![]() |
| Home | | | Notizie | | | Mercati | | | ETF | | | CFD | | | Forex | | | Forum | | | Quotazioni | | | Servizi | | | Approfondimenti | | | Education | | | Meteo |
|
|
|
|||||||
| Registrazione | Blog | FAQ | Gruppo sociale | Calendario | Cerca | I messaggi di oggi | Segna i forum come già letti |
![]() |
|
|
Strumenti discussione | Valuta discussione | Modalità visualizzazione |
|
|
#1 (permalink) |
|
fed: game over
Data registrazione: May 2007
Messaggi: 5,516
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
dicono che manca la liquidita'
in 10 mesi il mercato azionario globale e' raddoppiato
materie prime al top dollaro sempre meglio ![]() si sale perche' il dollaro si svaluta si sale in europa perche' l'euro si svaluta si sale in usa perche' ![]() si sale in asia perche' da loro possono salire anche del 3000% tanto il capitalismo per loro e' un gioco a senso unico ufficialmente bce fed boe boj tassi a zero perche' manca liquidita' Bank of Canada 0.25% Bank of England 0.5% European Central Bank 1% Federal Reserve 0.25% Swiss National Bank 0.25% Bank of Japan 0.1% debiti pubblici al top sopra 100% praticamente ovunque hanno piazzato i debiti e fanno i buoni sanita' a tutti, indennita' a tutti 10% di disoccupazione nei paesi industrializzati dubai e grecia praticamente falliti, italia tecnicamente in default, chiudono case automobilistiche storiche come saab sono fallite 140 banche usa quest'anno dal 2007 sono fallite solo in Usa 215 banche fdic ha finito i fondi di copertura tasse a tutti e tutti felici di pagarle ma non sanno per cosa le pagano e pil cresce ![]() ma cose' un nuovo videogioco con cheats(trucchi) nascoste dove si vince sempre? dove andremmo a finire con questi pazzi illuminati? Ultima modifica di big_boom : 22-12-09 alle ore 09:42 |
|
|
|
|
|
#2 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Aug 2004
Messaggi: 1,334
Popolarità: 42949680 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Illuminante.
Articolo da Chicago Blog Trent’anni di follia di Pietro Monsurrò Nonostante il titolo, questo articolo non è autobiografico: parlerò infatti degli ultimi 30 anni di politiche monetarie USA, del perché l’attuale sistema non può funzionare, e del perché tutto ciò era evidente da almeno un decennio. Capire i problemi dei mercati finanziari non richiede più di un corso di introduzione alla microeconomia. Il problema è risolverli: la politica è efficace nel creare problemi, ma nel risolverli fa pietà. 1. Il sistema di mercato è composto di tanti imprenditori che comprano e vendono in base ai prezzi relativi dei fattori di produzione e di consumo. Gli imprenditori che errano subiscono perdite. Nel breve termine c’è un elemento di casualità in questo processo, ma nel medio-lungo termine chi ha sistematicamente torto in genere viene eliminato. 2. Si potrebbe definire “tendenza naturale all’instabilità” quella che si osserverebbe nel mercato se non si facesse nulla per influenzarne le prestazioni. Una tale tendenza naturale è allo stato attuale empiricamente inosservabile e teoricamente difficile da determinare. Inoltre, non tutto il rischio è inefficiente, e basarsi sulla ciclicità per concludere che c’è necessariamente inefficienza è erroneo. 3. L’essenza del keynesismo è che la tendenza naturale all’instabilità del mercato è ricorrente, consistente e persistente. La politica economica del keynesismo è usare tutti gli strumenti, preferibilmente la politica fiscale, ma come dimostrato dalle citazioni di Krugman anche la politica monetaria. Negli ultimi ‘20 la base teorica del keynesismo ha fatto progressi rispetto all’originale, ma l’essenza non è cambiata. 