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Vecchio 07-12-09, 18:56   #1 (permalink)
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Conti pubblici: Come prima di tangentopoli

La Grecia non salterà, né arriverà vicina a un default almeno nel breve periodo.

Tuttavia al ministero delle Finanze la mattina si svegliano e guardano con preoccupazione al debito del vicino.

La Grecia ha un rapporto debito/Pil del 110 per cento quest’anno e 120 per cento il prossimo, l’Italia ha un rapporto del 115 per cento e 117,3 per cento il prossimo anno.

E’ vero che la Grecia spende di più dell’Italia ma quando gli investitori hanno iniziato a vendere i titoli greci contemporaneamente hanno venduto anche quelli italiani.



Così negli ultimi giorni l’allarme sul BTP che perdeva terreno in relazione ai titoli di Stato tedeschi ha destato molte preoccupazioni. Tutto rientrato a seguito delle misure fiscali straordinarie annunciate dal governo greco ? Non del tutto.

Gli investitori iniziano a preoccuparsi della dimensione del debito dei singoli Stati e chiedono rendimenti maggiori ai più indebitati.

Approfittando dei tassi tenuti bassi dalla Banca centrale europea Giulio Tremonti ha avuto buon gioco a collocare i titoli del debito italiano che rendevano poco sopra il tasso di riferimento, ma nel 2010 tutti sanno che la musica cambierà e i suonatori non saranno più le Banche centrali e i governi ma gli investitori.

Il governo greco è stato costretto dai mercati a correre ai ripari annunciando misure fiscali e tagli alle spese senza precedenti, il governo italiano corre sul filo di un rasoio di cui solo il ministero delle Finanze sembra avere idea di quanto possa essere tagliente.

Il patto politico vero stipulato fra Berlusconi-Tremonti-Bossi e gli italiani si basa su tre principi fondamentali per gli imprenditori: fate quello che volete in termini fiscali (o evadete pure); per le famiglie a reddito fisso: non aumenteremo le tasse; per un grosso ceto dipendente da spesa pubblica e appalti: non taglieremo le spese improduttive e aumenteremo i grandi lavori pubblici.

In cambio la società italiana lascia libero il presidente del Consiglio e i suoi alleati di perseguire i propri fini. Ma nello scenario greco tutto si inceppa.

O salta lo Stato o salta il patto. Le misure impopolari colpirebbero tutti e farebbero venire alla luce una finanza pubblica fatta di rinvii e condita da un incosciente tiriamo a campare.

Sono in molti in questi giorni a dire che l’Italia di oggi è molto simile a quella che precedette Tangentopoli.

Sono in pochi a ricordare che prima di questa ci fu la crisi del debito pubblico italiano e la svalutazione della lira. A buon intenditor…

Superbonus
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/

da Il Fatto Quotidiano del 5 dicembre
opinionist75 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-12-09, 10:03   #2 (permalink)
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In effetti siamo nella stessa situazione del '92, anzi peggio.
Al momento, però, gli investitori continuano a farci credito, prova ne sia la risalita della quotazione dei CCT intorno all' area 100.
E' chiaro che non possiamo continuare ad indebitarci ad un tasso del 5% all' anno, soprattutto se il PIL cala.
E la previsione di crescita nel 2010 dell' 1%, più che la fine, a mio modo di vedere non è altro che la PROSECUZIONE dell' incubo.
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Vecchio 08-12-09, 11:43   #3 (permalink)
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Quel che è cambiato è che:
  1. Durante tangentopoli avevamo una spesa per interessi pari ad oltre l'11% del PIL all'anno, ora è al 5%
  2. I nostri vicini negli anni 90 avevano un debito moderato, ora è esploso anche da loro, e si avvicinano pericolosamente al 100% del PIL
  3. Siamo l'unico Paese d'Europa in cui l'avanzo primario sarà quasi pari allo 0.
  4. Siamo tra i Paesi con il deficit statale più basso.
  5. Nell'ultima asta, i titoli di stato italiano hanno dato rendimenti negativi, che dimostra la grande richiesta, ergo la facilità nel finanziare il debito.
Ergo quella de Il Fatto è la solita spicciola propaganda anti-governativa ed anti-italiana, che quando si tratta di questioni non pratiche può funzionare, ma in economia, a fronte di dati e numeri, non si regge in piedi.
Illuminato10 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-12-09, 12:04   #4 (permalink)
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Quel che è cambiato è che:
  1. Siamo l'unico Paese d'Europa in cui l'avanzo primario sarà quasi pari allo 0.
Non ci credo che €150 miliardi di deficit nel 2008/2009 siano dovuti solo al pagamento degli interessi.
add_k non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-12-09, 12:57   #5 (permalink)
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Oggi stiamo molto ma molto peggio che nel 1993:
1)Nel 1993 il debito pubblico era di 900 miliardi di €, oggi di 1.800
2)Nel 1993 l'Italia aveva un indice di vecchia (0-14/ultra 65) pari a 105, oggi è 150
3)Potevamo svalutare la lira, oggi con l'euro......
4)La Banca d'Italia era indipendente, oggi prendiamo ordini da quegli psicopatici di Trichet e soci..
5)Non si possono aumentare le imposte a capocchia come nel 1993...
6)Politicamente disastrati come sempre.....
mac2003 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-12-09, 14:21   #6 (permalink)
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Non ci credo che €150 miliardi di deficit nel 2008/2009 siano dovuti solo al pagamento degli interessi.
Confondi debito con deficit. Il dato da guardare per verificare la stabilità della finanza pubblica di un Paese è il deficit pubblico annuo.

