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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2003
Messaggi: 15,533
Popolarità: 42949681 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Il danno "Fiat" in termini di Pil
http://en.wikipedia.org/wiki/Automob...ustry_in_Italy
http://www.unraeservizi.com/sintesi2009/06.pdf la differenza tra auto prodotte e vendute è plateale ![]() ![]() ![]() gli impianti produttivi in europa http://www.acea.be/images/uploads/fi...ACTURER_A4.pdf negli ultimi 10 anni sono state importate 10 milioni di auto supponendo un valore medio di 10000 euri possiamo stimare il danno in termini di pil (per difetto) è stato di 100 miliardi di euro alla faccia delle mille sovvenzioni statali la fiat ha delocalizzato quasi del tutto la produzione di auto http://www.acea.be/images/uploads/st...%20summary.pdf http://www.acea.be/images/uploads/fi...27_0906_MV.pdf veramente dati imbarazzanti http://www.acea.be/images/uploads/fi...INAL2-0910.pdf ciò dimostra come scelte politiche errate (es. vedi affaire alfa romeo gestito da baffetto che impedì a ford l' acquisto) possano compromettere lo sviluppo produttivo di un paese ![]() impressionante il dato della spagna che pur avendo un mercato asfittico nel 2008 tra gm ford psa si sono prodotte ben 1,943,049 auto a fronte di 1,4 milioni di auto vendute http://www.acea.be/images/uploads/fi...ged_Europe.xls concludo dicendo che in Italia a produrre auto è solo fiat e questo credo sia un gavissimo limite bene ha fatto scaiola a cercare di tamponare in parte questa drammatica carenza creando incentivi per gpl/metano ma secondo me non basta la carenza di produzione è strutturale Ultima modifica di debitofilo : 22-11-09 alle ore 19:32 |
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#2 (permalink) |
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Welfare Primo Nemico
Data registrazione: Aug 2009
Messaggi: 3,318
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E ora voglion chiudere anche Termini Imerese...comunque ho visto in prima persona l'impianto di Mirafiori in Torino. Avanzatissimo tecnologicamente...magari ne costruissero nel resto d'Italia di simili...
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: May 2006
Messaggi: 3,775
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Scusa ma come hai letto quei dati? La differenza è dovuta al fatto che gli italiani comprano solo un 35% di auto italiane (e non sempre lo fanno a ragione), non che la fiat ha delocalizzato tutta la sua produzione! Per la cronaca il gruppo FIAT produce e importa dall'estero solo la 500, la Panda (che riporterà in Italia a Napoli) e la Sedici; di queste auto componentistica e motori sono quasi tutti di produzione italiana, per cui si tratta del solo assemblaggio (che a dirla tutta in termini di qualità è alla pari del solo stabilimento di Mirafiori, ovvero una spanna sopra gli altri).
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#4 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Oct 2003
Messaggi: 15,533
Popolarità: 42949681 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
gli italiani possono comprare auto giapponesi coreane vietnamiti ecc... il problema è che in Italia ad avere stabilimenti produttivi è solo FIAT a causa di veti POLITICI in altri paesi esempio Spagna ci sono 3/4 produttori di auto magari controbatterai con il fatto che in Italia le condizioni per produrre auto non ci sono ecc..ecc.. l' energia è costosa i salari troppo alti ecc.ecc.. FALSO ad esempio in Italia non c' è solo Piaggio a produtte moto/scooter ma anche Honda quindi le condizioni di base per produzioni di questo tipo ci sono eccome ![]() ![]()
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: May 2006
Messaggi: 3,775
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Citazione:
Assemblare in Italia non è sempre conveniente: basta guardare la qualità delle auto che escono dagli stabilimenti al sud, nonostante la Fiat vi abbia investito in continuazione (checchè se ne dica). In Polonia hanno una produttività tripla a parità di investimenti, ed una qualità elevata. Considera che in Italia di tutte le Fiat costruite all'estero (ed importate in Italia) vengono costruiti e progettati la componentistica, i motori, e gestita tutta la progettazione. I giapponesi a costruire in Italia non ci verrebbero mai, figurati tedeschi e francesi che già fanno tutto ad est! |
