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Vecchio 09-12-09, 15:59   #1 (permalink)
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Dollaro-yuan: considerazioni

Vorrei riprendere e riassumere alcuni argomenti trattati parzialmente qui: Delocalizzazione, risparmio, investimenti in ottica internazionale


Pochi giorni fa, venerdì 4 dicembre se non sbaglio, il dato uscito sulla disoccupazione usa relativo a novembre è stato decisamente migliore el previsto e anche i dati dei 2 mesi precedenti sono stati rivisti in meglio.

Il dollaro si è subito rafforzato e l'oro è sceso, questa è un po' una novità e volendola proprio interpretare sembra una normalizzazione della situazione.

Precedentemente capitava più sovente che a notizie positive corrispondesse una svalutazione del dollaro causata probabilmente dal fatto che con notizie positive molti lasciano investimenti in dollari (ritenuti più sicuri) per investire in mercati più rischiosi e sovente sovraperformanti gli indici occidentali...per farlo chiaramente vendono dollari e acquistano magare real brasiliani se vogliono investire in brasile. A notizie negative corrisponde invece un riotorno ad investimenti più sicuri, in dollari. Chiamiamo questo fenomeno "avversione al rischio".

Il tutto è stato rafforzato dai bassi tassi usa e dalla che hanno reso il dollaro moneta di carry trade: con notizie positive cresce la voglia di investire e dato che i tassi usa sono molto bassi è possibile indebitarsi in dollari da cambiare poi in altre valute a seconda di dove si vuol investire.

Questi 2 fenomeni (avversione al rischio e carry trade) sembrano decisamente aver vacillato quando in corrispondenza dell'ottimo dato sulla disoccupazione usa, il dollaro si è rafforzato e l'oro è calato. Anche oggi il buon andamento delle aste dei titoli di stato usa potrebbe confermare che qualcosa sta cambiando.

E' abbastanza normale che notizie positive per un paese tendano a rafforzare la sua valuta, quegli altri 2 fenomeni di cui sopra si possono sovrapporre con questo fenomeno di generale rafforzamento della valuta di un paese con notizie favorevoli a quel paese.
Quella notizia così favorevole per gli usa fa temere che la fed alzi i tassi prima del previsto causando un irrobustimento del dollaro, man mano che ci si avvicina al momento in cui la fed alzerà i tassi è sempre più rischioso fare carry trade sul dollaro. E' forse questo il principale motivo per il quale il dollaro si è rafforzato con quella notizia: forse addirittura rientro in possesso di dollari da parte di chi aveva fatto carry per investire altrove...rientro in possesso di dollari per investire negli usa, perchè con quella notizia è logico che cresca la fiducia negli usa, magari non ci si aspetta neppure più che altri mercati emergenti sovraperformino decisamente gli usa in positivo nei prossimi mesi.

In realtà potrei sbagliar tutto, però forse andiamo verso un periodo di:

notizie positive per gli usa che vivranno come sempre la ripresa prima dell'europa e in maniera più vigorosa, notizie che rafforzeranno il dollaro (e mi aspetterei che l'oro non salga più).

Altre notizie negative per altri paesi (grecia, gran bretagna...) potrebbero contribuire a rafforzare il dollaro.

Tutto questo (se accadrà) a me sembra in un certo senso una normalizzazione della situazione, il ritorno a equilibri precedenti: usa che "vanno più forte" dell'europa e dollaro che non si svaluta nonostante il deficit di bilancia commerciale usa.
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Vecchio 09-12-09, 15:59   #2 (permalink)
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Nei giorni scorsi si è sentito dire che la grecia potrebbe chiedere prestiti alla cina per 25 miliardi di euro vendendo alla cina titoli di stato.

Non dovrebbe piacere che la crisi porti molti paesi ad affidarsi ai soldi cinesi.

Partiamo da lontano.

Immaginiamo 2 paesi: usa e cina, non esistono altri paese e 1 dollaro vale 1 yuan, i 2 paesi non hanno scambi economici nè commerciali e posseggono solo la propria valuta nazionale. (per dire che 1 dollaro vale uno yuan in realtà dovremmo ipotizzare qualche scambio...ma non importa).

