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Vecchio 21-06-10, 16:18   #1 (permalink)
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Far tornare l'Uomo al centro del lavoro è la nostra sfida del Secolo

Negli ultimi 2 anni ho sentito infinite storie di crisi economica, non c'è settore che ne sia scampato da quello finanziario a quello manifatturiero, dal real estate alle commodities ai titoli di stato. Mi sono chiesto ma se oggi avessi 1 mln di $ dove lo investirei? La risposta che mi sono dato è che non c'è settore in cui valga la pena investire se si correla il rischio al rendimento.
I rendimenti sono crollati in tutti i campi, il Dow Jones è ai livelli di 10 anni fa, il Nasdaq alla metà e così vale per tutte le piazze finanziarie, le materie prime pure, lo stesso dicasi per i prodotti agricoli, per il real estate ed infine per i tassi di interesse legati ai titoli di stato.
Non c'è segmento ove si possa investire percependo una resa per il capitale investito.

C'è troppo capitale o c'è ne poco?

Nessuna delle due è la risposta giusta, c'è troppo capitale se si guarda ai tassi di interesse ma c'è ne troppo poco se si guarda alle dinamiche dei prezzi, che sono totalmente deflattive.

La New Economy, la digitalizzazione, lo 0-1, ha permesso di cambiare i sistemi di produzione rendendoli contemporaneamente di massa ma particolari, così se oggi non esistono due automobili con le stesse specifiche lo stesso si può dire per tutti i beni in circolazione. A maggior ragione l'ipotesi vale per i servizi, sono ormai svolti dalle macchine, il valore aggiunto dell'essere umano sta crollando, non è essere luddisti ma ciò sta avvenendo perchè la Programmazione i Software per intenderci hanno reso il lavoro di massa delle macchine versatile, particolareggiato e non più quindi indistinto e si sta evolvendo.
La rete internet ha completato l'opera ha reso i sistemi di produzione complementari, istantanei ed infine globali.
Si la globalizzazione non è nata per caso, essa è il frutto delle tecnolgoie
digitali che hanno consetito di spostare i call center in india e le buste paga in indonesia, la produzione in Cina, la ricerca a Taiwan e Singapore e nella stessa Cina, senza che a tale delocalizzazione corrispondessero costi di trasporto elevati, e se ciò è lapalissiano per i servizi è meno evidente e se volete meno accentuato ma pur sempre vero per i beni materiali. Oggi gli schemi di un circuito integrato prodotti a Taiwan vengono inviati via internet e la stessa produzione è agganciata real-time alle dinamiche di magazzino dei Wall-Mart sparsi globalmente così come la logistica.
Impressionante è la velocità con cui i programmi stanno evolvendo, se prima potevano fare cose banali adesso ci sono fabbriche che non hanno più operai, se prima in una raffineria lavoravano migliaia di dipendenti adesso l'unità di misura è il centinaio.
Ci sono programmi per tutto, dai software per l'irrigazione a quelli per la diagnostica precoce che utilizzano concetti di inteliggenza artificiale come l'apprendimento di una rete neurale, dai programmi di calcolo ingegneristico a quelli ludici e di controllo sino a quelli che scrivono altri programmi. La rete ha messo in contatto questi programmi così che l'attivazione di essi è passata dall'essere manuale ad automatica cioè su impulso di altri programmi, togliendo anche il lavoro specialistico all'essere umano.
La Green-Econmy sta infine facendo crollare i prezzi delle fonti energetiche, in Italia stiamo vivendo una vera e propria bolla e se continua così la nostra bolletta energetica crollerà nei prossimi anni.

Che cosa ci possiamo attendere dal futuro?

Francamente non lo so.

Ma sento che la deflazione che stiamo assistendo non dipende solo dall'operaio cinese, ma e sopratutto dal fatto che per la prima volta nella storia l'UOMO non è più il centro del lavoro.

PS.
Spero di sbagliarmi come nel 1800 si sbagliarono i luddisti che se la prendevano con le macchine.
amartya78 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21-06-10, 21:57   #2 (permalink)
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Originalmente inviato da amartya78 Visualizza messaggio
Negli ultimi 2 anni ho sentito infinite storie di crisi economica, non c'è settore che ne sia scampato da quello finanziario a quello manifatturiero, dal real estate alle commodities ai titoli di stato. Mi sono chiesto ma se oggi avessi 1 mln di $ dove lo investirei? La risposta che mi sono dato è che non c'è settore in cui valga la pena investire se si correla il rischio al rendimento.
I rendimenti sono crollati in tutti i campi, il Dow Jones è ai livelli di 10 anni fa, il Nasdaq alla metà e così vale per tutte le piazze finanziarie, le materie prime pure, lo stesso dicasi per i prodotti agricoli, per il real estate ed infine per i tassi di interesse legati ai titoli di stato.
Non c'è segmento ove si possa investire percependo una resa per il capitale investito.

