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Vecchio 11-04-10, 11:48   #1 (permalink)
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Eterna controversia: Inflazione-Deflazione

A volte su questo forum sembra come se non si sia tutti sulla stessa barca.
Eppure le conseguenze di questo periodo turbolento che viviamo toccano ognuno di noi, anche se in modo diverso, e rischiano di stravolgere le nostre vite specialmente quando le riflessioni cedono il passo alla fede (o malafede?).

Segnalo questo articolo, a me apparso interessante e pieno di stimoli.

MICHELE SPALLINO : INFLAZIONE BRUCIANTE O DEFLAZIONE GLACIALE? UN ARTICOLO DA STAMPARE E DA LEGGERE CON CALMA

PER CHI VUOLE CAPIRE E NON SOLO SPECULARE SUI MERCATI!

Per mesi Mercato Libero e Icebergfinanza stanno sostenendo la possibilità che si verifichi INFLAZIONE O DEFLAZIONE.

Il dibattito è acceso e non solo in Italia ma fra tutti gli economisti mondiali.

Il nostro amico Michele Spallino analizza la situazione e ...SCOPRITE UN PO' A CHI DA RAGIONE?

...un consiglio per Il Folletto (che ultimamente pare essere andato in vacanza...)
CHE DICI....SULL'ARTICOLO.....? Non ti va bene neppure questo? Credo che qualche scusa nei confronti dell'autore tu debba darla!



speciale DEFLAZIONE INFLAZIONE
Di Michele Spallino

Tutte le persone che seguono con impegno ed interesse quanto succede nel mondo ,
ed in particolare nel mondo economico e finanziario, hanno capito una cosa, con
ragionevole certezza:

ci si trova su una traiettoria anomala, ed anormale, da cui tutto può venire fuori, tranne un mondo in crescita equilibrata e costante. Si può far finta di niente, e rifugiarsi dietro a vaghi ottimismi o pessimismi di bandiera, perchè è oggettivamente difficile capire quale sarà il risultato pratico di questo fuori orbita in cui si è ormai inevitabilmente lanciati. E non c'è dubbio: se si ascoltano i dibattiti in materia , sempre più numerosi e qualificati, la confusione diviene esponenziale.
Fondamentalmente ci sono due scuole di pensiero, con alcune varianti all'interno
di ciascuna.


1)La prima pensa siamo in una grande spirale deflazionistica.

2) La seconda al contrario pensa si andrà a sfociare nell'iperinflazione.


Se ne parla molto , ad esempio, a proposito dei bonds, il cui destino è opposto
nei due scenari sopramenzionati. Vi è chi ritiene i titoli di Stato faranno default, perchè questo è quanto succede quando si vuole risolvere l'eccesso di debito facendo altri debiti, per cui i bonds sono dei ceritificati di confisca, investirci è il modo più sicuro per perdere i propri soldi (o il potere d'acquisto da essi rappresentato).


E vi è chi ritiene esserci una grande differenza tra le ipotesi teoriche di
fallimento sui titoli di Stato e la pratica. In sintesi, il fallimento è impossibile fin quando esisterà la possibilità di stampare moneta, al massimo può avvenire l'iperinflazione, ma non il default(possibile solo per gli Stati periferici se lasciati al loro destino dagli stampatori di moneta internazionale).

Ed inoltre, occorre considerare l'espansione del debito pubblico insieme all'andamento del debito privato: se quest'ultimo si contrae, e l'espansione del primo ne è l'altra faccia della medaglia, ci si trova di fronte ad uno scenario di deflazione, e non avviene nè default nè inflazione,vedasi il caso Giappone.


Si può essere d'accordo con l'una o con l'altra scuola, ma il semplice fatto che
alcuni tra i più famosi economisti del mondo possano argomentare a favore dell'una o dell'altra, mostra precisamente l'enigmaticità della situazione in cui il mondo è stato messo da politiche senza precedenti. Ed è anche il motivo per cui la Fed può pretendere di operare come se si fosse in uno scenario "facile" anche se ha stampato trilioni di nuove cambiali, scommettendo al casinò il futuro del mondo:

TANTO SE L'ESPERIMENTO FALLISCE : PAGA IL POPOLO.

