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Vecchio 11-01-10, 10:42   #1 (permalink)
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La crisi morde le famiglie. Giu' redditi e potere di acquisto

Il potere di acquisto delle famiglie cala sempre più. In 2 anni (2008 e 2009) il PIL Italiano è sceso del 5,6%; c'è un debole rimbalzo dovuto soprattutto alle esportazioni; le esportazioni possono usufruire degli elevati incentivi fiscali e di spesa pubblica degli altri paesi, ma non durerà a lungo: i debiti pubblici Internazionali aumentano a dismisura.
Il debito Italiano potrebbe raggiungere il 116% nel 2010, quindi non ci sono molte risorse da spendere, anzi.
La spesa sanitaria aumenta anche per via dell'aumento dell'età media mentre non si fa nulla per gli sprechi.
Tutti a magnificare l'alta velocità ferroviaria Italiana (indispensabile) ma quasi nessuno a ricordare che la spesa per chilometro costruito in Italia è stata 4 volte quella di altri paesi Europei.
L'evasione fiscale è di almeno 100 miliardi annui mentre la pressione fiscale su chi paga le tasse supera il 50%.
Il fiscal drag si mangia ancor più i salari e cresce la pressione fiscale, soprattutto di quelli che pagano le tasse.
Adesso sento parlare di 2 sole aliquote per ridurre le tasse soprattutto ai redditi più alti. Visto il debito pubblico non credo ci siano ifondi e non credo lo faranno; ma poi a chi prenderebbero i fondi anche in termini di riduzione di spesa sociale?
Alle famiglie il cui potere di acquisto si riduce sempre più?








http://www.repubblica.it/economia/20..._1_6_-1902811/
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Vecchio 11-01-10, 10:55   #2 (permalink)
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[QUOTE=Dav. c. G.;24041638]Il potere di acquisto delle famiglie cala sempre più. In 2 anni (2008 e 2009) il PIL Italiano è sceso del 5,6%; c'è un debole rimbalzo dovuto soprattutto alle esportazioni; le esportazioni possono usufruire degli elevati incentivi fiscali e di spesa pubblica degli altri paesi, ma non durerà a lungo: i debiti pubblici Internazionali aumentano a dismisura.
Il debito Italiano potrebbe raggiungere il 116% nel 2010, quindi non ci sono molte risorse da spendere, anzi.
La spesa sanitaria aumenta anche per via dell'aumento dell'età media mentre non si fa nulla per gli sprechi.
Tutti a magnificare l'alta velocità ferroviaria Italiana (indispensabile) ma quasi nessuno a ricordare che la spesa per chilometro costruito in Italia è stata 4 volte quella di altri paesi Europei.
L'evasione fiscale è di almeno 100 miliardi annui mentre la pressione fiscale su chi paga le tasse supera il 50%.
Il fiscal drag si mangia ancor più i salari e cresce la pressione fiscale, soprattutto di quelli che pagano le tasse.
Adesso sento parlare di 2 sole aliquote per ridurre le tasse soprattutto ai redditi più alti. Visto il debito pubblico non credo ci siano ifondi e non credo lo faranno; ma poi a chi prenderebbero i fondi anche in termini di riduzione di spesa sociale?
Alle famiglie il cui potere di acquisto si riduce sempre più?

alle famiglie il potere d'acquisto semmai è salito, i prezzi sono scesi, sia nei mercati, nei generi soprattutto alimentari ed anche su bollette e servizi.

Adesso, appena inizieranno a risalire i tassi, semmai si vedrà un aumento dell'inflazione ed una risalita dei prezzi.

Guarda le cose come stanno, non con ottica politica, ma con la realtà.

Se poi vogliamio popolizzare la crisi... bè la crisi, ohhhh la crisi...
evviva Petrolini e la sua crisi
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Vecchio 11-01-10, 11:02   #3 (permalink)
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..... bè, sembrerebbero dirlo i dati Istat:
(preso dalla homepage del corriere)

DATI Istat
In calo il potere d'acquisto
delle famiglie: -1,6% in un anno
Il calo è riferito al potere d'acquisto reale, quello nominale è diminuito dell'uno per cento

(Emblema)
(Emblema)
ROMA - Cala il potere d'acquisto delle famiglie italiane. La crisi ha spinto le famiglie italiane a contrarre consumi e investimenti più di quanto consentiva loro il reddito disponibile. Invece è aumentato il risparmio. Da ottobre 2008 a settembre 2009 il potere d'acquisto delle famiglie italiane è diminuito infatti dell'1,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo comunica l'Istat spiegando che il dato è riferito al reddito reale, mentre il reddito nominale è diminuito dell'uno per cento. Nel periodo considerato i consumi sono diminuiti in maniera maggiore rispetto al reddito (-1,5%) mentre la propensione al risparmio delle famiglie segna un aumento dello 0,4% (+0,2% su base congiunturale). Complessivamente la propensione al risparmio delle famiglie, ovvero il rapporto tra il risparmio lordo e il reddito disponibile, nel periodo ottobre 2008-settembre 2009 è stata pari al 15,4%.

