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Prospersenzacrescita
Data registrazione: Sep 2009
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Quei soldi maledetti
Quei soldi maledetti
L’ECONOMIA DI CARTA E I LIMITI ALLO SVILUPPO Quei soldi maledetti L’ultima stima di qualche anno fa che ho sott’occhio contabilizza il Pil, il Prodotto interno lordo, del mondo in 54 trilioni di dollari, mentre gli attivi finanziari globali risultano quattro volte tanto, di addirittura 240 trilioni di dollari. Oggi, con i derivati e altre furbate del genere, questa sproporzione è ancora cresciuta di chissà quanto. E questa sproporzione non solo è di per sé malsana ma modifica la nozione stessa di sistema economico, di economia. Semplificando al massimo, da un lato abbiamo una economia produttiva che produce beni, che crea «cose», e i servizi richiesti da questo produrre, e dall’altro lato abbiamo una economia finanziaria essenzialmente cartacea fondata su vorticose compravendite di pezzi di carta. Questa economia cartacea non è da condannare perché tale, e nessuno nega che debba esistere. Il problema è la sproporzione; una sproporzione che trasforma l’economia finanziaria in un gigantesco parassita speculativo la cui mira è soltanto di «fare soldi », di arricchirsi presto e molto, a volte nello spazio di un secondo. Gli economisti «classici » facevano capo all'economia produttiva; oggi i giovani sono passati in massa all’economia finanziaria. È lì, hanno capito, che si fanno i soldi, ed è in quel contesto che l’economia come disciplina che dovrebbe prevedere, e perciò stesso prevenire e bloccare gli errori, si trasforma in una miriade dispersa di economisti «complici» che partecipano anch’essi alla pacchia. È chiaro che in futuro tutta la materia dell’economia finanziaria dovrà essere rigorosamente regolata e controllata. Ma anche l’economia produttiva si deve riorientare e deve cominciare a includere nei propri conti le cosiddette esternalità. Per esempio, chi inquina l’aria, l’acqua, il suolo, deve pagare. Vale a dire, tutto il sistema di incentivi va modificato. La dissennata esplosione demografica degli ultimi decenni mette a nudo che la terra è troppo piccola per una popolazione che è troppo grande. Ma anche su questa sproporzione gli economisti non hanno battuto ciglio. Anzi, per loro stiamo andando di bene in meglio, perché tanti più bambini tanti più consumatori e tanti più soldi. Il loro «far finta di non ricevere», di non vedere, è così clamoroso da indurre Mario Pirani a chiedersi (su Repubblica) se gli economisti abitino sulla terra o sulla luna. Io direi su una luna che è due volte più grande della terra. Ma qui cedo la parola a Serge Latouche, professore alla Università di Parigi, economista eretico ma anche lungimirante. Latouche ha calcolato che lo spazio «bioproduttivo » (utile, utilizzabile) del pianeta Terra è di 12 miliardi di ettari. Divisa per la popolazione mondiale attuale questa superficie assegna 1,8 ettari a persona. Invece lo spazio bioproduttivo attualmente consumato pro capite è già, in media, di 2,2 ettari. E questa media nasconde disparità enormi. Se tutti vivessero come i francesi ci vorrebbero tre pianeti; e se tutti vivessero come gli americani ce ne vorrebbero sei. La morale di questa storia è che già da troppo tempo siamo infognati in uno sviluppo non-sostenibile, e che dobbiamo perciò fare marcia indietro. Latouche la chiama «decrescita serena». Serena o no, il punto è che la crescita continua, infinita, non è obbligatoria. Oramai è soltanto suicida. Giovanni Sartori |
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#3 (permalink) |
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Prospersenzacrescita
Data registrazione: Sep 2009
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Il decadimento del paese si vede anche da questo.
Una volta c'era grande rispetto ed ascolto per le persone anziane. E fiducia di riscontrare saggezza nelle loro idee. Adesso si sentono insulti da parte di chi è immaturo e probabilmente non crescerà mai. |
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#4 (permalink) | |
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The Horror of
Data registrazione: Jun 2009
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Però se ne ha 90 c'ha la scusante dell'età. |
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#8 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2005
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invece di sbraitare perchè non cercate (nei limiti del possibile)
di capire se Sartori ha torto, ragione..una via di mezzo. C'è un numero in tutto il discorso. Da quello occorre partire perchè quello è utilizzato da Sartori per avvalorare la sua tesi. E' lo spazio utilizzabile..espresso in ettari. Sicuro, Dr. Sartori che sia quello lo spazio utilizzabile ? Come considera i deserti ? Come dice ? essendo deserti non si calcolano.. ![]() Come considera gli oceani ? Come dice ? essendo oceani non sono utilizzabili. Lo vada a raccontare agli Olandesi. E ha mai sentito parlare di spazio utilizzabile..disposto su più piani ? Come dice ? La Terra è piana (un piano) e cos' la si utlizza da sempre. Ahi ahi ahi dr Sartori. S'informi, prima. |
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Data registrazione: Mar 2008
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#10 (permalink) |
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il fatto è che con tutta la liquidità che è stata immessa in questo ultimo ventennio, senza derivati e pezzi di carta, o meglio contratti anche solo virtuali, ci saremmo trovati alle prese con un inflazione galoppante dal mio punto di vista.
in cambio abbiamo avuto la bolla dei titoli finanziari.. che forse è meno peggio |
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