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Vecchio 16-05-10, 11:38   #1 (permalink)
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Piccola lezione di economia al ministro Brunetta

verso la fine del mese di gennaio, c'è stata una lite verbale piuttosto pesante tra i due ministri del governo, Brunetta ministro per la pubblica amministrazione e Tremonti ministro dell’economia e delle finanze.
Il ministro Brunetta ha sottolineato con le sue parole rivolte a Tremonti che "non è un economista" quindi, l'incapacità a coprire la carica per il ministero più importante del governo.
Il ministro Brunetta è professore ordinario di Economia del Lavoro presso l'Università degli Studi di Roma e autore di numerose pubblicazioni scientifiche.
Ma tra il dire e il fare come si dice c'è di mezzo il mare.
Io non lavoro nell'ambito dell'economia ma in ambiente tecnico scientifico, ma se pur consapevole di essere un semplice cittadino, una piccola lezioncina di economia vorrei farla al ministro.
Nella maggioranza degli uffici di aziende, enti pubblici, ci sono dei computer, questi elaboratori sono forniti di un cosiddetto pacchetto chiamato con il termine inglese “Office Automation” cioè l'insieme di tutte le applicazioni di programmi necessari al lavoro d'ufficio.
I programmi di produttività personale più usati sono la videoscrittura, il foglio di calcolo con la creazione di grafici, il programma di presentazione ed altri per creare volantini e cataloghi.
Altri due programmi importanti sono, il sistema di posta elettronica e un programma per sfogliare le pagine Web di Internet.
Ora veniamo alla parte economica, la maggioranza di questi programmi di produttività personale, sono a pagamento, se la società proprietaria decidesse ogni anno di cambiare versione, l'utente per tenersi aggiornato, dovrà necessariamente pagare l'aggiornamento.
Alcuni pacchetti di questo tipo, costano in euro quanto un computer completo di fascia bassa.
La comunità di programmatori e collaboratori Open Source mette a disposizione migliaia di programmi (supportati in tutte le lingue) e ne permette il libero utilizzo.
Anzi la comunità ne favorisce il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti.
Il ministro Brunetta il quale è anche ministro dell’innovazione, invece ha sottoscritto con la famosa industria di software americana un contratto di centinaia di milioni di euro ogni anno, per l'acquisto di programmi d'ufficio e aggiornamenti, per la pubblica amministrazione.
Se fossi stato io il ministro invece, avrei utilizzato i programmi di produttività personale di libero utilizzo, come OpenOffice.org (questa lettera che le scrivo è stata creata con questo programma).
Terminata questa lettera, la invierò al suo indirizzo, mediante il programma di posta elettronica Thunderbird e sfoglierò le pagine web del sito del vostro giornale su Internet con il navigatore web Firefox, tutti programmi di libero utilizzo e creati e sviluppati da cittadini comuni in tutto il mondo come la comunità Mozilla.
Posso certificare, ne ho le competenze, che per il normale uso d'ufficio i programmi di libero utilizzo denominati Open Source, sono idonei e funzionano perfettamente.
Era il caso di spendere tutti questi milioni di euro ministro Brunetta?
Non potevano essere risparmiati utilizzando i programmi di tutti i cittadini del mondo?
Grazie per l'attenzione.
otcrider non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 16-05-10, 12:32   #2 (permalink)
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verso la fine del mese di gennaio, c'è stata una lite verbale piuttosto pesante tra i due ministri del governo, Brunetta ministro per la pubblica amministrazione e Tremonti ministro dell’economia e delle finanze.
Il ministro Brunetta ha sottolineato con le sue parole rivolte a Tremonti che "non è un economista" quindi, l'incapacità a coprire la carica per il ministero più importante del governo.
Il ministro Brunetta è professore ordinario di Economia del Lavoro presso l'Università degli Studi di Roma e autore di numerose pubblicazioni scientifiche.
Ma tra il dire e il fare come si dice c'è di mezzo il mare.
Io non lavoro nell'ambito dell'economia ma in ambiente tecnico scientifico, ma se pur consapevole di essere un semplice cittadino, una piccola lezioncina di economia vorrei farla al ministro.
Nella maggioranza degli uffici di aziende, enti pubblici, ci sono dei computer, questi elaboratori sono forniti di un cosiddetto pacchetto chiamato con il termine inglese “Office Automation” cioè l'insieme di tutte le applicazioni di programmi necessari al lavoro d'ufficio.
I programmi di produttività personale più usati sono la videoscrittura, il foglio di calcolo con la creazione di grafici, il programma di presentazione ed altri per creare volantini e cataloghi.
Altri due programmi importanti sono, il sistema di posta elettronica e un programma per sfogliare le pagine Web di Internet.
Ora veniamo alla parte economica, la maggioranza di questi programmi di produttività personale, sono a pagamento, se la società proprietaria decidesse ogni anno di cambiare versione, l'utente per tenersi aggiornato, dovrà necessariamente pagare l'aggiornamento.
Alcuni pacchetti di questo tipo, costano in euro quanto un computer completo di fascia bassa.
La comunità di programmatori e collaboratori Open Source mette a disposizione migliaia di programmi (supportati in tutte le lingue) e ne permette il libero utilizzo.
Anzi la comunità ne favorisce il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti.
Il ministro Brunetta il quale è anche ministro dell’innovazione, invece ha sottoscritto con la famosa industria di software americana un contratto di centinaia di milioni di euro ogni anno, per l'acquisto di programmi d'ufficio e aggiornamenti, per la pubblica amministrazione.
Se fossi stato io il ministro invece, avrei utilizzato i programmi di produttività personale di libero utilizzo, come OpenOffice.org (questa lettera che le scrivo è stata creata con questo programma).
Terminata questa lettera, la invierò al suo indirizzo, mediante il programma di posta elettronica Thunderbird e sfoglierò le pagine web del sito del vostro giornale su Internet con il navigatore web Firefox, tutti programmi di libero utilizzo e creati e sviluppati da cittadini comuni in tutto il mondo come la comunità Mozilla.
Posso certificare, ne ho le competenze, che per il normale uso d'ufficio i programmi di libero utilizzo denominati Open Source, sono idonei e funzionano perfettamente.
Era il caso di spendere tutti questi milioni di euro ministro Brunetta?
Non potevano essere risparmiati utilizzando i programmi di tutti i cittadini del mondo?
Grazie per l'attenzione.

