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#1 (permalink) |
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Data registrazione: May 2010
Messaggi: 169
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Lo Stato obeso ci costa 300 miliardi
Roma - Il modello di Stato sociale scandinavo è morto e sepolto; il leviatano italiano della spesa no. Secondo la vulgata siamo stati travolti da tutte le rivoluzioni liberiste che hanno attraversato il mondo negli ultimi 30 anni, ma dati e cronache dicono il contrario.
Da noi lo Stato c’è e continua a crescere. Soldi sottratti ai cittadini attraverso imposte e tasse, vengono redistribuiti secondo logiche che sono, nella migliore delle ipotesi, politiche, nella peggiore clientelari. Soldi che, se rimanessero nelle tasche degli italiani che non evadono le tasse, sarebbero sicuramente più utili. Il fatto è che la nostra spesa è imponente e inefficace, capace di concedere poco a misure propriamente sociali e, al contempo, includere sussidi e bonus a sostegno delle attività più varie e inutili. Basta prendere una singola voce del bilancio pubblico per rendersene conto. I trasferimenti in conto corrente che lo Stato dà, a vario titolo, alle famiglie sono cresciuti del 30 per cento nel giro di 10 anni. Dai 181 miliardi del 1996 ai 273 del 2007. Crescita con il turbo anche in questi anni di vacche magre, tanto che nel 2010 supereranno i 300 miliardi di euro. Un quinto del Pil. Questo, a fronte di pochi euro che ti accompagnano fin dalla nascita. Ci sono i bonus bebè, che da quest’anno è diventato un prestito di 5mila euro rimborsabili in cinque anni, garantito dallo Stato, al quale vanno aggiunti quelli decisi dai singoli Comuni. Ultimo balzato agli onori delle cronache quello del comune di Palazzago (Bergamo): 258 euro per i nuovi nati, ma solo se un genitore è italiano. Non sono scomparsi i sussidi per le famiglie numerose. Come quello della regione Marche che va da 400 euro (4 figli) a 800 (8 figli). Appena fuori dalla culla, il cittadino assistito può usufruire dei bonus per le scuole previsti da alcune regioni che possono arrivare a 1.500 euro. Se mette su famiglia, può grattare qualche euro di Stato, dagli incentivi per auto o elettrodomestici. Se alcune misure rimangono nel perimetro di un normale «Welfare state», resta difficile giustificare la valanga di sussidi e prebende che stato e autonomie locali continuano a dare ai privati per finanziare attività che è difficile considerare di utilità pubblica. Si va dallo spettacolo, con i sussidi per il circo, che vanno da 5mila a 400mila euro, allo sport, con finanziamenti a pioggia alle associazioni dilettantistiche e finanziamenti per chi costruisce stadi e palestre, per i quali è stata addirittura costituita una banca pubblica. L’abile uomo sportivo assistito, in Sicilia prospera grazie a finanziamenti che coprono le discipline più bizzarre o a rischio estinzione, come la palla tamburello (fino a 620 euro l’anno), il tiro alla fune (125 euro), e giù fino all’esotico Wushi Kung Fu. Guai a toccare le prebende a meno che non si voglia essere accusati di macelleria sociale. Foltissima la lista delle attività agresti finanziate della mano pubblica, se è vero che si danno soldi a chi sfalcia i prati dopo il 15 giugno nelle zone montane. Anche l’Europa ci mette lo zampino, con un finanziamenti per l’acquisto di montoni riproduttori e per la coltivazione del pungitopo. Nel caso dell’Ue la spinta al sussidio è il protezionismo. E si arriva al paradosso che si finanzia (fino a 14mila euro l’ettaro) chi impianta viti, ma anche chi le espianta e lascia libere quote protette. Lo Stato - o l’ente locale - interventista accompagna la vita del cittadino, anche quando vuole fare l’imprenditore. Coccola piccole aziende e professionisti, con finanziamenti per giovani e donne e prestiti d’onore. Poi, magari soffoca gli stessi assistiti, con la sua burocrazia. Se emigri, ti fa rientrare offrendoti 2mila euro, così, se te ne stavi a lavorare in Germania con un superstipendio, ti puoi reinsediare in Molise, regione con il tasso di disoccupazione a due cifre. A questo punto è meglio aspettare la morte all’estero e usufruire dei finanziamenti - sempre della Regione Molise - per il rimpatrio delle salme degli emigranti. Altri 2mila euro. Tutti sul conto dell’ultimo Stato al mondo che ti accompagna dalla culla alla tomba. Fonte: http://www.ilgiornale.it/interni/lo_...e=1-comments=1
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Data registrazione: May 2009
Messaggi: 6,426
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In effetti se si fossero accettate appieno le critiche liberiste al nostro sistema economico ci avrebbe pensato il mercato a sistemare tutto allocando al meglio le risorse e i capitali, spostando finalmente e definitivamente tutte le produzioni ove effettivamente più conveniente: in cina e in oriente.
