Torna indietro   Forum di Finanzaonline.com > Approfondimenti di Finanza > Macroeconomia

Vai al forum
Rispondi
 
Strumenti discussione Valuta discussione Modalità visualizzazione
Vecchio 05-11-09, 11:41   #1 (permalink)
the micro one
 
L'avatar di microalfa
 
Data registrazione: Sep 2000
Messaggi: 9,391
Popolarità: 42949684
microalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond repute
Etica ed economia

Capire il mondo attraverso le basi delle relazioni interpersonali, con particolare riferimento ai fattori economici, è indispensabile per qualsiasi scelta di vita. Capire che a monte qualsiasi modello socio-economico si fonda su principi etici è fondamentale per dare la giusta prospettiva all'azione umana.
Senza tale base di riferimento che, inalienabile, deve necessariamente accomunare ogni comportamento e conseguente giudizio micro e macroeconomico, la lettura degli eventi intorno a noi risulta zoppa, si scarica su miopi particolari di secondaria importanza il cuore del discorso, avviene una inevitabile confusione nell'interpretazione di cause/effetti, di parametri, di posizioni, di risultati.

Un articolo di Guido Tabellini, dalle pagine del Sole24Ore, sintetizza il concetto etico e la sua concretizzazione.
Anche se viene ripetuto più volte l'aggettivo liberale, consiglierei di leggere il vocabolo più come un requisito genericamente umano che come espressione di una precisa filosofia.
Può esistere, d'altronde, una qualsiasi visione di società senza basi etiche?

In un forum il cui livello qualitativo si abbassa ogni giorno, attraendo sempre meno i partecipanti seri - che infatti si leggono ormai raramente – e imbarcando quantità intollerabili di propaganda e litigiosità da asilo infantile, mi pare opportuna una riflessione di natura etica.
Tutto il resto segue, non precede o prescinde.

........................


Talvolta si pensa che etica ed economia siano due mondi distinti e separati. Non è così.
Non lo è innanzitutto con riferimento al metodo di analisi delle scienze economiche. In base a un popolare stereotipo, le scienze economiche si basano sul presupposto che gli individui massimizzano solo il benessere materiale e pensano solamente al profitto.

In realtà il metodo dell'economia è l'"individualismo metodologico". Esso muove dalla premessa che i fenomeni economici e sociali vanno spiegati a partire dai comportamenti individuali. Per spiegare questi ultimi, dobbiamo presupporre che l'individuo si comporti "in modo appropriato alla situazione". Cioè l'individualismo metodologico e il metodo dell'economia si basano sulla logica situazionale: spiego il comportamento spiegando la situazione.
Ma "in modo appropriato alla situazione" non vuol dire massimizzare il benessere materiale. Al contrario, questo principio è compatibile con qualunque ipotesi sulle motivazioni individuali. In altre parole, non dobbiamo confondere l'individualismo con l'egoismo, così come l'altruismo non va confuso con il collettivismo.

Economia ed etica non sono separate anche in un secondo senso, ancora più rilevante. Come è sottolineato da un'antica tradizione di pensiero liberale, il buon funzionamento di un'economia di mercato e di uno stato di diritto si basano anche su presupposti etici che devono essere condivisi e su un particolare sistema di valori.

Ricordo due idee di questa tradizione.
La prima è l'idea che il rispetto e l'applicazione dei contratti non può fare affidamento solo sulla legge. Occorre anche che gli individui abbiano interiorizzato le norme che governano gli aspetti contrattuali, indipendentemente dal timore delle sanzioni per chi è colto a violare lo spirito o la forma della legge.
Il rispetto per i diritti di proprietà, il mantenimento della parola data e degli impegni presi, il rispetto delle aspettative e delle intenzioni tra le parti contraenti devono discendere anche da un comune sistema di valori, non solo dagli incentivi economici o dal timore di essere sanzionati dalla legge. Senza questi presupposti, un sistema basato sul libero scambio difficilmente potrebbe funzionare.

Una seconda idea è l'importanza dell'etica professionale. Indipendentemente da incentivi e sanzioni, chi svolge determinate professioni ha obblighi e responsabilità anche morali nei confronti della società: il medico nei confronti dei pazienti, l'avvocato verso i clienti o, per ricordare un esempio recente in cui questo principio era evidentemente venuto meno, l'auditor verso i risparmiatori.