straquoto, posso confermare che tutti i sistemi mano microsoft. Tutto proprio di tutto. Lo stato dovrebbe individuare questo grosso filone di risparmio. Altri paesi si sono sganciati, parlo di ministeri con risparmi notevoli. E' una strada da che sarebbe da seguire anche qui, con perseveranza, invece purtroppo siamo all'opposto.

mentre sarebbe davvero da valutare il passaggio al mondo
sbapi1 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 16-05-10, 12:33   #3 (permalink)
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straquoto, posso confermare che tutti i sistemi mano microsoft. Tutto proprio di tutto. Lo stato dovrebbe individuare questo grosso filone di risparmio. Altri paesi si sono sganciati, parlo di ministeri con risparmi notevoli. E' una strada da che sarebbe da seguire anche qui, con perseveranza, invece purtroppo siamo all'opposto.
scusate mi è rimasto un copia incolla, a propostito di microsoft... l'ultima frase nn c'entra.
sbapi1 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 16-05-10, 22:25   #4 (permalink)
Cuore di cane
 
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straquoto, posso confermare che tutti i sistemi mano microsoft. Tutto proprio di tutto. Lo stato dovrebbe individuare questo grosso filone di risparmio. Altri paesi si sono sganciati, parlo di ministeri con risparmi notevoli. E' una strada da che sarebbe da seguire anche qui, con perseveranza, invece purtroppo siamo all'opposto.
Premesso che ti sto scrivendo da un sistema Linux quindi non ho una grande simpatia per il software closed la questione è stata a lungo studiata e non porta a facili conclusioni come sembra.
Limitandosi solo a passare ad OpenOffice tenendo l'OS closed abbiamo:
1) I costi della migrazione possono essere enormi visto che vanno istruiti i dipendenti e vanno riscritti tutti i software che si interfacciano con componenti sostituite.
Esempio banale le macro di Excel non sempre vanno bene con OpenOffice.
2) Vanno convertiti tutti i documenti già in essere e la cosa può essere molto lunga (e quindi costosa). Nel caso di Access poi è particolarmente difficile.
3) In realtà il costo di licenza del software incide poco nel costo totale della burocrazie, il vero costo è lo stipendio del dipendente. Quindi se il cambio lo rende meno produttivi di solo qualche % già ci siamo mangiati il risparmio delle licenze.
4) Colossali progetti di migrazione da parte di intere pubbliche amministrazioni hanno avuto svariati problemi e i costi sono lievitati. Esempio: Monaco.
http://punto-informatico.it/2837880/...-pinguino.aspx
5) In realtà il sw usato per elaborare i dati perde sempre più importanza, è invece fondamentale il FORMATO dei dati che deve assolutamente essere aperto per evitare i meccanismi di lock-in perversi che hanno fatto la fortuna di Microsoft Office.

Certo, se invece di migrare ora si fosse costruita bene l'infrastruttura informatica ai suoi tempi questi problemi non ci sarebbero ma partendo ora sono problemi veri e costi salati.
_Sharik_ non  è collegato   Rispondi citando
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