Interessante come si possa sostenere tutto ed il contrario di tutto. Ad esempio, che i paragoni tra gli USA ed il Giappone sono totalmente fuori luogo, per molti motivi; ma altri possono sostenere l'opposto guardando ai rapporti tra deficit e PIl crescenti in presenza di rendimenti calanti a livelli mai visti, nonostante rischi di riduzioni di rating.

Adesso, il recente rialzo dei rendimenti sui bonds americani, con il coevo sorpasso dei titoli privati su quelli di Stato, può essere da qualcuno considerato come un segnale di allarme sull'inizio della crisi dei medesimi (in breve tempo decennale almeno al 4,5%?).
Ma ci sono fior di analisti per i quali sarebbe un occasione di acquisto, e non
solo per il trading di breve, bensì in ottica pluriennale. Essi fanno riferimento alle modifiche demografiche, che porteranno gli USA (come il Giappone) nei prossimi anni ad un forte aumento dei pensionati, i quali certamente saranno più propensi ad evitare il rischio , quindi gli investimenti azionari, preferendo spostarsi sui titoli di Stato mentre, al contempo, i consumatori ridurranno il loro peso sull'economia, perchè il tasso di risparmio è quasi inesistente e andrà per forza ricostituito prima o poi.

Insomma la confusione prevale, e molti dibattiti "intelligenti" continueranno ad
esserci nel futuro, fino a quando non vedremo finalmente o lo scoppio
dell'iperinflazione oppure lo sprofondare nella grande depressione. Tertium non
datur?

Il capitalismo tende alla deflazione, come aveva capito già Marx nel 1800. Cioè
tende alla sovrapproduzione. Lo vediamo anche in questi giorni. Dopo la crisi
del 2008 , le statistiche attuali cosa dimostrano? si stanno riprendendo,
ovunque nel mondo, le produzioni manifatturiere; mentre invece stagnano e sono
in difficoltà i consumi. L'offerta cresce più della domanda, la ricetta da
manuale della deflazione.

Ma, in realtà, la situazione è più complessa e più composita. Perchè, se ciò è
vero per le produzioni manifatturiere, non è vero per le materie prime e per
l'offerta di beni e servizi limitati, non aumentabili in proporzione alla
domanda.

Quest'ultima dal canto suo, non è solo quella rappresentata da salari e stipendi (bloccata in termini reali), bensì anche quella derivante dall'eccesso monetario e finanziario creato dalle politiche delle banche centrali, ed è rivolta ai valori mobiliari e da "investimento" in senso lato come immobili e materie prime. Per cui si viene a creare una situazione in cui possiamo contemporaneamente avere potenti spinte deflattive rivenienti dalla tendenza alla sovrapproduzione ed al depauperamento di salari e stipendi; e potenti spinte inflattive, alimentate dalla manipolazione dei tassi d'interesse e dalla proliferazione dei debiti e dei mezzi monetari che si riversano sui mercati finanziari da lì inflazionando il settore non manifatturiero dell'economia reale globale.

Naturalmente, la confisca continua di benessere futuro per finanziare la spesa
pubblica corrente (l'indebitamento), così come la deflazione nel manifatturiero
(tenendo la media dell'inflazione contenuta impedisce le indicizzazioni dei salari), ostacolano la possibile entrata in iperinflazione. Le banche sanno come la tassazione futura necessaria per finanziare la spesa corrente fatta oggi, andrà ad uccidere la capacità futura della classe media di finanziare altri debiti addizionali, non a caso tendono a non prestare soldi, aumentando le loro disponibilità attuali.


Le cose cambiano quando i governi iniziano a stampare moneta per comprare i propri titoli di Stato che nessuno vuole più, perchè in quel momento il potere d'acquisto rappresentato dalla nuova moneta viene trasferito al sistema; ma l'inflazione parte con violenza, molto rapidamente, di colpo, solo quando il pubblico se ne accorge, perchè scatta la corsa panicale ad anticiparla disfacendosi dei pezzi di carta (la velocità di circolazione si impenna).

Deve essere chiaro infatti che senza crescita reale, non si può sostenere
l'onere di un debito crescente.

L'unica soluzione quindi è quella di svuotare quest'ultimo in termini di potere d'acquisto, e ci& ograve; si può fare solo con l'inflazione, se non si vuole effettuare un default.

Da qui la politica seguita dalle banche centrali, la cui "missione" da quando sono state inventate è semplicemente rubare ai risparmiatori tramite l'inflazione.