Questa tradizione di pensiero liberale trova conferma anche in una recente letteratura empirica in economia e scienze politiche. La storia ci mostra come società e paesi traggano il loro successo anche dal radicamento e dalla diffusione tra i cittadini e nelle istituzioni di queste regole di comportamento e dalla forma che esse assumono. Una distinzione importante a questo proposito è tra norme di moralità limitata o generalizzata.
La moralità limitata applica la nozione di giusto o sbagliato solo a un certo ambito di interazioni sociali: la famiglia, il clan, la comunità a cui si appartiene. Al di fuori di questo ambito, quasi tutto è moralmente permesso. La moralità generalizzata si fonda invece sul presupposto che la nozione di giusto o sbagliato debba valere universalmente, nei confronti di tutti gli individui.

Non sorprendentemente, la diffusione di norme di moralità generalizzata si accompagna alla diffusione di fiducia reciproca tra estranei, e spinge a forme di organizzazione economica, sociale e politica più efficienti e progredite. Un'abbondante e convincente evidenza empirica mostra che dove vi è più fiducia generalizzata le imprese hanno un'organizzazione più decentrata, l'economia di mercato funziona meglio, vi è più senso civico, anche la partecipazione politica è più attenta al bene pubblico piuttosto che agli interessi di parte.
Insomma, numerose ricerche in campo economico e politologico suggeriscono che la diffusione di norme di moralità generalizzata sono un ingrediente centrale per spiegare lo sviluppo economico e il buon funzionamento delle istituzioni.

Tuttavia la tradizione liberale si ferma qui. Essa sottolinea l'importanza di condividere un particolare insieme di regole di comportamento che facilitano la convivenza sociale. Ma si guarda bene dal chiedere che vengano condivisi anche i fini, se non nel senso del principio kantiano, che gli individui devono sempre essere riconosciuti come fini e mai usati come mezzi per raggiungere un altro fine.
Al contrario, nel pensiero liberale l'economia di mercato in uno stato di diritto è molto più di un mezzo per produrre ricchezza e allocare con efficienza risorse scarse. Esso è anche e soprattutto un sistema che consente a ogni individuo di perseguire il suo fine, i suoi obiettivi personali, di autodeterminarsi in linea con il suo particolare sistema di valori.

Possiamo invocare un legame più stretto di così tra etica ed economia, o invocare principi etici più forti, senza rinnegare la visione liberale dell'economia di mercato in uno stato di diritto? In particolare senza correre il rischio di interferire con la libertà individuale di autodeterminarsi? Qual è il ruolo della politica al riguardo? Come evitare che anche la politica diventi occasione di abusi e di sopraffazione, magari nel nome del bene comune, come è avvenuto in passato?

Queste domande entrano in dialettica con l'enciclica papale (Caritas in Veritate - n.d.r.) e aprono un serio e opportuno confronto. Nel rispetto di un altro importante principio caro alla tradizione liberale: che la verità non è manifesta; e che il modo migliore per progredire nella ricerca della verità è cercare di correggere gli errori. Il che richiede un dibattito aperto e critico tra diversi punti di vista.
microalfa non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-11-09, 13:20   #2 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
Popolarità: 42656734
ramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond repute
posso farLe una domanda ?
Lei ritiene che in Italia vi sia sufficiente etica in economia?
e se la risposta è negativa, come purtroppo credo
Le chiedo: una organizzazione che debba agire in un contesto
in cui prevale la non etica, può sopravvivere
rimanendo etica ?
Grazie 1000
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-11-09, 14:13   #3 (permalink)
the micro one
 
L'avatar di microalfa
 
Data registrazione: Sep 2000
Messaggi: 9,391
Popolarità: 42949684
microalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da ramirez Visualizza messaggio
posso farLe una domanda ?
Lei ritiene che in Italia vi sia sufficiente etica in economia?
e se la risposta è negativa, come purtroppo credo
Le chiedo: una organizzazione che debba agire in un contesto
in cui prevale la non etica, può sopravvivere
rimanendo etica ?
Grazie 1000

La Sua domanda, Mr. Piattola , ha poco senso. O almeno un senso distorto che presuppone un'unica risposta derivante dalla necessità di sopravvivenza e non dalla correttezza. Il che non rappresenta pienamente la realtà: si può sempre vivere e prosperare agendo eticamente, anche se esiste intorno a noi una quota notevole di persone che sgarrano.

