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Considerazioni varie
Avevo scritto tempo fa queste cose per un mio amico e altri...non è molto approfondito, ma è secondo me un buon riassunto su certi argomenti.
prezzi: quantità di moneta C'è un'isoletta su cui vivono solamente Mario e Maria. Mario pesca pesci e Maria fa pane, ogni mattina alle 9 Mario cede 1 kg di pesce in cambio di 2 kg di pane. Un bel giorno decidono di usare monete e stampano 5 euro a testa, in tutto esistono 10 euro. Maria acquista 1 kg di pesce a 5 euro e rimane quindi senza soldi, Mario subito dopo acquista da Maria 2 kg di pane a 10 euro. Da questo momento in poi tutte le mattine mario vende a maria 1 kg di pesce a 10 euro (10 euro/kg) e maria vende a mario 2 kg di pane a 10 euro (10uero/2kg= 5 eur/kg) il denaro esistente sull'isola ammonta a 10 euro ipotizziamo che mario o maria mettano da parte 3 euro: esistono sempre 10 euro sull'isola, ma ne circlano solo più 7 e quindi il massimo prezzo dei prodotti sarà di 7 euro/kg per il pesce e 3,5 eur/kg per il pane. Anzi, quello non è il massimo prezzo, ma è proprio esattamente il prezzo dei prodotti, se circolano 7 euro, perchè abbiamo detto che definiamo "circolante il denaro utilizzato nelle transazioni", quindi se marco e maria si scambiano prodotti a 4 euro il prezzo sarà sempre: (quantità di denaro circolante cioè 4 euro)/(quantità di beni scambiati cioè 1 kg di pesce) = 4 euro/kg...la quantità di denaro cricolante è 4 euro. e per il pane il prezzo sarà di: (quantità di denaro circolante cioè 4 euro)/(quantità di pane scambiato cioè 2 kg).......2 eur/kg quindi il prezzo dei prodotti è dato da: (quantità di denaro circolante)/(quantità di beni scambiati) Se mario e maria avessero deciso di stampare 100 invece che 10 euro tutti i prezzi sarebbero moltiplicati per 10 se con 10 euro esistenti la propensione al risparmio porta a mettere in cassaforte 2 euro che quindi non circolano, ecco che con 100 euro circolanti la stessa "quantità" di propensione al risparmio dovrebbe portare a metter da parte 20 euro. In un caso circolerebbero 8 euro, nell'altro caso circolerebbero 80 euro. I prezzi sono direttamente proporzionali alla quantità di denaro circolante. E' quindi facile immaginare cosa capita quando aumenta la quantità di denaro circolante: tendenzialmente aumentano i prezzi. Correggeremo più avanti alcune considerazioni. Nell'isoletta se mario mette in cassaforte 4 euro e li lascia lì ecco che questi non circolano più e non contribuiscono più al livello di prezzi. Nel nostro mondo reale la cassaforte non è la banca: quando versate in banca dei soldi la banca è autorizzata ad utilizzarli quasi tutti in vari modi, quindi anche se versate in baca 1000 euro ecco che questi faranno molto probabilmente parte del "denaro circolante". (le banche possono utilizzare il denaro che viene in esse depositato, ovviamente non tutto e si spera che non capiti che troppe persone contemporaneamente tentino di ritirare i loro depositi...anche perchè col sistema a riserva frazionaria...ma questo è un altro argomento di cui abbiam già parlato). Nel nostro sistema reale la cassaforte è la banca centrale: quando le banche hanno liquidità (depositi di correntisti) e non sanno come impegnarla in maniera sufficientemente redditizia e sicura, versano questa liquidità presso la babnca centrale che paga un interesse: quindi nel nostro sistema il denaro non circolante è quello versato preso la babnca centrale, potremo dire che il restante denaro è essenzialmente denaro circolante. Mi sembra inutile far notare che a parità di denaro circolante i prezzi scendono al crescere della quantità di beni scambiati: se si passa da 10euro per 1 kg di pesce a 10 euro per 3 kg di pesce ovviamente il prezzo è stato diviso per 3! quindi i prezzi sono inversamente proporzionali alla quantità di beni scambiati P=M/B livello di prezzi=moneta circolante/ quantità di beni scambiati |
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Prezzi: velocità di circolazione della moneta
Sinora siamo arrivati a: prezzo=quantità di moneta circolante/quantità di beni scambiati 10euro/2kg = 5 euro/kg ad esempio con un solo momento in cui avviene lo scambio non è possibile che i prezzi aumentino oltre il limite imposto dalla quantità di moneta circolante: se esistono 10 euro circolanti sull'isola non è possibile che venga scambiato 1 kg di pesce a più di 10 euro. però potrebbe succedere che: alle 9 di mattina mario vende mezzo kg di pesce a 10 euro a maria. alle 9 e 10 maria vende 1 kg di pane a mario a 10 euro poi, dato che vogliamo che nella giornata venga comunque scambiata la stessa quantità di beni, alle ore 10 e alle 10 e 10 avviene esattamente quanto era vvenuto alle 9 e alle 9 e 10 così abbiamo sempre la vendita di 1 kg di pesce e di 2 kg di pane, sempre con 10 euro circolanti, ma la vendita è ora spezzettata in 2 momenti e i prezzi sono raddoppiati, il pesce costa 20 euro al kg e il pane 10 euro al kg possiamo spezzettare nella giornata le vendite, possiamo immaginare che in 4 momenti della giornata vengono scambiati 250 g di pesce a 10 euro e 0,5 kg di pane a 10 euro. Ovviamente i prezzi sono quelli del caso iniziale moltiplicati per 4. Quindi i prezzi sono proporzionali a qualcosa che con questo esempio mi verrebbe naturale chiamre "spezzettamento" degli acquisti, ma dato che se si spezza l'acquisto in 4 momenti abbiamo 4 transazioni di moneta in un giorno, diremo che il numero di transazioni in un giorno è la "velocità di circolazione della moneta" e che il livello dei prezzi è proporzionale alla velocità di circolazione della moneta. In realtà non è necessario considerare proprio un giorno, posso considerare il numero di transazioni in una settimana o in un anno e ovviamente anche la quantità di beni scambiati sarà realtiva a quel periodo. Quindi abbiamo trovato che il livello di prezzi è proporzionale alla quantità di denaro circolante e alla velocità di circolazione della moneta ed è inversamente proporzionale alla quantità di beni scambiati. P=M*V/B (Trascuriamo alcune imprecisioni, nel nostro esempio in realtà abbiamo già 2 transazioni se si vendono pane e pesce...) Ecco che i prezzi possono salire se aumenta la velocità di circolazione della moneta e/o se aumenta la moneta circolante e/o se diminuisce la quantità di beni scambiati. |
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Sostituti della moneta