Missione che prosegue indisturbata finchè i cittadini non se ne accorgono, da qui la
propaganda ed il lavaggio di cervello per convincere l'opinone pubblica che le
banche centrali sono "i guardiani" dell'inflazione.

Paradossale, ma è proprio così. Si propaganda l'opposto della verità, per poter agire indisturbati. Perchè se la gente perde fiducia, allora il giochino si rompe. Lo stesso avviene per l'indebitamento perpetuo: gli schemi Ponzi durano finchè i creditori mantengono la fiducia che saranno rimborsati, e finchè ciò avviene, il ciclo di emissione di nuovi bot per pagare i bot in scadenza può andar e avanti indisturbato.

Ma c'è un limite, perchè non si crea ricchezza dal nulla. La ricchezza può essere vista come un pozzo da cui l'acqua può venire attinta in misura maggiore di quanto non venga immessa, così che la disponibilità di acqua esterna aumenta.
La gente può beneficiarne per un pò, migliorando il proprio tenore di vita. Ma,
prima o poi, il pozzo si svuota. L'indebitamento è lo strumento con cui si attinge al pozzo scommettendo su future alimentazioni del medesimo, e consente di consumare l'acqua rubandola al futuro.

La difficoltà comunqe non è comprendere questo meccanimso, bensì capirne i
tempi. Quando finirà l'acqua? e chi ne ha previsto la fine, cosa deve fare per
sopravvivere alla futura siccità che colpirà la maggioranza?

Qualcuno può definire inutile un dibattito simile ma secondo me rischia grosso se lo fa. Capire come ci possono essere varianti diverse sulla "fine dell'acqua", cioè se
in un contesto inflazionistico o deflazionistico, serve a non fare
"all-in"(puntare tutto su una sola possibilità).

La grande deflazione può anche salvare i titoli di Stato, ma non la borsa o la valuta; l'iperinflazione polverizza i bonds e la valuta, ma può anche non danneggiare alcuni beni reali.



Così, arrovellarsi il cervello su questi argomenti, può rivelarsi molto utile.

Perchè la Cupola ruberà sia con la deflazione, sia con l'inflazione, o almeno
tenterà di farlo in entrambi i casi.

Naturalmente per lei la deflazione è peggio, perchè riduce gli introiti fiscali, aumenta il peso dei debiti in termini reali, e se porta al default di qualche debito sovrano minore, mostra quanto i governi e le banche centrali siano incompetenti, per non dire corrotti e stupidi, il che può far richiedere meno presenza governativa.

Da qui la tendenza a volerlo evitare a tutti i costi, stampando moneta, svalutando il cambio , con la gara alle svalutazioni competitive. Se poi tutto ciò sfocia in
iperinflazione ed in disordini sociali, si sospendono i diritti civili, anche
tramite eventi inscenati per averne la scusa.

Non diranno mai "abbiamo sbagliato", bensì che è colpa dell'Iran di turno, e per confondere le acque spareranno missili.

Per lo stesso motivo, si mantiene tutta la confusione sopramenzionata, circa
l'enigma deflazione-inflazione: verrà mantenuta finchè è possibile, perchè se
divenisse chiaro dove si va a finire, tutti si butterebbero a fare le stesse
cose, e le scommesse diverrebbero auto-avverantesi in brevissimo tempo. Non
conviene a chi comanda e ai banksters pagati per massimizzare il loro
profitto, ora dopo ora; così come è fondamentale che gli USA mantengano il loro
impero globale, emettendo la moneta di riserva internazionale, delocalizzando
gran parte della loro capacità produttiva, controllando il flusso informativo
che conta.

Concludendo e andando agli scenari operativi.
1) è possibile che la sovrapproduzione, ed i salari minimali, prevalgano sull'
eccesso monetario e sull'inflazionamento degli assets e delle materie prime; -in
tal caso- non ci sarà alcuna ripresa duratura, nella migliore delle ipotesi una
stagnazione dell'economia mondiale, i tassi ed i rendimenti resteranno minimali,
non scatterà la fuga dai titoli di Stato, ma il debito e le tasse continueranno
ad aumentare lentamente e costantemente. La variante principale di 1) è quella
in cui la fuga dai titoli di Stato scatta lo stesso, portando alla Grande
Depressione, in cui ogni stampa di moneta risulterà inefficace.