INVESTIMENTI - Secondo i dati diffusi dall'Istat, prosegue la flessione del tasso di investimento delle famiglie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi delle famiglie, che comprendono gli acquisti di abitazioni e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore, e il loro reddito disponibile lordo), che nel terzo trimestre 2009 si è attestato al 9%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto al trimestre precedente, risentendo di una riduzione degli investimenti (-2,9%) molto superiore a quella del reddito disponibile (-0,4%). Rispetto allo stesso periodo del 2008 il tasso di investimento delle famiglie si è ridotto di 0,8 punti percentuali.

SOCIETÀ NON FINANZIARIE - La quota di profitto delle società non finanziarie (dato dal rapporto tra il risultato lordo di gestione e il valore aggiunto lordo ai prezzi base) si è attestata nel terzo trimestre 2009 al 40,9%, con una riduzione di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Infatti, la riduzione del risultato lordo di gestione in valori correnti delle società non finanziarie, pari a -1,6%, è stata più marcata della contrazione registrata dal valore aggiunto (-1%). Rispetto al terzo trimestre dell'anno precedente, la quota di profitto delle società non finanziarie si è ridotta di 2 punti percentuali. Infine, il tasso di investimento delle società non finanziarie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi e il valore aggiunto lordo ai prezzi base) è stato nel terzo trimestre 2009 pari al 22,3 per cento, oltre tre punti percentuali in meno rispetto al corrispondente trimestre del 2008. Rispetto al secondo trimestre del 2009, il tasso d'investimento si è ridotto di 0,9 punti percentuali, risentendo di una caduta del 4,9% degli investimenti fissi lordi in valori correnti, ben più marcata della contrazione registrata dal valore aggiunto.


11 gennaio 2010
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Vecchio 11-01-10, 11:07   #4 (permalink)
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un milione di famiglie italiane ha acquistato auto
risparmiando 5000 euro (occhio e croce).
5000 euro è il 30% di un bilancio familiare medio (anzi mi sa più
che medio)
Per quelle famiglie c'è stata un'inflazione ?
stento a crederlo..
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Vecchio 11-01-10, 11:09   #5 (permalink)
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..... bè, sembrerebbero dirlo i dati Istat:
(preso dalla homepage del corriere)

DATI Istat
In calo il potere d'acquisto
delle famiglie: -1,6% in un anno
Il calo è riferito al potere d'acquisto reale, quello nominale è diminuito dell'uno per cento

(Emblema)
(Emblema)
ROMA - Cala il potere d'acquisto delle famiglie italiane. La crisi ha spinto le famiglie italiane a contrarre consumi e investimenti più di quanto consentiva loro il reddito disponibile. Invece è aumentato il risparmio. Da ottobre 2008 a settembre 2009 il potere d'acquisto delle famiglie italiane è diminuito infatti dell'1,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo comunica l'Istat spiegando che il dato è riferito al reddito reale, mentre il reddito nominale è diminuito dell'uno per cento. Nel periodo considerato i consumi sono diminuiti in maniera maggiore rispetto al reddito (-1,5%) mentre la propensione al risparmio delle famiglie segna un aumento dello 0,4% (+0,2% su base congiunturale). Complessivamente la propensione al risparmio delle famiglie, ovvero il rapporto tra il risparmio lordo e il reddito disponibile, nel periodo ottobre 2008-settembre 2009 è stata pari al 15,4%.

INVESTIMENTI - Secondo i dati diffusi dall'Istat, prosegue la flessione del tasso di investimento delle famiglie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi delle famiglie, che comprendono gli acquisti di abitazioni e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore, e il loro reddito disponibile lordo), che nel terzo trimestre 2009 si è attestato al 9%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto al trimestre precedente, risentendo di una riduzione degli investimenti (-2,9%) molto superiore a quella del reddito disponibile (-0,4%). Rispetto allo stesso periodo del 2008 il tasso di investimento delle famiglie si è ridotto di 0,8 punti percentuali.