Cercheremo ora di capire che qualsiasi sostituto della moneta tende a far salire i prezzi. Se in una o più transazioni al posto della moneta viene utilizzato altro per effettuare il pagamento, si ha tendenzialemnte un aumento di prezzi. Questo "altro" che sostituisce la moneta può essere qualsiasi cosa, può essere una moneta d'oro, un pezzo d'oro, una pietra preziosa, un altro oggetto, un foglietto di carta con su scritto pagherò, un'azione di un'azienda quotata, un titolo di stato o anche un prodotto derivato...l'uso di qualsiasi cosa al posto della moneta ove sarebbe necessaria la moneta ha potere inflattivo. Torniamo al caso più semplice: alle 9 mario vende 1 kg di pesce a 10 euro e alle 9 e 10 maria vende 2 kg di pane a 10 euro maria alle 9 compra il pesce e mario accetta di venderlo anche a debito, accetta che maria scriva su un foglietto: "pagherò tra 30 giorni 5 euro". Così maria ha in mano il "pagherò" da 5 euro e altri 10 euro reali. E' possibile che con questi 10+5 maria acquisti sempre 1 kg di pesce che quindi costerà 15 euro al kg. mario si troverà in mano quel pagherò e potrà riutilizzarlo a sua volta per pagare maria che gli venderà 2 kg di pane a 10+5 euro in questo caso il pagherò ha causato inflazione. dopo un mese il pagherò scade e i prezzi necessariamente scendono (lasciamo fissi velocità di circolazione della moneta e quantità di beni scambiati) e tornano ai livelli antecedenti all'utilizzo del "pagherò". Quindi in questo caso estremo e ideale l'utilizzo del pagherò ha causato aumento di prezzi destiano a rientrare allo scadere del pagherò, chiaramente se si rinnova il pagherò non si ha nessun calo di prezzi. IL calo dell'indebitamento è causa di deflazione. Possiamo anche immaginare un sistema più realistico in cui il pagherò è usato in maiera personale: maria paga col pagherò e mario lo tiene fermo sino a scadenza quando incasserà, quindi in questo caso l'aumento di prezzi è momentaneo, amenochè non vengano continuamente stampati e utilizzati altri pagherò...si potrebbero fare molte considerazioni su questo, ma a noi basta sapere che tendenzialmente l'acquisto a debito è causa di inflazione e il cessare dell'acquisto a debito e il riborso dei pagherò sono causa di deflazione. Sinora abbiamo quindi detto che un aumento di consumo a debito fa crescere i prezzi, c'è un'altra possibilità: maria stampa il pagherò da 5 euro e possiede quindi 5+10, mario le vende il pesce sempre a 10 euro al kg accettando il pagherò e i soldi, quindi maria acquista 1,5 kg di pesce. mario acquisterà il pane utilizzando 10 euro + 5 (pagherò) e se il pane costa sempre mezzo euro al kg, ne comprerà 1,5 kg in questo caso l'aumento di consumo a debito fa crescere la quantità di beni consumati lasciando invariato il prezzo. Quando dopo 30 giorni il pagherò scadrà o quando diminuirà l'acquisto a debito, ci sarà un calo dei consumi e si tornerà ai consueti consumi: 1 kg di pesce e 2 di pane Abbiamo considerato i 2 casi estremi: acquisto a debito che causa aumento di prezzi e acquisto a debito che causa aumento dei consumi. Nella realtà avvengono un po' entrambe le cose: maria acquista pesce pagandolo 12,5 euro al kg (non 10 e non 15 euro al kg) pagando con 10+5 quindi in un periodo di aumento dell'indebitamento aumentano prezzi e consumi. in realtà la concorrenza tra aziende può limitare molto l'aumento di prezzi "scaricando" l'effetto indebitamento quasi completamente sull'incremento di consumi...il problema è che seguirà un calo e magari pure deflazione. Se in periodi positivi del ciclo economico si ha un incremento del consumo a debito ecco che si avrà un ulteriore aumento di consumi che si sovrappone alla già problematica ciclicità dell'economia e nel periodo negativo si avrà un calo di consumi ancor più marcato e problematico. Anche la deflazione non è un aspeto positivo per chi investe e prima spende e poi incassa. Questo aumento della ciclicità è un aspetto negativo, rende ancor più importanti le crisi da sovraproduzione. Come evitare tutto questo? Non è possibile evitare l'acquisto a debito, le aziende e i venditori che negassero l'acquisto a debito tendenzialmente sparirebbero perchè fallirebbero se tutti gli altri venditori invece concedessero l'acquisto a debito. In realtà sovente nell'acquisto a debito non è detto che sia il venditore a ritardare l'incasso e quindi a prestare, può esserci una finanziaria che concede un vero e proprio prestito, in ogni caso la casa automobilistica o il concessionario che volessero vendere senza accettare pagamenti rateali fallirebbero e cederebbero le loro quote di mercato a chi invece accetta questo tipo di pagamento. Si potrebbe quindi pensare che in un sistema in cui vige la concorrenza certi comportamenti che contribuiscono al causare crisi di sovraproduzione siano inevitabili semplicemente perchè sarà il mercato, sarà la libera concorrenza a far fallire le aziende che non mettano in atto questi comportamenti...che però, se messi in atto da molti, porteranno facilmente a crisi da sovraproduzione. In questo senso si potrebbe dire che le crisi da sovraproduzione accadono necessariamente ed inevitabilmente proprio perchè il libero mercato fa sparire già prima delle crisi quelle aziende che non tengano i comportamenti che promuovono le crisi. Ultima modifica di piof : 12-11-09 alle ore 23:54 |
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altri sostituti della moneta
abbiamo visto l'effetto del foglietto, del pagherò: causa aumenti di consumi e di prezzi destinati a rientrare. Quando consumi e prezzi tendono a rientrare la tentazione di chi gestisce le banche centrali è quella di mantenere quei livelli di prezzi aumentando la moneta circolante (sostituire quel pagherò da 5 euro con 5 euro veri ad esempio) e di mantenere anche quei livelli di consumi addirittura promuovendo un incremento ulteriore del consumo a debito. Se invece del foglietto utilizzassimo una conchiglia, una pietra blu, un pacchetto di azioni, un bot ecc si avrebbero più o meno gli stessi effetti che abbiamo col "pagherò". L'indebitamento privato sia per l'acquisto di immobili, sia per le spese correnti ha raggiunto livelli altissimi soprattutto negli usa e in inghilterra. Un anno fa negli usa, ad inizio crisi sarebbe stato logico attendersi deflazione per riduzione dell'indebitamento e questo è avvenuto in maniera contenuta perchè in realtà l'indebitamento privato non è calato molto e poi perchè è aumentata la quantità di moneta circolante. Ultima modifica di piof : 12-11-09 alle ore 23:57 |
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nell'isoletta notiamo che un aumento di produttività che consenta di produrre più pesce e pane a pari fatica o di produrre altri prodotti porterà a deflazione se non c'è un aumento della velocità di circolazione della moneta.