In linea di massima, una società nel suo insieme può sicuramente vivere senza una base etica di generale comportamento. Solo che vive peggio di quanto potrebbe. Il buon comportamento dei soggetti economici - come scrive Tabellini - possiede un valore aggiunto proprio che si esprime, oltre che in termini squisitamente materiali, in benessere da fiducia, da rispetto, da sicurezza di aver ricambiata sempre e comunque la propria correttezza.
Ossia tutto il motore sociale, ben oliato, gira meglio con maggiore soddisfazione generale.

Il contrario provoca danni superiori al quantificabile dato dalla somma parziale degli impedimenti. Facendo un esempio, gli italiani sono (quasi) tutti detentori di piccoli privilegi di varia natura a cui sono particolarmente attaccati, dalla raccomandazione diffusa allo stato corporativo professionale.
Naturalmente è lampante che il privilegio del singolo non può che essere una minuzia rispetto alla somma degli altrui privilegi, ossia se ricevo 10 per godere del mio piccolo plus, pago contemporaneamente 10.000 per tutti i plus altrui. Matematico ma difficile da far entrare nelle zucche dei nostri concittadini che non capiscono quanto meglio - tutti - si starebbe eliminando queste fonti di malaffare diffuso.
Ossia il grande valore aggiunto di generale comportamento etico.
microalfa non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-11-09, 14:23   #4 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
Popolarità: 42656734
ramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da microalfa Visualizza messaggio
La Sua domanda, Mr. Piattola , ha poco senso. O almeno un senso distorto che presuppone un'unica risposta derivante dalla necessità di sopravvivenza e non dalla correttezza. Il che non rappresenta pienamente la realtà: si può sempre vivere e prosperare agendo eticamente, anche se esiste intorno a noi una quota notevole di persone che sgarrano.

In linea di massima, una società nel suo insieme può sicuramente vivere senza una base etica di generale comportamento. Solo che vive peggio di quanto potrebbe. Il buon comportamento dei soggetti economici - come scrive Tabellini - possiede un valore aggiunto proprio che si esprime, oltre che in termini squisitamente materiali, in benessere da fiducia, da rispetto, da sicurezza di aver ricambiata sempre e comunque la propria correttezza.
Ossia tutto il motore sociale, ben oliato, gira meglio con maggiore soddisfazione generale.

Il contrario provoca danni superiori al quantificabile dato dalla somma parziale degli impedimenti. Facendo un esempio, gli italiani sono (quasi) tutti detentori di piccoli privilegi di varia natura a cui sono particolarmente attaccati, dalla raccomandazione diffusa allo stato corporativo professionale.
Naturalmente è lampante che il privilegio del singolo non può che essere una minuzia rispetto alla somma degli altrui privilegi, ossia se ricevo 10 per godere del mio piccolo plus, pago contemporaneamente 10.000 per tutti i plus altrui. Matematico ma difficile da far entrare nelle zucche dei nostri concittadini che non capiscono quanto meglio - tutti - si starebbe eliminando queste fonti di malaffare diffuso.
Ossia il grande valore aggiunto di generale comportamento etico.
Certo scrivere di come le cose DOVREBBERO ESSERE è utile.
Più utile però è scrivere di come fare per 'restare a galla'
quando le condizioni non sono ottimali.
Forse per quello che vengono pubblicati ogni giorno manuali
che insegnano a 'restare a galla' appunto.

In condizioni ottimali non servirebbe un manuale.
La gente sa che deve fermarsi col rosso e passare col verde.
Gli serve un 'manuale' (o un avvocato) quando fa l'opposto.
.
Tornando al 3d la gente normale, l'imprenditore normale
si scervella per sapere come portare avanti il suo
business in un ambiente privo di etica.
Di consigli del genere ha necessità.
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-11-09, 14:42   #5 (permalink)
the micro one
 
L'avatar di microalfa
 
Data registrazione: Sep 2000
Messaggi: 9,391
Popolarità: 42949684
microalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond reputemicroalfa has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da ramirez Visualizza messaggio
Certo scrivere di come le cose DOVREBBERO ESSERE è utile.
.......