C'è troppo capitale o c'è ne poco?

Nessuna delle due è la risposta giusta, c'è troppo capitale se si guarda ai tassi di interesse ma c'è ne troppo poco se si guarda alle dinamiche dei prezzi, che sono totalmente deflattive.

La New Economy, la digitalizzazione, lo 0-1, ha permesso di cambiare i sistemi di produzione rendendoli contemporaneamente di massa ma particolari, così se oggi non esistono due automobili con le stesse specifiche lo stesso si può dire per tutti i beni in circolazione. A maggior ragione l'ipotesi vale per i servizi, sono ormai svolti dalle macchine, il valore aggiunto dell'essere umano sta crollando, non è essere luddisti ma ciò sta avvenendo perchè la Programmazione i Software per intenderci hanno reso il lavoro di massa delle macchine versatile, particolareggiato e non più quindi indistinto e si sta evolvendo.
La rete internet ha completato l'opera ha reso i sistemi di produzione complementari, istantanei ed infine globali.
Si la globalizzazione non è nata per caso, essa è il frutto delle tecnolgoie
digitali che hanno consetito di spostare i call center in india e le buste paga in indonesia, la produzione in Cina, la ricerca a Taiwan e Singapore e nella stessa Cina, senza che a tale delocalizzazione corrispondessero costi di trasporto elevati, e se ciò è lapalissiano per i servizi è meno evidente e se volete meno accentuato ma pur sempre vero per i beni materiali. Oggi gli schemi di un circuito integrato prodotti a Taiwan vengono inviati via internet e la stessa produzione è agganciata real-time alle dinamiche di magazzino dei Wall-Mart sparsi globalmente così come la logistica.
Impressionante è la velocità con cui i programmi stanno evolvendo, se prima potevano fare cose banali adesso ci sono fabbriche che non hanno più operai, se prima in una raffineria lavoravano migliaia di dipendenti adesso l'unità di misura è il centinaio.
Ci sono programmi per tutto, dai software per l'irrigazione a quelli per la diagnostica precoce che utilizzano concetti di inteliggenza artificiale come l'apprendimento di una rete neurale, dai programmi di calcolo ingegneristico a quelli ludici e di controllo sino a quelli che scrivono altri programmi. La rete ha messo in contatto questi programmi così che l'attivazione di essi è passata dall'essere manuale ad automatica cioè su impulso di altri programmi, togliendo anche il lavoro specialistico all'essere umano.
La Green-Econmy sta infine facendo crollare i prezzi delle fonti energetiche, in Italia stiamo vivendo una vera e propria bolla e se continua così la nostra bolletta energetica crollerà nei prossimi anni.

Che cosa ci possiamo attendere dal futuro?

Francamente non lo so.

Ma sento che la deflazione che stiamo assistendo non dipende solo dall'operaio cinese, ma e sopratutto dal fatto che per la prima volta nella storia l'UOMO non è più il centro del lavoro.

PS.
Spero di sbagliarmi come nel 1800 si sbagliarono i luddisti che se la prendevano con le macchine.
Ci sono settori dove diffcilmente l'uomo potrà mai essere sostituito. Le macchine non sono capaci di ragionare, di sentimento, di creatività, di inventiva, di genialità.
L'uomo ha progressivamente perso queste facoltà perchè ogni giorno si interfaccia con le sue macchine che se da un lato sono di aiuto, dall'altro lo inducono a non ragionare come doveva fare prima , a non essere motivato verso la creatività, la genialità. A mio modesto parere le macchine hanno progressivamente tolto all'uomo le sue facoltà migliori, proprio quelle che lo rendono uomo. Pensiamo a quanti -adulti e ragazzi - passano ore e ore davanti ad uno schermo ed una tastiera invece di uscire a fare una passeggiata e parlare , discutere , ridere, scherzare con i propri amici, in carne ed ossa....
carlino non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21-06-10, 23:03   #3 (permalink)
Che potenza!
 