Si potrebbe quindi pensare che sia comunque logico un livello minimo di aumento della quantità di denaro circolante per evitar deflazione anche in momenti di non crisi. Quando si dice che un aumento della domanda o un altro fenomeno incidono sui prezzi facenodoli aumentare o scendere, si ha sempre il rispetto di questa regola P=M*V/B e magari variazione della quantità di surrogati della moneta utilizzati, se inseriamo questi sostituti della moneta nella variabile M ecco che quella relazione resta sempre valida. Se i prezzi crescono si ha aumento del denaro circolante e/o aumento della velocità di circoalzione della moneta e/o diminuzione dei beni scambiati e/o aumento dell'uso di sostituti della moneta. Nel nostro sistema si ottiene un aumento della quantità di denaro circolante se si riducono i depositi delle banche presso la bacna centrale, se ci si avvicina alla massima moltiplicazione monetaria consentita dal sistema a riserva frazionaria, se la banca centrale acquista direttamente titoli di vario genere e ovviamente se aumenta la quantità di denaro che la banc centrale ha prestato alle banche se una banca centrale accumula dollari e non li usa, li tiene fermi, quello è denaro non circolante, denaro che non contribuisce a determinare il livello di prezzi. |
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Tornando all'inflazione, uno dei problemi del calcolo dovrebbe essere il seguente
Immaginiamo che 10 anni fa il 90% delle persone acquistasse latte di qualità a 1 euro al litro e il 10% delle persone acquistasse latte di scarsa qualità nei discount a 40 centesimi al litro. Ora, passati 10 anni, anche causa crisi e aumenti di prezzi la situazione è questa: il 75% della popolazione acquista latte dei discount a 80 (è raddoppiato!!) centesimi al litro e il 25% della popolazione acquista latte di qualità a 2 euro al litro. Il prezzo del latte è raddoppiato, è evidente, inflazione del 100%...sarà proprio così? Il problema è che dovendo scegliere i panieri coi pesi a seconda dei consumi della gente capita che: 10 anni fa il prezzo medio del latte era 0,9*1+0,1*0,4= 0,94 cioè 94 centesimi al litro ora il prezzo medio del latte è 0,25*2+0,75*0,8= 1,1 cioè 1,1 euro al litro quindi mentre i prezzi del latte raddoppiano l'istat rileva un aumento da 0,94 a 1,1 euro cioè un aumento di 16 centesimi che sono il 17% di 94 L'inflazione è stata del 100% o del 17%? non lo so, decidete voi, io so solo che i prezzi sono raddoppiati e che l'istat certamente mi dirà che invece i prezzi son cresciuti del 17% perchè l'inflazione è stata del 17%...prodigi della statistica Il decrescere del potere d'acquisto porta ad effettuare acquisti di minor qualità su molti prodotti e se i panieri vengono aggiornati succede che: i dati teorici sembrano dire che i prezzi non son quasi creciuti e il potere d'acquisto è stato mantenuto, mentre la realtà è che i prezzi son raddoppiati ed è crollata la qualità della vita. quindi il giornalista in tv ci dirà che dato che gli stipendi sono aumentati del 18% possiamo comprarci le stesse cose di 10 anni fa e addirittura qualcosa di più, invece di dirci che tutto costa il doppio e che ci beviamo del latte che fa schifo La differenza è abissale Ovviamente questo esempio è un po' esagerato, però mi sembra normale che quando i prezzi aumentano più dei salari e c'è crisi avvenga su molti prodotti questo passaggio ad acquisti sempre più economici e di minor qualità causando quanto sopra. Chi fa i panieri e le statistiche non può evitare questi problemi, o fa 2 statistiche, una con i panieri basati sugli acquisti che variano nel tempo o fa dei panieri con sempre gli stessi beni, l'inflazione ufficiale è calcolata col metodo che causa proprio questo errore di sottostima dell'inflazione in periodi di crescita dei prezzi con abbasamento della qualità media acquistata. Se poi aggiungiamo il fatto che gli aumenti dei prezzi delle case degli ultimi 10 anni non entrano nelle statistiche dell'inflazione...forse si può intuire perchè certe statistiche non sono molto utili per descrivere il mondo reale. In realtà il problema non è la statistica, fare studi statistici va benissimo, l'errore è voler attribuire a certi studi dei significati che non hanno necessariamente. |
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Storia
Per secoli l'uso della moneta è stato molto scarso o nullo e gli scambi avvenivano principalmente attraverso il baratto: io ti dò il vaso e tu mi dai il pesce. Questa mancanza di moneta non consentiva il capitalismo e le produzioni erano tipicamente artigianali, incrementare la produzione era faticoso e dispendioso in termini di tempo in maniera più o meno direttamente proporzionale all'aumento di produzione desiderato. Mancavano quindi le crisi da sovraproduzione: per produrre 10 vasi al giorno anzichè 5 l'artigiano doveva lavorare e faticare il doppio, la fatica e il tempo necessari per produrre il singolo prodotto sostanzialmente non scendevano al crescere della produzione. Col baratto era garantito che ad ogni acquisto corrispondesse uno "scambio alla pari", intendo dire che se io dò il pesce e ricevo il vaso entrambi abbiamo già prodotto ricchezza, io ho pescato il pesce e un'altra persona ha prodotto il vaso. L'asimmetria, cioè il ricevere e consumare il pesce senza dare nulla in cambio era molto limitata, era difficile consumare a debito. Potremmo dire che gli scambi col baratto sono sempre simmetrici, c'è sempre una produzione di ricchezza amboleparti prima di un consumo di ricchezza. In questo sistema è molto difficile e scomodo immagazzinare ricchezza, cosa si può accumulare? pesci? dopo 2 giorni puzzano, vasi? per che farne? Quindi perchè produrre di più se si fatica di più in maniera proporzionale ed è difficile accumulare ricchezza? La sovraproduzione non esisteva e l'idea di innovare e di produrre di più erano poco giustificate perchè portavano a vantaggi scarsi...non erano monetizzabili. Con la diffusione della moneta tutto cambia La moneta è scambiabile contro beni in qualsiasi momento. Ottimo, si può accumulare moneta invece che pesci e vasi, il problema dell'accumulare e conservare ricchezza è risolto, ora è conveniente produrre di più perchè si accumuleranno monete non più pesci che dopo 2 giorni puzzano o ingombranti vasi. Ecco che questo è già un elemento che favorisce la ricerca di progresso e l'incremento di produzione, comincia a diventar conveniente aumentare la produttività e innovare per batter la concorrenza. Ma il vero salto è dato dal capitalismo: La produzione capitalistica e non più artigianale è caratterizzata da un imprenditore che investe un capitale per acquistare macchinari e mezzi di produzione che non userà direttamente, ma che farà utilizzare da salariati. La differenza rispetto alle produzioni artigianali è enorme, nelle produzioni artigianali produrre di più significa lavorare e faticare di più in maniera più o meno proporzionale, l'artigiano che fa vasi per farne 10 al giorno anzichè 5 deve lavorare il doppio...il capitalista dovrà solo investire il doppio. La differenza è abissale. Col capitalismo anche i costi di produzione del singolo prodotto tendono a scendere al crescere della produzione. Il poter immagazzinare ricchezza sotto forma di denaro e il poter produrre di più semplicemente investendo di più sono incredibili incentivi all'innovazione tecnica e al progresso, si deve vendere di più, bisogna battere la concorrenza, aumentare la produtività, abbattere i costi di produzione e soprattutto realizzare prodotti sempre migliori. L'innovazione e il progresso diventano mostruosamente legati alla ricchezza, al far soldi. Inventare, scoprire e innovare = arricchirsi Ecco che l'innovazione tecnologica e la ricerca s'impennano, in meno di 100 anni l'uomo fa innovazioni maggiori che nei 3000 anni precedenti...