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Vecchio 07-05-10, 09:06   #1 (permalink)
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Perché il mondo sta diventando più piccolo

E' il titolo del libro di un esperto canadese, Jeff Rubin, tradotto italiano con "Che fine ha fatto il petrolio?", Elliot Edizioni.

Anche il sottotitolo 'Energia e futuro dell'economia' è fuorviante, rispetto a quello originale che punta al nocciolo della questione: 'Il petrolio e la fine della globalizzazione'.

Il libro affronta il problema della scarsità del petrolio dal lato dell'offerta e della domanda e cerca di prevedere l'impatto dell'aumento dei costi di trasporto sul livello di integrazione delle diverse economie.

Un libro molto interessante, esente da tecnicismi e scritto davvero molto bene.

Come si dice, altamente consigliabile.
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Vecchio 08-05-10, 09:26   #2 (permalink)
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Originalmente inviato da San Siro Visualizza messaggio
E' il titolo del libro di un esperto canadese, Jeff Rubin, tradotto italiano con "Che fine ha fatto il petrolio?", Elliot Edizioni.

Anche il sottotitolo 'Energia e futuro dell'economia' è fuorviante, rispetto a quello originale che punta al nocciolo della questione: 'Il petrolio e la fine della globalizzazione'.

Il libro affronta il problema della scarsità del petrolio dal lato dell'offerta e della domanda e cerca di prevedere l'impatto dell'aumento dei costi di trasporto sul livello di integrazione delle diverse economie.

Un libro molto interessante, esente da tecnicismi e scritto davvero molto bene.

Come si dice, altamente consigliabile.
potresti anticiparci cosa prevede come sostituto dell' oil ?
Insomma che energia useremo..
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Vecchio 08-05-10, 10:58   #3 (permalink)
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potresti anticiparci cosa prevede come sostituto dell' oil ?
Insomma che energia useremo..
Il libro si concentra sugli effetti dell'aumento del costo dell'energia, prevedendo una regressione della globalizzazione.

Il nocciolo è che il carburante a prezzi stracciati non ci sarà più.
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Vecchio 08-05-10, 12:23   #4 (permalink)
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Il libro si concentra sugli effetti dell'aumento del costo dell'energia, prevedendo una regressione della globalizzazione.

Il nocciolo è che il carburante a prezzi stracciati non ci sarà più.
Quanto alla regressione della globalizzazione, avrei dei dubbi.... hai letto il libro "Il mondo è piatto" di Friedman?
Su prezzi del carburante in ascesa, scusa il gioco di parole, è il prezzo che dovremo pagare per un economia sostenibile.
Nel libro "Petrolio e dopo?" Varvelli da per scontato che il petrolio sarà scalzato dal gas naturale senza un sostanziale impatto sui consumi, tenendo conto delle riserve accertate, probabili e possibili. Previsione mix consumo mondiale delle energie al 2050 (Varvelli dice "tentativo di larga approssimazione realizzato sulla base di quanto previsto dai maggiori centri di studi energetici"): Petrolio 29-31%, Gas naturale 33-35%, Carbone 18-20%, Nucleare 6-7%, Energie rinnovabili 11-13%.
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Vecchio 08-05-10, 13:35   #5 (permalink)
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Il libro si concentra sugli effetti dell'aumento del costo dell'energia, prevedendo una regressione della globalizzazione.

Il nocciolo è che il carburante a prezzi stracciati non ci sarà più.
aumento del costo dell'energia ?
Ed io che pensavo l'esatto opposto..
TUTTI GLI STUDI SU TUTTE LE POSSIBILI FONTI ALTERNATIVE
DANNO PER SCONTATO CHE A REGIME TUTTE SARANNO
COMPETITIVE CON L'ATTUALE PETROLIO..
.
E allora perchè ramirez è moderatamente contrario alle rinnovabili ?
beh è scritto sopra....A REGIME..CIOE' NON OGGI..
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Vecchio 09-05-10, 09:56   #6 (permalink)
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Quanto alla regressione della globalizzazione, avrei dei dubbi.... hai letto il libro "Il mondo è piatto" di Friedman?
Su prezzi del carburante in ascesa, scusa il gioco di parole, è il prezzo che dovremo pagare per un economia sostenibile.
Nel libro "Petrolio e dopo?" Varvelli da per scontato che il petrolio sarà scalzato dal gas naturale senza un sostanziale impatto sui consumi, tenendo conto delle riserve accertate, probabili e possibili. Previsione mix consumo mondiale delle energie al 2050 (Varvelli dice "tentativo di larga approssimazione realizzato sulla base di quanto previsto dai maggiori centri di studi energetici"): Petrolio 29-31%, Gas naturale 33-35%, Carbone 18-20%, Nucleare 6-7%, Energie rinnovabili 11-13%.
Non ho letto il libro di Friedman, conterrà molti esempi e aneddoti interessanti, ma non mi è mai piaciuta la sua impostazione rigidamente neo-liberista.
Sottolineo che l'autore del libro non parla affatto di scomparsa del petrolio, ma di fine dell'epoca del petrolio a buon mercato.
Tieni conto che il petrolio non è sostituibile in tutte le applicazioni. Entra ad esempio nella produzione di fertilizzanti: l'agricoltura moderna è la trasformazione di petrolio in cibo e solo in seconda istanza trasforma l'energia solare.
Sono arrivato al terzo dei suoi 8 capitoli e devo dire che finora è un testo molto equilibrato.
Il libro comincia quando l'autore ricorda di quando, in un simposio specializzato, aveva previsto la fine dal petrolio a 20 dollari al barile e gli altri esperti lo avevano accolto sghignazzando.
Poi quando il petrolio aveva raggiunto una quotazione a tre cifre era intervenuto nuovamente nello stesso consesso, e di nuovo gli avevano riso dietro.
Una delle sue tesi è che dietro il non riconoscimento del problema ci sono alla base motivazioni psicologiche intrecciate ad interessi.