SOCIETÀ NON FINANZIARIE - La quota di profitto delle società non finanziarie (dato dal rapporto tra il risultato lordo di gestione e il valore aggiunto lordo ai prezzi base) si è attestata nel terzo trimestre 2009 al 40,9%, con una riduzione di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Infatti, la riduzione del risultato lordo di gestione in valori correnti delle società non finanziarie, pari a -1,6%, è stata più marcata della contrazione registrata dal valore aggiunto (-1%). Rispetto al terzo trimestre dell'anno precedente, la quota di profitto delle società non finanziarie si è ridotta di 2 punti percentuali. Infine, il tasso di investimento delle società non finanziarie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi e il valore aggiunto lordo ai prezzi base) è stato nel terzo trimestre 2009 pari al 22,3 per cento, oltre tre punti percentuali in meno rispetto al corrispondente trimestre del 2008. Rispetto al secondo trimestre del 2009, il tasso d'investimento si è ridotto di 0,9 punti percentuali, risentendo di una caduta del 4,9% degli investimenti fissi lordi in valori correnti, ben più marcata della contrazione registrata dal valore aggiunto.


11 gennaio 2010
si è vero, ma comunque la fotografia riguarderebbe il passato anno e ci sarebbe da discutere parecchio sui dati.
L acrisi quando se ne parla è gia passata, quando se ne discute si sta in ripresa, e quando si parla di ripresa si è gia toccato i massimi.
e quando inizieranno a risalire i tassi, allora verranno i problemi, non ora

...ed il problema sarà quando tutti parleranno di ripresa
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Vecchio 11-01-10, 13:22   #6 (permalink)
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probabilmente è la solita media del pollo.
Una parte ha sofferto la crisi , quelli disoccupati o in cassa integrazione o con orario di lavoro diminuito. E poi molti lavoratori autonomi dai semplici coco agli avvocati agli imprenditori .
Un'altra parte di popolazione , tutti i dipendenti pubblici , tutti i dipendenti privati con lavoro sicuro , tutti i pensionati , che hanno avuto un miglioramento dovuto al ribasso di quasi tutti i generi alimentari , benzina , persino case
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Vecchio 11-01-10, 14:27   #7 (permalink)
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alle famiglie il potere d'acquisto semmai è salito, i prezzi sono scesi, sia nei mercati, nei generi soprattutto alimentari ed anche su bollette e servizi.

Adesso, appena inizieranno a risalire i tassi, semmai si vedrà un aumento dell'inflazione ed una risalita dei prezzi.

Guarda le cose come stanno, non con ottica politica, ma con la realtà.

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Quindi tu pensi che il potere di acquisto delle famiglie sia aumentato e non diminuito?
L'Istat non dice questo ed io sono d'accordo.
Perchè non fai domanda per dirigere l'Istat?
d'altronde non c'è bisogno dell'Istat per intuire quanto sta accadendo visto che si sono persi 400.000 posti d lavoro mentre molti di quelli rimasti hanno visto i loro redditi ridursi non poco.
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Vecchio 11-01-10, 15:24   #8 (permalink)
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Quindi tu pensi che il potere di acquisto delle famiglie sia aumentato e non diminuito?
L'Istat non dice questo ed io sono d'accordo.
Perchè non fai domanda per dirigere l'Istat?
d'altronde non c'è bisogno dell'Istat per intuire quanto sta accadendo visto che si sono persi 400.000 posti d lavoro mentre molti di quelli rimasti hanno visto i loro redditi ridursi non poco.
non per fare polemica nè con te nè con l'Istat , ma secondo te l'anno dell'introduzione dell'euro , il 2002 , abbiamo avuto un aumento dei prezzi del 2,4% ? inferiore all'anno precedente, con 2,7% ?

onestamente ........
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Vecchio 11-01-10, 15:38   #9 (permalink)
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non per fare polemica nè con te nè con l'Istat , ma secondo te l'anno dell'introduzione dell'euro , il 2002 , abbiamo avuto un aumento dei prezzi del 2,4% ? inferiore all'anno precedente, con 2,7% ?

onestamente ........
Se l'Istat dice che il potere d'acquisto si sta riducendo c'è da crederci.
Forse anche perchè forse tende a sottostimare il reale aumento dell'Inflazione.
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Vecchio 11-01-10, 16:25   #10 (permalink)
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la benzina costa meno , il riscaldamento meno, al supermercato ci sono offerte di tutti i tipi, fanno lo sconto su ogni merce , i tassi sono bassi , se avevi un mutuo paghi meno , incentivi e sconti se comperi un'auto, tutta questa inflazione non la vedo .
I professionisti e gli artigiani soffrono di più e fanno sconti . Persino le case sono calate .
Personalmente non credo che una famiglia a reddito fisso ci stia rimettendo; non è che sia diventata ricca , ma prima della crisi stava peggio, la tensione s'è leggermente allentata.
Un pò di deflazione su vari prodotti c'è stata e la deflazione avvantaggia quelli che hanno lo stipendio fisso
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