è il capitalismo, è il legare l'innovazione e il produrre meglio e di più all'esser ricchi! Ci si accorge presto che tutto questo ha dei difetti, in particolare il capitalismo (a differenza dalla produzione artigianale) è afflitto da crisi di sovraproduzione che ciclicamente si abbattono sull'economia...crisi di sovraproduzione che sono alleviate o rimandate dall'espandersi dei mercati. Col capitalismo per produrre di più non c'è bisogno di faticare di più, basta investire di più, inoltre i costi unitari di produzione calano al crescere della produzione e l'innovazione tecnologica (automazione e catena di montaggio ad esempio) stessa porta ad aumenti della produzione e a sovraproduzione. E' anche del tutto normale che se è possibile indebitarsi di 100 con una banca per investire quei 100 e incassare poi più di 100 lo si faccia. I capitalisti accumulano soldi e chiaramente li reinvestono, perchè non farlo? chi possiede 100 se crede che investendoli per produrre di più potrà avere un maggior guadagno, lo farà. Non dovrebbe quindi stupire che nascano crisi di sovraproduzione: più si investe e più si guadagna. E così in fasi espansive dell'economia tutto va bene, si investe e si guadagna e forse troppi diventano troppo ottimisti sul futuro delle vendite, non sta scritto da nessuna parte che i consumatori continueranno a comprare e consumare sempre più, anche se i prezzi scendono...in ogni caso per tanti motivi si arriva a crisi di sovraproduzione. E' importante sottolineare che nel capitalismo passa un certo tempo tra il momento in cui si investe e il momento in cui si vende, se così non fosse la sovraproduzione sarebbe quasi impossibile perchè ci si accorgerebbe di giorno in giorno quanto è possibile investire ulteriormente a seconda di come vanno le vendite per adattare la produzione alla richiesta diprodotti. Invece il capitalista investe oggi (e oggi si vendono 10 milioni di bici l'anno a 100 euro l'una) per vendere tra un anno perchè ci vuole un anno per realizzare gli impianti produttivi...però tra un anno si venderanno ancora 10 milioni di bici all'anno a 100 euro l'una?...forse no, anzi prima o poi capiterà che non sia così e nasceranno crisi di sovraproduzione. Se poi durante le crisi di sovraproduzione scende la quantità di moneta circolante e/o i prezzi crollano...sarà anche difficile vendere con profitto, dato che si è investito in tempi di prezzi e costi maggiori. Il capitalismo preferisce una leggera inflazione, magari al 2%...prima vengono gli investimenti e poi le vendite. Si può pensare che l'alternarsi di periodi economicamente positivi a periodi negativi con crisi da sovraproduzione sia qualcosa che accade inevitabilmente e necessariamente. Nei periodi positivi continuare ad investire per abbattere i costi di produzione, per aumentare la produttività, per produrre con meno salariati è una necessità, non è una scelta perchè molto semplicemente le aziende che non lo fanno falliscono e lasciano spazio a quelle che lo fanno. Le crisi di sovraproduzione sono quindi forse inevitabili in un regime di libera concorrenza proprio perchè le aziende che non mettano in atto quegli accorgimenti (aumento della produttività, riduzione degli impiegati e dei costi) che portano alla sovraproduzione falliscono lasciando spazio alle aziende che mettono in atto quegli accorgimenti. Sparisce così buona parte delle produzioni artigianali che mai avrebbero portato a crisi di sovraproduzione e sopravvivono le aziende capitalistiche, sempre più grosse e sempre più in concorrenza e obbligate ad innovare, ridurre il personale e aumentare la produttività e i volumi di produzione per abbattere i costi unitari di produzione...costrette per battere la concorrenza a far qualcosa che se fatto dalla maggior parte delle aziende porterà alla crisi di sovraproduzione...licenziamenti, persone licenziate che smetton di consumare beni, crisi di sovraproduzione che si estende ad altri prodotti...altri licenziamenti e crisi che si avvita. L'abbattimento dei tassi ai quali la banca centrale presta alle banche che poi presteranno ai capitalisti (e purtroppo anche a chi utilizzerà quei soldi presi in prestito per consumi correnti) facilita l'uscita dalla crisi perchè riduce l'interesse che i capitalisti devon pagare alle banche e così diventa possibile vendere i prodotti a prezzi un poco inferiori (dato che il capitalista ha meno spese) e le vendite ripartono, le aziende indebitate che pagan meno interessi riescono magari a non fallire. |
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In realtà il taglio dei tassi tendenzialmente fa crescere la quantità di moneta circolante facendo crescere i prezzi che sono proprio proporzionali alla quantità di moneta circolante (e in realtà non solo a quello...).
Se tutti aggiungessimo uno zero alle banconote e ai nostri conti in banca i prezzi dei prodotti si moltiplicherebbero per 10 e nulla cambierebbe, non ci sarebbe nessuno stimolo all'economia nè incremento dei consumi. Invece se io aggiungo uno zero alle mie banconote e al mio conto ecco che io comprerò molti più prodotti, spenderò di più, comprerei dei prodotti che altrimenti non avrei comprato (e se non lo farò perchè manterrò i miei soldi in banca lo farà qualcun altro a cui la banca presterà i miei soldi)...ecco che quindi se la quantità di denaro aumenta solo per me, allora c'è un effetto benefico sull'economia, c'è un aumento della domanda di beni e un aumento della produzione. Peccato che a questo aumento di domanda e di denaro circolante corrisponda un aumento di prezzi Io che ho appena stampato 50mila euro freschi per me, compro un'auto, una bici e dei petardi che altrimenti non avrei comprato e anche i venditori e i produttori di auto, petardi e bici hanno utili che senza la mia azione di stampa di nuove banconote non avrebbero avuto e anche loro fanno acquisti che non avrebbero fatto senza la mia azione perchè non avrebbero avuto quel guadagno in più...e così si parte da me che sono il primo a trarre giovamento della mia azione e che compro a prezzi contenuti perchè prezzi antecedenti allo "spargersi" del nuovo denaro e allo "spargersi" dell'aumento di domanda...e da me in poi si diffondono il nuovo denaro e l'aumento di domanda e l'inflazione. Chi mi vende bici e petardi sarà lieto della mia azione quasi quanto me e magari lo sarà anche il macellaio da cui il venditore di petardi fa la spesa...chi invece è più lontano dalla fonte di denaro, chi è più lontano da me e da questo diffondersi del nuovo denaro non avrà nessun vantaggio, anzi subirà solo l'inflazione e avrà una perdita