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parliamo per una volta seriamente di precariato 2
riprendiamo dalla domanda di S.Siro che mi aveva chiesto se avevo delle spiegazioni sul fatto che i laureati all'estero guadagnino molto più di quelli italiani.
Sinceramente secondo me ci sono diversi fattori.
In primo luogo in Italia molti laureati sono impiegati in aziende di piccole dimensioni dove spesso si trovano a fare dei lavori da tecnici, e quindi è ovvio che a quel punto vengano pagati quanto un tecnico, mentre questo non avviene all'estero.
Il dottorato in Italia poi è poco conosciuto ed apprezzato, mentre all'estero (e questo in tutto il mondo, ma soprattutto in Germania e nei paesi anglosassoni) essere doctor è veramente riconosciuto. Ad esempio ho conosciuto un americano ad una conferenza che pur avendo 40 anni e gestendo un gruppo di lavoro di 5-6 persone da anni ormai, stava facendo il dottorato perchè senza non avrebbe potuto salire come carriera. Il perchè? Boh, penso che sia una cosa culturale, ad esempio le feste che noi facciamo per la laurea, in Germania/Francia vengono fatte per il dottorato, d'altronde si diventa doctor solo con il dottorato.
Un altro fatto da considerare è che finito il dottorato si ha diritto ad un assegno di disoccupazione superiore ai 1000 euro, quindi non si è disposti ad accettare stipendi bassi.
Poi, gli economisti parleranno di produttività maggiore e cose di questo genere, beh, su questo non saprei essendo stato solo in università al momento e non avendo quindi possibilità di raffronto. Però avendo ormai girato 3 università straniere (2 anni a Regensburg e 1 a Parigi per il dottorato e adesso Nancy per il post-doc) ti posso assicurare che il livello medio dei chimici francesi/tedeschi non mi sembra così migliore rispetto a quello degli italiani.
Giusto, dimenticavo il post-doc, in Germania va sui 1600 netti, in Francia sui 2000 netti (e in entrambi i casi non è una borsa di studio, ma un lavoro dove si pagano tutti i contributi), quindi mi pare anche ovvio che l'azienda debba pagare di più.
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