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Vecchio 22-10-09, 09:35   #1 (permalink)
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Ma è giusto ? boh

Forse non è proprio macro ma l'argomento è mooolto interessante.
Ma è giusto che sia un giudice a stabilire questi parametri:
di questo passo mi chiedo a cosa servano i politici ?


. Un gruppo di cittadini ha infatti fatto ricorso al Tar

contestando a Citylife l'eccesso di volumetria, la mancanza di adeguati

spazi pubblici (cioe' verde) e la generazione (a piano completato) di

eccessivo traffico.

.

Economia: Citylife al Tar? Assurdo ma legittimo (MF)


MILANO (MF-DJ)--"E' vero, in questo modo ci perdono tutti ed e' un
po'

assurdo che alla fine sia un tribunale amministrativo a decidere la

sorte del quartiere Citylife". Chi parla, spiega MF in un articolo,
e'

Silvio Boccalatte, avvocato dell'Istituto Bruno Leoni, ma anche dottore

di ricerca in Metodi e Tecniche della Formazione e della Valutazione

delle Leggi presso l'Universita' di Genova. Proprio ieri si e' tenuta

l'ultima udienza prima della sentenza, che si attende al massimo entro

tre mesi. Un gruppo di cittadini ha infatti fatto ricorso al Tar

contestando a Citylife l'eccesso di volumetria, la mancanza di adeguati

spazi pubblici (cioe' verde) e la generazione (a piano completato) di

eccessivo traffico. Balza agli occhi che una scelta tipicamente

politica, che riguarda l'interesse della citta' verra' ora presa da un

Tribunale amministrativo
, un ente terzo che quindi finisce per supplire

di fatto (e non e' la prima volta che accade) al ruolo del Comune.

red/vz (END) Dow Jones Newswires October 22, 2009 02:41 ET (06:41 GMT)

Copyright (c) 2009 MF-Dow Jones News Srl.
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Vecchio 22-10-09, 11:13   #2 (permalink)
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credo che queste idee debbano rispettare dei parametri, come appunto il rapporto tra costruito e verde

un po' come i nuovi quartieri costruiti col boom, le concessioni le rilasciano a patto che si facciano anche infrastrutture, spazi verdi, ecc....poi casualmente i lavori si fermano al cemento ed ecco fatto un bel quartiere del nulla
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Vecchio 22-10-09, 11:23   #3 (permalink)
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Ma è giusto che sia un giudice a stabilire questi parametri:
di questo passo mi chiedo a cosa servano i politici ?

[...]

Economia: Citylife al Tar? Assurdo ma legittimo (MF)

Balza agli occhi che una scelta tipicamente

politica, che riguarda l'interesse della citta' verra' ora presa da un

Tribunale amministrativo
, un ente terzo che quindi finisce per supplire

di fatto (e non e' la prima volta che accade) al ruolo del Comune.
il titolo dice tutto "assurdo ma legittimo": condivido pienamente perchè in generale se il Comune non è capace di prendere una decisione allora la Legge deve sopperire tutelando chi eventualmente vi si appella per tale mancanza.
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Vecchio 22-10-09, 11:26   #4 (permalink)
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il titolo dice tutto "assurdo ma legittimo": condivido pienamente perchè in generale se il Comune non è capace di prendere una decisione allora la Legge deve sopperire tutelando chi eventualmente vi si appella per tale mancanza.
ah si ? e con quali criteri un giudice può stabilire
quant'è il traffico sopportabile in una determinata zona ?
E se si scoprisse che in Italia le zone con volume di traffico
maggiore di quanto stabilito dal giudice sono centinaia o migliaia ?
Chiudiamo l'Italia ?
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Vecchio 22-10-09, 11:49   #5 (permalink)
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ah si ? e con quali criteri un giudice può stabilire
quant'è il traffico sopportabile in una determinata zona ?
E se si scoprisse che in Italia le zone con volume di traffico
maggiore di quanto stabilito dal giudice sono centinaia o migliaia ?
Chiudiamo l'Italia ?
chiederà innanzitutto a qualche esperto di urbanistica - al Politecnico ci sono almeno un paio di Professori che ho sentito/letto in varie interviste e hanno le idee molto chiare su cosa fare/non fare, mi riferisco a Boatti e anche a Boeri - e proverà in accordo alla Legge a stabilire l'equilibrio che il Comune non è riuscito a trovare...
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Vecchio 22-10-09, 12:09   #6 (permalink)
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chiederà innanzitutto a qualche esperto di urbanistica - al Politecnico ci sono almeno un paio di Professori che ho sentito/letto in varie interviste e hanno le idee molto chiare su cosa fare/non fare, mi riferisco a Boatti e anche a Boeri - e proverà in accordo alla Legge a stabilire l'equilibrio che il Comune non è riuscito a trovare...
mi stupisco che continui a non capire !!!!!!!
Un grattacielo di 300 e oltre metri.
Non esiste un criterio per costruirlo o non costruirlo..
E' UNA SCELTA !! ma se è una scelta..non esiste..esperto.
Un esperto ti dirà se le fondamenta reggeranno, poi forse
se la sua presenza può provocare questo o quest'altro..
ma alla fine è una scelta i cui motivi non sono eminentemente
scientifici. Se ci fosse un criterio..tutti i grattacieli
sarebbero uguali, perchè in ossequio a quel criterio.
.
aggiungo a modifica:
ovvio che da domani sarà un giudice a decidere
quale sia il percorso della linea 90 o della 91
se la metropolitana farà una fermata in piazza xyx
o in quella abc. Naturalmente deciderò io (dopo azione
legale, ovvio) se i cassonetti dell'immondizia li voglio
vicino a casa mia o a quello dell'antipatico vicino
ecc. ecc.