Riguardo alla sostituzione gas/petrolio effettivamente non ho trovato finora una disamina della questione.
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Vecchio 09-05-10, 10:02   #7 (permalink)
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aumento del costo dell'energia ?
Ed io che pensavo l'esatto opposto..
TUTTI GLI STUDI SU TUTTE LE POSSIBILI FONTI ALTERNATIVE
DANNO PER SCONTATO CHE A REGIME TUTTE SARANNO
COMPETITIVE CON L'ATTUALE PETROLIO..
.
E allora perchè ramirez è moderatamente contrario alle rinnovabili ?
beh è scritto sopra....A REGIME..CIOE' NON OGGI..
Il problema delle rinnovabili è complesso.

Anche se una fonte come l'eolico, in una certa zona, può essere concorrenziale, difficilmente ti fa muovere una fabbrica come la Fiat.
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Vecchio 09-05-10, 12:48   #8 (permalink)
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Il problema delle rinnovabili è complesso.

Anche se una fonte come l'eolico, in una certa zona, può essere concorrenziale, difficilmente ti fa muovere una fabbrica come la Fiat.
ascolta questa (che poi non è una novità..già si fa)
E' risaputo che di notte le c.li atomiche continuano a produrre energia
e, magari, condizioni ottimali di vento concorrono a produrre
energia / più energia.
Bene se noi costruiamo degli invasi d'acqua a monte
con una c.le idroelettrica a valle ecco che di giorno sfruttiamo
la caduta d'acqua E DI NOTTE CON IL SURPLUS D'ENERGIA
RIPORTIAMO L'ACQUA A MONTE.
c'è n'è una siffatta in Scozia. Nelle nostre montagne/colline
non penso sia difficile trovare una 'buca' (o scavarne una)
che vada bene.
Tra l'altro la produzione d'energia in questo modo
E' PRESSOCHE' istantanea, perfetta per soddisfare
picchi di domanda....
.
Ci vuole un poco di fantasia..
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Vecchio 09-05-10, 13:37   #9 (permalink)
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ascolta questa (che poi non è una novità..già si fa)
E' risaputo che di notte le c.li atomiche continuano a produrre energia
e, magari, condizioni ottimali di vento concorrono a produrre
energia / più energia.
Bene se noi costruiamo degli invasi d'acqua a monte
con una c.le idroelettrica a valle ecco che di giorno sfruttiamo
la caduta d'acqua E DI NOTTE CON IL SURPLUS D'ENERGIA
RIPORTIAMO L'ACQUA A MONTE.
c'è n'è una siffatta in Scozia. Nelle nostre montagne/colline
non penso sia difficile trovare una 'buca' (o scavarne una)
che vada bene.
Tra l'altro la produzione d'energia in questo modo
E' PRESSOCHE' istantanea, perfetta per soddisfare
picchi di domanda....
.
Ci vuole un poco di fantasia..
Lo si sta già facendo.
Gli invasi artificiali nell'arco alpino funzionano proprio così.
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Vecchio 09-05-10, 14:47   #10 (permalink)
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ascolta questa (che poi non è una novità..già si fa)
E' risaputo che di notte le c.li atomiche continuano a produrre energia
e, magari, condizioni ottimali di vento concorrono a produrre
energia / più energia.
Bene se noi costruiamo degli invasi d'acqua a monte
con una c.le idroelettrica a valle ecco che di giorno sfruttiamo
la caduta d'acqua E DI NOTTE CON IL SURPLUS D'ENERGIA
RIPORTIAMO L'ACQUA A MONTE.
c'è n'è una siffatta in Scozia. Nelle nostre montagne/colline
non penso sia difficile trovare una 'buca' (o scavarne una)
che vada bene.
Tra l'altro la produzione d'energia in questo modo
E' PRESSOCHE' istantanea, perfetta per soddisfare
picchi di domanda....
.
Ci vuole un poco di fantasia..
Stai parlando di First Hydro, la centrale "gioello" che produce energia con la tecnologia "pumped storage"...

il problema e' che anche in UK non permettono piu' la costruzione di siffatte centrali perche' e' necessatio sostanzialmente scavare un enorme "buco" in una montagna, con alcune conseguenze ambientali oggettivamente non indifferenti...

Ma forse a un certo punto faranno di necessita' virtu'.
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