Ricordo che l'Italia ha ancora una industria manifatturiera. Certamente la spesa pubblica e la situazione economica in cui tutti gli stati danno incentivi, la cina manipola la propria valuta ha enormi problemi e difetti. Una fetta degli incentivi sono almeno in parte difesa delle proprie produzioni nazionali. Ricorderei che la spesa pubblica avviene o può avvenire importando poco, nel senso che 100 euro in più che restano in tasca ad un privato andranno in parte a costituire importazioni, 100 euro in più nelle tasche dello stato hanno la possibilità di esser poi spesi incrementando meno le importazioni. In un mondo in cui la cina manipola lo yuan e tutti danno incentivi e in cui i periodi di transizione e adattamento (quei periodi che per alcuni liberisti sembrano non esistere perchè per alcuni "gli adattamenti sono sempre rapidi e consentono poi di ripartire da un livello migliore") credo che seguire alcune ricette ultraliberiste o austriache sarebbero un rimedio peggiore del male. Chiaro che restano gravi i problemi generati da questo tipo di economia degli incentivi (corruzione, sperpero, inefficienze ecc), ma la critica ultraliberista si perde come sempre una bella fettona dei problemi, la parte più interessante direi, per concentrarsi su facili critiche dai toni populistici...lo stato obeso Ultima modifica di piof : 08-06-10 alle ore 00:29 |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 6,426
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volendo poi legger tra le righe, questo titolo "Lo stato obeso" scritto proprio su Il giornale sembra decisamente il titolo per un articolo che essenzialmente invita la gente ad accettare i prossimi tagli alla spesa pubblica.
Guarda caso l'articolo parla di spesa pubblica citando i fondi per i nuovi nati, la spesa per lo sport, i sussidi per famiglie numerose, gli incentivi per auto ed elettrodomestici. Ovviamente invece nessuna critica per la folle spesa della classe politica, a partire dagli stipendi dei parlamentari o da altri sperperi per conveniente clientelismo elettorale. Insomma è il solito articolo che giustifica e prepara ai tagli per tutti tranne che per la classse politica e amici vari. la solita spazzatura interessata scritta inserendo molte cose più o meno giuste, ma omettendone tante altre per interesse la sicilia che poi prospera grazie ai 125 euro per il tiro alla fune e non (eventualmente) grazie allo sperpero politico realizzato per clientelismo elettorale o per altri puri interessi economici truffaldini è qualcosa di grottesco Ultima modifica di piof : 08-06-10 alle ore 00:32 |
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#4 (permalink) | ||
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Data registrazione: May 2010
Messaggi: 169
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Un paio di rapide postille per i catto-statalisti alla piof, i quali da buoni autarchici sono convinti che il riequilibrio dovuto alla grande potenza del libero mercato non avvenga, prima o poi
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Data registrazione: May 2009
Messaggi: 6,426
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allora vedi che con questo pseudoprotezionismo malfunzionante fatto con incentivi e spesa pubblica qualcosa si ottiene
![]() ![]() è una battuta, però io non dico che non avverrebbero riequilibramenti, probabilmente avverrebbero Grazie per l'etichettatura di catto-statalista, non so bene perchè del "catto", ma non è che mi importi molto per quanto riguarda lo "statalista", sarebbe più adeguato "nazionalista", non sono mai stato un fan del pubblico, è solo una reazione agli errori di alcuni liberisti. Ultima modifica di piof : 07-06-10 alle ore 15:06 |
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GetRichOrDieTrading
Data registrazione: Jun 2008
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Data registrazione: Jan 2007
Messaggi: 2,532
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Certo che scritte sul giornale...vanno bene i tagli... Visto chee' quotidiano del capo di stato perché non ci prepara la taglio delle province? Al riallineamento degli stipendi dei politici italiani alla media europea? Al taglio dei consigli di amministrazione delle società partecipate? All'accorpamento dei comuni? Vanno benissimo i tagli ma prima bisogna partire dal potere...
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#10 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2009
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i MILIONI di euro di finanziamenti all'editoria spesso per giornali che non vendono nemmeno 1 Copia... !!!
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