di potere d'acquisto che causerà un calo di consumi che equilibrerà i maggiori consumi miei e del venditore di petardi e di bici. Chiaramente ci vuole del tempo: prima c'è un aumento di consumi, poi c'è il calo che riequilibra le cose. In realtà non è proprio così e ci sono altri effetti dell'aumento di massa monetaria che portano comunque in molti casi a vantaggi ( o ad evitare temporaneamente guai peggiori come l'avvitamento di crisi o il credit crunch) o comunque a giustificare certe scelte. Va però sottolineato che un aumento di massa monetaria realizzato in maniera equa (tutti aggiungono uno zero alle banconote e al conto o li moltiplicano per 1,5) non ha nessun impatto sull'economia. L'impatto è dato dal fatto che l'aumento è asimmetrico e avvantaggia alcuni facendo perdere potere d'acquisto ad altri...in pratica gli effetti positivi nascono dopo che una minoranza spende di più o realizza più utili perchè ha rubato ad altri sottraendo a questi altri potere d'acquisto in maniera proporzionale a quanti soldi questi altri hanno risparmiato, a quanti soldi hanno sul conto in banca! In pratica è un po' come prendere soldi dai conti in maniera proporzionale a quanto c'è sui conti e spenderli in consumi...è chiaro che c'è un momentaneo aumento di consumi. Tornando al baratto: col baratto (dò il pesce e ricevo il vaso) c'è sempre una perfetta simmetria, per ricevere ricchezza devo averla prodotta; entrambi i soggetti che partecipano allo scambio hanno già prodotto ricchezza, non è praticamente possibile consumare ricchezza senza produrne. Grazie alla moneta questo diventa possibile: compro un pesce, ma a debito o a rate, lo pagherò tra un mese o tra 10 anni. Ogni acquisto a debito è una promessa di futura produzione di ricchezza, è un'asimmetria: solo uno dei 2 attori dello scambio ha già prodotto, l'altro ha solo promesso e in futuro necessariamente parte della sua ricchezza prodotta sarà utilizzata per ripagare consumi già avvenuti in passato e non sarà disponibile per nuovi acquisti. Nel nostro sistema oltre a poter materialmente acquistare a debito in negozi è pure possibile chiedere prestiti a banche per effettuare acquisti correnti a debito, secondo me questo non è una buona cosa e contribuisce nei periodi migliori dell'economia...contrinuisce a creare bolle di consumi destinate a rientrare...contribuisce alla sovrastima dei consumi futuri e quindi alle future crisi di sovraproduzione. Forse sarebbe meglio se le banche prestassero meno per finanziare consumi correnti...c'è anche chi ipoteca la casa per aver denaro per le spese correnti. Un altro problema è l'espansione della finanza, lo considero un problema perchè troppo sovente la finanza è puro passaggio di denaro dietro al quale non c'è nessuna produzione di beni/servizi e ogni passaggio di denaro da una persona ad un'altra senza produzione di beni-servizi è un fatto negativo e non neutro, è una mancata produzione di ricchezza reale o, se si vuole, una distruzione di ricchezza reale dopo che quel denaro trasferito è stato speso. Le scommesse, la speculazione non sono cose complessivamente neutre. Sono guadagni realizzati senza produzione di ricchezza reale (beni-servizi). Non si produce nulla guadagnado con scommesse o con la borsa, si ha solo una sottrazione di denaro ad altri. L'espansione della finanza fa crescere il numero di persone che vive senza produrre nulla e questo non fa globalmente bene: chi vive di speculazioni, lavorando per 8 ore al giorno per realizzare speculazioni intese come pure scommesse non produce ricchezza reale. Se non avesse quel lavoro speculativo sarebbe invece costretto ad altri lavori nei quali si producono beni/servizi reali. Non è una critica a nessuno nè a nulla, però il diffondersi di professioni che consentono guadagni senza la produzione di beni/servizi reali non è buona cosa per il benessere globale, perchè chi ha quei guadagni poi consuma ricchezza reale, acquista beni e prodotti che altri realizzano, quindi c'è chi consuma senza produrre...da qualche parte ci sarà chi ha perso i soldi, chi ha perso le scommesse e non consumerà 10 pur avendo prodotto 10 col suo lavoro. Quindi globalmente c'è minor ricchezza prodotta a pari lavoro effettuato. Negli ultimi anni le banche hanno sempre più privilegiato le attività speculative fine a se stesse, fatte ovviamente per realizzare utili; le banche sono aziende private (forse ora un po' meno rispetto ad un anno fa) e scommettono con i soldi dei corentisti, sono abbastanza libere di farlo...però lo han fatto sapendo o forse non curandosi del fatto che le scommesse eventualmente da loro perse sarebbero state pagate da altri,...perchè le banche non posson fallire liberamente, sarebbe un disastro. Forse sarebbe meglio se le banche, soprattutto quelle che raccolgono i depositi delle persone tornassero semplicemente a fare le banche (ma forse non lo hanno mai fatto!). Le banche potrebbero tornare ad essere un semplice tramite tra le banche centrali e la gente e le imprese, un intermediario che dovrebbe principalmente ricevere soldi da banche centrali e prestarli a chi vuole investire in attività produttive. Resta e resterà forse sempre irrisolto il problema di come evitare che in periodi con tassi già bassi e non più tagliabili...il problema di come evitare che in periodi di crisi e tassi già bassi la quantità di denaro circolante e la velocità di circolazione calino drammaticamente innescando deflazione e un vero e proprio crollo della circolazione di denaro. In realtà più o meno le soluzioni ci sono, le banche centrali acquistano titoli di stato (che forse potrebbero pure stracciare dato che secondo me non li incasseranno mai) e lo stato spende, ma c'è da chiedersi se e come in futuro le banche presteranno denaro perchè ovviamente non posson farlo se manca la prospettiva di riceverlo indietro. Così sempre più si avranno banche che prestano ancora denaro, ad esempio prestano 1000 perchè sarà realmente probabile che reincassino almeno 1000, ma gli imprenditori e genericamente chi ha ricevuto il prestito dalle banche riuscirà a restituire quel 1000 solo perchè c'è una nuova fonte di denaro fresco che viene immesso nel mondo senza debito presso le banche: lo stato che stampa e spende. E' come avere un artigiano che presta al mondo vasi e poi li rivuole indietro, se presta 100 vasi ne rivuole indietro 100, magari 10 al mese...ecco che se si aggiunge nel mondo una fonte di vasi che ogni mese mette in libera circolazione 1 vaso, sarà più facile restituire quei 10 vasi perchè ne circolano di più. Ora che i tassi sono a zero o quasi e non sono più tagliabili, solo il fatto che esista una nuova fonte di denaro rende possibile, facilita la restituzione alle banche. Prima della crisi le bache prestavano 1000 e chiedevano indietro 1000+interessi e essenzialmente non circolava altro denaro al di fuori di quello messo in circolazione coi prestiti bancari e creato col sistema riserva. Ora si è deciso che lo stato stampa e spende e così c'è più denaro in circolazione ed è più facile restituire alle banche quanto a loro spetta. (in realtà era e sarà ancora proprio una necessità per gli stati avere questa fonte di denaro fresco, non è solo per