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Vecchio 13-10-09, 09:11   #1 (permalink)
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A Obama fallisce la missione di ricevere pure il Nobel per l'economia!

Oct. 12, 2009, 8:47 a.m. EDT · Recommend (65) · Post:
Obama fails to win Nobel prize in economics
Commentary: Michael Moore, Timothy Geithner also passed over
By MarketWatch


LONDON (MarketWatch) -- In a decision as shocking as Friday's surprise peace prize win, President Obama failed to win the Nobel Memorial Prize in Economic Sciences Monday.

While few observers think Obama has done anything for world peace in the nearly nine months he's been in office, the same clearly can't be said for economics.

The president has worked tirelessly since even before his inauguration to wrest control of the U.S. economy from failed free markets, and the evil CEOs who profit from them, and to turn it over to wise, fair and benevolent bureaucrats.
Obama reacts to Nobel

President Obama says he was surprised and humbled by the honor. Video courtesy of Fox Business News.

From his $787 billion stimulus package, to the cap-and-trade bill, to the seizures of General Motors and Chrysler, to the undead health-care "reform" act, Obama has dominated the U.S., and therefore the global, economy as few figures have in recent years.

Yet the Nobel panel chose instead to award the prize to two obscure academics -- Elinor Ostrom and Oliver Williamson -- one noted for her work on managing collective resources, and the other for his work on transaction costs. See full story on the Nobel winners.

Other surprise losers include celebrity noneconomist and filmmaker Michael Moore; U.S. Treasury Secretary Timothy Geithner; and Larry Summers, head of the U.S. national economic council.

It is unclear whether the president will now refuse his peace prize in protest against the obvious slight to his real achievements this year.

-- Tom Bemis, assistant managing editor
http://www.marketwatch.com/story/oba...ics-2009-10-12


Ahhhh!
Bellissimo questo pezzo sarcastico di MarketWatch!
Birbun non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-10-09, 14:45   #2 (permalink)
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Anche per il Nobel all'economia ha prevalso la "linea morbida"

di Fabrizio Goria 13 Ottobre 2009





Dopo il discusso Nobel per la pace al presidente Usa, Barack Obama, da Stoccolma forse ci si attendeva un altro segnale per il premio all’economia. Non che l’onoreficenza a Elinor Ostrom e Oliver Williamson sia ingiusto ma le previsioni vedevano un altro vincitore, Eugene Fama(*). La linea morbida ha prevalso e forse è mancata la forza di gestire il rischio (per usare termini finanziari) di proclamare un professore come Fama, teorizzatore del mercato efficiente.

Di Ostrom (Indiana University) e Williamson (Berkeley) si conosce il grande apporto nell’economia come scienza sociale, il suo ruolo primigenio anche sotto il profilo etimologico. Soprattutto il secondo, teorizzatore dei costi di transazione dopo l’esperienza di un altro Nobel, Ronald Coase, ha contribuito allo sviluppo dello studio delle imprese nel loro ruolo all’interno della società.

Della prima, invece, si potrà ricordare la ricerca nel campo delle relazioni sociali e dei gruppi d’interesse, uniti al comportamento umano nello sfruttamento delle risorse ambientali e naturali. Due premi che forse vanno visti alla luce della recessione che ci ha colpiti. Dopo Lehman Brothers l’America si è ritrovata a dover combattere una delle sue più grandi paure, quella del crollo del suo potere intrinseco, la finanza.

Due premi che vanno a studiosi americani che hanno saputo studiare il comportamento degli umani in ambito sociale, ma che hanno cercato di rifuggire dall’opinione, ormai consolidata, che molto spesso l’economia è paragonata alla speculazione finanziaria.

Ecco quindi perché nei giorni precedenti l’assegnazione del premio era venuto fuori il nome di Fama, docente di Finanza presso la Chicago University. E, sempre con il beneficio del dubbio, sarebbe stato più adeguato un premio che andasse alla scuola di un altro grandioso Nobel, Milton Friedman, il monetarista che vinse nel 1976. Dopo la vittoria del liberal Paul Krugman l’anno scorso, tanta era l’attenzione rispetto quest’anno. Da una parte la ricerca di una maggior etica nell’economia, dall’altra la consapevolezza che la crisi subprime non è stata causata dagli strumenti finanziari derivati, ma dal loro errato utilizzo. Ecco quindi che la vittoria di Fama avrebbe provocato una presa di coscienza che, dopo il default di oltre 200 banche solo negli Usa, si può benissimo tornare a parlare di finanza senza dover per forza averne paura.

Dopo il Nobel “preventivo” ad Obama, dall’Accademia reale delle scienze di Stoccolma hanno deciso una linea neutra, capace di non generare dibattiti. Questo perché il valore di Ostrom e Williamson è immenso, ma immune da critiche. Al contrario, la scelta di Fama avrebbe fornito materiale per discussioni politico-economiche almeno per settimane. A tal proposito, sarebbe stata curiosa la risposta proprio di Krugman. Ma sarebbe stata suggestiva anche la replica del presidente Obama, dopo mesi di crociata proprio contro hedge fund, banche d’affari e istituzioni finanziarie di Wall Street in generale. Solo George Soros ha definito «strano» premiare Ostrom e Williamson, anche se non «ingiustificato».

Tuttavia, questo non avverrà e il Nobel per l’economia di quest’anno sarà ricordato come un premio dato a due enormi scienziati sociali, ma anche come l’occasione mancata per dare un segnale importante. Non solo sotto il profilo economico, ma politico. Stoccolma ha optato per non andare in contrasto con l’opinione pubblica internazionale, che mal avrebbe digerito la nomina di Fama. Il motivo è da ricercarsi anche nel ruolo del professore di finanza, che è anche direttore di Dimensional Fund Advisors, un fondo che nel 2006 aveva in portafoglio oltre 126 miliardi di dollari. Troppo per l’attuale periodo.



(*) http://papers.ssrn.com/sol3/cf_dev/A...cfm?per_id=998
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