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#1 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 34
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Analisi internazionale sulla cultura finanziaria degli investitori
Salve a tutti,
prima di tutto mi scuso se ho scritto questo topic nella sezione sbagliata... Sto cominciando a lavorare per la mia tesi specialistica in Economia e Finanza, che riguarda esattamente la cultura finanziaria degli investitori! Senza che sto a spiegarvi come ho strutturato specificatamente la tesi, mi dovrò concentrare sull'importanza della cultura finanziaria degli investitori, analizzando lo scenario attuale nei maggiori paesi industrializzati (utilizzando dati empirici), analizzando le conseguenze (ovviamente negative) di una bassa educazione finanziaria ed infine le iniziative a livello internazionale ( stavo pensando dell'importanza del promotore finanziario, la MIFID ecc) per rimediare a questa esigenza che si sta facendo sempre più pressante. Quello che chiedo a voi, gentilmente, che sicuramente siete più esperti di un laureando di Economia, è se potete darmi qualche linea di guida per questa tesi... Alla fine l'educazione finanziaria è un argomento attuale, quindi le fonti sicuramente non mancano... Magari voi però potete darmi qualche dritta (qualche paper da leggere, trattato, links ecc.). Vi ringrazio tantissimo!!! |
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#2 (permalink) |
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the micro one
Data registrazione: Sep 2000
Messaggi: 9,391
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Mi scuso anch'io, Snyder, se ti rispondo in modo anticonvenzionale, ossia non utile alla stesura di una tesi, a meno che tu non abbia la fortuna di avere un docente altrettanto anticonformista, non aggrappato ai canoni classici - e sostanzialmente falsi - da pigri banchieri.
La cultura finanziaria degli investitori è un requisito che non dovrebbe esserci, non dovrebbe nemmeno essere oggetto di discussione, altrimenti promotori consulenti e la miriade di figure professionali e istituzionali dedicate all'intermediazione non si vede proprio cosa dovrebbero fare per guadagnarsi il pane quotidiano. Se al contrario, com'è in realtà, di un minimo di cultura finanziaria l'investitore ha assoluto bisogno per almeno preservare il proprio risparmio, è perché l'offerta di consulenti efficienti risulta molto scarsa e l'offerta di strumenti di investimento altrettanto nebulosa. Quando non piratesca. Ti sembra lecito che un banalissimo fondo di investimento abbia decine di possibili scelte all'interno - dicono per differenziare e soddisfare il soggettivo livello di rischio - lasciando alla casalinga di Voghera di determinare un profilo del quale poco o nulla può capire? Quanti livelli di rischio può mai avere un comune cittadino che desideri solo salvare e incrementare di quel giusto storico i suoi sudati quattrini? Perché mai gli istituti di credito, naturali veicoli di approccio all'investimento per milioni di correntisti, possono avere propri strumenti finanziari da affibbiare facilmente ai clienti? In palese conflitto di interesse. A mio modesto parere l'intera struttura dell'offerta gestionale del risparmio è insufficiente per un semplice motivo: non rischia in proprio. Quando una attività, che vada bene o male, non paga se non in termini di possibile perdita dei clienti, non rischia passivi, allora tutto diventa burocratico e inefficiente, ci si aggrappa a futili benchmark, diventa un giochino da asilo infantile. Quando ci sono interessi diversi da quelli di puri e leali gestori professionali, allora si scaricano facilmente sui piccoli risparmiatori le schifezza del mercato finanziario, come regolarmente accaduto in passato. Chiaro che esistono i Paperoni che possiedono i loro canali preferenziali come il private banking, inavvicinabili dal grande pubblico, e che hanno una forza contrattuale ben diversa potendo esigere un trattamento migliore, ma i piccoli risparmiatori, ai quali ripeto non si può chiedere una cultura fuori luogo, sono in balìa di un mercato del risparmio assolutamente carente. Soprattutto in trasparenza. |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
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gradirei sapere (per capire il post, ovvio)
cos'è un investitore ? e quali conoscenze minime dovrebbe avere un 'investitore' ? Se poi esistessero più categorie di 'investitori' quali conoscenze minime riferite alla singola categoria. |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 34
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Per investitore si intende un cliente medio, che si affaccia al mercato finanziario.... Lo scopo della mia tesi sarà quella di analizzare il grado di "cultura finanziaria" dei maggiori paesi industrializzati... Qualche cosa per quanto riguarda l'Italia l'ho gia trovato (dati empirici trovati su rapporti di Patti Chiari), ora sto cercando qualche altro dato che riguardi gli altri paesi
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#5 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
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Citazione:
Ricordo un art. dell'Economist su 'financial literacy' che citava uno studio australiano che appurava che la 'financial literacy' era ..mooolto scarsa. Poi ne ho visti altri..e sempre inesorabilmente parlavano di f.l. scarsa o peggio. . Io che ho lavorato in banca 30anni nn posso che confermare. Ed anche oggi quando sento parlare amici, conoscenti o cmq ascolto dei discorsi...le cose non son cambiate. La gente di finanza non sa nulla. Il guaio è che spesso non ne sanno nulla (o poco) anche quelli che la finanza..la vendono. . questo settore, per esempio, è sconosciuto al 99% degli esperti.. figuriamoci alla gente comune.. . Options Trading Reaches Another Record Investors bought and sold more equity derivatives to protect their assets and bet on price swings amid the biggest stock rally since the 1930s . il titolo dice tutto: to protect...to bet on price swings.. cosa diavolo di più si può avere... |
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#6 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 584
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a mio modesto parere un buon investitore è quello capace sia di analizzare il bilancio di un'azienda, sia di ricercare informazioni di ampio respiro sulla stampa specializzata e generalista... il tutto, detto in italiano, va tradotto come "scoprire i trend attraverso i media e verificare di persona se le aziende interessate sono salde oppure no".