2) è possibile che l'eccesso monetario e l'inflazionamento degli assets e delle
materie prime prevalgano, scatenando una psicologia inflazionistica, anche in
presenza di salari fermi e di sovrapproduzione manifatturiera; -in tal caso-
potrà anche scattare una fase di ripresa economica, ma i tassi ed i rendimenti
andranno alle stelle, da cui la fuga dai titoli di Stato, e la reazione di
stampa di moneta ad oltranza, per cui l'iperinflazione arriverà implacabile.

Una strategia di portafoglio per far fronte a questi altrettanto possibili
scenari, senza puntare specificamente su uno o sull'altro, è la seguente:
investire circa la metà in beni reali (magari in grado di essere anche
produttivi di materie prime essenziali come, ad esempio, il terreno agricolo) e
mantenere l'altra metà in liquidità (non titoli di Stato) per quanto possibile
priva di rischio di credito, anche se a tassi minimali o azzerati. In questo
modo, se scatterà l'iperinflazione la prima metà sarà in grado di più che
compensare le perdite sulla seconda metà; e viceversa, in caso di Grande
Depressione.


GRAZIE A MICHELE SPALLINO PER L'ARTICOLO DA STAMPARE E INCORNICIARE.

DUE DOMANDE :
CARO MICHELE, FRA I BENI REALI NON CREDI SIA MEGLIO CONCENTRARSI VERSO QUELLI PRESENTI NEI PAESI CON UNA BILANCIA COMMERCIALE ATTIVA E CON SCARSO DEBITO? - VEDI BRASILE, AFRICA, INDIA ECC

PENSI CHE L'ORO RIMANGA UN ASSET INTERESSANTE (E LE MATERIE PRIME)


Non capisco perche' il Link non me lo segna. Il blog e' quello di Mercato Libero.
oiggas non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-04-10, 12:38   #2 (permalink)
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Ottimo articolo......



Citazione:
Originalmente inviato da oiggas Visualizza messaggio
A volte su questo forum sembra come se non si sia tutti sulla stessa barca.
Eppure le conseguenze di questo periodo turbolento che viviamo toccano ognuno di noi, anche se in modo diverso, e rischiano di stravolgere le nostre vite specialmente quando le riflessioni cedono il passo alla fede (o malafede?).

Segnalo questo articolo, a me apparso interessante e pieno di stimoli.

MICHELE SPALLINO : INFLAZIONE BRUCIANTE O DEFLAZIONE GLACIALE? UN ARTICOLO DA STAMPARE E DA LEGGERE CON CALMA

PER CHI VUOLE CAPIRE E NON SOLO SPECULARE SUI MERCATI!

Per mesi Mercato Libero e Icebergfinanza stanno sostenendo la possibilità che si verifichi INFLAZIONE O DEFLAZIONE.

Il dibattito è acceso e non solo in Italia ma fra tutti gli economisti mondiali.

Il nostro amico Michele Spallino analizza la situazione e ...SCOPRITE UN PO' A CHI DA RAGIONE?

...un consiglio per Il Folletto (che ultimamente pare essere andato in vacanza...)
CHE DICI....SULL'ARTICOLO.....? Non ti va bene neppure questo? Credo che qualche scusa nei confronti dell'autore tu debba darla!



speciale DEFLAZIONE INFLAZIONE
Di Michele Spallino

Tutte le persone che seguono con impegno ed interesse quanto succede nel mondo ,
ed in particolare nel mondo economico e finanziario, hanno capito una cosa, con
ragionevole certezza:

ci si trova su una traiettoria anomala, ed anormale, da cui tutto può venire fuori, tranne un mondo in crescita equilibrata e costante. Si può far finta di niente, e rifugiarsi dietro a vaghi ottimismi o pessimismi di bandiera, perchè è oggettivamente difficile capire quale sarà il risultato pratico di questo fuori orbita in cui si è ormai inevitabilmente lanciati. E non c'è dubbio: se si ascoltano i dibattiti in materia , sempre più numerosi e qualificati, la confusione diviene esponenziale.
Fondamentalmente ci sono due scuole di pensiero, con alcune varianti all'interno
di ciascuna.


1)La prima pensa siamo in una grande spirale deflazionistica.

2) La seconda al contrario pensa si andrà a sfociare nell'iperinflazione.


