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Vecchio 02-04-10, 18:38   #1 (permalink)
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grecia

Sventurata Grecia. Quest’anno dovrà raccogliere 67 miliardi di dollari per ripagare i creditori e poi dovrà pure gestire una disastrosa montagna di debito pubblico e governativo. Il Paese ellenico affronta la bancarotta e l’Unione Europea, guidata da Francia e Germania, ha cominciato a negoziare un piano di salvataggio. Ma certe proteste dei greci contro le misure di austerity hanno fatto sì che alcuni giornalisti proponessero soluzioni più creative, come una “euro-holiday” durante la quale la Grecia svaluterebbe la sua moneta e, di conseguenza, stimolerebbe le sue esportazioni; un’uscita dall’Unione Europea economica e monetaria; o una ancora più inverosimile espulsione dall’Unione Europea. Ma l’Europa può davvero buttare fuori la Grecia?

In una parola: no. I trattati comunitari non offrono alcun meccanismo per espellere uno Stato membro. Infatti, le norme dell’Ue sono, nella loro essenza, integrative e uniformanti, “concilianti” piuttosto che “punitive”. Perciò esse non offrono, letteralmente, nessuna opzione per espellere un Paese, a prescindere da quanto lo desiderino altri Stati membri. Anche se la Grecia invadesse la Francia – e ci vorrebbe un evento del genere perché Bruxelles contemplasse la possibilità dell’espulsione – , la Commissione Europea, l’organismo composto da ministri che promuove nuove misure comunitarie, dovrebbe elaborare una nuova legislazione per consentirla.

Detto questo, la Grecia potrebbe scegliere di ritirarsi dall’Unione Europea. Prima della ratifica del Trattato di Lisbona, che è entrato in vigore il 1 dicembre 2009, non c’era nessun chiaro percorso per l’uscita di uno Stato membro. Ma la revisione dell’ articolo 50 , o “clausola di ritiro volontario”, stabilisce che, per lasciare l’Ue, la Grecia dovrebbe informare il Consiglio Europeo che ha intenzione di ritirarsi, spiegando perché essa non è più in grado di rispettare i suoi obblighi, ottenere l’approvazione di una maggioranza qualificata dei membri del Consiglio Europeo e negoziare l’accordo di ritiro con il consenso del Parlamento Europeo.

Il processo sembra lineare, ma con tutta probabilità sarebbe tutt’altro che semplice. Poniamo che la Grecia scelga di procedere all’uscita per riassumere il controllo della sua politica monetaria e facilitare la crisi finanziaria. Gli altri Stati membri, per esempio la Germania, obbietterebbero sicuramente con diverse ragioni e si rivolgerebbero alle corti europee per risolvere le loro preoccupazioni (tra le quali spiccherebbe l’impatto dell’uscita della Grecia sulla stabilità dell’euro). Risolvere tali dispute costerebbe milioni di dollari in spese legali e mesi, se non anni. Inoltre non è chiaro che cosa accadrebbe se la maggioranza dei Paesi rifiutasse la richiesta di uscita della Grecia.

Per quanto riguarda la proposta dell’“euro-holiday” o dell’uscita dall’Unione Europea Economica e Monetaria, ovvero dall’area dell’euro, non esiste un modo per la Grecia di sbarazzarsi dell’euro senza sbarazzarsi anche dell’adesione all’Ue, secondo il trattato ratificato. Se la Grecia dovesse decidere di lasciare l’Ue e fosse in grado di ottenere il consenso di Bruxelles, i Greci potrebbero ipoteticamente continuare ad usare l’euro, naturalmente, nello stesso modo in cui un turista può pagare in dollari o in euro a Baghdad o in Cina. Ma il Paese dovrebbe interrompere i legami con la BCE e istituire la sua moneta.

Annie Lowrey
Fonte: www.foreignpolicy.com
Link: http://www.foreignpolicy.com/article...european_union
23.03.2010
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