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Clima o banche?
E’ fresco di presentazione l’annuale “World Energy Outlook”, redatto dalla prestigiosa Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE).
Una testata nazionale nel presentarlo ha titolato: “Inevitabile la scelta nucleare”, opinabile come sintesi di un documento che presentando le soluzioni urgenti da attuare per limitare al 2020 le emissioni climalteranti pone al primo posto l’efficienza energetica col 65%, le rinnovabili col 19% e il nucleare ha una quota del 13%. Analizziamo dunque i dati presentati da una organizzazione che era nata durante la crisi del 1973-74 per assicurare gli approvvigionamenti di petrolio ai paesi OCSE e che ora di petrolio non parla più, da tre anni lancia appelli disperati (e documentati) per segnalare che l’era dei combustibili fossili e’ alle spalle e che “l’estensione e la portata della sfida energetica sono enormi, ben più grandi di quanto si creda. Ma questa sfida può e deve essere affrontata”. Lo aveva già ripetuto lo scorso anno: "il sistema energetico mondiale e’ ad un crocevia. I trend globali odierni di domanda e offerta di energia sono manifestamente insostenibili da un punto di vista ambientale, economico e sociale". Il dato positivo di quest’anno è che le previsioni dello scenario base dicono che nel 2020 le emissioni mondiali di CO2 saranno inferiori di 1,9 miliardi di tonnellate, pari al 5% in meno rispetto alle previsioni AIE dello scorso anno. Per tre quarti e’ l’effetto della crisi economica e questo “dono” non va sprecato, ovvero occorre fare in modo che con la ripresa non sia vanificato questo risparmio. L’AIE riafferma che e’ indispensabile limitare l’aumento della temperatura a 2 gradi centigradi e per avere una probabilità del 50% che ci si riesca occorre stabilizzare la concentrazione dei gas ad effetto serra a 450 parti per milione di CO2 equivalente. Entro il 2030 saranno necessari investimenti per 10.500 miliardi di dollari, una cifra certo impressionante eppure quanto hanno speso i governi per sostenere le banche in questa crisi? L’ottimo studio di Piergiorgio Alessandri e Andrei Haldane della Banca d’Inghilterra dice che il valore complessivo lordo degli interventi a favore delle banche è stato di 14 mila miliardi di dollari (9.400 miliardi di euro). Il che significa che in un anno abbiamo speso di piu’ di quanto dovrebbe servire per contenere i danni del nostro inquinamento nei prossimi venti anni. Dunque non ci sono alibi e’ solo una questione di scelte. Vale piu’ il clima che preserva la nostra vita e il creato o le banche? Perche’ forse non e’ chiaro che la conferenza di Copenaghen non sarà una conferenza di metereologi, sarà una conferenza sulla sicurezza alimentare dei sei miliardi di persone che vivono su questo pianeta! Alcune proiezioni mostrano che lo scioglimento in corso dei ghiacci antartici entro fine secolo fara’ aumentare il livello degli oceani di 180 cm. La Banca mondiale rivela che un aumento dei livello dei mari di 90 centimetri fara’ sommergere metà della terra coltivata a riso in Bangladesh, inonderà un terzo del delta del Mekong che produce metà del riso vietnamita. Il servizio svizzero che monitora i ghiacciai mondiali ha segnalato che è il diciottesimo anno consecutivo che i ghiacciai si stanno riducendo. La riduzione dei ghiacciai himalaiani influenzera’ i maggiori fiumi asiatici e le attività agricole legate ad essi. La Cina è il maggior produttore mondiale di grano, l’India è il numero, pertanto le conseguenze dei cambiamenti climatici si tradurranno in insicurezza alimentare per miliardi di persone! Sapendo che gia’ oggi, come ha ricordato la FAO, un miliardo di persone vive la fame. Di questo si discuterà a Copenaghen e per questo sarà una conferenza importante, per questo è importante ridurre la richiesta di energia e installare pale eoliche e pannelli solari per produrre acqua calda ed elettricità. E’ imbarazzante che a Copenaghen il nostro governo si presenti invece con due banali proposte: acquistare diritti (pagando) che permettano di continuare ad inquinare e spendere 20 miliardi di euro per costruire quattro centrali nucleari. Perché la proposta italiana è di retroguardia, del resto la maggioranza attuale è quella che ha approvato un ordine del giorno che rifiuta di credere che l’uomo sia responsabile del cambiamento climatico, che