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#1 (permalink) |
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Prospersenzacrescita
Data registrazione: Sep 2009
Messaggi: 10,303
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Bocchìno:alzare l'età pensionabile.
"Ora nel Pdl va ridiscusso tutto
il programma è da ricalibrare" Bocchìno sfida la maggioranza del partito: "La crisi impone di rivedere la linea economica. E bisogna alzare l'età pensionabile" di ALBERTO D'ARGENIO ROMA - Non si scoraggia Italo Bocchìno, il finiano di ferro coinvolto negli scontri interni al Pdl tanto da aver perso la poltrona di vice capogruppo alla Camera. Certo, assicura che il governo andrà avanti per realizzare il suo programma, "bello e possibile". Ma poi alza il tiro: tutto quello che è fuori dal programma deve essere discusso negli organismi di partito. E non finisce qui, perché anche il programma di governo va rivisto, almeno per ciò che riguarda le riforme socio-economiche imposte dalla crisi, ritoccando pensioni, lavoro e fisco. Poi si potrà fare il resto. Onorevole, come vede il futuro del governo? "Non c'è nemmeno da parlarne. I numeri sono chiari, la maggioranza è ampia e il programma ambizioso. L'unico problema che si deve porre il governo è quello del fare. E sul programma non si discute proprio. Su tutto il resto chiediamo di parlarne. Diciamo: riuniamo gli organi di partito, discutiamo e votiamo. Vedrà che facendo così andrà a finire che quasi sempre decideremo all'unanimità. Le riunioni servono proprio a questo, a trovare le soluzioni giuste, non a mettere la minoranza a tacere". Da come parla sembra che le polemiche tra finiani e berlusconiani siano alle spalle. Allora siete pronti a ripartire con le riforme? "Certo, anche se quelle costituzionali per quanto utili interessano pochi cittadini. Secondo noi dovremmo prima adattare il programma alla crisi economica. Ecco perché dovremmo ritarare la sua parte economica e sociale inserendo le riforme rese pressanti dalla crisi. In particolare penso a previdenza, lavoro e fisco". Quello della previdenza è un terreno minato. Cosa proponete? "La situazione della previdenza è quella che è. Noi pensiamo ad un ritorno alla vecchia tesi di Maroni della legislatura 2001-2006 che poi venne modificata dal centrosinistra. Serve una previdenza che responsabilizzi gli italiani la cui aspettativa di vita è tra le prime del mondo: per la tenuta dei conti pubblici non si può vivere 10 anni di più e lavorare come prima. Non è solidale con le generazioni future". Sta proponendo di alzare l'età pensionabile? "Non sono un tecnico, ma dovremmo avere il coraggio di rimettere mano al sistema magari allungandola di un paio d'anni soprattutto trovando le formule giuste per invogliare le persone a restare al lavoro. Penso soprattutto agli incentivi". E sul mercato del lavoro cosa propone? "Serve una riforma profonda. Oggi siamo più sul precariato che su flessibilità. Dovremmo invertire la rotta e stimolare la flessibilità che prevede più tutele, più guadagni nei periodi in cui l'economia va e reinserimento nel lavoro". Parlava anche di fisco, una riforma già annunciata dal premier Berlusconi... "Si, ma è il momento di passare ai fatti". E le altre riforme come quella istituzionale? "Per quelle dobbiamo trovare il clima adatto, anche se Berlusconi in ben due occasioni ha lanciato dei messaggi importanti dicendo che devono essere condivise. Ora ci vuole una proposta, meglio di maggioranza che del governo. Per questo sarebbe opportuno che il Pdl riunisse i suoi organi - i gruppi parlamentari e la direzione nazionale - per decidere la sua proposta. Quindi la dovremmo negoziare con la Lega e renderla la proposta della maggioranza. A quel punto andremo in Parlamento per discutere con l'opposizione". E sui contenuti? Prima che la crisi interna al Pdl deflagrasse non c'era accordo tra voi... "Dubito che la sinistra possa rifiutare semipresidenzialismo, bicameralismo e riduzione dei parlamentari. Su questi punti potremmo arrivare ad una proposta condivisa entro la fine dell'anno. Poi c'è la legge elettorale, che è uno strumento da fare dopo la riforma istituzionale ma da pensare prima in modo da dare coerenza al progetto. Fini ha rilanciato i collegi che hanno il pregio di avvicinare i cittadini agli eletti. Ma come tutti i sistemi ha anche difetti. Quel che è certo è che serve un sistema legato al disegno costituzionale che si ha in mente". |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 974
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Anche se non sono necessarie, sono cmq soldi che lo stato risparmia e può impiegare in altri settori, tipo la scuola. Cmq prima di toccare le pensioni, un governo dovrebbe rivedere i privilegi della casta, quindi divieto di doppio mandato, abolizione provincie, dimezzamento dei compensi, vitalizio (pensione) solo dopo 40 anni di politica attiva ecc... |
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#4 (permalink) |
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Liberista
Data registrazione: Jan 2004
Messaggi: 9,587
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Certo.