4. Siccome le politiche monetarie sono efficaci nel creare boom e nel prevenire recessioni in un ampio range di condizioni macroeconomiche, le politiche di fine tuning normalmente hanno successo, nel breve termine. Usare la politica monetaria per prevenire le recessioni ovviamente genera inflazione, ma nei periodi di innovazione tecnologica, come gli anni ‘90 e gli anni ‘20, queste pressioni sono nascoste e quindi i prezzi possono rimanere stabili per molti anni. 5. Quando gli imprenditori capiscono che i costi delle recessioni vengono socializzati, tramite politiche monetarie che impediscono al mercato di far pagare i costi a chi deve, interrompono il processo di selezione imprenditoriale, e incentivano comportamenti irresponsabili, il mercato diventa l’”economia maniaco-depressiva” di cui parla Jesus Huerta de Soto: una struttura intrinsecamente instabile che ha bisogno di continue cure per non collassare, e che più tempo passa più accumula distorsioni che ne minano sia la stabilità che l’efficienza. Le politiche anticicliche sistematiche sono temporalmente inconsistenti: nel lungo termine peggiorano la stabilità economica, nel breve causano sprechi. In termini tecnici, gli agenti economici, invece di massimizzare un benessere privato quasi direttamente collegato a quello sociale, massimizzano un benessere privato che tiene conto delle esternalità sistematiche indotte dalle politiche anticicliche. 6. Una volta che i mercati hanno cominciato ad accumulare distorsioni crescenti, la politica monetaria, per ragioni piuttosto complesse, perde efficacia. Ad esempio, a furia di incentivare l’indebitamento, si arriva al punto che nessun taglio dei tassi riuscirà a creare lo stimolo necessario per perpetuare un indebitamento insostenibile. 7. Veniamo qui all’essenza delle politiche anticicliche keynesiane: nel breve termine l’efficacia della politica monetaria (su quella fiscale ho dubbi) può essere impiegata per stabilizzare l’economia, ma nel lungo termine ciò è solo possibile solo al costo di creare distorsioni allocative, fragilità sistemica e instabilità di lungo termine. Ciò è esattamente ciò che successe negli anni ‘20 e anche ciò che è successo dal 1987 a oggi. Ne risulta che la discrezione è self-defeating nel lungo termine. 8. L’abbinamento di politiche discrezionali anticicliche e di regolamentazioni è inefficiente e inefficace. Il primo problema è che impedire agli imprenditori di sfruttare le opportunità create dal moral hazard è possibile solo mettendo la camicia di forza al processo di mercato, con gravi perdite di efficienza: ciò è potenzialmente minimizzabile solo nel caso di regole prudenziali che vanno a toccare comportamenti che possono essere univocamente caratterizzati come inefficienti, il che è raro. Il secondo è che le politiche discrezionali tendono ad incentivare l’aggiramento delle regolamentazioni, creando profitti nel violare tali vincoli, e incentivando anche la corruzione e la cattura dei regolatori: questo comporta un notevole aumento dei costi di enforcement. Il terzo problema è capire quali siano gli incentivi politici a fare buone regolamentazioni: la public choice mostra le distorsioni decisionali tipiche della politica in maniera molto convincente. 9. In conclusione, occorre eliminare gli incentivi perversi che incentivano gli imprenditori a intraprendere azioni inefficienti e irresponsabili. La politica odierna invece continua a sperare di cancellare gli effetti del moral hazard passato accumulandone di più in futuro: è come farsi passare il mal di testa da sbornia bevendo. Ci stiamo incamminando verso un mix di mercati ingessati da regolamentazioni e irresponsabilizzati dall’interventismo, che imporrà una seria ipoteca sulle prestazioni future dell’economia, soprattutto in termini di efficienza e crescita, e forse anche in termini di stabilità. 10. L’unico vincitore di questa follia è la classe politica: è per questo che la politica è il problema e non la soluzione. |
|
|
|
|
|
#3 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
