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italia in vendita
Il documento “ Obiettivi e risultati delle operazioni di privatizzazione di partecipazioni pubbliche” della Corte dei Conti (un corpus di quasi 300 pagine disponibile integralmente nel sito della Corte) presenta un quadro esauriente del percorso di privatizzazioni di beni pubblici in Italia.
Riportiamo – tratto dalla relazione ufficiale – l’ elenco storico dei provvedimenti adottati : Tabella 1 - Le maggiori privatizzazioni italiane (1985-2007) Lo Stadio preliminare (1985 – 1991) http://www.comedonchisciotte.org/sit...ticle&sid=6821 Appare evidente l’imponenza del processo di dismissione dei beni pubblici, lo smantellamento dell’apparato produttivo ed energetico dello Stato. Alcune osservazioni contenute nella relazione della Corte sono quanto mai significative, anche quelle espresse “in positivo” sulla storia delle privatizzazioni. L’Italia è “al secondo posto, dopo il Giappone, nella classifica globale dei proventi”. Il processo di privatizzazione – che la Corte giudica in declino dal 2006 (vedi la dizione riportata nella tabella) – ha dunque avuto proporzioni gigantesche in Italia, anche se in alcuni casi si è trattato di una cessione di quote che non hanno ancora portato a un completo trasferimento del controllo dal pubblico al privato. Si registrano “importanti criticità, che vanno dall’elevato livello dei costi sostenuti e dal loro incerto monitoraggio alla scarsa trasparenza connaturata ad alcune delle procedure utilizzate in una serie di operazioni, dalla scarsa chiarezza del quadro delle ripartizione delle responsabilità fra amministrazione, contractors ed organismi di consulenza al non sempre immediato impiego dei proventi nella riduzione del debito” (corsivo nostro). Dunque, in coda alle criticità, appare chiara la ragione fondamentale di vent’anni di vendite e svendite dei beni pubblici : ridurre il debito, ossia prestarsi al gioco del “debito perpetuo” imposto agli Stati dal capitale finanziario privato rappresentato dalle Banche Centrali (su ciò vedi il precedente articolo del 5 novembre 2009 “Lo specchio degli inganni : ‘debito pubblico’ e distruzione dello Stato sociale”, su www.cpeurasia.org [1]). Recita la relazione della Corte : “Nonostante le importanti criticità ed i rilievi emersi, si può affermare che il processo di privatizzazione italiano abbia nel complesso sostanzialmente conseguito gli obiettivi di lungo termine previsti nei primi documenti ufficiali, generando valore nelle ex imprese pubbliche, contribuendo a risanare le finanze pubbliche, a sviluppare il sistema finanziario nazionale e ad ammodernare lo Stato. Per quanto riguarda le utilities, c’è tuttavia da osservare che l’aumento della profittabilità delle imprese regolate è in larga parte dovuto, più che a recuperi di efficienza sul lato dei costi, all’aumento delle tariffe che, infatti, risultano notevolmente più elevate di quelle richieste agli utenti degli altri paesi europei, senza che i dati disponibili forniscano conclusioni univoche sulla effettiva funzionalità di tali aumenti alla promozione delle politiche di investimento delle società privatizzate. Considerazioni analoghe possono valere anche per ciò che attiene agli effetti sul livello sia delle tariffe autostradali, sia degli oneri che il sistema bancario pone a carico della clientela, tutt’oggi sistematicamente e considerevolmente più elevato di quello riscontrato nella maggior parte degli altri paesi europei”. In poche righe la Corte, pur conformandosi alla dominante cultura liberal dei nostri giorni, riesce a chiarire quali sono stati benefici e danni del processo di privatizzazione : utilities dei nuovi gestori/proprietari privati - dovute all’ aumento delle tariffe anche in mancanza di politiche di investimento – e sviluppo del sistema finanziario nazionale (e internazionale, aggiungeremmo) - ossia profitti per gli speculatori - come benefici; aumento delle tariffe (spesso accompagnate da un peggioramento del servizio) come esito per gli “eterni indebitati” cittadini italiani. Se qualcuno avesse ancora dubbi sul bilancio generale da assumere, rilegga il lungo elenco delle società privatizzate : tutto questo, in qualche misura, era anche nostro – apparteneva a noi cittadini; ora non più, e la nostra condizione è quella di clienti, neppure privilegiati. Aldo Braccio Fonte: http://cpeurasia.org/ Link:http://cpeurasia.org/?read=48694 4.03.2010 |
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Per chi fosse interessato è online la Delibera della Corte dei Conti - qui - che contiene il link alla Relazione integrale (in alto a destra nella pagina della Delibera stessa).
Ultima modifica di Fromstudytowork : 05-03-10 alle ore 16:16 |
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