L'avatar di Zedemel
 
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La Green-Econmy sta infine facendo crollare i prezzi delle fonti energetiche, in Italia stiamo vivendo una vera e propria bolla e se continua così la nostra bolletta energetica crollerà nei prossimi anni.
ah si?
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Vecchio 21-06-10, 23:44   #4 (permalink)
Welfare Primo Nemico
 
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La Green-Econmy sta infine facendo crollare i prezzi delle fonti energetiche, in Italia stiamo vivendo una vera e propria bolla e se continua così la nostra bolletta energetica crollerà nei prossimi anni.
Mi vorrei soffermare su questo punto: che film hai visto?

Roma, 4 feb. - (Adnkronos) - ''E' stimabile che il costo totale per l'incentivazione delle sole fonti rinnovabili, escluse quindi le assimilate, abbia superato i 2 miliardi di euro nel 2009. Una stima dello sviluppo di tale costo, legata all'eventuale raggiungimento degli obiettivi europei attribuiti ai vari Stati membri per il 2020 ed elaborata dall'Autorita' tenendo conto di alcune ipotesi pure ragionevolmente ottimistiche (quali il raggiungimento del potenziale massimo teorico di realizzazione delle rinnovabili o una incentivazione decrescente nel tempo), porta a ipotizzare che la spesa possa aumentare a circa 3 miliardi di euro/anno nel 2010, a piu' di 5 miliardi di euro/anno nel 2015 e a circa 7 miliardi di euro/anno nel 2020 (di cui oltre 3,5 miliardi di euro per l'incentivazione di 10 TWh di energia elettrica da impianti fotovoltaici)''. A sottolinearlo, nella sua relazione al Parlamento, e' l'Authority per l'Energia.

Proprio per questo, sottolinea l'Autorita' guidata da Alessandro Ortis, ''rischiano di emergere, nel medio termine, evidenti problemi di sostenibilita' economica degli attuali meccanismi di incentivazione posti a carico dei consumatori; cio' suggerisce una necessaria rivisitazione dal complesso degli stessi meccanismi''.

Al fine di attenuare l'impatto che gli oneri generali di sistema determinano sulle bollette di famiglie ed imprese e rendere le incentivazioni maggiormente efficienti, sottolinea l'Authority, ''appare opportuno dare attuazione a quanto gia' previsto dalla Legge 99 del 2009 in materia di meccanismi volontari di risoluzione anticipata da parte dei produttori delle convenzioni Cip-6 oggi in essere; allo stesso tempo dovrebbero essere riviste le normative primarie che consentono l'accesso al meccanismo del Cip 6 di nuovi impianti, ed in particolare di quelli di recupero energetico da rifiuti, per evitare sia sovraremunerazioni di tali impianti sia il prolungamento temporale del meccanismo oltre il gia' lungo arco temporale previsto dalle convenzioni in essere''.

Inoltre appare opportuno ''rivedere il livello e la durata delle incentivazioni concesse alle fonti rinnovabili, con particolare riferimento al solare fotovoltaico; ridurre tendenzialmente gli oneri sui clienti finali generati dal meccanismo dei certificati verdi (Cv) riducendo nel tempo il valore del Cv; cio' trova ragionevolezza alla luce dell'evoluzione tecnologica, grazie alla quale il costo di produzione da fonti rinnovabili dovrebbe ridursi nel tempo riducendosi quindi anche la necessita' di incentivo; ·evitare il malfunzionamento del mercato dei Cv, connesso ad anomale differenze tra prezzi di cessione e ritiro del Gse, di cui si e' detto in precedenza; tale condizione puo' essere ottenuta modificando le modalita' di fissazione del prezzo di ritiro da parte del Gse dei Cv in scadenza, imponendo che tale valore sia inferiore al valore del prezzo di cessione dei Cv nel medesimo anno; spostare una parte significativa degli oneri legati all'incentivazione delle fonti rinnovabili dalla bolletta energetica alla fiscalita' generale, in modo da garantire criteri di progressivita' e proporzionalita' nel finanziamento delle spese pubbliche; cio' in coerenza con gli aspetti e le proposte gia' descritte a proposito della componente oneri di sistema della bolletta elettrica''.

Per quanto riguarda il fotovoltaico, sottolinea l'Authority, ''se l'attuale livello di incentivazione venisse mantenuto negli anni successivi al 2010, per incentivare ad esempio ulteriori 7000 MW l'esborso salirebbe a regime a 5 miliardi di euro all'anno, per complessivi 100 miliardi di euro in venti anni, molto superiore a quello sopportato per il CIP6. Anche tenendo conto dell'ipotesi che vengano estesi gli attuali incentivi mantenendo le medesime caratteristiche ma con livelli di incentivo decrescenti linearmente fino a ridursi al 50% per gli impianti che entrino in esercizio nel 2020, ci si attende che la spesa per la produzione fotovoltaica si assestera' comunque a piu' 3,5 miliardi di euro all'anno''.