riattivare la circolazione monetaria ed evitare deflazione). Senza questo denaro in più che vien gettato lì senza che debba esser restituito a banche sarebbe difficile per le banche continuare a prestare perchè avrebbero molte più insolvenze. Parlo di stato che stampa e spende facendo riferimento al fatto che le banche centrali in questi mesi hanno acquistato direttamente titoli di stato. Io credo che nei prossimi decenni diventerà sempre più la norma che le banche centrali acquistino titoli di stato che stracceranno senza mai incassarli. A parte tutte le più ovvie considerazioni su inflazione e gestione della spesa pubblica direi che potrebebro cambiare alcune cose. "Uscirà" e verrà speso (non prestato!) dallo stato del denaro libero da debito (sempre che le banche centrali straccino i tds o li rinnovino), del denaro che prima o poi finirà in banche e sarà prestato da queste banche che incasseranno interessi. Quindi in pratica per certe cose il fatto che lo stato stampi e spenda è per le banche una fonte di denaro da prestare senza che debbano prenderlo in prestito dalla banca centrale...è una fonte di denaro a costo zero che continuerà a circolare in ogni caso. Prima della crisi le banche prendevano in prestito denaro dalle banche centrali e poi lo utilizzavano in vari modi, ad esempio per prestarlo a chi fa un mutuo per acquistar la casa...e così partendo da una banca centrale che stampa e passando attraverso un intermediario (la banca) il denaro andava in circolazione. Dato che affinchè il denaro circoli è necessario che le banche prestino e affinchè prestino è necessario che pensino di ricevere indietro quanto prestato, questo meccanismo non può interrompersi o regredire troppo perchè tutto il denaro (a parte quello che lo stato stampa e spende) circola così e se le banche non mettono in circolazione il denaro si ha deflazione per crollo della circolazione e della quantità di moneta circolante...e la deflazione avrebbe aggravato la crisi... Quindi la banca centrale presta 100 euro alla banca che a sua volta presta i 100 euro a chi fa il mutuo, il costruttore della casa incassa quei 100 euro dall'acquirente che ha fatto l mutuo...e il costruttore della casa versa in banca quei 100 euro proprio sul suo conto. La banca può a seconda di come li usa e rispettando varie regole e limiti...può utilizzare 90 o anche ben oltre 90 di quei 100 euro a seconda dei paesi e delle norme. Ad esempio la banca prende 98 di quei 100 euro che sono sul conto corrente e li presta, 2 euro restano di "riserva". 98 sono prestati a qualcuno che comprerà l'auto proprio a 98 euro, il venditore dell'auto verserà in banca sul suo conto quei 98 euro e la banca presterà nuovamente il 98% di quei 98 euro ad altri ancora che ancora spenderanno e faranno sì che quei soldi tornino ancora in banca. Quindi la banca che riceve 100 dalla banca centrale presta 100 e poi 98 e poi il 98% di 98 e poi il 98% del 98% di 98 e così via Chiaramente se una persona che ha ricevuto i soldi (ad esempio chi ha venduto l'auto incassando i 98 euro) non li versa in banca, ma se li tiene in tasca, il sistema che moltiplica i prestiti si interrompe. in ogni caso si nota che le cifre che la banca può prestare diventano via via più piccole...e anche volendole considerare infinite, la somma di infiniti termini ammette risultato limitato e in questo caso la sommatoria di 100+98% di 100+98% del 98% del 98% di100...converge a 50*100 50 è proprio 100/2 e 2% era la "riserva" Quindi in un sistema a riserva del 2% la banca può prestare sino a 50 volte quanto riceve dalla banca centrale e anche i depositi in banca saranno 100*50 pur esistendo solo 100 euro cartacei se il sistema è a riserva del 4% si ha che 100/4=25 e la banca che riceve 100 dalla banca centrale può prestare sino a 100*25 in questo sistema si parte quindi con 100 euro cartacei, la banca che ha appena ricevuto 100 presta 98, quindi resta in banca 2 di cartaceo, poi quel 98 è rimesso in banca e riprestato al 98%...quindi ad ogni passaggio resta in banca una nuova quantità di danaro cartaceo (è sempre il 2% di tutto il denaro creato) e solo quando questo sarà del tutto sparito dalla circolazione e sarà fermo in banca sarà stata realizzata la massima moltiplicazione monetaria...e sarà anche possibile sostituire parte di quel denaro cartaceo che la banca dovrebbe tenere fermo con denaro virtuale. Chiaramente un po' di denaro cartaceo resta sempre in circolazione e non si realizza mai la massima moltiplicazione monetaria Ultima modifica di piof : 13-11-09 alle ore 00:29 |
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Bolle-Roubini-carry trade: dollaro e borsa
secondo me Roubini centra come pochi altri alcune relazioni essenziali, magari esagerando un po'. Ci si potrebbe chiedere perchè crolli di borsa sono causa di crisi reali, generalmente al massimo possono essere concausa di crisi reali. In realtà qualsiasi bolla, anche non azionaria può esser dannosa per l'economia reale. Generalmente il prezzo di un prodotto è dato dalla sua utilità, diciamo dal benessere che quel prodotto garantisce. Se per me una bici ha un'utilità, mi dà un benessere più o meno pari a quello che mi darebbero gli sci nuovi ecco che attribuirò più o meno lo stesso valore ai 2 prodotti, sarò disposto a spender circa la stessa cifra per acquistarli. Diciamo che quando la gente acquista un bene ad un certo prezzo per l'utilità di quel bene, per il benessere che l'uso di quel bene dà, quel bene ha il suo "giusto prezzo" e non un prezzo di bolla. Se invece io acquisto un bene ad un certo prezzo non per il benessere che l'uso di quel bene mi dà, ma perchè credo che potrò rivendere quel bene ad un prezzo maggiore incassando la differenza, allora quel bene è acquistato a scopo speculativo, nella speranza di trovare chi acquisti ad un prezzo maggiore. Parliamo di beni acquistati nella speranza di rivenderli a prezzi maggiori senza migliorarli nè lavorarli nè offrendo un servizio, mi spiego meglio: è ovvio che chi compra pomodori all'ingrosso e li rivende al mercato ad un prezzo maggiore fa il commerciante e offre un servizio che è il trasporto e distribuzione e non diremo che i pomodori sono in bolla. Una tra le prime bolle della storia è la bolla dei tulipani, nell'olanda del 1600 i bulbi di tulipano vengono scambiati a prezzi via via crescenti. I bulbi vengono acquistati principalmente a scopo speculativo, un singolo bulbo di tulipano arriva a costare più di una casa, i bulbi non sono quindi acquistati per il benessere che può dare un bulbo, ma vengono acquistati nella speranza di rivenderli ad un prezzo maggiore. Il prezzo a cui è conveniente acquistare un bulbo è altissimo, anzi è qualsiasi prezzo...basta che poi lo si rivenda ad un prezzo maggiore. Nelle bolle in fase di gonfiamento, bolle sul mercato azionario o anche nella bolla dei tulipani è possibile che tutti guadagnino e nessuno perda! 