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Vecchio 02-05-10, 17:42   #1 (permalink)
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Prezzo di un kwH di energia prodotta nel futuro (prossimo e remoto)

Attualmente e' di circa 8 centesimi di Euro. E in futuro? Trend?
Il_Sovrano non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02-05-10, 20:24   #2 (permalink)
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impossibile prevederlo.... se ci si dovesse basare solo sul prezzo del petrolio ovviamente si direbbe in ascesa, ma la vera differenza è nelle future tecnologie. nucleare e rinnovabili hanno spazi di miglioramento enormi, e il prezzo dell'eenergia potrebbe tranquillamente crollare in futuro
0rigami non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-05-10, 18:31   #3 (permalink)
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Bisogna intanto distinguere tra costo di produzione e prezzo di vendita dell'energia elettrica sul mercato (borsa elettrica GME). Il prezzo di vendita varia di ora in ora... ma per dare un'idea il prezzo medio con cui è stata venduta l'energia elettrica nel 2009 è di 6,4 c€/kWh. Nel 2008 a causa dell'elevato prezzo del barile di petrolio il prezzo medio dell' ee è stato di 8,7 c€/kWh.
Quanto costa produrre l'energia elettrica?
Teniamo ben presente che in Italia più del 50% dell'energia elettrica viene prodotta da gas metano seguito da idroelettrico, carbone e olio combustibile... possiamo comunque dire indicativamente che oggi produrre energia elettrica in Italia con impianti tradizionali può costare sui 5c€/kWh (ma occhio al prezzo ITEC). E oggi come oggi se aumenta il prezzo del barile di petrolio il prezzo del kWh può solo aumentare.
Quanto costa il kWh da altre fonti?
Il costo di produzione da fonte nucleare, se costruiremo centrali EPR sarà compreso tra 5 e 8 c€/kWh dipendentemente dagli scenari (costo materie prime, uranio, inflazione...).
Il kWh prodotto da fotovoltaico costa oggi intorno ai 20 c€/kWh (gli incentivi statali invece ammontano a quasi 40 c€/kWh). C'è una buona probabilità che nell'arco di 20-25 anni l'evoluzione della tecnologia "thin film" abbassi il costo del kWh solare a valori prossimi ai 5c€/kWh. Il solare termodinamico (con tecnologia attuale) in Italia non sarà applicabile.
ll kWh prodotto da eolico costa in italia intorno ai 10-12 c€/kWh, la tecnologia eolica è piuttosto matura ma in Italia c'è molto meno vento rispetto al nord Europa, non è pensabile a breve (20 anni) una riduzione dei costi di produzione di più del 20-30%.
Qual è però il vero problema di queste fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico)? Che quando la loro presenza sarà massiccia (Potenza installata pari a 20-30 GW) la rete elettrica avrà bisogno di essere pesantemente modificata in modo da poter gestire queste fonti intermittenti di energia, saranno necessari impianti di accumulo, smart grid etc. Se la spesa di adeguamento della rete sarà esclusivamente a carico chi gestisce questi impianti, come sembrava indicato in una bozza del ministero uscita qualche mese fa e poi subito ritirata, non è pensabile che l’energia prodotta da fotovoltaico possa essere competitiva con l’energia prodotta da fonti tradizionali prima di 30 anni, a meno di un fortissimo aumento del prezzo del barile.... l'eolico invece, se il petrolio raddoppiasse/triplicasse, potrebbe farcela.

Riassumendo: Il prezzo del kWh elettrico in Italia oggi dipende esclusivamente dal prezzo dei combustibili fossili e quindi va su e giù di conseguenza, nel prossimo futuro (10-30 anni) solo una costruzione massiccia di centrali nucleari potrà fungere da calmiere del prezzo del kWh nel caso di un aumento del prezzo dei combustibili fossili.
In un futuro più lontano (30-50 anni) probabilmente sarà lo stesso... ma forse ci sarà qualche sorpresa "tecnologica".
Comunque un crollo del prezzo dell'energia elettrica mi pare decisamente improbabile.
gbettanini non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-05-10, 18:36   #4 (permalink)
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ieri guardavo un programmma tv.
Un agricoltore invece di seminare qualcosa
aveva seminato...pannelli solari in parte ed in parte le normali coltivazioni.
Perchè ? Perchè, diceva, la resa per mq è superiore a qualsiasi
cultura...
Se un contadino può integrare il suo ricavo piazzando pannelli solari
beh è tutta un'altra agricoltura quella che ci aspetta...
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-05-10, 18:45   #5 (permalink)
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Beh, penso che sia perchè alla cultura non viene mai dato il giusto valore... alla 'coltura' forse si...
Scusa la battutaccia.