Un bel giorno i 2 paesi cominciano a commerciare tra loro e in un anno gli usa hanno un deficit di bilancia commerciale che vale 20.

Gli usa hanno esportato prodotti che valgon 100 e hanno importato per 120.

Gli esportatori cinesi incassano dollari quando esportano negli usa, a fine anno hanno quindi 120 dollari in tasca.

Gli esportatori americani incassano yuan quando esportano in cina, a fine anno hanno quindi 100 yuan in tasca.

Arivato l'ultimo mese dell'anno è normale che tutti gli esportatori vogliano tornare in possesso di valuta locale perchè per acquistare case ecc devono possedere valuta locale, i cinesi vogliono yuan e gli americani vogliono dollari.

Ci saranno quindi 120 dollari messi in vendita dai cinesi e 100 yuan messi in vendita dagli americani.

Chiaramente se il cambio dovesse restare 1 a 1 non sarebbe possibile accontentare tutti i cinesi che potrebbero chiedere agli americani solo 100 yuan, altri yuan non esistono in america.

L'offerta di dollari è superiore all'offerta di yuan, si troverà un nuovo equilibrio, un nuovo tasso di cambio che accontenterà tutti i cinesi, si cambieranno 120 dollari con 100 yuan, così tutti i cinesi avranno yuan e tutti gli americani avranno dollari.

Ora uno yuan costa 1,2 dollari!

Il cambio non è più 1 a 1

quel deficit di bilancia commerciale ha causato la svalutazione del dollaro e il rafforzamento dello yuan.

Sarà proprio questa svalutazione ad arrestare svalutazioni ulteriori, infatti a causa del tasso di cambio meno favorevole l'anno successivo sarà meno conveniente importare dalla cina piuttosto che produrre negli usa e così quel deficit di 20 non ci sarà più o sarà molto inferiore.

Chiaramente il nostro mondo funziona in maniera continua, le valute sono cambiate ogni giorno, in ogni caso il deficit di bilancia commerciale tenderebe naturalmente a causare svalutazione della valuta del paese in deficit tendendo a ridurre proprio il deficit di quel paese sino a riportarlo all'equilibrio.

Si può quindi credere che questi meccanismi di autoregolazione siano benefici.

Nel nostro sistema reale in cui ogni giorno si scambiano valute, l'esempio fatto non ha senso, per esserci deficit devono esserci accumuli di moneta estera, se gli imprenditori cinesi cambiano 120 dollari con 100 yuan semplicemente non si parlerà più di deficit perchè gli usa hanno esportato merci per un valore pari a quelle importate, 100 dollari valgono 120 yuan, ma per capire mi sembra che quell'esempio vada bene.
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Vecchio 09-12-09, 16:00   #3 (permalink)
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Ci sono altre possibilità:

gli imprenditori cinesi che hanno quei 20 dollari "di troppo" decidono di tenerseli, di metterli in cantina.

In questa maniera il cambio resta 1:1 e quel meccanismo che comporta svalutazione del dollaro e riequilibramento della bilancia commerciale non comincia neppure, l'anno successivo continuerà ad esserci deficit usa.

Se gli imprenditori cinesi accumulano il deficit commerciale usa, non c'è svalutazione del dollaro.
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Vecchio 09-12-09, 16:00   #4 (permalink)
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Ma gli imprenditori cinesi potrebbero anche far altro con quei dollari, perchè tenerli in cantina?


Possono investire quei dollari direttamente negli usa acquistando terreni, case, fabbriche negli usa, in questa maniera quei 20 dollari tornano negli usa.


C'è anche un'altra possibilità:

gli imprenditori cinesi prestano quei 20 dollari al governo usa che s'indebita perchè spende più di quanto incassa di imposte. In questa maniera quei 20 dollari tornano negli usa e ai cinesi restano i titoli di stato usa.




Ecco che in tutti questi casi, (accumulo di quei 20 dollari in cina-investimento diretto di quei 20 dollari negli usa-acquisto di titoli di stato usa) manca quel processo di autoregolazione dovuto allo scambio di quei 20 dollari in più sul mercato valutario.