nel 2008 ha cancellato l’obbligo del certificato energetico nelle compravendite edilizie indebolendo, piuttosto che rafforzare, il sistema della certificazione energetica degli edifici e gli obiettivi di efficienza, che ha nei mesi scorsi approvato una mozione per cancellare gli incentivi al solare termodinamico, eccetera eccetera. I dati ci dicono che con 20 miliardi non costruiremo 4 reattori EPR perché il primo in costruzione in Finlandia preventivato in 3 miliardi ha visto il costo lievitare a 5,3 miliardi e slittare la data di consegna al 2012. Anche il gemello in costruzione in Francia non rispetterà i preventivi e ritarderà la consegna di un anno anche se i cugini francesi sono poco trasparenti sulle cifre perché essendo i proprietari del progetto stanno cercando di venderlo in tutto il mondo ed evitano dati sconvenienti. E si ricordi che il piano del governo in realtà prevede il doppio della potenza prevista per i quattro reattori, per cui il piano globale sarà di importo doppio. Per coprire quale necessità? Facendo i conti di quanta corrente elettrica avremo bisogno nel 2020 e di quanta siamo in grado di produrne oggi emerge che non c’è alcuna necessità di 6.400 MW di nucleare. (http://www.martinbuber.eu/energia/do...areinutile.pdf) Meglio spendere i soldi in maniera piu’ produttiva, seguendo le indicazioni dell’AIE: efficienza energetica nelle case, nelle scuole e nei trasporti, fonti rinnovabili nella generazione elettrica, investimenti sulla rete perché sappia adattarsi a un nuovo paradigma energetico. Dobbiamo fare la nostra parte consapevoli, per la prima volta, che siamo sulla stessa barca, che il clima e’ un bene comune e siamo di fronte a un problema di giustizia: assicurare un uguale diritto di accesso per tutti gli umani all’indivisibile bene chiamato clima. La posta in gioco a Copenaghen e’ vitale nel vero senso del termine. -Roberto Meregalli Beati i costruttori di pace (13 novembre 2009) |
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Data registrazione: Nov 2005
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mi riservo di commentare più in là.
Però un commento facile facile mi viene. Incremento della efficienza energetica delle case. Spero voglia dire delle famiglie che comprende le abitazioni e non solo. Poi guardo ai rifiuti al SUD ed all'incapacità di una raccolta differenziata...a queste persone ci affidiamo per migliorare l'efficienza energetica ? La vedo dura.. . p.s. in effetti non delle case..ma nelle case. OK |
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Data registrazione: Oct 2008
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Dunque: non abbiamo bisogno del nucleare e dei suoi 100 Twh annui. Perchè, dice l'analisi, praticamente abbiamo energia in abbondanza ed ancora migliore sarà la situazione nel 2020. Mi sfugge perchè, al momento, importiamo circa il 13% di energia dall'estero (46Twh circa all'anno). Il documento stima in circa 385 Twh il consumo italico di energia nel 2020, contro i 415 di Terna nel 2018, ma prendiamo pure per buoni i 385. Il documento ci spiega che dal termico convenzionale possiamo ricavare tranquillamente i 255 Twh che secondo esso spetterebbero al "non rinnovabile". E già qui una piccola obiezione la farei: se ci tenete tanto al global warming, come fate a dire che NON SERVONO 100 Twh prodotti col nucleare, cioè senza emissione di co2, che potrebbero sostituire a spanne il 40% del termico, che brutto e cattivo com'è emette un sacco di anidride carbonica? Misteri della fede ecologista. Ma la parte più interessante riguarda gli altri 130 Twh, che il documento assegna alle rinnovabili, in ossequio ai trionfali accordi internazionali a lungo termine che regolarmente vengono presi. Il documento da per scontato che tale obiettivo venga raggiunto. Oggi siamo a circa 58 Twh, quindi triplicare tale valore sarebbe sufficiente. Come sono fatti questi 58 Twh? Sempre a spanne, per 2/3 (40 Twh) è idroelettrico. Che nessuno stima possa fare granchè di più. Poi abbiamo un 10% circa di geotermico, pari a 5-6 Twh. Il 10% è un valore stabile da una ventina d'anni, e per esso non si intravedono le crescite mirabolanti di cui parlano per eolico e fotovoltaico. Supponiamo che rimanga costante, e che nel 2020 si arrivi quindi a 7 Twh. Il resto ne produce ben una decina, in tutto. Metà sono biomasse, rifiuti, ecc. Roba che è "rinnovabile" per