No. Come sono.

Se non vogliamo fare del puro disfattismo sinistrorso, bisogna dire che la maggior parte degli imprenditori, dei managers, degli operatori economici in genere lavora onestamente. Con intelligenza, capacità e lealtà professionale.
Non c'è alcuna necessità esistenziale di uscire dal buon seminato, solo che i bravi non fanno notizia, molta notizia al contrario la fa chi sgarra. Percentualmente in ultraminoranza.

Se non fosse come affermo, non avremmo aziende che prosperano tranquillamente da molti decenni, pur con i normali alti e bassi dei cicli economici. Mentre è ben difficile che attività piratesche sopravvivano per lungo tempo. La storia, prima o poi, dà il suo voto e screma.
Sicuramente.
microalfa non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-11-09, 14:59   #6 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
Popolarità: 42656734
ramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da microalfa Visualizza messaggio
No. Come sono.

Se non vogliamo fare del puro disfattismo sinistrorso, bisogna dire che la maggior parte degli imprenditori, dei managers, degli operatori economici in genere lavora onestamente. Con intelligenza, capacità e lealtà professionale.
Non c'è alcuna necessità esistenziale di uscire dal buon seminato, solo che i bravi non fanno notizia, molta notizia al contrario la fa chi sgarra. Percentualmente in ultraminoranza.

Se non fosse come affermo, non avremmo aziende che prosperano tranquillamente da molti decenni, pur con i normali alti e bassi dei cicli economici. Mentre è ben difficile che attività piratesche sopravvivano per lungo tempo. La storia, prima o poi, dà il suo voto e screma.
Sicuramente.
tutti gli imprenditori che lavorano con la P.A.
l'etica loro e della controparte, temo non sappiano
cosa sia...
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-11-09, 15:15   #7 (permalink)
Member
 
L'avatar di oiggas
 
Data registrazione: Nov 2008
Messaggi: 609
Popolarità: 32917016
oiggas has a reputation beyond reputeoiggas has a reputation beyond reputeoiggas has a reputation beyond reputeoiggas has a reputation beyond reputeoiggas has a reputation beyond reputeoiggas has a reputation beyond reputeoiggas has a reputation beyond reputeoiggas has a reputation beyond reputeoiggas has a reputation beyond reputeoiggas has a reputation beyond reputeoiggas has a reputation beyond repute
Mio padre m'insegnò che una stretta di mano valeva più tanti pezzi di carta bollati.
L'ho visto concludere transazioni in questo modo e sono cresciuto con questa mentalità, concludendo affari allo stesso modo (finché è stato possibile).
La mia parola, per me, è più di un obbligazione; il mio buon nome, più di tante ricchezze che potrei accumulare.

Se siamo arrivati al punto che il malcostume è la base per fare carriera, che la legge è un optional e l'informazione è guidata, mi pare strano che l'articolista si chieda: "Come evitare che anche la politica diventi occasione di abusi e di sopraffazione, magari nel nome del bene comune, come è avvenuto in passato"?

E' possibile che viva già nel futuro?
oiggas non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-11-09, 17:15   #8 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
Popolarità: 42656734
ramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond reputeramirez has a reputation beyond repute
Caro Micro potresti dirmi dove sta l'etica
in comportamenti DIFFUSISSIMI come il seguente
segnalato da politici, economisti, banchieri e imprenditori:
(rivolto al fornitore): Mi spiace, sai, non hanno pagato
la riba ed io non pago la tua...
.
Ho un curioso aneddoto di quando lavoravo in un Cash & Carry (1974)
Passa il rappresentante della Motta o Alemagna e il proprietario
lo porta in un locale. Poi gli mostra i cartoni dei panettoni e gli dice
Vedi quei cartoni ? Tutti panettoni invenduti.
Andato via il rappresentante, mi spiegano che era una manfrina
i cartoni erano vuoti
Perchè ? non era una vera truffa, solo un espediente
per ottenere uno sconto sulla prossima fornitura ...
.
Sarà stato l'unico privo di etica ?
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Rispondi

Segnalibri
Annunci 4wnet

Strumenti discussione
Modalità visualizzazione Valuta questa discussione
Valuta questa discussione:

Regole messaggi
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 00:28.

Powered by vBulletin® versione 3.8.7
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.6.0

Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits
© 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer.