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Vecchio 28-06-10, 12:17   #1 (permalink)
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Italia= Titanic, DEBITO/PIL 116% NEL 2009, IL PIU' Alto in UE

DEBITO/PIL 116% NEL 2009, IL PIU' ALTO IN UE

11:44 28 GIU 2010

(AGI) - Roma, 28 giu. - Il debito pubblico in Italia e' sempre il piu' alto in Europa: nel 2009, in rapporto al Pil, dopo il calo rilevato nel 2007, ha proseguito la crescita gia' registrata nel 2008, aumentando di quasi 10 punti percentuali rispetto all'anno precedente e attestandosi al 115,8%, valore molto prossimo a quelli rilevati alla fine degli anni '90. Nel confronto con i paesi dell'Ue, lo stock di debito pubblico italiano in percentuale al Pil continua ad essere il piu' alto, a fronte del 73,6% rilevato in media Ue-27). E' quanto sostiene l'Istat che ha diffuso oggi informazioni dettagliate sui conti economici e i principali aggregati annuali del settore delle Amministrazioni pubbliche. Questi i dati principali, segnalati dall'Istat: deficit/Pil 2009 quasi raddoppiato rispetto all'anno precedente (si e' passati dal 2,7% al 5,3%). In valore assoluto, l'indebitamento risulta pari a 80.800 milioni di euro, maggiore di 38.225 milioni di euro rispetto al 2008. Non solo, nel 2009 il saldo primario (indebitamento al netto della spesa per interessi) del nostro paese e' risultato negativo (-0,6% del Pil), in calo del 3,1% rispetto al 2008. Grazie alla riduzione dei tassi d'interesse, e' diminuita anche l'incidenza degli interessi passivi sul Pil, pari al 4,7% (5,2% nel 2008).
Anche il saldo delle partite correnti e' stato negativo: il disavanzo e' pari a 31.129 milioni di euro, con un peggioramento rispetto all'anno precedente di 43.216 milioni di euro. In rapporto al Pil il saldo e' sceso attestandosi al -2%, per effetto della dinamica della crescita delle uscite correnti (2,3%) e del calo delle entrate correnti (-3,6%). E' cresciuta invece la spesa pubblica complessiva del 3,1%, evidenziando una decelerazione rispetto al 2008 (+3,6%). La sua incidenza sul Pil e' aumentata, passando dal 49,4% nel 2008 al 52,5%.
Nell'ambito delle spese correnti, continua l'Istat, i redditi da lavoro dipendente (che incidono per circa un quinto sul totale delle uscite) sono saliti, in Italia, dell'1,0%, con un ritmo molto inferiore rispetto al 2008 (3,6%). Le spese per consumi intermedi hanno registrato un aumento del 7,5%, proseguendo la tendenza degli anni precedenti; le prestazioni sociali in natura, che includono prevalentemente le spese per assistenza sanitaria in convenzione, sono aumentate del 4,0%.
Di conseguenza, la spesa per consumi finali delle Amministrazioni pubbliche e' aumentata del 3,3%, in rallentamento rispetto alla crescita del 4,3% del 2008. Il contributo piu' importante alla crescita della spesa, in Italia, come negli altri paesi Ue, proviene dalle prestazioni sociali in denaro (pensioni, sussidi, ecc.): nel 2009 queste hanno segnato un'incidenza di oltre il 36% sulle uscite e una crescita rispetto al 2008 del 5,1%, dovuta all'effetto della crisi sugli ammortizzatori sociali. Tra questi, si segnalano l'indennita' di disoccupazione, cresciuta di circa 2 miliardi di euro. Fra le spese in conto capitale, va segnalato l'aumento degli altri trasferimenti in c/capitale alle imprese di circa 2,5 miliardi di euro, riconducibile, in larga misura, al rimborso straordinario riconosciuto alle imprese in applicazione della deduzione del 10% dell'Irap, a fronte dei maggiori versamenti di Irpef e Ires effettuati nei periodi di imposta precedenti il 31 dicembre 2008. Nel 2009 le entrate totali sono diminuite dell'1,9%, interrompendo la tendenza alla crescita degli ultimi anni. Tuttavia, a causa della caduta del Pil, l'incidenza su quest'ultimo e' pari al 47,2%, in aumento rispetto al 46,7% dell'anno precedente. La componente di gran lunga piu' rilevante delle entrate complessive (oltre il 90%) e' rappresentata dal prelievo fiscale e parafiscale (imposte e contributi sociali). La pressione fiscale complessiva rispetto al Pil e' aumentata, passando dal 42,9% del 2008 al 43,2% del 2009. La flessione delle imposte dirette e' dovuta essenzialmente al calo del gettito Ires (-23,1%) rispetto al 2008, mentre quella delle imposte indirette ha risentito delle significative diminuzioni del gettito dell'Iva (-6,7%) e dell'Irap (-13%). L'andamento dei contributi sociali effettivi riflette la tenuta delle retribuzioni lorde, dovuta alla lieve crescita dell'importo medio pro-capite, che ha parzialmente compensato la flessione dell'occupazione. L'incidenza sul Pil del prelievo tributario e contributivo dell'Italia risulta pari a quello rilevata in Francia e inferiore a quella di Belgio (45,3%) e Austria (43,8%), oltre che rispetto ai paesi scandinavi, i cui piu' evoluti sistemi di welfare hanno storicamente richiesto un maggiore ricorso alla fiscalita' generale. Danimarca e Svezia, infatti, presentano i valori piu' elevati della pressione fiscale (rispettivamente 49,0% e 47,8%), mentre quelli piu' bassi si riscontrano in Lettonia (26,5%), Romania (28,0%), Slovacchia e Irlanda (29,1%), Lituania (29,3%) e Bulgaria (30,9%). (AGI) .