Per quanto concerne la valutazione dell'impatto sui clienti finali del sistema di incentivazione della produzione fotovoltaica, detto onere, sottolinea l'Authority, ''e' stato pari, nel 2008, a circa 110 milioni di euro; nel 2009 e' stimato pari a circa 344 milioni di euro. Senza altri interventi di incentivazione, a regime (vale a dire al completamento previsto dallo stesso Decreto dei 1200 MW da istallare entro il 31 dicembre 2010), il costo e' previsto salire a circa 1 miliardo di euro/anno per un totale di 20 miliardi di euro in 20 anni; cio' a fronte di una produzione attesa inferiore allo 0,5% della domanda nazionale. L'onere del programma di incentivazione e' posto interamente a carico della componente A3 della bolletta elettrica''.

http://www.adnkronos.com/IGN/Sosteni...274586225.html
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Vecchio 22-06-10, 00:04   #5 (permalink)
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Far tornare l'uomo al centro del lavoro è un po' difficile quando quest'uomo è così ******** da accettare di buttare i suoi risparmi per una finanziaria fatta per iniettare denaro pubblico in colui che lo ha reso povero.
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Vecchio 22-06-10, 10:39   #6 (permalink)
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Originalmente inviato da carlino Visualizza messaggio
Ci sono settori dove diffcilmente l'uomo potrà mai essere sostituito. Le macchine non sono capaci di ragionare, di sentimento, di creatività, di inventiva, di genialità.
L'uomo ha progressivamente perso queste facoltà perchè ogni giorno si interfaccia con le sue macchine che se da un lato sono di aiuto, dall'altro lo inducono a non ragionare come doveva fare prima , a non essere motivato verso la creatività, la genialità. A mio modesto parere le macchine hanno progressivamente tolto all'uomo le sue facoltà migliori, proprio quelle che lo rendono uomo. Pensiamo a quanti -adulti e ragazzi - passano ore e ore davanti ad uno schermo ed una tastiera invece di uscire a fare una passeggiata e parlare , discutere , ridere, scherzare con i propri amici, in carne ed ossa....
dicevano così del computer che giocava a scacchi con il campione
del mondo. Ora non lo dicono più. Chissà perchè ?
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Vecchio 22-06-10, 10:44   #7 (permalink)
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[QUOTE=amartya78;25732982Che cosa ci possiamo attendere dal futuro?

[/QUOTE]

beh basterebbe osservare il trend. Il futuro è verso
ognuno imprenditore di sè stesso.
Ovviamente nel settore 'soddisfacimento bisogni' (*)
più che nella produzione (sempre più riservata a robot)
.
i 'bisogni' non sono (solo) quelli presenti...ma anche quelli
futuri...quelli che, per ora, sono nella testa della gente
sino a quando qualcuno ti farà notare che..guarda che tu
hai quel bisogno da soddisfare. Non te ne sei accorto ?
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Vecchio 22-06-10, 11:03   #8 (permalink)
ridateci il cainano!
 
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Mi vorrei soffermare su questo punto: che film hai visto?

...
sai che me lo sono chiesto anch'io

e visto che amartya78 è un utente serio mi sono dapprima chiesto se non fosse un'affermazione ironica

poi mi sono augurato d'esser io ad aver visto il film sbagliato: purtroppo è improbabile
Andrea4891 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 22-06-10, 15:13   #9 (permalink)
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Negli ultimi 2 anni ho sentito infinite storie di crisi economica, non c'è settore che ne sia scampato da quello finanziario a quello manifatturiero, dal real estate alle commodities ai titoli di stato. Mi sono chiesto ma se oggi avessi 1 mln di $ dove lo investirei? La risposta che mi sono dato è che non c'è settore in cui valga la pena investire se si correla il rischio al rendimento.
I rendimenti sono crollati in tutti i campi, il Dow Jones è ai livelli di 10 anni fa, il Nasdaq alla metà e così vale per tutte le piazze finanziarie, le materie prime pure, lo stesso dicasi per i prodotti agricoli, per il real estate ed infine per i tassi di interesse legati ai titoli di stato.
Non c'è segmento ove si possa investire percependo una resa per il capitale investito.

C'è troppo capitale o c'è ne poco?

Nessuna delle due è la risposta giusta, c'è troppo capitale se si guarda ai tassi di interesse ma c'è ne troppo poco se si guarda alle dinamiche dei prezzi, che sono totalmente deflattive.

