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Vecchio 07-02-10, 21:08   #1 (permalink)
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L'avatar di Odoacre
 
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Quello che politici e sindacalisti non dicono,perchè le imprese se ne vanno?

Quello che politici e sindacalisti non dicono,perchè le imprese se ne vanno?
In questi giorni se ne sono sentite di tutti i colori , politici e sindacati che sbraitano riempiendo giornali e televisioni di frasi fatte e slogan da rivoluzione d'ottobre, ma nessuno che dica le vere ragioni della non competitività degli impianti di termini e portovesme costringendo le imprese a chiudere?

ENERGIA: Produrre una tonnellata di alluminio richiede circa 15Mwh rendendo tale attività estremamente dipendente dal prezzo dell'elettricità, il che significa che pagando la corrente allo stesso prezzo delle pmi italiane con la fascia di consumo più elevata 139€ Mwh
http://www.pmi.it/lavoro-e-imprendit...i-energia.html

si spenderebbero 2085€ al cambio attuale(1,3634 ) fanno 2842$ di sola energia elettricà, il 38,6% in più del valore di mercato dell'alluminio che è di 2051$, sommando gli altri costi(alluminia,elettrodi,soda caustica,costo del lavoro(poco significativo) ecc) si arriverebbe a 3850-3900$ a tonnellata quasi il doppio del valore del metallo sul mercato, non c'è bisogno che vi dica quanto ciò sia ridicolo.
Ci sarebbe anche da aggiungere che portovesme è in sargegna , e in sargegna il costo di generazione dell'energia è molto più elevato che nel resto d'italia.

Viene dunque da chiedersi, perchè l'Alcoa producesse alluminio in italia, ed è qui che interviene il grande manovratore , lo stato,stato che per evitare una rivolta operaia fa un fortissimo sconto ad alcoa caricando i costi sulla componente A3 della bolletta a spese degli altri consumatori insieme al resto della spazzatura tipo i 450€ a mwh di incentivo del conto energia, ma per fortuna i pannelli fotovoltaici di energia ne producono ben poca altrimenti vedremmo la bolletta schizzare alle stelle
http://www.autorita.energia.it/it/dati/eem6.htm

e poi c'è chi la spazzatura la brucia, i famosi termovalorizzatori(che bel nome!) anche loro non competitivi insieme all'immancabile eolico lui pure iperincentivato.

Gli sconti per alcoa che giustamente vuole la corrente a un prezzo competivo di non più di 35€ a Mwh non sono piaciuti all'unione europea che ha chiesto all'aziena di restituire allo stato 300 dei 900 milioni di sconti sulla bolletta ricevuti e pagare l'energia a prezzo di mercato, con l'ovvia conseguenza della chiusura degli impianti.

Termini imerese ovvero mancanza di infrastrutture e politica assistenziale

Perchè produrre a termini non è conveniente?

In sicilia non ci sono acciaierie ne alcun tipo di indotto,per produrre le auto o meglio per poterle montare bisogna far arrivare i pezzi via mare ma non al porto di termini imerese che per problemi di pescaggio massimo delle navi risulta inutilizzabile ma a quello di Catanaia e da li sui tir, ogni tir, cinque auto smontate: carrozzerie, telai, motori, scatole dello sterzo e da li sulle pregevoli strade siciliane fino a termini dove si montano le auto per rispedirle indietro.Costo dell'operazione 1000€ , se considerate che nel settore auto il costo del lavoro rappresenta il 6% alla fiat converrebbe pagare gli operai senza farli lavorare pur di chiudere lo stabilimento.Ovviamente in tutti questi anni i politici invece di spendere una cifra tutto sommato modesta per rendere utilizzabile il porto,cosa che seppur non sufficente avrebbe migliorato molto la situazione, con beneficio non solo della fiat ma di tutte le imprese della zona, si sono preoccupati di sperperare cifre enormemente superiori in incentivi,aiuti di stato e porcherie del genere.

Ultima modifica di Odoacre : 07-02-10 alle ore 22:31
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Vecchio 08-02-10, 00:22   #2 (permalink)
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L'avatar di bobby50
 
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Ahhhhhhhhhh .......la mafia
I nodi stanno arrivando al pettine.
Invece non condivido:
1) inceneritori oltre a bruciare immondizia (se si facesse davvero la raccolta differenziata non ne servirebbero) bruciano soldi che fanno lievitare il conto energia....sono equiparati alle pale eoliche, al solare, ecc. e non ne hanno la facoltà

Ultima modifica di bobby50 : 08-02-10 alle ore 00:28
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Vecchio 08-02-10, 05:22   #3 (permalink)
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L'avatar di BluNotte
 
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...
Bravo.
Bollino verde.
Blu
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Vecchio 08-02-10, 10:30   #4 (permalink)
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Il bilancio dello stabilimenti di Alcoa in sardegna è di una perdina netta di 8 milioni di euro al mese. Voi lo terreste aperto?
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Vecchio 08-02-10, 12:04   #5 (permalink)
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Quello che politici e sindacalisti non dicono,perchè le imprese se ne vanno?
In questi giorni se ne sono sentite di tutti i colori , politici e sindacati che sbraitano riempiendo giornali e televisioni di frasi fatte e slogan da rivoluzione d'ottobre, ma nessuno che dica le vere ragioni della non competitività degli impianti di termini e portovesme costringendo le imprese a chiudere?