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Nei paesi scandinavi le tasse sono alte, ma l'università gratis, i libri per gli studenti sono gratis, gli studenti hanno casa gratis, si investe nella tecnologia, internet è gratis per tutti, i rifiuti si riciclano nei supermarket pagando chi li porta indietro, i referendum si fanno online con carta elettronica risparmiando 250 milioni di euro.

Ultima modifica di luca rossi : 28-06-10 alle ore 13:16
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Vecchio 28-06-10, 12:21   #2 (permalink)
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Nei paesi scandinavi le tasse sono alte, ma l'università gratis, i libri per gli studenti sono gratis, gli studenti hanno casa gratis, si investe nella tecnologia, internet è gratis per tutti, i rifiuti si riciclano nei supermarket pagando chi li porta indietro, i referendum si fanno online con carta elettronica risparmiando 250 milioni di euro.
Nei paesi scandinavi....
In Italia invece c'é gente che non sa nemmeno leggere, cosa vuoi che faccia con carta elettronica ?

L'ignoranza in questo paese é un'arma di Governo.
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Vecchio 28-06-10, 12:25   #3 (permalink)
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DEBITO/PIL 116% NEL 2009, IL PIU' ALTO IN UE

11:44 28 GIU 2010

(AGI) - Roma, 28 giu. - Il debito pubblico in Italia e' sempre il piu' alto in Europa: nel 2009, in rapporto al Pil, dopo il calo rilevato nel 2007, ha proseguito la crescita gia' registrata nel 2008, aumentando di quasi 10 punti percentuali rispetto all'anno precedente e attestandosi al 115,8%, valore molto prossimo a quelli rilevati alla fine degli anni '90. Nel confronto con i paesi dell'Ue, lo stock di debito pubblico italiano in percentuale al Pil continua ad essere il piu' alto, a fronte del 73,6% rilevato in media Ue-27). E' quanto sostiene l'Istat che ha diffuso oggi informazioni dettagliate sui conti economici e i principali aggregati annuali del settore delle Amministrazioni pubbliche. Questi i dati principali, segnalati dall'Istat: deficit/Pil 2009 quasi raddoppiato rispetto all'anno precedente (si e' passati dal 2,7% al 5,3%). In valore assoluto, l'indebitamento risulta pari a 80.800 milioni di euro, maggiore di 38.225 milioni di euro rispetto al 2008. Non solo, nel 2009 il saldo primario (indebitamento al netto della spesa per interessi) del nostro paese e' risultato negativo (-0,6% del Pil), in calo del 3,1% rispetto al 2008. Grazie alla riduzione dei tassi d'interesse, e' diminuita anche l'incidenza degli interessi passivi sul Pil, pari al 4,7% (5,2% nel 2008).
Anche il saldo delle partite correnti e' stato negativo: il disavanzo e' pari a 31.129 milioni di euro, con un peggioramento rispetto all'anno precedente di 43.216 milioni di euro. In rapporto al Pil il saldo e' sceso attestandosi al -2%, per effetto della dinamica della crescita delle uscite correnti (2,3%) e del calo delle entrate correnti (-3,6%). E' cresciuta invece la spesa pubblica complessiva del 3,1%, evidenziando una decelerazione rispetto al 2008 (+3,6%). La sua incidenza sul Pil e' aumentata, passando dal 49,4% nel 2008 al 52,5%.
Nell'ambito delle spese correnti, continua l'Istat, i redditi da lavoro dipendente (che incidono per circa un quinto sul totale delle uscite) sono saliti, in Italia, dell'1,0%, con un ritmo molto inferiore rispetto al 2008 (3,6%). Le spese per consumi intermedi hanno registrato un aumento del 7,5%, proseguendo la tendenza degli anni precedenti; le prestazioni sociali in natura, che includono prevalentemente le spese per assistenza sanitaria in convenzione, sono aumentate del 4,0%.
Di conseguenza, la spesa per consumi finali delle Amministrazioni pubbliche e' aumentata del 3,3%, in rallentamento rispetto alla crescita del 4,3% del 2008. Il contributo piu' importante alla crescita della spesa, in Italia, come negli altri paesi Ue, proviene dalle prestazioni sociali in denaro (pensioni, sussidi, ecc.): nel 2009 queste hanno segnato un'incidenza di oltre il 36% sulle uscite e una crescita rispetto al 2008 del 5,1%, dovuta all'effetto della crisi sugli ammortizzatori sociali. Tra questi, si segnalano l'indennita' di disoccupazione, cresciuta di circa 2 miliardi di euro. Fra le spese in conto capitale, va segnalato l'aumento degli altri trasferimenti in c/capitale alle imprese di circa 2,5 miliardi di euro, riconducibile, in larga misura, al rimborso straordinario riconosciuto alle imprese in applicazione della deduzione del 10% dell'Irap, a fronte dei maggiori versamenti di Irpef e Ires effettuati nei periodi di imposta precedenti il 31 dicembre 2008. Nel 2009 le entrate totali sono diminuite dell'1,9%, interrompendo la tendenza alla crescita degli ultimi anni. Tuttavia, a causa della caduta del Pil, l'incidenza su quest'ultimo e' pari al 47,2%, in aumento rispetto al 46,7% dell'anno precedente. La componente di gran lunga piu' rilevante delle entrate complessive (oltre il 90%) e' rappresentata dal prelievo fiscale e parafiscale (imposte e contributi sociali). La pressione fiscale complessiva rispetto al Pil e' aumentata, passando dal 42,9% del 2008 al 43,2% del 2009. La flessione delle imposte dirette e' dovuta essenzialmente al calo del gettito Ires (-23,1%) rispetto al 2008, mentre quella delle imposte indirette ha risentito delle significative diminuzioni del gettito dell'Iva (-6,7%) e dell'Irap (-13%). L'andamento dei contributi sociali effettivi riflette la tenuta delle retribuzioni lorde, dovuta alla lieve crescita dell'importo medio pro-capite, che ha parzialmente compensato la flessione dell'occupazione. L'incidenza sul Pil del prelievo tributario e contributivo dell'Italia risulta pari a quello rilevata in Francia e inferiore a quella di Belgio (45,3%) e Austria (43,8%), oltre che rispetto ai paesi scandinavi, i cui piu' evoluti sistemi di welfare hanno storicamente richiesto un maggiore ricorso alla fiscalita' generale. Danimarca e Svezia, infatti, presentano i valori piu' elevati della pressione fiscale (rispettivamente 49,0% e 47,8%), mentre quelli piu' bassi si riscontrano in Lettonia (26,5%), Romania (28,0%), Slovacchia e Irlanda (29,1%), Lituania (29,3%) e Bulgaria (30,9%). (AGI) .


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Nei paesi scandinavi le tasse sono alte, ma l'università gratis, i libri per gli studenti sono gratis, gli studenti hanno casa gratis, si investe nella tecnologia, internet è gratis per tutti, i rifiuti si riciclano nei supermarket pagando chi li porta indietro, i referendum si fanno online con carta elettronica risparmiando 250 milioni di euro.
Nei paesi scandinavi sono 4 gatti con una densità bassissima e... vendono allegramente armi.
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Vecchio 28-06-10, 12:28   #4 (permalink)
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Nei paesi scandinavi sono 4 gatti con una densità bassissima e... vendono allegramente armi.

la Finlandia con 5 milioni di abitanti ha un pil , che se avesse 60 milioni di abitanti è superiore a quello dell'Italia.

Finlandia PIL (PPA) (2008): 190.862 milioni di $ con 5,3 milioni di abitanti

Italia PIL (PPA) (2008): 1.814.557 milioni di $ (10º) con 60 milioni di abitanti
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Vecchio 28-06-10, 12:31   #5 (permalink)
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Nei paesi scandinavi sono 4 gatti con una densità bassissima e... vendono allegramente armi.


Nei paesi scandinavi c'è un alto tasso di lealtà, onesta', e senso civico/dovere.

Nessuno si sognerebbe di parcheggiare in doppia fila oppure non pagare il biglietto dell'autobus, giusto per fare degli esempi.

Il primo ministro della Svezia va a lavoro in bici perché sa che la sua vita non e' in pericolo e nessun svedese lo fermerà mai per strada a chiedergli una raccomandazione per far entrare il proprio figlio in qualche ministero.
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Vecchio 28-06-10, 12:42   #6 (permalink)
"carizzi d'amuri"
 
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Nei paesi scandinavi c'è un alto tasso di lealtà, onesta', e senso civico/dovere.

Nessuno si sognerebbe di parcheggiare in doppia fila oppure non pagare il biglietto dell'autobus, giusto per fare degli esempi.

Il primo ministro della Svezia va a lavoro in bici perché sa che la sua vita non e' in pericolo e nessun svedese lo fermerà mai per strada a chiedergli una raccomandazione per far entrare il proprio figlio in qualche ministero.


africa:italia=italia:scandinavia......:c ool:

i.e. italia è "medio proporzionale" tra africa e scandinavia
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Vecchio 28-06-10, 12:48   #7 (permalink)
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africa:italia=italia:scandinavia......:c ool:

i.e. italia è "medio proporzionale" tra africa e scandinavia


Nei paesi democratici ogni popolo ha i governanti che si merita.


Aggiungo dicendo che circa 10 anni fa il popolo svedese e ' sceso in piazza per protestare contro il governo perche' lo
stesso si era impegnato a tagliare le tasse, cio' nel futuro avrebbe messo in crisi il sistema di welfare.

In Italia una cosa del genere? Ma figuriamoci.....

Ultima modifica di marco1980 : 28-06-10 alle ore 12:54
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Vecchio 28-06-10, 12:56   #8 (permalink)
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Nei paesi scandinavi c'è un alto tasso di lealtà, onesta', e senso civico/dovere.

Nessuno si sognerebbe di parcheggiare in doppia fila oppure non pagare il biglietto dell'autobus, giusto per fare degli esempi.

Il primo ministro della Svezia va a lavoro in bici perché sa che la sua vita non e' in pericolo e nessun svedese lo fermerà mai per strada a chiedergli una raccomandazione per far entrare il proprio figlio in qualche ministero.
per me il fatto che siano quattro gatti, aiuta molto all'essere onesti, civili e con senso del dovere...

credo che sia molto piu' facile essere beccati se non ti confondi nella massa...
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Vecchio 28-06-10, 13:01   #9 (permalink)
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la Finlandia con 5 milioni di abitanti ha un pil , che se avesse 60 milioni di abitanti è superiore a quello dell'Italia.
Anche la Lombardia con 9 milioni di abitanti, presa da sola, ha un PIL che se ne avesse 60 milioni sarebbe superiore a quello dell'Italia. Quindi? Tendenzialmente (ma non è comunque sempre così), paesi densamente poco popolati e non eccessivamente grandi geograficamente tendono ad avere livellid i ricchezza maggiori.
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Vecchio 28-06-10, 13:02   #10 (permalink)
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Citazione:
per me il fatto che siano quattro gatti, aiuta molto all'essere onesti, civili e con senso del dovere...
Esatto. Non che conti solo quello, ma è un elemento importante.
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