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#7 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Oct 2003
Messaggi: 15,533
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Citazione:
falso Honda produce quasi la totalità della produzione europea di scooter/moto in Italia anche yamaha ha altri centri (non produttivi) In Spagna produce mercedes benz fiat ford gm psa renault vw mazda nissan non mi sono inventato niente c' è scritto tutto qui http://www.acea.be/images/uploads/fi...ACTURER_A4.pdf ora non dico che in Italia dovrebbero produrre auto avere centri 6 7 produttori d' auto però cribbio almeno due tre stabilimenti per produzioni di massa ci sarebbero eccome in Italia ci sono 36 milioni di auto è il parco veicoli secondo in europa Sveglia!!! il mercato italiano fa gola a tantissimi produttori ![]() ![]() ![]() ve la menano per il naso e voi siete anche felici e contenti ![]() ![]() ![]() a Ramiress sveglia ALFA ROMEO PER IL PCI LA MIGLIOR SOLUZIONE E' LA FORD Repubblica — 21 giugno 1986 pagina 46 sezione: ECONOMIA MILANO - Il Pci preferisce la Ford alla Fiat come partner per l' Alfa Romeo. "O si fa morire l' Alfa Romeo per non danneggiare la Fiat - ha detto ieri a Milano Gianfranco Borghini della direzione del partito comunista - oppure si sceglie una politica industriale nella quale possano convivere entrambi i gruppi". Secondo Borghini "le polemiche fra i partiti rischiano di danneggiare l' Alfa che non è una merce di scambio in una lotta politica che con essa non ha nulla a che fare". L' esponente comunista ha inoltre precisato che un accordo internazionale per il rilancio della casa di Arese è coerente con gli indirizzi di politica industriale tracciati per il settore automobilistico. "Non si può più nicchiare - ha spiegato ancora Borghini - perchè mantenere l' Alfa sotto la totale gestione delle Partecipazioni Statali sarebbe stato possibile solo se si fosse data pratica attuazione al piano auto". Il dirigente del Pci ha quindi aggiunto polemicamente: "Dopo aver abbandonato ognuno a sè stesso e senza una politica di settore non si può ora placcare l' Alfa Romeo proprio nel momento in cui cerca di uscire dalla sua grave crisi e soprattutto non può farlo la Fiat dopo essere stata la prima a trattare con Ford". In conclusione Borghini ha tuttavia aggiunto che bisogna stabilire alcune clausole di salvaguardia dell' unità della casa di Arese e di garanzia per quanto riguarda il prodotto. Dal canto suo il presidente della Confindustria, Lucchini, nel corso di un colloquio informale con i giornalisti ha spiegato che "come italiano" preferisce "l' ipotesi Fiat". la Ford ha tentato non so quante volte di comprare l' alfa romeo per insediarsi in italia e produrre auto ho ormai perso il conto |
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
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..e tu mi citi notizie del 1986 ??..
![]() Da allora sono arrivati i Koreani e anche i Giapponesi se vogliamo essere precisi. Allora producevano ben poco rispetto ad oggi. . L'Italia (come diceva uno di Termini imerese ieri sera all'Infedele) produce un terzo delle auto che sono immatricolate. . Invece vanno a produrle in Spagna ( si può capire) ma addirittura in Inghilterra ![]() dove presumo il costo del lavoro sia maggiore del nostro. (lasciamo perdere la recente svalutazione della sterlina.. perchè le fabbriche sono di anni fa..) |
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#9 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2003
Messaggi: 15,533
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infatti la differenza è abnorme il 30% non sta ne cielo ne in terra non dico di produrre il 100% ma almeno il 70% (visto che alcuni paesi producono più delle loro immatricolazioni....) alla faccia del secondo paese manufatturiero!!!