In questa maniera il cambio resta 1 a 1, continuerà il deficit di bilancia commerciale usa e i cinesi continueranno a trovarsi in tasca dollari da investire in tds o da investire direttamente negli usa o da accumulare.
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Vecchio 09-12-09, 16:01   #5 (permalink)
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Notiamo anche che l'accumulo di dollari in cina fa calare la quantità di moneta circolante negli usa (20 dollari in meno) e tenderà quindi a causare deflazione negli usa, questa deflazione potrebbe parere un altro elemento autoequilibrante, dato che farebbe calare il costo di produzione e un po' tutti i costi negli usa rendendo più appetibile la produzione interna piuttosto che l'importazione.

In realtà per altri motivi la deflazione non è cosa postiva e la banca centrale americana farà crescere la quantità di moneta circolante più che deflazione l'accumulo di dollari in cina causarà una mancata inflazione negli usa, un contenimento dell'inflazione nonostante l'espansione monetaria.

E ora scrivo un po' di cose poco vere, ma fingiamo che vada esattamente così, è solo per capire.

In cina in realtà generalmente non sono gli imprenditori ad accumulare direttamente dollari, gli imprenditori, dopo che hanno scambiato quei 100 dollari con 100 yuan sul mercato valutario, non hanno più la possibilità di scambiare liberamente dollari contro yuan e per cambiare gli ultimi 20 dollari in 20 yuan si rivolgono alla banca centrale cinese che darà loro 20 yuan ricevendo i 20 dollari.

Sarà la banca centrale cinese ad accumulare dollari.

La banca centrale cinese da dove prende quei 20 yuan che dà agli imprenditori?

Può stamparli freschi freschi.

Così però causerà inflazione per aumento della moneta circolante e questo tenderà a riequilibrare la bilancia commerciale, dato che produrre in cina costerà di più.

L'alternativa per non far crescere la quantità di moneta circolante è che la banca centrale cinese chieda 20 yuan già esistenti e già circolanti in prestio adaltri cittadini cinesi.
La banca centrale cinese chiede 20 yuan in prestito e li dà agli imprenditori cinesi.

In questa maniera il cambio resta 1 a 1, la banca centrale cinese accumula i 20 dollari e fa debito pubblico di 20 yuan (che valgon prorpio 20 dollari).


Sarà poi la banca centrale cinese, magari creando un fondo che si chiamerà magari fondo sovrano cinese, a decidere se utilizzare quei 20 dollari per investire negli usa o per acquistare titoli di stato usa o per il puro accumulo.

In realtà potrebbero capitare altre cose, le banche cinesi potrebbero essere autorizzate ad avere parte della loro riserva obbligatoria (derivante essenzialmente dalla riserva frazionaria) in dollari (ci sarebbe inflazione rispetto al caso di puro accumulodi dollari in cina)...tanto la riserva. Così le banche cinesi potrebebro ricevere quei 20 dollari dagli imprenditori dando loro yuan sino ad avere al limite tutta la riserva in dollari...sarebbe però rischioso...ma bisogna anche vedere qual è la riserva...

Ancora le banche cinesi potrebbero essere autorizzate a ricevere quei 20 dollari dando in cambio 20 yuan e ad acquistare titoli di stato usa per un valore di 20 dollari...e magari quei titoli usa sarebbero accettati dalla banca centrale cinese come garanzia per ottenere nuovi prestiti.
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Vecchio 09-12-09, 16:01   #6 (permalink)
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In ogni caso gli usa non dovrebbero esser per nulla lieti di avere deficit e cinesi che investono quel deficit usa direttamente negli usa, dovrebbero cercare di limitare gli acquisti cinesi di aziende e di proprietà negli usa, soprattutto ovviamente in settori strategici.


Purtroppo proprio la crisi ha obbligato ad accettare, anzi a chiedere soldi cinesi e stranieri in generale, fondi sovrani di paesi con surplus commerciale hanno investito in banche occidentali partecipando a cospicui aumenti di capitale.


Proprio questa crisi offre alla cina nuove possibilità di impiego di quei dollari: prestiti non solo agli usa, ma anche a stati africani e forse alla grecia.

Possedere quote importanti del debito pubblico di un paese significa avere almeno un po' d0influenza su quel paese e sulle sue scelte anche in politica estera.
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Vecchio 09-12-09, 16:02   #7 (permalink)
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Un altro elemento che ha causato il mancato riequilibramento del deficit usa è la "dollarizzazione" del mondo.

