic prospects, they are more likely to buy major items such as cars or furniture. The result would be an increase in the real value of consumption at each price level and an increase in aggregate demand. In the second half of the 1990s, sustained economic growth and low unemployment fueled high expectations and consumer optimism. Surveys revealed consumer confidence to be very high. That consumer confidence translated into increased consumption and increased aggregate demand. In contrast, a decrease in consumption would accompany diminished consumer expectations and a decrease in consumer confidence, as happened after the stock market crash of 1929. The same problem has plagued the economies of most Western nations in 2008 as declining consumer confidence has tended to reduce consumption. A survey by the Conference Board in September of 2008 showed that just 13.5% of consumers surveyed expected economic conditions in the United States to improve in the next six months. Similarly pessimistic views prevailed in the previous two months. That contributed to the decline in consumption that occurred in the third quarter of the year
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Vecchio 19-07-10, 12:48   #9 (permalink)
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non è la "teoria di lucas", è l'ipotesi (giusta) su cui si basa la teoria economica da 30 anni.
e i fatti la confermano ampiamente, basta essere un attimo dentro la letteratura.

quello che i fatti assolutamente non confermano, invece, è il modellino esoterico del "moltiplicatore", che invece per funzionare richiede che gli agenti siano dei deficienti
Quale letteratura, di grazia?
I vari forum della destra ultraliberale?
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Vecchio 19-07-10, 12:52   #10 (permalink)
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One determinant of consumption is consumer confidence. If consumers expect good economic conditions and are optimistic about their economic prospects, they are more likely to buy major items such as cars or furniture. The result would be an increase in the real value of consumption at each price level and an increase in aggregate demand. In the second half of the 1990s, sustained economic growth and low unemployment fueled high expectations and consumer optimism. Surveys revealed consumer confidence to be very high. That consumer confidence translated into increased consumption and increased aggregate demand. In contrast, a decrease in consumption would accompany diminished consumer expectations and a decrease in consumer confidence, as happened after the stock market crash of 1929. The same problem has plagued the economies of most Western nations in 2008 as declining consumer confidence has tended to reduce consumption. A survey by the Conference Board in September of 2008 showed that just 13.5% of consumers surveyed expected economic conditions in the United States to improve in the next six months. Similarly pessimistic views prevailed in the previous two months. That contributed to the decline in consumption that occurred in the third quarter of the year
Bravo, Ramirez!

La penso anch'io come te, solo che qualche settimana fa è stato postato un articolo in cui si sosteneva che i consumi delle persone sono un dato piatto, costante, immutabile, e che a fare la differenza sul piano della domanda non sono i consumi ma gli investimenti delle imprese.

Non è che le decisioni relative investimenti sono fatte a partire dalle aspettative sui consumi?

Giammai! Eresia! Vade retro!
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