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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2010
Messaggi: 3,414
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scoperto il tesoro dell' Afghanistan
Gli Stati Uniti hanno scoperto in Afghanistan un tesoro di giacimenti minerari che potrebbe radicalmente cambiare l'economia afghana e il corso della guerra. I giacimenti, secondo il New York Times che cita in proposito alti funzionari del governo americano, valgono circa mille miliardi di dollari e includono vene di ferro, rame, cobalto, oro e litio.
"Sono metalli essenziali all'industria moderna e l'Afghanistan un giorno potrebbe diventare uno dei più importanti centri minerari del mondo", hanno detto le fonti che hanno chiesto di non essere identificate. In un memorandum interno del Pentagono si afferma ad esempio che l'Afghanistan potrebbe diventare "l'Arabia Saudita del litio", un materiale indispensabile nella produzione di batterie per i lap-top e i blackberry. La vasta scala di ricchezze minerarie afghane è stata scoperta da un piccolo team di esperti del Pentagono e da geologi americani. Il governo afghano e il presidente Hamid Karzai sono stati informati di recente, hanno indicato le fonti. Il responsabile del Central Command, generale David Petraeus, ha conferma è l'esistenza dei giacimenti in una intervista al New York Times: "Il potenziale è enorme. Ci sono molti se, ma in ogni caso è una scoperta significativa". |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2009
Messaggi: 64
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Se fossi un cittadino afghano sarebbe un brutto giorno per me. Nessun paese che si scopre detentore di materie prime sviluppa una buona economia industriale...
da quanti anni esportano il petrolio gli arabi? voi vedete qualche industria? peggio per loro |
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#9 (permalink) |
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Tempus fugit
Data registrazione: Dec 2006
Messaggi: 2,793
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Scoperto in Afghanistan un tesoro sotto terra. Minerali per miliardi di dollari. Cosa succede ora?
Le ricchezze minerarie per un valore stimato mille miliardi di dollari scoperte nel sottosuolo dell'Afghanistan potrebbero determinare profondi cambiamenti negli equilibri geopolitici afghani e influire direttamente sull'andamento del conflitto. Lo sfruttamento dei giacimenti di litio e di altri minerali preziosi richiederà massicci investimenti nelle attività estrattive ma anche nelle infrastrutture (soprattutto strade) che determinerebbero un rapido sviluppo dell'Afghanistan, possibile però solo in condizioni di pace. Lo scenario più ottimistico potrebbe vedere accelerato il processo di negoziato tra il governo afghano e gli insorti sulla base della necessità e dell'interesse comune a sfruttare le risorse del sottosuolo. Il coinvolgimento dei Paesi vicini e soprattutto di India e Pakistan, che garantirebbe lo sbocco al mare dei minerali estratti in Afghanistan, offrirebbe l'opportunità di coagulare interessi diversi accomunati dal profitti garantiti dai giacimenti. Un secondo scenario, al contrario, potrebbe veder accentuata la conflittualità specie nelle aree più ricche di giacimenti dove gli insorti punterebbero a mostrare l'inefficienza e l'incapacità delle forze alleate e governative a mantenere la sicurezza. In questo contesto potrebbe tornare a essere rilevante il ruolo dei signori della guerra locali dei quali il debole governo di Kabul avrebbe bisogno per garantire la stabilità nelle regioni minerarie. Una carta in più. L'interesse suscitato dalle ricchezze minerarie richiamerà molte compagnie e potrebbe indurre Stati Uniti e alleati europei a rivedere i piani per l'inizio del ritiro delle truppe a partire dal 2011. L'attribuzione dei diritti di sfruttamento a compagnie diversificate e provenienti da tutto il mondo (come è accaduto col petrolio iracheno) garantirebbe l'interesse di tutte le maggiori potenze globali e regionali nella stabilizzazione afghana. Del resto la scoperta delle ricchezze minerarie garantisce al presidente afghano Hamid Karzai una carta in più da giocare sui tavoli internazionali. Come il Congo? La presenza di enormi ricchezze potrebbe però determinare anche un aumento dell'instabilità o addirittura peggiorare lo stato di feudalizzazione dell'Afghanistan come è accaduto negli ultimi anni in Congo, con la guerra civile nella regione dei Grandi Laghi e le multinazionali occidentali che acquistano coltan di contrabbando dai ribelli. Uno scenario africano che impedirebbe il controllo delle risorse e una ricaduta positiva sull'intera economia nazionale favorendo il contrabbando, il consolidamento di milizie locali e la corruzione già endemica nel Paese asiatico. http://www.ilsole24ore.com/art/notiz...?uuid=AYFUSSyB |
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