Popolarità: 42656734 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
ed ecco la risposta di Sangalli ..uno che guarda solo
i propri interessi.....i commercianti ![]() . Che gliene frega a lui se il taglio irpef poi finisce in larga parte nell'acquisto di auto straniere (almeno il 70% del mercato) oppure in LCD, PC, Telefonini made in Korea, China, Taiwan ecc ecc . Secondo voi c'è uno solo in Italia che prende carta e penna e risponde a Sangalli..se non altro per fargli notare un punto di vista diverso ? . Crisi: Sangalli, taglio Irpef per aiutare consumi (CorSera) . ROMA (MF-DJ)--Per aiutare i consumi a ripartire serve subito un taglio dell'Irpef. Lo sostiene in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, proponendo di "ridurre la pressione fiscale attraverso la riqualificazione e la ristrutturazione della spesa pubblica; il contrasto e il recupero di evasione ed elusione; la progressiva riduzione delle aliquote fiscale". Secondo Sangalli, "il processo di costruzione del federalismo fiscale puo' essere l'occasione per chiedere a tutti i livelli istituzionali ed amministrativi un supplemento di responsabilita' su come impiegare la spesa pubblica e ricorrere al fisco. Servono incentivi alla domanda per i settori piu' colpiti dalla crisi, come per le automobili. Perche' in un'economia globale che complessivamente correra' di meno, dobbiamo fare un po' piu' tesoro della domanda interna", conclude. red/pev (END) Dow Jones Newswires December 22, 2009 03:01 ET (08:01 GMT) Copyright (c) 2009 MF-Dow Jones News Srl. |
|
|
|
|
|
#4 (permalink) |
|
Watashi
Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 7,453
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Anche se tagli l'Irpef i consumi andranno a beneficiare molte aziende estere, a meno che non si ritorni indietro di 80 anni e si acquisti solo generi di strettissima necessità e si chiudano le frontiere.
Siamo in un contesto globale, bisogna capire se si vuol tornare al medioevo dove ognuno produce per il suo vassallo o se invece ci si debba aprire al mondo, commisurando anche le eventuali problematiche. Sembra a me che ultimamente ci si chiuda a guscio, impauriti dalle difficoltà e dai problemi che sopraggiungono dall'esterno, così facendo imploderemo o moriremo lentamente. Ritorniamo alla realtà. |
|
|
|
|
|
#5 (permalink) | |
|
fed: game over
Data registrazione: May 2007
Messaggi: 5,516
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
la fine sarebbe da disgregazione sociale e territoriale gli stessi usa senza il dollaro verrebbero disgregati e probabilmente ci sarebbero guerre civili l'europa del futuro e' sulla falsariga degli usa, un macrostato legato dalla moneta ma ancora piu' fragile degli usa perche' senza struttura politica centrale forte e senza esercito per fare un esempio contrario la cina senza yuan rimmarrebbe sempre cina perche' e' uno stato ultranazionalista |
|
|
|
|
|
|
#6 (permalink) |
|
Watashi
Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 7,453
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
la storia ci insegna che chi si apre commercialmente, chi fa circolare idee e persone si può esporre a rischi e problematiche ma si ri-genera, muta e progredisce, chi invece si ostina a difendere il proprio orticello è destinato ad una fine certa ed inesorabile, fin tanto che non viene invaso da un barbaro o da un principe colonizzatore che mette fine alla sua miserabile vita.
|
|
|
|
|
|
#7 (permalink) | |
|
fed: game over
Data registrazione: May 2007
Messaggi: 5,516
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
guarda l'inghilterra sta sprofondando .... |
|
|
|
|
|
|
#8 (permalink) | |
|
Watashi
Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 7,453
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Giusto, l'esempio è corretto.