ENERGIA: Produrre una tonnellata di alluminio richiede circa 15Mwh rendendo tale attività estremamente dipendente dal prezzo dell'elettricità, il che significa che pagando la corrente allo stesso prezzo delle pmi italiane con la fascia di consumo più elevata 139€ Mwh
http://www.pmi.it/lavoro-e-imprendit...i-energia.html

si spenderebbero 2085€ al cambio attuale(1,3634 ) fanno 2842$ di sola energia elettricà, il 38,6% in più del valore di mercato dell'alluminio che è di 2051$, sommando gli altri costi(alluminia,elettrodi,soda caustica,costo del lavoro(poco significativo) ecc) si arriverebbe a 3850-3900$ a tonnellata quasi il doppio del valore del metallo sul mercato, non c'è bisogno che vi dica quanto ciò sia ridicolo.
Ci sarebbe anche da aggiungere che portovesme è in sargegna , e in sargegna il costo di generazione dell'energia è molto più elevato che nel resto d'italia.

Viene dunque da chiedersi, perchè l'Alcoa producesse alluminio in italia, ed è qui che interviene il grande manovratore , lo stato,stato che per evitare una rivolta operaia fa un fortissimo sconto ad alcoa caricando i costi sulla componente A3 della bolletta a spese degli altri consumatori insieme al resto della spazzatura tipo i 450€ a mwh di incentivo del conto energia, ma per fortuna i pannelli fotovoltaici di energia ne producono ben poca altrimenti vedremmo la bolletta schizzare alle stelle
http://www.autorita.energia.it/it/dati/eem6.htm

e poi c'è chi la spazzatura la brucia, i famosi termovalorizzatori(che bel nome!) anche loro non competitivi insieme all'immancabile eolico lui pure iperincentivato.

Gli sconti per alcoa che giustamente vuole la corrente a un prezzo competivo di non più di 35€ a Mwh non sono piaciuti all'unione europea che ha chiesto all'aziena di restituire allo stato 300 dei 900 milioni di sconti sulla bolletta ricevuti e pagare l'energia a prezzo di mercato, con l'ovvia conseguenza della chiusura degli impianti.

Termini imerese ovvero mancanza di infrastrutture e politica assistenziale

Perchè produrre a termini non è conveniente?

In sicilia non ci sono acciaierie ne alcun tipo di indotto,per produrre le auto o meglio per poterle montare bisogna far arrivare i pezzi via mare ma non al porto di termini imerese che per problemi di pescaggio massimo delle navi risulta inutilizzabile ma a quello di Catanaia e da li sui tir, ogni tir, cinque auto smontate: carrozzerie, telai, motori, scatole dello sterzo e da li sulle pregevoli strade siciliane fino a termini dove si montano le auto per rispedirle indietro.Costo dell'operazione 1000€ , se considerate che nel settore auto il costo del lavoro rappresenta il 6% alla fiat converrebbe pagare gli operai senza farli lavorare pur di chiudere lo stabilimento.Ovviamente in tutti questi anni i politici invece di spendere una cifra tutto sommato modesta per rendere utilizzabile il porto,cosa che seppur non sufficente avrebbe migliorato molto la situazione, con beneficio non solo della fiat ma di tutte le imprese della zona, si sono preoccupati di sperperare cifre enormemente superiori in incentivi,aiuti di stato e porcherie del genere.
Guarda, forse non lo sai, ma produrre energia in Sicilia costa almeno 1/3 in meno che nel resto d'Italia, tanto è vero che la Sicilia è un esportatore netto e grosso di energia elettrica. Il motivo che costa di più è da attribuire al dispacciamento dell'energia elettrica. Che a causa della rete obsoleta e di altre motivazioni francamente oscure la fa costare di più.
Per quanto riguarda l'energia eolica, 10 anni fa poteva non essere competitiva, oggi lo è sicuramente, chiaramente nei posti dove c'è vento.
amartya78 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-02-10, 12:37   #6 (permalink)
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Originalmente inviato da amartya78 Visualizza messaggio
Guarda, forse non lo sai, ma produrre energia in Sicilia costa almeno 1/3 in meno che nel resto d'Italia, tanto è vero che la Sicilia è un esportatore netto e grosso di energia elettrica. Il motivo che costa di più è da attribuire al dispacciamento dell'energia elettrica. Che a causa della rete obsoleta e di altre motivazioni francamente oscure la fa costare di più.
Per quanto riguarda l'energia eolica, 10 anni fa poteva non essere competitiva, oggi lo è sicuramente, chiaramente nei posti dove c'è vento.
la Sicilia NON è un esportatore netto e grosso di energia elettrica, è il gestore che esporta in continente, la Sicilia non ci guadagna una lira.
Esporta perchè ci sono più centrali di quelle che servirebbero.
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