modo di dire, ma fa lo stesso. I mirabolanti eolico e fotovoltaico, che ci salveranno al punto da rendere "inutile" il nucleare, ne producono quindi circa 5. Tutti l'eolico (NB: siamo all'1.6% del totale, come il documento stesso riconosce), visto che il fv coi suoi 0.2 Twh sostanzialmente viene messo per bellezza. O meglio, mica tanto solo per bellezza. Il documento ci spiega che "non è vero" che il fv è antieconomico. Difatti è incentivato di soli 40 centesimi al Kwh, quando alla borsa elettrica un kwh ne costa, a spanne, 16.5. Economicissimo, va da sè, anche perchè: il conto energia si è rivelato uno strumento efficace per indurre il privato a investire nel futuro del proprio paese, impiegando risorse che altrimenti sarebbero state bloccate dai circuiti della speculazione finanziaria Mi sa che i peggiori cdo sui subprime, economicamente, sono più convenienti. Per chi paga. Per chi riceve i soldi, no. Va be', mi sono rotto ![]() dico solo che il documento stima quindi che 130 Twh saranno rinnovabili, e per far tornare i conti butta lì una stima assolutamente campata per aria di 40-50 Gwh tra eolico e fv, cioè 10 volte più di oggi. Come, non si sa. PS: leggo quasi con piacere il box "il problema della rete". Pare che già oggi la rete faccia fatica a gestire la potenza eolica installata. Chi è che glielo spiega che l'eolico produce solo quando ne ha voglia e che quindi non può che avere un ruolo marginale, sul totale? |
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Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
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Di questo si discuterà a Copenaghen
A Copenaghen non faranno nulla, In una colazione organizzata a margine dell'Apec, i leader, tra cui il premier danese Lars Lokke Rasmussen, che presiederà la conferenza sul clima, hanno constatato che sarà impossibile sottoscrivere a Copenaghen un nuovo trattato sul riscaldamento globale, vincolante per tutti i 192 Paesi che saranno presenti nella capitale danese, viste le profonde divergenze ancora esistenti tra i Paesi ricchi e quelli più poveri sugli indirizzi da adottare. http://www.corriere.it/esteri/09_nov...4f02aabc.shtml |
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Cogito ergo sum
Data registrazione: Mar 2007
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Lo aveva già ripetuto lo scorso anno: "il sistema energetico mondiale e’ ad un crocevia. I trend globali odierni di domanda e offerta di energia sono manifestamente insostenibili da un punto di vista ambientale, economico e sociale".
ma possibile che del controllo demografico nei paesi del terzo mondo non ne parla nessuno?????? è chiaro che una crescita SOSTENIBILE fa il paio col controllo delle nascite, o no????? |
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Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
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Non mi sembra che ci siano tanti governi o personaggi in vista disposti a litigare con quelli di oltretevere, anzi... (Molti poveri, molto seguito.) |
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Data registrazione: Mar 2008
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Innanzi tutto, l'efficienza è la miglior nuova fonte energetica.
E' un dato noto, ma se ne parla poco. Poi, l'eolico è da tempo concorrenziale. Certo, l'eolico all'italiana - individuare i luoghi più belli dal punto di vista paesaggistico e distruggerli con le turbine - è una caz.zata. Comunque, un tale a libro paga dell'ndustria disse che l'eoloco non funziona. Citò il dato della Germania - un dato altissimo - facendo però la faccia schifata... Comunque, a me la cosa appassiona poco. Paghiamo le centrali volute dal Berlusca, poi però non lamentatevi dell'arretratezza del sistema Italia. Tutti gli altri paesi importanti stanno andando nella direzione opposta. |
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Data registrazione: Aug 2008
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Data registrazione: Aug 2008
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comunque gioire della depressione economica in quanto ecologica è il top del top: tornateci voi all'età della pietra in nome di teorie psuedo-scientifiche che da decenni si rivelano boiate alla prova dei fatti, io ho il fucile in salotto.
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