Se ne parla molto , ad esempio, a proposito dei bonds, il cui destino è opposto
nei due scenari sopramenzionati. Vi è chi ritiene i titoli di Stato faranno default, perchè questo è quanto succede quando si vuole risolvere l'eccesso di debito facendo altri debiti, per cui i bonds sono dei ceritificati di confisca, investirci è il modo più sicuro per perdere i propri soldi (o il potere d'acquisto da essi rappresentato).


E vi è chi ritiene esserci una grande differenza tra le ipotesi teoriche di
fallimento sui titoli di Stato e la pratica. In sintesi, il fallimento è impossibile fin quando esisterà la possibilità di stampare moneta, al massimo può avvenire l'iperinflazione, ma non il default(possibile solo per gli Stati periferici se lasciati al loro destino dagli stampatori di moneta internazionale).

Ed inoltre, occorre considerare l'espansione del debito pubblico insieme all'andamento del debito privato: se quest'ultimo si contrae, e l'espansione del primo ne è l'altra faccia della medaglia, ci si trova di fronte ad uno scenario di deflazione, e non avviene nè default nè inflazione,vedasi il caso Giappone.


Si può essere d'accordo con l'una o con l'altra scuola, ma il semplice fatto che
alcuni tra i più famosi economisti del mondo possano argomentare a favore dell'una o dell'altra, mostra precisamente l'enigmaticità della situazione in cui il mondo è stato messo da politiche senza precedenti. Ed è anche il motivo per cui la Fed può pretendere di operare come se si fosse in uno scenario "facile" anche se ha stampato trilioni di nuove cambiali, scommettendo al casinò il futuro del mondo:

TANTO SE L'ESPERIMENTO FALLISCE : PAGA IL POPOLO.

Interessante come si possa sostenere tutto ed il contrario di tutto. Ad esempio, che i paragoni tra gli USA ed il Giappone sono totalmente fuori luogo, per molti motivi; ma altri possono sostenere l'opposto guardando ai rapporti tra deficit e PIl crescenti in presenza di rendimenti calanti a livelli mai visti, nonostante rischi di riduzioni di rating.

Adesso, il recente rialzo dei rendimenti sui bonds americani, con il coevo sorpasso dei titoli privati su quelli di Stato, può essere da qualcuno considerato come un segnale di allarme sull'inizio della crisi dei medesimi (in breve tempo decennale almeno al 4,5%?).
Ma ci sono fior di analisti per i quali sarebbe un occasione di acquisto, e non
solo per il trading di breve, bensì in ottica pluriennale. Essi fanno riferimento alle modifiche demografiche, che porteranno gli USA (come il Giappone) nei prossimi anni ad un forte aumento dei pensionati, i quali certamente saranno più propensi ad evitare il rischio , quindi gli investimenti azionari, preferendo spostarsi sui titoli di Stato mentre, al contempo, i consumatori ridurranno il loro peso sull'economia, perchè il tasso di risparmio è quasi inesistente e andrà per forza ricostituito prima o poi.

Insomma la confusione prevale, e molti dibattiti "intelligenti" continueranno ad
esserci nel futuro, fino a quando non vedremo finalmente o lo scoppio
dell'iperinflazione oppure lo sprofondare nella grande depressione. Tertium non
datur?

Il capitalismo tende alla deflazione, come aveva capito già Marx nel 1800. Cioè
tende alla sovrapproduzione. Lo vediamo anche in questi giorni. Dopo la crisi
del 2008 , le statistiche attuali cosa dimostrano? si stanno riprendendo,
ovunque nel mondo, le produzioni manifatturiere; mentre invece stagnano e sono
in difficoltà i consumi. L'offerta cresce più della domanda, la ricetta da
manuale della deflazione.

Ma, in realtà, la situazione è più complessa e più composita. Perchè, se ciò è
vero per le produzioni manifatturiere, non è vero per le materie prime e per
l'offerta di beni e servizi limitati, non aumentabili in proporzione alla
domanda.

Quest'ultima dal canto suo, non è solo quella rappresentata da salari e stipendi (bloccata in termini reali), bensì anche quella derivante dall'eccesso monetario e finanziario creato dalle politiche delle banche centrali, ed è rivolta ai valori mobiliari e da "investimento" in senso lato come immobili e materie prime. Per cui si viene a creare una situazione in cui possiamo contemporaneamente avere potenti spinte deflattive rivenienti dalla tendenza alla sovrapproduzione ed al depauperamento di salari e stipendi; e potenti spinte inflattive, alimentate dalla manipolazione dei tassi d'interesse e dalla proliferazione dei debiti e dei mezzi monetari che si riversano sui mercati finanziari da lì inflazionando il settore non manifatturiero dell'economia reale globale.

Naturalmente, la confisca continua di benessere futuro per finanziare la spesa
pubblica corrente (l'indebitamento), così come la deflazione nel manifatturiero
(tenendo la media dell'inflazione contenuta impedisce le indicizzazioni dei salari), ostacolano la possibile entrata in iperinflazione. Le banche sanno come la tassazione futura necessaria per finanziare la spesa corrente fatta oggi, andrà ad uccidere la capacità futura della classe media di finanziare altri debiti addizionali, non a caso tendono a non prestare soldi, aumentando le loro disponibilità attuali.


Le cose cambiano quando i governi iniziano a stampare moneta per comprare i propri titoli di Stato che nessuno vuole più, perchè in quel momento il potere d'acquisto rappresentato dalla nuova moneta viene trasferito al sistema; ma l'inflazione parte con violenza, molto rapidamente, di colpo, solo quando il pubblico se ne accorge, perchè scatta la corsa panicale ad anticiparla disfacendosi dei pezzi di carta (la velocità di circolazione si impenna).

Deve essere chiaro infatti che senza crescita reale, non si può sostenere
l'onere di un debito crescente.

L'unica soluzione quindi è quella di svuotare quest'ultimo in termini di potere d'acquisto, e ci& ograve; si può fare solo con l'inflazione, se non si vuole effettuare un default.

Da qui la politica seguita dalle banche centrali, la cui "missione" da quando sono state inventate è semplicemente rubare ai risparmiatori tramite l'inflazione.

Missione che prosegue indisturbata finchè i cittadini non se ne accorgono, da qui la
propaganda ed il lavaggio di cervello per convincere l'opinone pubblica che le
banche centrali sono "i guardiani" dell'inflazione.

Paradossale, ma è proprio così. Si propaganda l'opposto della verità, per poter agire indisturbati. Perchè se la gente perde fiducia, allora il giochino si rompe. Lo stesso avviene per l'indebitamento perpetuo: gli schemi Ponzi durano finchè i creditori mantengono la fiducia che saranno rimborsati, e finchè ciò avviene, il ciclo di emissione di nuovi bot per pagare i bot in scadenza può andar e avanti indisturbato.

Ma c'è un limite, perchè non si crea ricchezza dal nulla. La ricchezza può essere vista come un pozzo da cui l'acqua può venire attinta in misura maggiore di quanto non venga immessa, così che la disponibilità di acqua esterna aumenta.
La gente può beneficiarne per un pò, migliorando il proprio tenore di vita. Ma,
prima o poi, il pozzo si svuota. L'indebitamento è lo strumento con cui si attinge al pozzo scommettendo su future alimentazioni del medesimo, e consente di consumare l'acqua rubandola al futuro.

La difficoltà comunqe non è comprendere questo meccanimso, bensì capirne i
tempi. Quando finirà l'acqua? e chi ne ha previsto la fine, cosa deve fare per
sopravvivere alla futura siccità che colpirà la maggioranza?

Qualcuno può definire inutile un dibattito simile ma secondo me rischia grosso se lo fa. Capire come ci possono essere varianti diverse sulla "fine dell'acqua", cioè se
in un contesto inflazionistico o deflazionistico, serve a non fare
"all-in"(puntare tutto su una sola possibilità).

La grande deflazione può anche salvare i titoli di Stato, ma non la borsa o la valuta; l'iperinflazione polverizza i bonds e la valuta, ma può anche non danneggiare alcuni beni reali.



Così, arrovellarsi il cervello su questi argomenti, può rivelarsi molto utile.

Perchè la Cupola ruberà sia con la deflazione, sia con l'inflazione, o almeno
tenterà di farlo in entrambi i casi.

Naturalmente per lei la deflazione è peggio, perchè riduce gli introiti fiscali, aumenta il peso dei debiti in termini reali, e se porta al default di qualche debito sovrano minore, mostra quanto i governi e le banche centrali siano incompetenti, per non dire corrotti e stupidi, il che può far richiedere meno presenza governativa.

