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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 1,842
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Crisi sistemica: La verita’ sulla borsa
Nessuno riesce più a capire perché la borsa continui a progredire, mentre tutti gli indicatori sono in rosso (il più importante è la disoccupazione). I media definiscono “ripresa” questo fenomeno. La Banca mondiale, del resto, aveva stimato il ribasso del PIL mondiale del 3% per il 2009. Fonte: “Ribasso del 3% del PIL mondiale nel 2009” — leJDD.fr
Ora, il Dow Jones è passato da 8577 punti, il 15 ottobre, a 10.000 punti il 14 ottobre 2009, vale a dire più del 16% in piena crisi. Abbiamo quindi –3% per l’economia reale e + 16% per la borsa, strano no? Una piccola spiegazione (di natura tecnica) è quindi d’obbligo. I. I topi abbandonano la nave Gli ‘Insiders’, cioè i responsabili delle imprese americane abbandonano la nave. Vendono a più non posso le loro azioni! Per mascherare questo fatto, Goldman Sachs che rappresenta più del terzo del volume dei titoli negoziati del NYSE (New York Stock Exchange) falsa i mercati grazie al trading “quantistico” o algoritmico. Questi scambi si effettuano con elevata frequenza su piccoli blocchi negoziati in permanenza tra un numero ristretto di fondi quantistici e di programmi di trading. Laurent Useldinger, presidente di Ullink, une società che fornisce soluzioni di trading e di connettività FIX (Financial Informations Xchange) spiega così il trading quantistico: “Si ritiene che un trader che possiede strumenti algoritmici tratti un numero di ordini dieci volte superiore a un’operazione eseguita manualmente” Sono tutte chiacchiere ovviamente, scollegate da ogni realtà economica! II. La verità sulla borsa Il NYSE, New York Stock Exchange che si chiama “Wall Street” o Borsa di New York, è la più grande borsa mondiale. Nel luglio del 2009, Goldman Sachs rappresentava un terzo dei volumi di scambi (program trading) e i 3 protagonisti principali (Goldman Sachs, Crédit Suisse e Morgan Stanley) rappresentavano, quanto a loro, il 63,6%. Ne è la prova il grafico “la verità sulla borsa” sul mio blog. Certo, tutto ciò è trading “quantistico”, un’aberrazione del mercato. Philippe Béchade nella ‘cronaca Agora’ fornisce un’eccellente analisi (fonte: Programmi di trading e manipolazione di corsi). “Per chi nutrisse ancora dubbi, il comportamento ‘robotico’ del mercato prova in modo eclatante che non esiste più alcun contropotere reale di fronte alle macchine. I programmi di trading automatizzati regolano con precisione geometrica l’angolo di progressione del canale ascendente. Una volta bloccato l’indice al rialzo implicito (azioni, indici, materie prime) una serie di opportunità infinite viene offerta agli operatori. Possono arbitrare in tempo reale l’insieme delle categorie di derivati: opzioni, warrants, CFD (Contract for difference), contratti su indice. Il crollo della volatilità consecutivo alla scomparsa di ogni correzione tecnica—ecco ancora un fenomeno che dimostra che ogni psicologia umana è cancellata dai computers senza pietà—tenderebbe a dimostrare che gli operatori ostentano una fiducia assoluta in un contesto in cui corso della Borsa e congiuntura sono totalmente scollegati.” Inoltre, il 30 giugno 2008, l’OCC (Comptroller of the currency, l’autorità del governo che tutela le banche) dichiarava che gli Stati Uniti possedevano 182.100 miliardi di dollari di prodotti derivati (delle metastasi); ora, qualche mese fa, l’ultimo rapporto fatto era di 20.000 miliardi di dollari (controllati da 5 banche). Nel momento in cui si parla di regolamentare la finanza, 20.000 miliardi di dollari sono stati creati in 1 anno, cioè una volta e mezzo il PIL degli Stati Uniti (tabella pagina 12). La crisi sistemica attuale, che è il canto del cigno del nostro sistema economico, ci dimostra che le teorie economiche sono obsolete. Paul Krugman che è rimasto indietro, si chiede ancora come gli economisti abbiano fatto a sbagliare fino a questo punto. Eppure è semplice, le teorie economiche non si sono evolute allo stesso ritmo della finanza. Quest’ultima, grazie all’aiuto della matematica e delle pressioni politiche, ha saputo creare un gigantesco ‘casinò planetario’ con somme che superano 10 volte il PIL mondiale. Peggio ancora, la maggior parte di queste decine di migliaia di miliardi di dollari, sono direttamente legate ai debiti. Tutte le teorie economiche vanno quindi a pezzi: quelle sul valore, sulla relazione capitale/lavoro ecc. ecc. “Era inevitabile che fatti così gravi accadessero” dichiarava Benoît Mandelbrot, matematico e inventore dei frattali, poiché questo sistema è matematicamente condannato. Sta morendo in questo stesso istante, è arrivato il tempo di un nuovo paradigma, di una nuova visione del mondo, in effetti, che deve escludere i “signori feudali” che tentano di bloccare definitivamente il sistema a loro vantaggio. Gilles Bonafi è professore e analista economico. Titolo originale: "Crise systémique : la vérité sur la bourse" Fonte: http://www.mondialisation.ca Link 24.11.2009 |
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#4 (permalink) |
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SN ----> Chapter 7
Data registrazione: Jun 2004
Messaggi: 22,791
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i P/E non sono da bolla
se le aziende quotate riescono a ottimizzare i costi , ad aumentare la produttività , e a fare utili anche in presenza di disoccupazione , puoi avere una borsa che sale ; anche perchè magari le aziende che falliscono non sono quelle quotate e quindi non risultano agli occhi della borsa |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,360
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Perchè non si può paragonare la previsione di un'andamento del pil su base reale con l'andamento degli indici di borsa che sono molto più volatili. Il crollo della borsa nel 2008 è stato molto più acuto del crollo del pil reale, e nessuno se nè è meravigliato.
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#6 (permalink) | |
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FEDE + GLORIA
Data registrazione: Feb 2007
Messaggi: 8,640
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Citazione:
quanto al P/E, intanto è già sceso a 80 (vedi plus24 ogni sabato), e poi quello "puntuale" conta pochissimo, è troppo volatile, è necessario contare la media mobile (addirittura a 10 anni come fa Shiller) |
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#8 (permalink) |
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The Horror of
Data registrazione: Jun 2009
Messaggi: 1,951
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La borsa anticipa. Può farlo bene come farlo male. Sinceramente non capisco tutti questi esegeti borsistici che, in base a non si sa quale relazione mistica, decidono che se la disoccupazione sta al 10% i profitti attesi non possono aumentare.
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Sep 2003
Messaggi: 21,576
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Citazione:
Anzi, tutti si sono meravigliati che i valori degli indici di Borsa fossero tornati a quelli di dieci anni prima; ma anche il P.i.l. , ad esempio quello italiano, col suo -6%, non era (è) appunto tornato a quei livelli ? Dov'era la discrasia, la stranezza ? Anzi, aggiungiamoci una miriade di indicatori macro che in quest'ultimo anno hanno aggiornato record (negativi) vecchi, a volte, di 20, 30, 40 anni
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#10 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Sep 2003
Messaggi: 21,576
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Citazione:
Nessun preconcetto, disponibilissimi a essere confutati, ma l'onere della prova spetta a chi vuol sostenere qualcosa che va "contro" la logica. Il misticismo di una relazione sembra infatti, semmai, proprio quello di chi sostiene che i profitti possano prescindere - a tempo indefinito - dall'occupazione. |
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