tutti gli altri sono speculatori, la cui unica speranza è di aver azzeccato la fase in cui i loro acquisti stavano salendo |
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#7 (permalink) |
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kiTaceMuoreOgniVolta
Data registrazione: Nov 2009
Messaggi: 2,615
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ciao,
alcuni già ti stanno dando buoni spunti... 1) il primo passo potrebbe essere la definizione personalizzata di "investitore educato finanziariamente"...raccogli tutte le fonti del caso e poi dai un tocco aggiungendo il tuo punto di vista. Ti consiglio di tarare scientificamente la definizione (es. è informato chi conosce i cct, chi conosce le opzioni). Magari elabora un tuo questionario personale. 2) poi proponi il tuo questionario ad un campione di persone significativo...magari qui nel fol qlc1 sarà disponibile. Potrebbe essere utile così si rimarca la differenza tra la casalinga di voghera e chi di finanza mastica o presume di masticare 3) a livello internazionale dovresti cercare degli agganci o in via diretta (viaggiare, contatti intra/universitari) o virtuali, presso altri fol (magari battezza 5 paesi e fai il confronto su quelli) Diciamo che le fonti sono una base, il succo della tesi dovresti darlo tu...e maggior impegno, maggior voto...poi non so quali sono le tue ambizioni ed i tuoi obiettivi. Se parti da 110 e non ti interessa la ricerca empirica, lascia perdere...se parti da 105 e vuoi il max del voto, questa una possibile strada...se parti da 95 e vuoi chiudere in fretta, magari è meglio limitarsi ad una tesi non sperimentale. cordiali saluti e buon fine anno/inizio 2010 |
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#8 (permalink) |
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Tempus fugit
Data registrazione: Dec 2006
Messaggi: 2,793
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forse un po' fuori tema ma magari utile ....
http://www.finanzaonline.com/forum/s...1#post20959451 ---------------------------- Spunto: direi che potresti valutare l'incidenza di questi due fattori sulla resa dell'investimento finanziario: conoscenza degli strumenti finanziari vs finanza comportamentale |
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#9 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
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quest'articolo dà suggerimenti 'generali' sugli investimenti.
Se va bene (a parte l'inglese) lo capisce lo 0,0001% della popolazione. E non so quanti 'consulenti finanziari' (non alludo a quelli 'private') ci capirebbero qlcs. . digitando su google : Buckets of risk and successful diversification dovrebbe essere visibile..dal FT . Buckets of risk and successful diversification By Robert Jaeger and Cyrus Taraporevala Published: December 30 2009 15:52 | Last updated: December 30 2009 15:52 The talking heads tell us that diversification failed during the recent panic, because “in a crisis all correlations go to 1,” ie., when things go bad everything tanks. This is nonsense: genuine diversification, which includes both “risk assets” and “safety assets,” worked. What failed was ersatz diversification, which diversifies among risky assets but ignores safety assets. In a crisis, the correlation between risk assets and safety assets goes to -1 as investors flee risk to buy safety. In the good old days, asset allocation revolved around three main asset classes: stocks, for long term growth; bonds, for income and safety; and cash, for liquidity. As a multi-decade bull market unfolded, cash and plain-vanilla bonds were disdained as “drags on performance”. The equity portfolio evolved to include everything from developed to frontier markets. The bond portfolio evolved to include an alphabet soup of complex products that investors didn’t fully understand. And the new category of “alternative assets” (private equity, hedge funds, timber, et al), many of which are illiquid, seemed to offer a way to enhance diversification without giving up returns. Early adopters earned super-sized returns from such portfolio strategies in the 1990s-2000s, before the herd arrived − just in time for the slaughter. |
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