BAH |
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#10 (permalink) |
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Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
Messaggi: 14,451
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Per essere competitivi nel settore auto bisogna dire basta agli incentivi
di Andrea Giuricin 25 Novembre 2009 La ristrutturazione del settore auto in Italia, così come in Europa, sembra ineludibile e per questa ragione Fiat sta pensando di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. Secondo il gruppo industriale torinese la linea di produzione siciliana è una delle più deboli e più costose nel panorama italiano. Fiat è stata molto aiutata negli ultimi anni dai diversi Governi tramite diverse tipologie di sussidi. L’ultima misura adottata nel 2009, per fronteggiare la crisi globale è stata quella degli incentivi all’acquisto di nuovi veicoli. Questa politica è stata molto favorevole a Fiat perché va ad incentivare il lato della domanda. La casa automobilistica italiana infatti è relativamente forte sul mercato interno dove detiene circa il 32 per cento del mercato e i sussidi alle vendite hanno permesso di affrontare un anno estremamente difficile. Nell’Unione Europea gli aiuti pubblici al settore automotive hanno permesso di limitare la caduta delle vendite nei primi dieci mesi del 2009 al 2,7 per cento. Dal mese di Giugno le vendite di veicoli nuovi sono continuate a crescere e nel mese di ottobre vi è stato un incremento superiore all’11 per cento. Le vendite in Italia sono diminuite di circa il 4 per cento nei primi dieci mesi del 2009. In generale la politica pubblica di sussidiare il settore auto ha “dopato” il mercato. L’esempio più chiaro è quello tedesco, dove le elezioni politiche hanno spinto la Grosse Koalition guidata da Angela Merkel a dare degli aiuti molto importanti, tanto che le vendite sono cresciute di circa il 27 per cento nel periodo gennaio–settembre. Questa politica di sussidio pubblico, se nel breve periodo è stata in grado di sostenere la domanda, non permette di essere ottimisti nel medio-lungo periodo. Nel momento in cui i diversi Governi, sempre maggiormente stretti da vincoli di bilancio più difficili da rispettare, dovranno ritirare gli aiuti, il mercato difficilmente potrà mantenersi sui livelli attuali. I consumatori, infatti, hanno anticipato l’acquisto di veicoli e si può stimare che circa due terzi degli incentivi siano stati fatti da acquirenti che avrebbero sostituito la propria automobile nel 2010 o nel 2011. Il mercato automobilistico italiano è il secondo in Europa per numero di veicoli venduti con oltre 2 milioni di automobili, mentre rimane molto sottosviluppato dal lato produttivo. Lo scorso anno, infatti, in Italia sono stati prodotti poco più di 650 mila veicoli, contro i 5,5 milioni della Germania e i 2 milioni di Francia e Spagna. Gli incentivi pubblici non riescono ad aiutare la mancanza di competitività nella produzione nel nostro Paese e dunque è necessario ripensare la politica nel settore auto, come auspicato anche dal Ministro dello sviluppo Economico Claudio Scajola. Il Ministro ha anche affermato che gli aiuti pubblici hanno avuto un impatto limitato sui conti pubblici. Non è possibile avere dati definitivi e non è facile fare delle stime, ma il costo totale degli aiuti pubblici dovrebbe essere stato di circa 1,25 miliardi di euro. Le auto incentivate dovrebbero essere circa 750 mila su un mercato totale di oltre 2 milioni di autoveicoli con un incentivo medio di 1600 euro. Di queste auto circa 500 mila sono anticipi di acquisti futuri e quindi l'effetto di breve periodo dovrebbe essere stato un aumento della domanda di circa 250 mila veicoli. L'incentivo per ogni auto è stato dunque di circa 1620 euro. Tuttavia andando a calcolare solo la domanda aggiuntiva di auto (250mila), l'incentivo è stato di circa 4800 euro. Il maggior gettito IVA creato dalle 250 mila auto in più vendute è di circa 750 milioni di euro e il costo netto per la politica d’incentivazione potrebbe essere dunque di circa 400/450 milioni di euro, tenendo in considerazione ulteriori gettiti erariali. La politica degli incentivi deve essere cambiata perché distorce anche il mercato. Infatti non si comprende perché il settore automotive debba essere sussidiato, quando oramai incide limitatamente sull’occupazione. I dati della produzione indicano che solo un terzo delle auto vendute in Italia sono state prodotte nel nostro Paese. Incentivando le vendite, in realtà si favorisce in gran parte la produzione all’estero di autoveicoli. La politica degli incentivi non favorisce la competitività italiana e dovrebbero invece essere prese misure importanti per favorire l’arrivo di case costruttrici estere. I dati della produzione di autoveicoli mostrano un altro dato estremamente preoccupante. L’unica casa automobilistica che produce in Italia è Fiat e i produttori esteri non hanno impiantato stabilimenti. Al contrario in Spagna e Gran Bretagna, dove non esistono grandi case automobilistiche, i diversi Governi hanno saputo incentivare la produzione di autoveicoli, favorendo l’occupazione. È giusto dunque cambiare totalmente strategia nel settore automotive e per fare questo è necessario che il Governo prenda decisioni strutturali che possano rendere competitivo il nostro Paese. |
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