Da qui la tendenza a volerlo evitare a tutti i costi, stampando moneta, svalutando il cambio , con la gara alle svalutazioni competitive. Se poi tutto ciò sfocia in
iperinflazione ed in disordini sociali, si sospendono i diritti civili, anche
tramite eventi inscenati per averne la scusa.

Non diranno mai "abbiamo sbagliato", bensì che è colpa dell'Iran di turno, e per confondere le acque spareranno missili.

Per lo stesso motivo, si mantiene tutta la confusione sopramenzionata, circa
l'enigma deflazione-inflazione: verrà mantenuta finchè è possibile, perchè se
divenisse chiaro dove si va a finire, tutti si butterebbero a fare le stesse
cose, e le scommesse diverrebbero auto-avverantesi in brevissimo tempo. Non
conviene a chi comanda e ai banksters pagati per massimizzare il loro
profitto, ora dopo ora; così come è fondamentale che gli USA mantengano il loro
impero globale, emettendo la moneta di riserva internazionale, delocalizzando
gran parte della loro capacità produttiva, controllando il flusso informativo
che conta.

Concludendo e andando agli scenari operativi.
1) è possibile che la sovrapproduzione, ed i salari minimali, prevalgano sull'
eccesso monetario e sull'inflazionamento degli assets e delle materie prime; -in
tal caso- non ci sarà alcuna ripresa duratura, nella migliore delle ipotesi una
stagnazione dell'economia mondiale, i tassi ed i rendimenti resteranno minimali,
non scatterà la fuga dai titoli di Stato, ma il debito e le tasse continueranno
ad aumentare lentamente e costantemente. La variante principale di 1) è quella
in cui la fuga dai titoli di Stato scatta lo stesso, portando alla Grande
Depressione, in cui ogni stampa di moneta risulterà inefficace.

2) è possibile che l'eccesso monetario e l'inflazionamento degli assets e delle
materie prime prevalgano, scatenando una psicologia inflazionistica, anche in
presenza di salari fermi e di sovrapproduzione manifatturiera; -in tal caso-
potrà anche scattare una fase di ripresa economica, ma i tassi ed i rendimenti
andranno alle stelle, da cui la fuga dai titoli di Stato, e la reazione di
stampa di moneta ad oltranza, per cui l'iperinflazione arriverà implacabile.

Una strategia di portafoglio per far fronte a questi altrettanto possibili
scenari, senza puntare specificamente su uno o sull'altro, è la seguente:
investire circa la metà in beni reali (magari in grado di essere anche
produttivi di materie prime essenziali come, ad esempio, il terreno agricolo) e
mantenere l'altra metà in liquidità (non titoli di Stato) per quanto possibile
priva di rischio di credito, anche se a tassi minimali o azzerati. In questo
modo, se scatterà l'iperinflazione la prima metà sarà in grado di più che
compensare le perdite sulla seconda metà; e viceversa, in caso di Grande
Depressione.


GRAZIE A MICHELE SPALLINO PER L'ARTICOLO DA STAMPARE E INCORNICIARE.

DUE DOMANDE :
CARO MICHELE, FRA I BENI REALI NON CREDI SIA MEGLIO CONCENTRARSI VERSO QUELLI PRESENTI NEI PAESI CON UNA BILANCIA COMMERCIALE ATTIVA E CON SCARSO DEBITO? - VEDI BRASILE, AFRICA, INDIA ECC

PENSI CHE L'ORO RIMANGA UN ASSET INTERESSANTE (E LE MATERIE PRIME)


Non capisco perche' il Link non me lo segna. Il blog e' quello di Mercato Libero.
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Vecchio 11-04-10, 14:47   #3 (permalink)
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ramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond repute
..e poi si criticano i politici e la burocrazia per la loro mancanza di efficienza.
Mi chiedo: ma per commentare scrivendo: ottimo articolo
ERA PROPRIO NECESSARIO COPIARLO INTEGRALMENTE ???
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-04-10, 15:24   #4 (permalink)
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Kovalsky has a reputation beyond reputeKovalsky has a reputation beyond reputeKovalsky has a reputation beyond reputeKovalsky has a reputation beyond reputeKovalsky has a reputation beyond reputeKovalsky has a reputation beyond reputeKovalsky has a reputation beyond reputeKovalsky has a reputation beyond reputeKovalsky has a reputation beyond reputeKovalsky has a reputation beyond reputeKovalsky has a reputation beyond repute
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..e poi si criticano i politici e la burocrazia per la loro mancanza di efficienza.
Mi chiedo: ma per commentare scrivendo: ottimo articolo
ERA PROPRIO NECESSARIO COPIARLO INTEGRALMENTE ???
Quoto al 100%
Kovalsky non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-04-10, 16:01   #5 (permalink)
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MICHELE SPALLINO : INFLAZIONE BRUCIANTE O DEFLAZIONE GLACIALE? UN ARTICOLO DA STAMPARE E DA LEGGERE CON CALMA