100 persone possono oggi acquistare un bulbo o le azioni di tutte le aziende quotate in borsa...e vendere tra qualche giorno. Possono guadagnare tutti e 100, basta che ci siano sufficienti persone disposte ad acquistare ad un prezzo maggiore, ma anche questi nuovi acquirenti possono guadagnare tutti! Basta che dopo un certo tempo arrivino altri compratori che acquistino a prezzi ancor maggiori. E' proprio questa una tra le più belle caratteristiche delle bolle speculative: tutti guadagano e così la bolla si autoalimenta, c'è ottimismo, arrivano nuovi capitali e sempre più persone investono perchè è tutto troppo facile e bello...peccato che la moneta non sia infinita. Il prezzo dei bulbi di tulipano o delle azioni non può crescere all'infinito, è materialmente impossibile. Man mano che il prezzo cresce è necessario investire sempre più denaro per acquistare e il denaro circolante non è infinito. Se una singola azione costa un miliardo...quanto denaro ci vuole per investire in borsa? Ecco che quindi c'è un limite teorico alla crescita dei prezzi dei prodotti in bolla e dei prodotti in genere. Questo limite è un prezzo, è proporzionale alla quantità di moneta circolante (ecco che l'aumento di moneta circolante può favorire bolle, ma soprattutto le può innescare) ed è inversamente proporzionale alla quantità di beni scambiati. Il prezzo di tutte le azioni è fatto dal prezzo a cui son scambiate poche azioni, quindi potremmo immaginare che al crescere dei prezzi delle azioni ad un certo punto si riduca la quantità di azioni scambiate mentre il prezzo sale, potremmo addirittura immaginare che venga scambiata ad un prezzo altissimo una sola azione per ogni azienda quotata...ma oltre non si può andare...lo scoppio delle bolle è quindi qualcosa di certo e inevitabile, non è possibile un infinito aumento dei prezzi perchè richiederebbe una infinita quantità di denaro circolante e/o una infinita riduzione della quantità di beni/azioni scambiate. In questa bolla che si gonfia mentre tutti guadagano è quindi necessario un costante afflusso di denaro nuovo, ci vuol sempre più denaro investito in quei prodotti in bolla. Ecco che quindi tutte le bolle scoppiano inesorabilmente e mentre quando la bolla si gonfiava era possibile che tutti guadagnassero, mentre si sgonfia è possibile che tutti perdano perchè tutti vendono e a prezzi sempre più bassi. Ci si potrebbe chiedere perchè queste bolle possono creare danni reali all'economia, dopotutto le bolle sono solo passaggi di denaro...perchè il crollo dei prezzi dei bulbi di tulipano dovrebbe danneggiare l'economia reale? Qualcuno avrà guadagnato coi bulbi e altri avran perso... In effetti la bolla che scoppia non distrugge neppure ricchezza reale, però quando le bolle scoppiano possono esserci aziende e persone che hanno investito in quei beni in bolla e che falliscono. C'è chi si indebita per investire e non può rimborsare i debiti, i beni che erano in bolla si svalutano e se erano a bilancio in qualche azienda l'azienda può fallire, i beni in bolla possono esser stati usati come garanzia data alla banca in cambio di prestiti...le banche possono ritrovarsi così a ricevere beni svalutati dallo scoppio della bolla anzichè soldi. Possono esserci assicurazioni che avevanbo assicurato crediti e che falliscono... Ecco che quindi in vari modi si passa da bolle che di per sè non distruggono ricchezza e che han causato solo passaggi di denaro...si passa a danni reali all'economia reale, ci sono fallimenti, aziende che chiudono, chi ha investito e perso i soldi consumerà meno e non è detto che chi ha guadagnato compensi con maggiori consumi. Se falliscono aziende spariscono strutture produttive che erano ricchezza reale. Qualsiasi cambiamento repentino di condizioni richiede un adattamento produttivo e organizzativo, ma l'adattamento DEVE avvenire prima che la situazione si avviti, quindi non è scontato che se esiste una condizione di nuovo equilibrio dopo un cambiamento, non è scontato che la si possa raggiungere in tempi sufficientemente brevi per evitare l'avvitamento delel crisi. Lo shock dovuto allo scoppio della bolla, è un momento di discontinuità in cui è possibile che anche i consumi calino in maniera repentina o che i timori convincano gli investitori a non investire nè a produrre...rapidi cambiamenti che fanno male all'economia che fatica ad adattarsi; i produttori, le aziende devono adattarsi alle nuove condizioni, ma non è detto che riescano a farlo senza fallire se i cambiamenti sono troppo rapidi, ecco che possono esserci fallimenti, meno consumi, meno investimenti, disoccupazione e avvitamento della crisi. Però attualmente i problemi e le preoccupazioni principali non sono certo legate a eventuali futuri crolli della borsa, ci sono ben altri problemi nell'economia reale, anzi secondo me un possibile futuro crollo della borsa è una tra le ultime preoccupazioni dei governatori delle banche centrali, prima vengono disoccupazione, debito pubblico, pil, credito alle imprese e circolazione monetaria. Non credo che crolli della borsa causerebbero ora dei disastri. In realtà ci sono anche altri motivi per i quali i governatori delle banche centrali non possono trascurare del tutto la borsa. Ad esempio le notizie positive per l'economia e per la borsa (la crescita del pil usa di pochi giorni fa) generalmente portano un maggior numero di investitori ad investire in mercati a rischio (tanto sta andando tutto bene) chè generalemnte sovraperformano i mercati meno rischiosi. Il dollaro è la valuta più diffusa e utilizzata nel mondo e quando a seguito di notizie positive molti decidono di investire in mercati più rischiosi (russia, brasile, cina ecc) ecco che molti per investire in questi stati cambiano dollari in valuta di questi stati e quindi chiaramente se vendono dollari il dollaro tende a svalutarsi. In occasione di notizie negative capita che molti escano da investimenti a rischio e tornino ad investimenti a minor rischio, ad esempio titoli di stato usa invece che brasiliani e per farlo cambiano valuta brasiliana in dollari...comprano dollari e il dollaro si rafforza...forse preferirei in ogni caso i titoli brasiliani Credo che gli usa in questi mesi desidererebbero un dollaro molto debole per rilanciare l'export e per ridurre le importazioni e quindi il deficit della bilancia commerciale (in realtà la cina mantiene fisso il cambio col dollaro, perciò c'è poco da fare per il deficit di bilancia commerciale con la cina)...gli usa vorrebbero un dollaro debole per rilanciare l'economia, ma vogliono anche evitare di perdere la supremazia e l'influenza finanziaria che hanno nel mondo e vogliono che certi stati continuino ad acquistare titoli di stato usa...e tutte queste ultime cose non vanno d'accordo con un dollaro che s'indebolisce troppo. In molti paesi del mondo e soprattutto nei paesi che hanno un'economia fortemente volta all'export c'è preoccupazione per la svalutazione a cui il dollaro andrebbe naturalmente incontro dato il deficit usa e date le politiche della fed. Nei mesi scorsi mi aspettavo che il dollaro potesse svalutarsi maggiormente arrivando già ad ottobre anche a 1,6 dollari per un euro, invece non è accaduto, è possibile che alcune banche centrali di paesi che vogliono evitare una svalutazione del dollaro (e quindi rivalutazione della propria moneta) abbiano agito per evitare l'ulteriore svalutazione del dollaro...in pratica potrebbro semplicemente aver acquistato dollari da accumulare. Nonostante si parli sempre di fuga dal