Fondamentalmente il problema è che gli incentivi al FV sono attualmente sproporzionati.
gbettanini non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-05-10, 22:04   #6 (permalink)
Che potenza!
 
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di certo col nucleare non caleranno, o meglio rimarrano uguali perchè pagati dallo stato, un po' come i vituperati incentivi sul fotovoltaico.
Zedemel non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-05-10, 22:59   #7 (permalink)
Welfare Primo Nemico
 
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Le fonti rinnovabili non sono uno strumento efficiente per la creazione di posti di lavoro: un Working paper IBL di Luciano Lavecchia e Carlo Stagnaro.

Le fonti rinnovabili non sono uno strumento efficiente per la creazione di posti di lavoro. Infatti, in media, ogni “green job” assorbe un quantità di risorse che, se investita in altri settori dell’economia, potrebbe generare in media 4,8 posti. Lo mostra lo studio “Are Green Jobs Real Jobs? The Case of Italy” (PDF) di Luciano Lavecchia, fellow dell’IBL, e Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’IBL.

Secondo lo studio, da qui al 2020, a seconda degli scenari, potrebbero essere creati tra circa 55 mila e circa 112 mila posti di lavoro grazie allo sviluppo delle fonti eolica e solare fotovoltaica, se nel 2020 fosse raggiunto il “potenziale massimo teorico” stimato dal governo italiano nel 2007. Tuttavia, per ottenere tale risultato dovrebbe essere mobilitata una massa enorme di finanziamenti, pari a circa 6 miliardi di euro all’anno nel 2020. Se le stesse risorse fossero lasciate al mercato, per ogni posto di lavoro “verde” potrebbero esserne creati mediamente 4,8 nell’economia in generale, o 6,9 nell’industria. Scrivono Lavecchia e Stagnaro: “questo non significa necessariamente che per ogni nuovo posti di lavoro ne sarebbero distrutti 6,9, ma suggerisce ciò che è evidente: l’industria verde è ad alta intensità di capitale, non ad alta intensità di lavoro. Non sorprende, dunque, che gli investimenti verdi generino meno occupazione degli investimenti in altri settori dell’economia, e in particolare nell’industria”. In breve, il risultato dello studio è che “gli investimenti verdi possono avere conseguenze positive di natura ambientale, ma il ‘green deal’, nella misura in cui ha lo scopo di creare occupazione o agire come stimolo anticrisi, è uno strumento inefficiente”.
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Vecchio 04-05-10, 08:45   #8 (permalink)
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Incentivare l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici sul territorio invece della ricerca pura ed applicata sulle rinnovabili è uno spreco immane di denaro pubblico. Gli altri paesi (Germania, Giappone, Spagna, Cina, Usa...) hanno filiere produttive in grado di produrre nuove tecnologie e brevetti..... che noi compriamo e compreremo, ma l'Italia dal punto di vista industriale sulle rinnovabili è al palo.
I sistemi attuali di incentivazione, sproporzionatamente alti per quanto riguarda il FV, permettono ad esemepio di prosperare ad aziende che comprano celle fotovoltaiche all'estero ed assemblano pannelli '100 % made in Italy'..... Qui o si decide di fare ricerca ed innovazione come va fatta oppure gli incentivi si possono anche togliere da subito.
Speriamo che il Conto Energia 2011 metta a posto le cose..... ovvero che il governo non abbia accettato la proposta dei produttori.
gbettanini non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-05-10, 11:36   #9 (permalink)
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Originalmente inviato da gbettanini Visualizza messaggio
Incentivare l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici sul territorio invece della ricerca pura ed applicata sulle rinnovabili è uno spreco immane di denaro pubblico. Gli altri paesi (Germania, Giappone, Spagna, Cina, Usa...) hanno filiere produttive in grado di produrre nuove tecnologie e brevetti..... che noi compriamo e compreremo, ma l'Italia dal punto di vista industriale sulle rinnovabili è al palo.
I sistemi attuali di incentivazione, sproporzionatamente alti per quanto riguarda il FV, permettono ad esemepio di prosperare ad aziende che comprano celle fotovoltaiche all'estero ed assemblano pannelli '100 % made in Italy'..... Qui o si decide di fare ricerca ed innovazione come va fatta oppure gli incentivi si possono anche togliere da subito.
Speriamo che il Conto Energia 2011 metta a posto le cose..... ovvero che il governo non abbia accettato la proposta dei produttori.


io sposterei gli incentivi del solare sulla ricerca ( sempre sul solare ) e qualche cosa penso si riuscirebbe a combinare.
Pikelano non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-12-10, 11:03   #10 (permalink)
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qualche update, considerazioni?

Parlavo di prezzo alla produzione
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