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Vecchio 21-03-10, 20:09   #1 (permalink)
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Non esiste Macro senza Micro (Economia si intende)

Ultimamente mi sono accorto che le mie analisi macroeconomiche avevano come oggetto assoluto il Paese di volta in volta considerato. Ma l'analisi del Paese di per se non ci dice molto sul dove sta andando, senza che si sia analizzato anche il tessuto imprenditoriale del paese stesso.
Poichè l'impresa rappresenta ciò che l'atomo rappresenta per la fisica, ed il numero primo per l'algebra. Ovvero l'origine del sistema.

Tutto questo per dire che se vuoi la Verità e nel caso watergate fu detto "segui i soldi", in macro sarebbe opportuno dire "segui le imprese".

Se dovessi adottare questo metodo, la strada condurrebbe senza dubbio ed inesorabilmente verso USA.

Voglio dire, prima del 1990, se nasceva un nuovo settore gli USA avevano le loro multinazionali, ma gli Europei c'erano eccome, nel senso che se sommate le multinazionali Europee erano in numero maggiore di quelli USA, prendiamo il petrolio da tutti considerato monopolio Yankee, beh gli USA possono vantare 3 grosse multinazionali Exxon, Chevron, Conoco, l'Europa BP, Shell, ELF, Eni. E cos' nella siderurgia, chimica, automotive(Mercedes, BMW, FIAT solo per citarne alcune europee). Poi dal 1990 questa divisione del mondo delle imprese è cessata definitivamente, e quasi tutte le multinazionali nate da quell'anno sono made in USA.
E non mi riferisco solo alle internet company, mi riferisco alla biologia molecolare, all'agricoltura avanzata, ed ultimamente anche nella green economy, con imprese quali Amgen, Genetech, Monsanto, Potash, e centinaia di altre imprese multinazionali esclusivamente made in USA.

Pertanto due sono le domande che ci si deve porre:

1) Perchè l'Europa dal 1990, ed oggi Cina ed India, non riescono a produrre multinazionali? Ed in definitiva non riescono ad originare nuovi prodotti e quindi nuovi mercati.

2) Perchè questo processo dal 1990 è stato solo USA, in definitiva cosa è che loro hanno e noi abbiamo perduto? (Visto che prima eravamo anche molto più bravi?)

Ultima modifica di amartya78 : 21-03-10 alle ore 20:40
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Vecchio 21-03-10, 20:13   #2 (permalink)
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la prima spiegazione che mi viene è che l'europa non importa gigantesche masse di capitali da 30 anni.

per il resto non ci ho mai fatto caso a questa cosa, magari è una tua impressione e meriterebbe una indagine qualitativa più approfondita.
Dunwich non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21-03-10, 20:28   #3 (permalink)
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Prima di passare dall'analisi macroeconomica all'analisi delle multinazionali bisogna mostrare che la dinamica delle multinazionali è significativa per l'economia di un Paese. E io non credo che le nuove multinazionali siano molto significative.. La Apple, per dire una multinazionale di ascesa recente, non sono sicuro che generi poi così tanta ricchezza negli USA se produce dalle parti dei BRIC. Nei settori in cui invece le multinazionali pesano, le economie di scala determinano un mercato saturo che rende opaco ogni risultato di dinamica industriale.
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Vecchio 21-03-10, 20:33   #4 (permalink)
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Bel titolo

E bella domanda, che a me ricorda molto l'ormai eterna questione dell'immobilismo europeo e della sua cronica incapacità di crescere, al confronto della dinamicità ancora presente negli Usa.
Se non finiamo nella solita caciara, magari si riesce a dire qualcosa di interessante.
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Vecchio 21-03-10, 20:38   #5 (permalink)
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la prima spiegazione che mi viene è che l'europa non importa gigantesche masse di capitali da 30 anni.

per il resto non ci ho mai fatto caso a questa cosa, magari è una tua impressione e meriterebbe una indagine qualitativa più approfondita.
Che sia vera, è verissima, basta osservare le società che si sono quotate dal 1990 ad oggi sui listini europei e quelle che invece si sono quotate al NYSE o al NASDAQ.
Argomento questo sottolineato da molti economisti, attribuendo le cause al sistema che in America ha funzionata cioè Università, Governo, Finanza.

Ma ciò non toglie che sino agli anni 80° questa differenze non era così marcata, dagli anni 90 in poi è stata un'economia solo stars and stripes
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Vecchio 21-03-10, 21:00   #6 (permalink)
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Che sia vera, è verissima, basta osservare le società che si sono quotate dal 1990 ad oggi sui listini europei e quelle che invece si sono quotate al NYSE o al NASDAQ.
Argomento questo sottolineato da molti economisti, attribuendo le cause al sistema che in America ha funzionata cioè Università, Governo, Finanza.

Ma ciò non toglie che sino agli anni 80° questa differenze non era così marcata, dagli anni 90 in poi è stata un'economia solo stars and stripes
Università d'eccellenza, mercato finanziario sviluppato e abbondanza di capitali non ti bastano?
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Vecchio 21-03-10, 21:08   #7 (permalink)
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(...)

