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Vecchio 09-02-10, 14:42   #1 (permalink)
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Sull'Europa lo spettro del '92

Vorrei partire dall'articolo in

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...i-unione.shtml

e discutere alcuni punti:

Citazione:
Gli investitori sono giunti alla conclusione che le probabilità di un'epidemica insolvenza stiano aumentando. E hanno ragione.
E' vero secondo voi che le probabilità stanno aumentando?

Citazione:
Al momento è assolutamente poco chiaro che cosa accadrebbe se uno dei paesi della zona euro dovesse essere incapace di rifinanziare il proprio debito. Sospetto che ci sarebbe un salvataggio in extremis, ma non ne sono più tanto sicuro come un tempo.
Cosa accadrebbe e cosa dovrebbe accadere, secondo voi, in caso di default di una nazione dell'EU?

Citazione:
Molto meglio sarebbe se la zona euro riuscisse a risolvere da sola i suoi problemi. Ciò imporrebbe una strategia che vada oltre quanto prescritto dal patto di crescita e di stabilità della Ue. Il problema è uno solo: la mancanza di una verosimile strategia di fine-partita. Il patto in questione comprende procedure dettagliate inerenti a ciò che accade quando un governo non riesce a conformarsi ai desideri degli altri membri, ma non va oltre la sanzione massima prevista, una semplice ammenda. Qual è però lo scopo di dare un'ammenda a uno stato insolvente? In definitiva l'unico fine-partita resterebbe l'insolvenza, alla quale si sommerebbe il dilagare di tale situazione.
Siete d'accordo con questa visione? Come dovrebbe agire la EU nei confronti di una nazione insolvente?
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Vecchio 09-02-10, 14:46   #2 (permalink)
da noi è uguale
 
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Siete d'accordo con questa visione? Come dovrebbe agire la EU nei confronti di una nazione insolvente?
secondo me dovrebbe fare così: istituire un fondo di salvataggio e, nel momento in cui uno stato non si vede più comprare le obbligazioni interviene il fondo che compra il necessario (con il tasso alto quindi che ha corso nell'asta fallita) e procede al commissariamento temporaneo fino al rientro del deficit
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Vecchio 09-02-10, 14:52   #3 (permalink)
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secondo me dovrebbe fare così: istituire un fondo di salvataggio e, nel momento in cui uno stato non si vede più comprare le obbligazioni interviene il fondo che compra il necessario (con il tasso alto quindi che ha corso nell'asta fallita) e procede al commissariamento temporaneo fino al rientro del deficit
Intendi una specie di FME (Fondo Monetario Europeo)?

http://it.wikipedia.org/wiki/Interna..._Monetary_Fund

Citazione:

Nell'articolo 1 dell'Accordo Istitutivo gli scopi del FMI sono così definiti:

...

- dare fiducia agli Stati membri rendendo disponibili, con adeguate garanzie, le risorse del Fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti;
housecrash non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 09-02-10, 15:32   #4 (permalink)
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beh sì altrimenti, come dice l'articolo, non è più un'unione monetaria ma un mercato con il tasso fisso e basta
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Vecchio 09-02-10, 16:31   #5 (permalink)
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secondo me dovrebbe fare così: istituire un fondo di salvataggio e, nel momento in cui uno stato non si vede più comprare le obbligazioni interviene il fondo che compra il necessario (con il tasso alto quindi che ha corso nell'asta fallita) e procede al commissariamento temporaneo fino al rientro del deficit
pensa un po che in asia lo hanno gia' fatto e non hanno la moneta unica : I paesi dell'Asia orientale aderenti all'Asean, il Giappone, la Cina, Hong Kong e la Corea del Sud lanceranno il 24 marzo un fondo di emergenza contro le crisi da 120 miliardi di dollari.
http://www.eurogroup.biz/web/canali-...RIO_1573_6.jsp


in europa ci arriveranno dopo le mazzate sui denti
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Vecchio 09-02-10, 19:38   #6 (permalink)
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S&P, downgrade trend dominante per paesi zona euro sud da 2004

MILANO, 9 febbraio (Reuters) - Standard & Poor's ha detto oggi di credere ancora che essere membri dell'Unione monetaria dia sostegno al merito di credito sovrano.

In un rapporto che offre una panoramica storica dei trend dei rating sovrani dei paesi meridionali dell'Uem, l'agenzia illustra le sue azioni negative su diversi stati membri, evidenziando al contempo i benefici di far parte della zona euro, come costi di rifinanziamento più a buon mercato e protezione dalle crisi di bilance di pagamento.

"Le nostre azioni sul rating nell'ambito della zona euro dal 2004 sono state prevalentemente negative, a riflesso del deterioramento di lunga durata della competitività di questi paesi e dell'indebolimento delle posizioni di bilancio sottostanti", ha detto l'analista di Standard & Poor's Moritz Kraemer.

Il trend precedentemente positivo per gli stati sovrani ha virato in negativo nel gennaio del 2003, quando S&P ha rivisto al ribasso il suo outlook sull'Italia a 'negativo' da 'stabile'. A questo episodio ha fatto seguito il primo downgrade nella storia di un paese della zona euro nel luglio del 2004.

A seguire, il taglio del rating di Grecia e Portogallo e poi un altro taglio all'Italia nell'ottobre del 2006.

"Attualmente non abbiamo outlook positivo su alcuno dei membri iniziali dell'Uem (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna), e in realtà non ne abbiamo fin dal 2004", si legge nel rapporto.

"La prevalenza di outlook negativi per i paesi sovrani della zona euro indica che dal nostro punto di vista i rischi per i rating si manterranno saldamente verso il basso durante il 2010, ampliando un trend negativo che è iniziato durante la metà del decennio passato, quando ha avuto luogo la prima ondata di downgrade sovrani", dice Kraemer.
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