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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2008
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La Grande Crisi (che non c'è stata) ed il suo Insegnamento
Buon Anno a tutti.
Cominciamo col dire una cosa, quella che doveva essere la Crisi del nuovo secolo alla fine si è dimostrata a livello globale una recessione di media intensità. Alcuni paesi tra cui l'Italia, hanno pagato un prezzo maggiore in ogni caso la catastrofe o per ricordare un termine che fu usato dalle principali emittenti USA nei giorni del fallimento di AIG, Il MeltDown, la fusione incontrollata del sistema economico così come lo conosciamo non c'è stato, ma non c'è stata neppure la una deflagrazione da bomba a mano, solo qualche colpo di pistola.(per rimanere in tema). A livello macroeconomico i sistemi anglosassoni (USA; GB; CANADA; AUSTRALIA; NUOVA ZELANDA) si sono rivelati ancora oggi i più efficienti, poichè se da un lato hanno aumentato l'indebitamento a causa della politiche keynesiane annoverando tra queste i salvataggi bancari, dall'altro la loro struttura della spesa corrente rimane incredibilmente bassa, se a questo aggiungiamo una tassazione mediamente molto bassa rispetto al capitalismo di stampo renano (USA media 28%) i loro debiti possono ancora godere di una tripla A poichè mi aspetto una rapida erosione del rapporto debito/pil anche per una veloce crescita economica. Inoltre la loro disoccupazione se calcolata sulla popolazione attiva rimane la più bassa al mondo. Infatti continuano ad attrarre quasi tutti i cervelli del mondo. Il sistema economico Cinese non si è rivelato un fuoco di paglia anzi, ha mostrato tutto il suo vigore. Pertanto la Cina deve essere ormai annoverata come una superpotenza, anche se a mio avviso bisogna stare attenti ai suoi disequilibri, in particolare alla sua enorme popolazione se raffrontata al territorio abitabile disponibile (La Cina è grande quanto gli USA ma ha molte più zone desertiche). Rispetto alle esigenze della sua popolazione anche i 2 trilioni di dollari accumulati sembrano poca cosa. Il sistema economico dell'europa continentale ha molte ombre e qualche luce, se infatti si esclude la Francia e l'Olanda, la Germania, Italia, Grecia, Spagna, Irlanda, Polonia, Austria, Svizzera, sono stati i paesi che alla fine avranno pagato il prezzo maggiore di questa crisi, non nata su questa terra ma su di essa quasi completamente scaricata. Quindi qual'è l'insegnamento da trarre da questa crisi. Io dico, e questa è si una mia opinione ma corredata da analisi e statistche, che l'insegnamento della scuola di Chicago e del suo principale artefice Milton Friedman sono oggi più attuali che mai. Lo stato super light è a mio avviso il futuro dell'economia più domani che ieri. Cosa potrà mai fare un'Europa super burocratizzata quando ad essa si opporranno stati (USA, CINA) dotati di strutture amministrative semplici, autorevoli, efficienti, dove le rappresentanze democratiche non sono misurate quantitativamente ma qualitativamente e tutte mosse da un fortissimo patriottismo. Può per esempio un paese come l'Italia reggere il confronto con strutture decisionali come quelle USA o Cinesi, dove i parlamenti sono molto piccoli ma non per questo meno autorevoli? E prova ne sia che Obama per far approvare dal congresso la sua riforma sanitaria ha dovuto sudare sette camice. Può un Europa divisa piena di strutture amministative che generano enorme entropia reggere il confronto con strutture leggere e per questo forti? Sono ancora attuali tali verticali di potere e centri di spese come le province, i comuni, le regioni, le circoscrizioni di quartiere, il parlamento nazionale, ed infine quello europeo e tutte in misure enormi rispetto agli altri paesi sia in termini di popolazione da rappresentare che di territorio da gestire. Certo ogni paese può già fare molto, come ci insegna la Francia e l'Olanda, quindi se il problema è unico non unica può essere la soluzione, e non sarà. Io credo che l'Europa è di fronte ad un bivio o come disse un suo grande figlio Schumpeter si distrugge per reinventarsi più forte oppure il suo percorso sul viale del tramonto continuerà a ritmi sempre più veloci. Purtroppo e vale anche per me , le conclusioni a cui mi ha fatto giungere una seria e non pregiudizievole analisi della situazione economica sono l'opposto di quello che avrei detto 1 anno fa al momento della caduta di Lheman. Amartya |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 584
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sono in disaccordo praticamente con tutto. il debito anglosassone è esploso, letteralmente, e hanno dei deficit che fanno sembrare l'italia virtuosa (specie gli usa). la sempre in usa la disoccupazione ufficiale è al 10%, quella officiosa secondo molti al 17%. le problematiche che hanno creato la crisi, cioè tassi troppo bassi, zero regolamentazione o almeno la possibilità per chi sbaglia di fallire sono ancora tutti lì. E la cina nn mi sembra messa molto meglio, con un'economia forzata a sovraprodurre per garantire quei 20 milioni di posti di lavoro annuali necessari per evitare problemi di piazza.... ovvia una bolla in divenire. e le problematiche ambientali, in cina davvero drammatiche, o il fatto che i governi dittatoriali non sono esattamente i più stabili.