La cina utilizza parte di quei dollari accumulati per il suo commercio con la russia ad esempio.

Allo stesso modo se turchia e brasile vogliono commerciare tra loro in dollari, devono procurasi quei dollari, se servono 50 dollari ad entrambi i paesi per gestire i loro scambi commerciali, allora dovranno essersi procurati quei dollari dando agli usa beni reali per un valore di 50+50 dollari.
Gli usa avranno per un anno deficit commerciale di 50 col brasile e di 50 con la turchia e se quel 50 + 50 e così brasile e turchia avranno dollari per il loro commercio...però così facendo, tenendosi quei dollari ed evitando di scambiarli sul mercato valutario, evitano il riequilibrarsi del tasso di cambio della loro valuta contro il dolalro, evitano la svalutazione del dollaro.

Quindi il fatto che i paesi del mondo utilizzino dollari per i loro scambi commeciali ha consentito agli usa di avere deficit senza svalutazioni del dollaro.

Ha consenetito alla fed espansioni monetarie senza troppa inflazione negli usa.
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Vecchio 09-12-09, 16:03   #8 (permalink)
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La crescita economica mondiale, la crescita del commercio mondiale hanno per decenni fatto crescere la necessità di dollari, non è detto che in futuro continui questa crescita e forse altre valute sostituiranno (molto lentamente e solo parzialmente) il dollaro nel commercio internazionale.

Da tutto questo sembra che gli usa siano perdenti, in realtà non è così:

consumare a debito chiedendo in prestito denaro alla cina (è in pratica quanto succede, negli usa arrvano merci, in cina arrivano titoli di stato) consente agli usa di investire molto di più, consente di investire quel deficit.

Sono investimenti fatti a debito chiedendo dollari ai cinesi (dollari usciti grazie a l deficit, se non fossero usciti i cinesi non potrebebro prestarli perchè non li avrebebro).
Si potrebbe dire che gli usa hanno la possibilità di investire in più proprio grazie al deficit. In realtà quell'inpiù non è esattamente il deficit, ma meno.

Volendo si potrebbe anche dire che quando gli usa hanno un deficit commerciale di 50 con la turchia e la turchia conserva quei 50 per utilizzarli per il commercio col brasile, gli usa possono stampare 50 senza avere nè svalutazione della valuta nè inflazione, ma incassando merci per 50.
In pratica si può dire che gli usa hanno stampato 50 e incassato vantaggi materiali per 50.
la fed potrà stampare 50 e investirli negli usa senza causare nè inflazione nè svalutazione del dollaro.

Quindi questo sistema ha consentito agli usa grandi investimenti.

Si potrebbe pensare che il "bonus" derivante dal fatto che altri paesi accumulano dollari per utilizzarli per il commercio internazionale finisca nel momento in cui questi paesi abbiano accumulato sufficienti dollari.

In realtà anche se non ci fosse una crescita del commercio internazionale, questi paesi avrebbero bisogni di quantità crescenti di dollari (dando ulteriori vantaggi agli usa) se ci fosse inflazione.

Ecco che quindi l'espansione monetaria ella fed diventa per gli usa molto più conveniente e meno problematica di come lo sarebbe se il commercio internazionale non fosse in dollari.

L'espansione monetaria della fed tende a far svalutare il dollaro e a far crescere la quantità di dollari necessari per acquistare petrolio, rame, grano ecc

In pratica la fed può stampare inflazionando non solo i dollari posseduti dagli americani, ma svalutando pure i dollari posseduti dai cinesi e da tutte el altre nazioni, però è solo la fed, l'america spendere quei dollari in più freschi di stampa!

Quindi la fed può stampare e spendere 100 incassando vantaggi per 100 e distribuendo l'inflazione, la perdita di ptere d'acquisto pari a 100 su tutti i possessori di dollari.

In pratica per la fed e gli usa l'espansione monetaria è decisamente conveniente, toglie ricchezza ad altri paesi e ne dà agli usa perchè gli usa possono stampare 50 e incassare merci per 50 causando un propagarsi dell'inflazione per aumento della domanda causato da quei 50 appena stampati e causando una maggior necesità di dollari per il commercio internazionale: quei 50 freschi di stampa non saranno tutti necessari in più per il commercio internazionale, ne bastaranno meno, e comunque il valore del dollaro tenderà a calare e ci sarà pure un po' d'imnflazione negli usa.