E non mi riferisco solo alle internet company, mi riferisco alla biologia molecolare, all'agricoltura avanzata, ed ultimamente anche nella green economy, con imprese quali Amgen, Genetech, Monsanto, Potash, e centinaia di altre imprese multinazionali esclusivamente made in USA.

(...)
Mah, la Monsanto fa i soldi, non c'è dubbio, ma non so se hai colto il fatto che il suo prodotto OGM di maggior successo, l'unico che mi risulti, serve solo a vendere un prodotto, il glifosato, il cui brevetto è ormai scaduto.
Nel campo industriale ci sono certo i vantaggi del first mover.
Ma anche essere un new comer ha i suoi vantaggi. Basta avere le tecnologie e le conoscenze per recuperare il terreno perduto concentrandosi sulla strada remunerativa e scartando tutte le altre già sperimentate.
Non credo proprio che l'Europa sia condannata al declino.
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Vecchio 21-03-10, 21:14   #8 (permalink)
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Prima di passare dall'analisi macroeconomica all'analisi delle multinazionali bisogna mostrare che la dinamica delle multinazionali è significativa per l'economia di un Paese. E io non credo che le nuove multinazionali siano molto significative.. La Apple, per dire una multinazionale di ascesa recente, non sono sicuro che generi poi così tanta ricchezza negli USA se produce dalle parti dei BRIC. Nei settori in cui invece le multinazionali pesano, le economie di scala determinano un mercato saturo che rende opaco ogni risultato di dinamica industriale.
Che ciò che dici, sia motivo di indagine, non ci sono dubbi, se le cose stanno veramente come dici tu. Anche se potrei subito obiettarti che se è vero che l'export generato da multinazionali USA in Cina, diventa cinese, è vero anche, e qui stranamente la stampa internazionale non pone enfasi, anche se vi invito a farlo, che Corporate America genera quasi 1,8 trilioni di dollari di profitti netti, e quindi quasi 1,8 trilioni di dollari di tasse dirette ed indirette. E lo fa sopratutto grazie alle multinazionali nate o che si sono sviluppate negli ultimi 20 anni. Il p/e del NYSE e inferiore ad 9, il che significa che le sole società ivi quotate generano 1,2 trilioni di dollari di net income. In altri termini per un paese se questa è delocalizzazione che ben venga, infatti se da un lato ho un deficit delle partite correnti, dall'altro di sole tasse ottengo un beneficio enorme, senza contare i profitti generati.

In ogni caso io europeo, vorrei capire perchè:
Cisco, Intel, Qualcom, Sun, Microsoft, Oracle, Apple, Dell, Google, Ebay, Facebook, Adobe, Appled Materials, Yahoo, AMD, Avaya, Amgen, Genetech, Freescale, Cornings, Monsanto, Potash, AOL, Pixar, Dreamworks, Amazon, Broadcom, Activision, Boston Propertis, Electroni Arts, NVDA, ATI, Praxair, Celera Genomics, Vimpel Comunication, Wipro, HP, Cingular, Motorola e credetemi centinaia di altre imprese di questo tipo sono nate o si sono sviluppate dal 1990 ad oggi in USA, mentre noi abbiamo avuto Freedomland, CDB Web Tech, Tiscali, Fastweb, cioè abbiamo avuto il segmento del nuovo mercato che dopo il 2001 è stato chiuso visto che tutte le matricole o erano in amministrazione controllata a seguito della magistratura che ravvisava, a ragione una truffa, o erano fallite in quanto il loro modello di business era strutturalmente in perdita.

Vorrei ricordare che la più piccola delle imprese sopra elencate ha una capitalizzazione di borsa di almeno 10 Bilion, con una media di ca. 50 Bilions.

Voglio ricordare ai fini di una corretta analisi che gli USA hanno una popolazione di 300 milioni di persone, la UE di 550 milioni, che l'Italia ha superato i 60 milioni e che la sola Microsoft più la Qualcom valgono insieme più di tutte le società quotate al S&P MIB.

Cosa è che hanno, o meglio qual'è stato l'uovo di colombo che ha permesso agli USA dal 1990 (anno in cui l'economia USA in termini relativi era veramente messa male sia rispetto al Giappone che verso Germania, Francia e Italia) ad oggi di generare così tante start up di successo?

Ultima modifica di amartya78 : 21-03-10 alle ore 21:24
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Vecchio 22-03-10, 00:51   #9 (permalink)
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La ATI è canadese

L'unica europea che mi viene in mente ad aver sfruttato le tecnologie "nuove" è Nokia, che, anche se già esisteva, si è comunque rinnovata (cambiando tipo di prodotti) e sviluppata tantissimo.
Noi però c'abbiamo la pizza ed il mare, quindi siamo a posto. Anzi, apposto.
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Vecchio 22-03-10, 01:04   #10 (permalink)
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L'unica europea che mi viene in mente ad aver sfruttato le tecnologie "nuove" è Nokia, che, anche se già esisteva, si è comunque rinnovata (cambiando tipo di prodotti) e sviluppata tantissimo.
Noi però c'abbiamo la pizza ed il mare, quindi siamo a posto. Anzi, apposto.
sulla scatola della mia scheda video vi e scritto made in china
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