l'europa mi sembra che se la stia cavando molto bene..... almeno per chi, come me, crede che il successo di un paese si misuri col benessere dei suoi abitanti. Il nostro tessuto sociale regge, e se trichet riesce a forzare un ritorno ai bilanci equilibrati al momento giusto direi che ce la saremo cavata relativamente bene |
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#3 (permalink) | |
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Welfare Primo Nemico
Data registrazione: Aug 2009
Messaggi: 3,318
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Unico appunto sulla Cina: credo che quella sovraproduzione possa essere usata per i consumi interni, come hanno fatto nel 2009. Hanno ancora margini di crescita, per me. Certo, se poi alzi il tenore di vita, i poveri e sfruttati lavoratori cinesi lo saranno ancora, e continueranno a produrre ad un costo del lavoro risibile? E' da vedere. |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
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fare il punto della situazione OGGI è come pensare di aver vinto
un match di tennis...ed è finito si e no..il primo set. NON ESISTONO DATI CONCRETI PER AFFERMARE CHE SIAMO OLTRE LA CRISI O CHE NON NE VEDREMO UN'ALTRA (O UNA SUA RICADUTA) TRA BREVE. L'unica cosa certa è che stiamo un poco meglio del giorno in cui si fece fallire Lehman. |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 3,879
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Premesso che :
1) Sono gli investimenti che creano la domana (e non il contrario); John Maynard Keynes 2) Nel lungo periodo l'unico fattore di crescita è lo sviluppo scientifico e tecnologico; Solow-Swan Appurato che le quantità monetarie entrano (non dico nulla) poco nelle dimamiche macro-economiche ed economiche di lungo periodo, Appurato che gli USA sono all'80% del rapporto debito/pil, che il Canada è stato solo sfiorato dalla recessione, che Nuova Zelanda ed Australia hanno avuto un ciclo espansivo, che la GB è effettivamente quella tra le regioni anglosassoni ad aver pagato di più ma che si sta riprendendo grazie al suo centro di servizi finanziari. Non capisco come mai in un forum di macro-economia si parli per il 95% di aspetti finanziari, quando la finanza non ha impatti sulla crescita economica di lungo periodo secondo i principali modelli di crescita macroeconomici sino ad ora sviluppati. Basta non ne parliamo più di debito, credito, ecc ecc. Quasi tutti i modelli basano la crescita su aspetti qualitativi come la R&D o l'efficienza della giustizia, della scuola, degli aspetti competitivi, del grado di corruzione della PA. Tutto tranne che finanza. E' il resto che fa la differenza. Piuttosto andrei a vedere qual'è il numero ed il tipo di start-up che nascono nei paesi anglosassoni, imprese nel campo della bioingegneria, genetica, reti, rinnovabili ecc ecc. Per quanto riguarda la disoccupazione mi basta segnalare che il tasso di occupazione è del 55% per l'Italia contro, se non ricordo male il 75-80% degli USA. Per quanto riguarda il resto i dati sono ormai prossimi per essere consuntivi, e quelli per il 2010 saranno più certi, ne riparliamo tra 10 gg. Infine vorrei dire che io guardo i dati non sono pregiudizievolmente a favore di un sistema o dell'altro. L'unica cosa peggiore che hanno avuto gli USA rispetto all'Italia è stato il deficit al 11% contro il 5,1%. Ma come ho già detto si tratta di una misura una tantum, mentre estremamente bassa rimane la struttura della spesa. Per quanto riguarda i fattori della crisi, sono stati gli USA ad originarla, concordo, ma non ne hanno pagato le conseguenza nella misura in cui le sta pagando l'Italia, o la Grecia, o la Spagna. |
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Sep 2008
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Poi chissà. |
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2005
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come o peggio del 2009. La stessa Merkel ha avvisato i suoi concittadini. Ripeto stiamo solo meglio del giorno del fallimento LB. Se non altro perchè a livello G20 si è capita la profondità della crisi. Ci sono troppe analisi (tutte motivate) contrastanti. Il fatto stesso che ci si divida tra una futura deflazione o inflazione, dimostra che le idee non sono proprio chiare. E poi c'è l'ncognita delle banche centrali e dei tassi. Chi cavolo sa quando Trichet comincerà a rialzarli. E come reagirà l'economia ? |
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#9 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Sep 2008
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L'insegnamento che ho tratto è che i sistemi governati da strutture burocratiche semplici e funzionali sono in ogni caso i migliori per tutte le fasi economiche sia espansive che recessive. |
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Member
Data registrazione: Dec 2009
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