Ultima modifica di ramirez : 22-10-09 alle ore 12:20
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Vecchio 22-10-09, 12:19   #7 (permalink)
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Scusate ma, senza entrare nel merito di discussioni "politiche", qualsiasi edificazione avviene nell'ambito - e conseguente rispetto - di strumenti urbanistici precisi.

Strumenti, dal Piano Regolatore Generale ai Piani particolareggiati, che sono essenzialmente quantitativi, ossia danno i massimi consentiti di mq., mc., altezze, distanze, verde pubblico e privato, destinazioni, servizi, ecc. per quella determinata area.

Per cui se City Life ha rispettato le norme vigenti secondo le quali ha ottenuto la licenza relativa, ha il pieno diritto di sviluppare il progetto approvato, altrimenti è la stessa divisione urbanistica del Comune di Milano cui compete il controllo del rispetto di quanto costruito.

L'opposizione ad una licenza edilizia approvata non ha senso giuridico.
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Vecchio 22-10-09, 12:19   #8 (permalink)
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mi stupisco che continui a non capire !!!!!!!
Un grattacielo di 300 e oltre metri.
Non esiste un criterio per costruirlo o non costruirlo..
E' UNA SCELTA !! ma se è una scelta..non esiste..esperto.
Un esperto ti dirà se le fondamenta reggeranno, poi forse
se la sua presenza può provocare questo o quest'altro..
ma alla fine è una scelta i cui motivi non sono eminentemente
scientifici. Se ci fosse un criterio..tutti i grattacieli
sarebbero uguali, perchè in ossequio a quel criterio.
Allora, i grattacieli non sono tutti uguali perchè non tutti vengono diciamo 'contestati'... qui invece ci riferiamo ad un progetto 'contestato' e quindi solo in questo caso il Tribunale si dovrà sostituire per manifesta incapacità su quel progetto al Comune...
Poi, l'urbanistica c'entra e come... infatti per esempio da WIKIPEDIA si può legge che:

L'Urbanistica è quella disciplina volta allo studio dei sistemi urbani (e delle loro relazioni territoriali), avvalendosi di analisi interdisciplinari (economiche, sociologiche, statistica demografica, etc.) verso la produzione di quadri e scenari di gestione (regolativa e/o strategica)e progettazione.

Mentre in passato la disciplina urbanistica è nata per programmare, progettare e gestire le nuove espansioni della città, oggi detta scienza si estende all’intero territorio urbanizzato, è in quest’ottica che tematiche come la sostenibilitá (usare le risorse presenti oggi sul territorio in modo da non pregiudicarne l’uso alle prossime generazioni), la pianificazione territoriale, la progettazione ambientale, delle infrastrutture e dei trasporti sono oggi al centro dei nuovi progetti urbani a tutte le scale. Oggi ogni oggetto architettonico dovrebbe essere pensato oltre che al suo interno anche nel contesto urbano che lo circonda oltre che funzionare secondo reti a livello territoriale.
Attraverso il coordinamento dei diversi saperi derivanti da diverse ma correlate discipline quali l’architettura, l’ingegneria, l’ecologia, la sociologia, il diritto e l’economia, l’urbanista studia, programma e progetta scenari passati, presenti e futuri della città oltre che politiche e normative tecniche e legislative, allo scopo di migliorere la qualita urbana (nel senso più ampio) e quindi la vita dei cittadini.
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Vecchio 22-10-09, 12:25   #9 (permalink)
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e l'assessore all'Urbanistica non aveva già concesso
la sua 'licenza' ? Non aveva già fatto le sue valutazioni ?
guarda che ho modificato il precedente post aggiungendo
altri casi sottoponibili ad un giudice..
.

E' vero o non è vero che ci sono scienziati che affermano il
riscaldamento globale ed altri che lo negano ?
A chi darà retta un giudice ?
Se è un verde ai primi se non lo è ai secondi.
E' giustizia o politica ?
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Vecchio 22-10-09, 12:29   #10 (permalink)
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Strumenti, dal Piano Regolatore Generale ai Piani particolareggiati, che sono essenzialmente quantitativi, ossia danno i massimi consentiti di mq., mc., altezze, distanze, verde pubblico e privato, destinazioni, servizi, ecc. per quella determinata area.

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L'opposizione ad una licenza edilizia approvata non ha senso giuridico.
hai perfettamente ragione. Il punto è che io - e credo tutti noi - non conosciamo se i cittadini si sono appellati al Giudice perchè ravvisano un volontario aumento fuori dal consentito della volumetria per esempio (è successo già altre volte, come per esempio quando si è costruito un albergo, ora grazie ad un tribunale venduto come 'dormitorio' alla Bocconi, invece che edilizia residenziale) - e allora hanno ragione - oppure se solo ora si sono accorti che il piano firmato e approvato prevede eccessive volumetrie - e allora hanno torto proprio per le ragioni che dicevi tu e che come dicevo prima condivido.
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