La New Economy, la digitalizzazione, lo 0-1, ha permesso di cambiare i sistemi di produzione rendendoli contemporaneamente di massa ma particolari, così se oggi non esistono due automobili con le stesse specifiche lo stesso si può dire per tutti i beni in circolazione. A maggior ragione l'ipotesi vale per i servizi, sono ormai svolti dalle macchine, il valore aggiunto dell'essere umano sta crollando, non è essere luddisti ma ciò sta avvenendo perchè la Programmazione i Software per intenderci hanno reso il lavoro di massa delle macchine versatile, particolareggiato e non più quindi indistinto e si sta evolvendo.
La rete internet ha completato l'opera ha reso i sistemi di produzione complementari, istantanei ed infine globali.
Si la globalizzazione non è nata per caso, essa è il frutto delle tecnolgoie
digitali che hanno consetito di spostare i call center in india e le buste paga in indonesia, la produzione in Cina, la ricerca a Taiwan e Singapore e nella stessa Cina, senza che a tale delocalizzazione corrispondessero costi di trasporto elevati, e se ciò è lapalissiano per i servizi è meno evidente e se volete meno accentuato ma pur sempre vero per i beni materiali. Oggi gli schemi di un circuito integrato prodotti a Taiwan vengono inviati via internet e la stessa produzione è agganciata real-time alle dinamiche di magazzino dei Wall-Mart sparsi globalmente così come la logistica.
Impressionante è la velocità con cui i programmi stanno evolvendo, se prima potevano fare cose banali adesso ci sono fabbriche che non hanno più operai, se prima in una raffineria lavoravano migliaia di dipendenti adesso l'unità di misura è il centinaio.
Ci sono programmi per tutto, dai software per l'irrigazione a quelli per la diagnostica precoce che utilizzano concetti di inteliggenza artificiale come l'apprendimento di una rete neurale, dai programmi di calcolo ingegneristico a quelli ludici e di controllo sino a quelli che scrivono altri programmi. La rete ha messo in contatto questi programmi così che l'attivazione di essi è passata dall'essere manuale ad automatica cioè su impulso di altri programmi, togliendo anche il lavoro specialistico all'essere umano.
La Green-Econmy sta infine facendo crollare i prezzi delle fonti energetiche, in Italia stiamo vivendo una vera e propria bolla e se continua così la nostra bolletta energetica crollerà nei prossimi anni.

Che cosa ci possiamo attendere dal futuro?

Francamente non lo so.

Ma sento che la deflazione che stiamo assistendo non dipende solo dall'operaio cinese, ma e sopratutto dal fatto che per la prima volta nella storia l'UOMO non è più il centro del lavoro.

PS.
Spero di sbagliarmi come nel 1800 si sbagliarono i luddisti che se la prendevano con le macchine.

Post eccellente.

Le questioni che poni sono reali.

I luddisti non sono nati perché qualche ozioso intellettuale ha deciso che le masse andavano sobillate.

La carenza nella domanda di lavoro era effettiva allora e lo è oggi.
San Siro non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 22-06-10, 15:23   #10 (permalink)
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sai che me lo sono chiesto anch'io

e visto che amartya78 è un utente serio mi sono dapprima chiesto se non fosse un'affermazione ironica

poi mi sono augurato d'esser io ad aver visto il film sbagliato: purtroppo è improbabile
Mi è doveroso dare precisazioni a tale mia affermazione.

La mia riflessione parte semplicemente dall'analisi del GSE che stima nelle attuali condizioni per il 2020 una capacità fotovoltaica tra gli 8 e i 12 Gwp, per l'eolico siamo nell'ordine dei 10-15 Gwp, se consideriamo che queste sono probabilmente stime per difetto e il fatto che la potenza installata in italia se non ricordo male è di 80 Gwp di cui 1/3 idroelettrico, attualmente la potenza media richiesta è al più di 50 Gwp. Nel frattempo l'efficienza energetica sta aumentando considerevolmente, facendo scendere i consumi.
Mi aspetto che dal 2015 la curva dei prezzi energetici cominci a scendere drasticamente. Lo so che sembra una follia dirlo, ma è questa la dinamica.
L'unico modo per tenere alti i prezzi energetici è quello di aumentare i consumi in maniera forte, perchè la capacità aggiuntiva di potenza installata tramite impianti da fonti rinnovabili è maggiore di quella da impianti tradizionali. Cioè viene rimpiazzata.
amartya78 non  è collegato   Rispondi citando
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