Alziamo l'età pensionale per ripianare i soldi da dare alla regione Campania magari. ![]() Io in linea di principio sarei favorevole ad alzare l'età pensionabile,il problema è che Bòcchino e i suoi hanno credibilità ZERO e voglio sapere dove andrebbe a finire ogni centesimo risparmiato. |
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#5 (permalink) | |
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Un passo alla volta
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Citazione:
E visto che anche nella riforma il posto di lavoro si mantiene con l'anzianità e non con le competenze, il posto lo manterranno i più anziani, quelli più vicini alla pensione, che si guarderanno bene dall'investire sull'apprendimento di discipline nuove, dovendole insegnare per così poco tempo. quoto completamente |
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#6 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 974
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#7 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Dec 2004
Messaggi: 2,974
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Queste affermaizoni dell?INPS sono ridicole.
Primo perchè nessuno dice quanto lo stato trasferisce all'INPS. E' come dire che hai chiuso in attivo di 10 dopo che qualcuno ti ha regalato 100. Secondo perchè anche ammettendo per assurdo che i conti siano oggi effettivamente in utile, la spesa pensionistica va valutata nell'arco di decenni. Non dimentichiamoci che l'attuale isstema è a ripartizione e non a capitalizzazione. Quindi non ci sono fondi accumulati per pagare le pensioni alle generazioni che oggi stanno versando i contributi. Bisogna basarsi su chi pagherà in futuro. Per fare un parallelo con un paese serio, negli USA il Social Security Fund non solo è in attivo ma anche un consistente fondo accumulato. Nonostante questo stanno pensando ad una riforma per evitare che vengano esauriti i fondi accumulati (stiamo parlando di una cosa che avverrà tra 20-40 anni). Questa è serietà. Ultima cosa che nessuno ci spiega è come giocano i soldi del TFR nei conti in attivo dell'INPS. Questa ruberia perpetrata dal governo qualche anno fà ho letto che pur essendo di fatto un prestito forzoso, veniva trattato come un'entrata nel bilancio dello Stato. Ma qui siamo nel reame dei conti truccati in stile greco. |
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#8 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 111
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trovo sacrosanto un netto innalzamento dell'età pensionabile e i soldi devono finire negli ammortizzatori sociali dei giovani (che non ne hanno). sono sempre soldi "INPS", non andrebbero a nessuna regione. |
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#9 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Nov 2008
Messaggi: 1,060
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Citazione:
Se poi aggiungiamo che ovviamente la gestione separata è giovanissima e quindi non paga nessuna pensione a fronte di contributi per miliardi... e ancora tutti gli immigrati che pagano ben 7miliardi annui di contributi che altrettanto ovviamente non vengono spesi dall'INPS perchè non vi sono ancora immigrati in età pensionalbile... Insomma dopo tutto questo - e altro ci sarebbe da aggiungere - come si fa ad essere contenti e ottimisti sui conti, soprattutto quelli futuri, dell'INPS? |
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#10 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 7,493
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Il discorso dell'INPS è superfluo, ne ho scritto diverse volte. Il fatto che l'INPs sia in attivo non è un eccezione, ma deve essere la normalità. Il giorno in cui l'INPS passerà costantemente in passivo sarà la fine di tutto, la fiscalità generale non è certo in grado di sostenere pensioni per milioni di persone. Un giorno finirà così, l'INPS è uno schema di Ponzi e come tale prima o poi destinato a fallire. Non è SE, ma solo quando. Potrebbe essere tra 10 anni o tra un paio di secoli, dipende dall'economia generale.
Riguardo a età pensionabile, ecc... in teoria sarei anche favorevole, tuttavia oggi il cittadino coscienzioso ed interessato al benessere dello stato italiano e dei suoi cittadini deve opporsi con forza e convinzione ad ogni altro sacrificio richiesto. Deve essere contro per principio ad ogni aumento di imposte (sul lavoro, sull'impresa, sul risparmio, sulla casa), ad ogni aumento dell'età pensionabile, ad ogni aumento di contributi previdenziali. In Italia si paga già il carico fiscale tra i più alti al mondo, quindi il problema non è quello. Fino a che un consigliere comunale (generalmente un gruppo composto o da chi nella vita ha fatto solo politica o da chi ha fallito a scuola e nel lavoro) guadagna 8000 euro al mese per produrre il nulla, fino a che la Presidenza della Repubblica costa più della Regina d'Inghilterra, fino a che vengono versati ai comuni e regioni trasferimenti enormi, ecc... ogni richiesta di ulteriori sacrifici deve essere accolta da una sonora scarica di pernacchie. Ovviamente qui parlo di cittadini coscenziosi, categoria purtroppo molto esigua, quindi non mi stupirei di vedere gente che dice: "sì, beh, ma è necessario". |
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