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Derivati e banche
questo è un articolo facilmente trovabile su ilsole24ore.it lo riporto comunque qua per facilitare la lettura.
La grande paura è passata. Nessuna implosione del sistema finanziario mondiale. Ma chi bisogna ringraziare per lo scampato pericolo? Sicuramente i Governi che hanno preso sulle spalle (con aiuti pubblici) il fardello delle banche pericolanti; le autorità monetarie che hanno inondato di liquidità il sistema. E quei mercati (dalle Borse ai bond) che si sono messi a correre all'insù. Dalle banche, quelle di Wall Street in particolare, ben poco è arrivato. Almeno in termini di comportamenti. Già dai primi mesi del 2009 il vecchio vizio di fare della speculazione un'arte è riemerso più forte di prima. Lo dicono i bilanci delle big bank americane che hanno ricominciato ad accumulare rischi come niente fosse. Un dato su tutti è quello dell'attività in derivati che, come ha sottolineato Giulio Tremonti nei giorni scorsi, sono in continua crescita. Come se nulla fosse accaduto. Non era proprio la finanza strutturata e la sua inarrestabile ascesa ad aver causato il pericolo del crack sistemico? Evidentemente a Wall Street hanno la memoria corta. Come spiegare altrimenti che per le prime 25 banche Usa il valore nozionale in derivati è salito nella prima parte del 2009 di altri 1.500 miliardi, portando il totale alla stratosferica cifra di 203mila milardi di dollari. Una cifra quasi impronunciabile: 30mila miliardi in più della stagione pre-crisi Lehman, il doppio del 2006 e dieci volte tanto il valore di questi strumenti solo una decina d'anni fa. Ma non è il valore in sé a preoccupare. È il rapporto con le attività delle banche a far tremare i polsi. Quella montagna di strumenti speculativi siede su un attivo complessivo di appena 7.600 miliardi con un rapporto di 26 dollari in derivati per ogni dollaro di attività. E questo è il dato medio. Poi ci sono le reginette del rischio estremo: come Goldman Sachs che ha un rapporto di 300 volte o Jp Morgan che per ogni dollaro di attivo ha in pancia 48 dollari in derivati. Ma non è solo il continuo ricorso a quelle che Warren Buffet ha definito «armi di distruzione di massa» a gettare una luce inquietante. È la modalità con cui i grandi gruppi bancari sono tornati a macinare utili che dovrebbe far riflettere. Come se niente fosse accaduto le Goldman e le Jp Morgan sono tornate a speculare su tassi, valute, cambi con i mercati al rialzo, con ancora molto capitale preso a prestito. Dalla divisione del trading sul reddito fisso la sola Goldman Sachs dovrebbe realizzare oltre 20 miliardi di ricavi contro i 3,7 del 2008. E che dire di Jp Morgan? La divisione banca d'investimento è tornata a far da motore a tutto il gruppo con 6,6 miliardi di utili operativi attesi per il 2009, oltre la metà del totale dei profitti operativi. Ma il rituffarsi nella finanza speculativa ha il rovescio della medaglia: secondo i dati raccolti dalla Federal Reserve è in atto uno swap potente tra l'attività tradizionale di prestito e quella d'investimento. Ebbene mentre prestiti e attivi declinano, aumentano di controcanto l'investimento in prodotti finanziari. Buona cosa (finché dura) per i profitti delle banche di Wall Street, meno bene per Mean Street, l'economia reale abbandonata dalla banche. http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...8-f019027192d1 link sull'esposizione delle banche si direbbe niente di nuovo sotto al sole ma in questo caso forse sarebbe meglio dire che se prima si stava esagerando, adesso si è veramente passati oltre. a mio parere l'unico modo per impedire questo scempio è vietare in tutto il mondo l'utilizzo di derivati o almeno della stra-grande maggioranza di questi, per esempio lasciando fuori opzioni, futures e robe di questo tipo... certo, alla domanda "ma tutti quelli che sono in giro adesso?" alla ovvia coerente risposta, "dovrebbero sparire" non so poi accompagnare una spiegazione convincente del come farlo... proposte? |
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sinceramente non penso che possano continuare a produrre tutta quella carta, potrebbe venire a crearsi una situazione molto peggiore dell'attuale in futuro, in quel caso non ci sarà nessuno in grado di salvare il sistema finanziario...
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