Però restano un'inflazione e una svalutazione del dollaro inferiori a quanto accadrebbe se il dollaro non fosse valuta internazionale.


IO sono convintissimo che una bella fetta del potere e della ricchezza degli usa derivi da queste scelte di politica monetaria effettuate soprattuto nell'era greenspan.

Sono anche convinto che con l'ultima crisi la situazione sia un po' sfuggita di mano perchè sono stati comemssi alcuni errori, il debito pubblico usa era contenuto priam della crisi, ora è elevato, idem per il deficit dello stato usa.
Questo sta causando una vera e propria perdita di indipendenza per gli usa, sempre più lagati a doppio filo ai paesi che prestan loro denaro: cina prima tra tutti.

Inoltre lo yuan così debole causa trasferimento di aziende e know-how in cina
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Vecchio 09-12-09, 16:03   #9 (permalink)
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Volendo riassumere, abbiamo:

deficit di bilancia commerciale usa

cina che accumula dollari

cina che utilizza questi dollari per comprarsi pezzi di mondo o per incrementare la sua influenza nel mondo prestando denaro a paesi in crisi

Forse un giorno, dopo gli usa, anche altri paesi tra cui grecia, gran bretagna, irlanda, ucraina riceveranno prestiti dalla cina e cederanno alla cina una fetta della loro indipendenza

IO credo che questo verrà in molti casi evitato cercando, se necessario prestiti dal fondo monetario internazionale
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Vecchio 09-12-09, 16:04   #10 (permalink)
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Nei mesi scorsi sì è sovente sentito parlare di aziende diventate "too big to fail", aziende che se lasciate fallire avrebbero causato un infausto inasprimento della crisi.

Per gli stati il problema è simile, l'islanda può fallire, altri stati sono troppo grossi per poter fallire, ma il problema deriva non solo dalla grandezza, ma anche dall'integrazione delle economie.

Con economie sempre più integrate e interdipendenti i danni di un fallimento si propagano sempre più.

L'europa unita è un esempio di integrazione, il fallimento di grecia e irlanda causerebbe molti problemi all'europa e all'euro, forse più di quando l'euro non esisteva.

Nonostante i probabili vanataggi a breve, non vorrei che questa integrazione porti a salvare sempre e comunque a spese di tutti mantenendo inefficienze e strutture mangiasoldi che potrebebro portare al fallimenot tutti.

In altre parole dopo questa crisi che ha fatto crescere notevolmente il debito pubblico e/o il deficit anche nei paesi più ricchi dell'area euro (germania, francia, austria, paesi bassi...) se capiterà ci si dovrà chiedere sino a quando sarà possibile salvare altri paesi dell'area euro a spese degli altri, ovviamente non si può rischiare di far peggiorare troppo le finanze di tutti i paesi per salvarne alcuni, sarebbe rischioso.

Proprio l'euro ha sostituito alcuni equilibri con altri equilibri da cercare:

ad esempio la grecia ha deficit di bilancia commerciale, ma ovviamente questo non influisce praticamente per nulla sul valore dell'euro che dipende poco dal deficit di un paese do poco più di 10 milioni di abitanti.

Anche ora che la grecia è in crisi manca quasi completamente la svalutazione della valuta che probabilmente avrebeb avuto senza l'euro, una svalutazione almeno in parte benefica.

D'altra parte proprio l'euro consente alla cina di continuare a piazzare titoli di stato a tassi contenuti.

E' però difficile credere che sul lungo periodo questa mancanza di riequilibramenti natuali non causi difficoltà, con l'euro è veramene possibile che un paese abbia deficit di bilancia commerciale prolungato dalla mancata svalutazione.
Allo stesso modo altri paesi potrebbero avere bilancia commerciale in attivo per anni evitando il rafforzamento della valuta grazie al deficit di bilancia commerciale di altri paesi dell'area euro...


Per ora l'europa sembra ancora un po' a traino degli usa...usa che crescono anche grazie al debito con la cina ed europa che cresce anche grazie alle esportazioni negli usa
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