dollaro io credo che molti paesi soprattuto orientali, ma forse anche il brasile, paesi esportatori continueranno ad accumulare dollari per evitarne o limitarne la svalutazione che danneggia il loro export. Quindi secondo me in questo periodo le notizie economiche positive che portano a svalutazione del dollaro hanno un (piccolo) effetto reale benefico sull'economia usa che è avvantaggiata dal dollaro debole. La borsa che sale porta ad investire cambiando dollari in valute di paesi più a rischio e quindi favorisce la svalutazione del dollaro che fa bene agli usa e favorisce quindi notizie positive per l'economia usa che favoriranno ancora la borsa e la svalutazione. C'è quindi un'interazione positiva tra borsa che sale ed economia reale che migliora e dollaro che si svaluta, son cose che se accadono si favoriscono vicendevolmente...allo stesso modo se accade il contrario c'è sempre interazione che rafforza le 3 cose, ma in direzione opposta. Il debito usa e il deficit degli usa sono però ora sotto osservazione, proprio questa crisi ha reso palese ed esplicito questo problema, è possibile che nei prossimi anni alcuni paesi cambino le loro riserve da dollari ad altre valute...ma solo paesi medio-piccoli posson farlo liberamente senza causare sconvolgimenti e il crollo del dollaro: cina e giappone e anche altri paesi non posson certo farlo senza causare sconvolgimenti che causerebbero probabilmente più danni a loro che agli usa. Forse nei prossimi anni paesi invece più piccoli limiteranno il loro acquisto di dollari e di titoli di stato usa lasciando sulle spalle di pochi grossi paesi il peso dell'acquisto del debito usa e volendo l'accumulo di dollari per evitarne la svalutazione. Anche i tassi a cui le banche centrali prestano denaro causano legami tra borsa e valute. Un investitore italiano o russo o lituano che voglia indebitarsi per investire cercherà chi gli presti denaro ai tassi migliori. Attualmente i tassi usa sono molto bassi, è possibile ottenere prestiti in dollari a tassi molto convenienti, se invece andrete in brasile ove i tassi sono maggiori potrete trovare banche che concederanno prestiti a tassi maggiori. Ecco che quindi è ora possibile indebitarsi in dollari pagando un interesse minimo per poi investire in altri paesi in cui i tassi sono maggiori...anche solo acquistando titoli di stato. Chiaramente in questo sistema si chiedono dollari in prestio e li si cambiano in altre valute per investirli ove più redditizio, quindi si cambiano dollari in altre valute, si vendono dollari e il dollaro si svaluta. Quando la borsa crolla o l'economia va male molti investitori escono dagli investimenti e restituiscono i dollari di cui si erano indebitati, quindi se si erano indebitati in dollari per investire in brasile, ora se voglion dismettere gli investimenti in brasile dovranno uscire dagli investimenti e poi cambiare i real (valuta brasliana) in dollari, infine restituire i dollari e smetter di pagare interessi. Le valute utilizzate per indebitarsi perchè prestate a tassi bassi al fine di investire ove rende maggiormente, sono chiamate valute di carry trade e tendono quindi a rafforzarsi quando la borsa e l'economia vanno male e a indebolirsi se borsa ed economia vanno bene. Questo è quindi un altro legame tra valute e borsa, ora, dopo che per molti anni lo yen è stato la valuta di carry trade più utilizzata (infatti un anno fa ad inizio crisi si è rafforzato in maniera rapidissima per il rientro di investimenti da mezzo mondo)...ora anche il dollaro è valuta usata per il carry trade e ha questo ulteriore legame con la borsa che si sovrappone a quello di cui parlavamo prima e che era legato al rischio e ai mercati che sovraperformano e non ai tassi d'interesse applicati dalla fed. Anche questo legame crea un'interazione positiva con borsa che sale ed economia che migliora, notizie positive e dollaro che s'indebolisce...interazione positiva nel senso che son cose che si favoriscono vicendevolmente. Chiaramente se oggi io mi indebito in dollari e li cambio in euro per investire in europa, mi auguro che il dollaro resti debole e che magari s'indebolisca ancora contro l'euro altrimenti quando dovrò ricomprare dollari per restituirli li pagherò più cari. Da tutto questo derivano le preoccupazioni Roubini, negli ultimi mesi la grande liquidità immessa nei mercati dalla fed e i tassi bassi hanno favorito l'indebitarsi in dollari per investire, la crescita dei valori di azioni, petrolio,oro e materie prime è in parte legata proprio a questa quantità di nuova moneta messa in circolazione dalla fed. Ultima modifica di piof : 13-11-09 alle ore 00:50 |
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Roubini teme però che un bel giorno il carry trade sul dollaro possa fermarsi soprattutto se si teme che il dollaro debba rafforzarsi a breve (alcune banche centrali hanno già alzato i tassi, prima o poi toccherà anche alle altre: alzerà prima la fed o la bce?), dollaro si rafforzerebbe e non sarebbe più così facile e conveniente utilizzare dollari per indebitarsi e investire...un vero peccato data la generosità della fed, la borsa quindi soffrirebbe per il rafforzamento del dollaro e la fine del carry trade sul dollaro. E, come già detto, il rafforzamento del dollaro non sarebbe neppure una buona notizia per l'economia reale americana. Ci sarebbe una corsa alla vendita di asset da parte di chi, indebitatosi in dollari poi cambiati in altra valuta, vede il dollaro rafforzarsi.
Secondo me è significativo notare che in questi mesi sovente sono saliti contemporaneamente borsa, petrolio e oro all'indebolirsi del dollaro, magari in corrispondenza di notizie positive. Forse questo salire assieme di borsa, petrolio e oro è un indizio di una crescita dovuta principalmente alla liquidità nuova immessa, altrimenti difficilmente salirebbero così assieme. Banche, finanziarie e fondi hanno utilizzato la nuova liquidità per investimenti e speculazioni che hanno gonfiato borsa e materie prime creando secondo Ruobini una nuova bolla un po' su tutto...scoppierà quando e se il dollaro si rafforzerà? può darsi...se il dollaro si rafforzerà, dato che in caso di rafforzamento del dollaro tutti coloro i quali si sono indebitati in dollari per investire in altre valute si precipiteranno a restituirli prima che il dollaro si rafforzi ulteriormente e per restituirli dovranno uscire dagli investimenti effettuati, cioè vendere azioni e prodotti d'investimento d'ogni genere facendone crollare il prezzo. Si spera che una seppur timida riipresa reale continui a sostenere le borse. Da quanto scritto potrebbe sembrare meglio anche per noi europei un dollaro debole cha favorirebbe la ripresa usa e di conseguenza la nostra...in realtà il dollaro debole sfavorisce le nostre esportazioni... Chi invece spera in una crescita delle borse secondo me dovrebbe proprio sperare che il dollaro resti debole e che anzi s'indebolisca ancora. Io credo che in ogni caso entro 6 mesi la fed avrà alzato i tassi, presto il dollaro potrebbe non esser più moneta di carry trade lasciando nuovamente allo yen quel ruolo... Ultima modifica di piof : 13-11-09 alle ore 00:51 |
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