Il fatto che il debito sia aumentato in un determinato lasso di tempo tange poco, in quanto potrebbero semplicemente essere stati emessi dei titoli a causa dei tassi più favorevoli e che nel breve potrebbero aumentare e della forte richiesta. E' una roba normalissima il pre-funding, indice di buon occhio.

Incommentabile il reply di Mac2003.
Illuminato10 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-12-09, 15:20   #7 (permalink)
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I dati pubblicati da Il Fatto sulla Grecia sono sbagliati: si riferiscono infatti ai dati falsi che erano stati trasmessi dalla Grecia, e che corretti hanno portato il rapporto debito-pil al 120% quest'anno e ad oltre il 135% l'anno prossimo, ben più di quello italiano. Inoltre la Grecia ha una percentuale di debito estero nettamente maggiore di quella italiana, e questo è quello che conta nel valutare il rischio default.
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Vecchio 08-12-09, 15:46   #8 (permalink)
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Certo che la verità è brutta da accettare!!!
Prendete questi dati, Crescita Pil ultimi NOVE anni (2001 - 2009)
2001 +1,8%
2002 +0,3%
2003 +0,0%
2004 +1,1%
2005 +0,0%
2006 +1,9%
2007 +1,9%
2008 -1,0%
2009 -5,0% (stima Confindustria)
Valori ISTAT
In totale in NOVE ANNI LA CRESCITA DELLA RICCHEZZA IN ITALIA E' STATA ZERO (0)!!!!!
In nove anni il Debito pubblico è cresciuto di 500 Miliardi di €!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma ci rendiamo conto di come siamo messi o stiamo scherzando!!!
mac2003 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-12-09, 16:47   #9 (permalink)
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Certo che la verità è brutta da accettare!!!
Prendete questi dati, Crescita Pil ultimi NOVE anni (2001 - 2009)
2001 +1,8%
2002 +0,3%
2003 +0,0%
2004 +1,1%
2005 +0,0%
2006 +1,9%
2007 +1,9%
2008 -1,0%
2009 -5,0% (stima Confindustria)
Valori ISTAT
In totale in NOVE ANNI LA CRESCITA DELLA RICCHEZZA IN ITALIA E' STATA ZERO (0)!!!!!
In nove anni il Debito pubblico è cresciuto di 500 Miliardi di €!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma ci rendiamo conto di come siamo messi o stiamo scherzando!!!
Seriamente, non c'è da gioire, ma non siamo messi così male: i nostri titoli di stato vanno a ruba più di quelli di molte altre nazioni con un debito inferiore, questo perchè: la percentuale di debito estero è minima, le riserve (monetarie e aurifere) sono discrete, l'economia, pur arrancando, è sempre abbastanza differenziata (a differenza di nazioni come Grecia, Irlanda e Uk) e di un certo spessore (sesto pil mondiale). Austria, Spagna, Grecia, Portogallo, UK e Irlanda stanno tutto sommato peggio o molto peggio, solo per rimanere nell'Europa Occidentale.
thegryfus non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-12-09, 16:54   #10 (permalink)
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Se Atene piange, Sparta non ride.....
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