Leggiti questa buona analisi trovata e pescata così su internet. "Se dovessimo pensare solo ai motivi endogeni dovremmo dire che l'impero è caduto non quando era più debole, ma quando sembrava più forte (almeno in apparenza). Certo, sotto l'impero era aumentata la corruzione, la decadenza dei costumi, l'immoralità, ma fortissimo era il potere politico, amministrativo e militare. Un impero non può crollare solo perché i costumi sono corrotti. Né ha senso affermare che l'impero è caduto a causa della irriducibile resistenza dei cristiani, i quali tutto erano meno che “rivoluzionari”. Costantino, infatti, ad un certo punto lo comprese perfettamente. Peraltro, va detto che non tutto l'impero crollò, ma solo la parte occidentale (quella più sviluppata), poiché quella orientale, ribattezzata nel nome di Cristo, sopravvisse per altri mille anni. Il che può forse indurci a credere che non tutto l'impero era uguale, cioè che la debolezza (più morale che politico-militare) della parte occidentale era maggiore di quella della parte orientale. Uguali infatti erano l'odioso fiscalismo, la coscrizione militare, le leggi inique... Semmai anzi potremmo dire che le regioni orientali avrebbero avuto un motivo in più per distruggere le fondamenta dell'impero, poiché qui erano senz'altro maggiormente vessate da Roma. Il motivo per cui la parte orientale dell'Impero non solo non sia crollata ma addirittura sia sopravvissuta per altri mille anni, non è mai stato sufficientemente spiegato dagli storici. Probabilmente le popolazioni delle regioni orientali avevano nei confronti delle cosiddette “popolazioni barbariche” un atteggiamento meno ostile, più aperto di quello che avevano le popolazioni delle regioni occidentali, che erano più ricche e quindi meno disposte a dividere le loro ricchezze. L'impero romano è crollato non solo per motivi interni (corruzione morale, fiscalismo, militarismo ecc.), ma anche perché, espandendosi, tolse ingenti beni e proprietà alle popolazioni limitrofe, che ad un certo punto ritennero opportuno ribellarsi. Quando i valori morali di un impero si indeboliscono progressivamente, il rimedio che solitamente si prende è quello dell'autoritarismo istituzionale, che diventa tanto più forte quanto più è debole la coesione sociale sui valori comuni. E' dunque probabile che le popolazioni occidentali, abituate a vivere anche in forza dello sfruttamento di quelle orientali (quest'ultime temute da Roma assai meno, essendo più lontane), non fossero ben disposte a lottare contro i cosiddetti “barbari” per difendere i “valori” della civiltà romana; si lottava contro il nemico (e solo i mercenari, peraltro, lo facevano) più che altro per difendere un certo livello di benessere. Viceversa, le popolazioni orientali da tempo dovevano aver capito che il modo migliore per difendere i veri valori della vita non era quello di stare dalla parte di Roma, che, in cambio della difesa contro i nemici, non offriva che ulteriori vessazioni e soprusi, ma era quello di mettersi direttamente dalla parte degli invasori. Quando un invasore vede che il nemico si arrende senza combattere, non ha motivo di infierire. E' stato forse questo che ha permesso una facile integrazione fra culture, etnie e religioni così diverse. In occidente invece la resistenza all'integrazione culturale e sociale è sempre stata fortissima. Ciò non poteva che esasperare gli animi di quelle popolazioni che, costrette da secoli a vivere in condizioni precarie, premevano ai confini dell'impero. Roma dunque è caduta non solo per motivi endogeni, dovuta alla grande corruzione che la caratterizzava, ma anche per motivi esogeni, dovuti all'incapacità di gestire democraticamente i rapporti con le popolazioni confinanti. Quando queste popolazioni entrarono nell'impero distrussero praticamente tutto, anche quello che avrebbero potuto utilizzare per migliorare i loro standard vitali. Ciò sta a significare che l'odio accumulato nel corso dei secoli nei confronti della potenza romana, specie di quella dell'area occidentale, aveva raggiunto livelli altissimi." Trovi analogie con il ns periodo? Tantissime. Citazione:
2° Il problema non è del singolo stato, ma di un intero continente che si sta chiudendo a riccio. |
|
|
|
|
|
|
#9 (permalink) |
|
fed: game over
Data registrazione: May 2007
Messaggi: 5,516
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
l'errore di roma e' aver gestito 'democraticamente' l'impero
tornando a bomba vediamo oggi il super pil usa dove arriva a spanne il consensus e' un po altino ci saranno effetti speciali sulla inflazione? euro giu' e poi bo... |
|
|
|
|
|
#10 (permalink) |
|
Watashi
Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 7,453
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
beh non si legge allora, l'errore è quello dell'autoritarismo istituzionale e della difesa del proprio orticello.
anche gli usa pil o non pil è destinata ad un lento declino, speriamo di essere qui fra 50 anni a raccontarlo,
|
|
|
|
![]() |
| Segnalibri |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | Valuta questa discussione |
|
|
| Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits | ||
| © 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer. | ||