PER CHI VUOLE
ma forse il congiuntivo anche per il carattere della materia sarebbe piu' appropriato
Citazione:
CAPIRE E NON SOLO SPECULARE SUI MERCATI!

Per mesi Mercato Libero e Icebergfinanza stanno sostenendo la possibilità che si verifichi INFLAZIONE O DEFLAZIONE.
Questa e' bella e che cosa altro potrebbe succedere: una guerra atomica, un terremoto sistemico di tutte le placche, una vergine che partorisca di nuovo?
O io che vinco milioni a una lotteria come ultima chance di farmi un gruzzolo?
Ovviamente l'ultima opzione e' quella che vedo con maggiore favore.

L'rticolo poi mi lascia un poco perplesso, non e' grande cosa e nonostante M. Spallino sia bravino. la preoccupazione prioritaria sembra essere quella di difendere le proprie posizioni e autopromuoversi.
E' divulgativo e con alcune ma cruciali imprecisioni.

Sulla questione della confusione in economia bisognerebbe poi fare chiarezza una volta per tutte e non ribadire trite sciocchezze: si tratta di una disciplina politca, sociale, morale non matematica o fisica, per cui oltre all'intrinseca diffcicolta' di capire effettivemante il mondo (reale non quello inventato e presupposto), e cio' richiede parecchi anni di "sensibile" studio (non dogamtico), la componente ideologica e di tifoseria e' molto elevata, dato che coinvolge pesanti interessi di potere conflittuali. Molto terreni e umani.
Kovalsky non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-04-10, 16:19   #6 (permalink)
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come si può pensare a politiche monetarie deflazionistiche mentre i debiti pubblici sono fuori controllo????????
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Vecchio 11-04-10, 18:37   #7 (permalink)
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In caso di ripresa dell'inflazione, come si comporterebbe l'azionario? Non parlo di questa o di quella azione che potrebbe avvantaggiarsi/indebolirsi con l'inflazione, ma degli indici in generale. Prevarrebbe la natura di beni e servizi reali rappresentata dalle azioni, o prevarrebbe l'aspetto di pezzi di carta (anzi nemmeno, dopo la dematerializzazione)?
Rob 48 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-04-10, 21:36   #8 (permalink)
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Non direi che è sempre possibile che uno stato eviti il fallimento stampando denaro, il debito in valuta estera potrebbe di fatto obbligare al default...
piof non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-04-10, 22:42   #9 (permalink)
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Non direi che è sempre possibile che uno stato eviti il fallimento stampando denaro, il debito in valuta estera potrebbe di fatto obbligare al default...
stiamo parlando di euro e dollaro...
-Duca- non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-04-10, 22:49   #10 (permalink)
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In caso di ripresa dell'inflazione, come si comporterebbe l'azionario? Non parlo di questa o di quella azione che potrebbe avvantaggiarsi/indebolirsi con l'inflazione, ma degli indici in generale. Prevarrebbe la natura di beni e servizi reali rappresentata dalle azioni, o prevarrebbe l'aspetto di pezzi di carta (anzi nemmeno, dopo la dematerializzazione)?
Infatti. Domanda interessante.
Se, come io ritengo, sono assimilabili a beni reali, un ETF non potrebbe essere meglio di un terreno agricolo?
L'autore parte dal presupposto che oggi il terreno agricolo venga venduto al suo reale valore, ma io ho l'impressione che sia inflazionato per varie ragioni.
Altrettanto, è vero, potrebbe dirsi di un Etf. Secondo Shiller, ad esempio, attualmente Wall Street lo è del 20%. (Non chiedetemi particolari, perché non vorrei essere impreciso. Se ne parlava in uno degli ultimi numeri di Corriere Economia).
San Siro non  è collegato   Rispondi citando
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