Tremonti: crisi, adesso molto meglio - Pagina 6
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  1. #51
    L'avatar di Lou Cypher
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    Crisi ormai dietro alle spalle...



    » 2009-10-03 10:02
    Fmi, Italia basso potenziale ripresa
    Vicedirettore Fondo ammonisce: portare avanti le riforme

    (ANSA) - ISTANBUL, 3 OTT - L'Italia sconta un basso potenziale di crescita che 'arriva da ben prima questa recessione'.Cosi' Ajaj Chopra dell'Fmi. Per il vice direttore per l'Europa del Fondo negli ultimi 10 anni ''la produttivita' in Italia e' scesa, i redditi sono rimasti stagnanti e si e' allargato il gap di competitivita'''. Per questo motivo il dirigente del Fondo ammonisce che occorre agire ''con piu' forza per portare avanti le riforme'' necessarie.

  2. #52
    L'avatar di Lou Cypher
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    » 2009-10-04 17:25
    Draghi, ripresa lenta e fragile
    Governatore, cruciali nuove regole per la finanza

    (ANSA) - ISTANBUL, 4 OTT - 'La ripresa dopo la crisi sara' molto lenta e fragile, con un livello di disoccupazione in crescita ovunque', avverte Mario Draghi. Il governatore Mario Draghi, presidente del Financial Stability Board, in una conferenza stampa a Istanbul ha aggiunto che 'la recessione in alcune aree si e' fermata. Ci sono dei piccoli segnali di ripresa. Bisogna dissipare l'idea che la finanza continuera' a funzionare come prima. Il mondo e' cambiato e le nuove regole sono un punto cruciale'.

    ____________________________

    «Quello che si deve fare è far rivivere i consumi - ha detto Berlusconi - far tornare tutti al loro stile di vita precedente perché per la maggior parte la gente non ha motivo di modificarli».


    ...Già, con retribuzioni di poco più di 1.000 euro, agli ultimi posti in EU appena sopra al Portogallo...

  3. #53
    L'avatar di microalfa
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    Perché «l'Italia va meglio di quanto si creda»

    di Nino Ciravegna - IlSole24Ore - 6.10.2009


    Ricordate la scandalo del vino al metanolo? Nel 1986 un gruppo di mascalzoni a Narzole (Cuneo) ha causato 22 morti con il vino adulterato e uno scossone all'intero settore vitivinicolo. La crisi, gravissima, avrebbe potuto azzerare un settore che in gran parte vivacchiava sulla quantità, con i vini da taglio per i cru francesi o il famigerato wine-cola. Ma i produttori hanno reagito, pur perdendo pezzi importanti, e il 1986 è ora ricordato come l'anno della rivoluzione qualitativa che ha portato il vino italiano al primo posto nel mondo per export in valore e in quantità. In questo caso la crisi, gravissima anche per il numero dei morti, è servita.

    La crisi attuale farà altrettanto? Il punto più basso della curva produttiva diventerà il punto di partenza di una ripresa con massicce iniezioni di innovazione ed efficienza? Ermete Realacci, presidente di Symbola, non ha dubbi: «Non dobbiamo sprecare la crisi. È difficile, lo so, ma questi mesi di terribile frenata debbono essere utilizzati per cambiare in profondità le aziende».
    Marco Fortis,vicepresidente della Fondazione Edison insiste: «Conosciamo tutti le debolezze italiane, a partire da una burocrazia asfissiante e un elevato tasso di illegalità. Ma troppo spesso siamo portati a sottovalutare i punti di forza del nostro paese. Abbiamo una grande capacità di innovare, un patrimonio storico-artistico invidiabile, una produzione agroalimentare di altissimo livello, modelli di eccellenza grazie ai distretti e alle filiere territoriali». Casi di eccellenza contagiosi per trainare l'economia reale, la seconda a livello europeo, dietro la Germania, nel dopo-crisi. Anzi, secondo Realacci, «a permettere al nostro paese di anticipare la ripresa, come sostiene da mesi l'Ocse».

    I grandi istituti internazionali stanno scoprendo la forza dell'economia reale italiana. Dopo la sbornia finanziaria, madre di tutti i guai attuali. L'indice di competitività Onu-Wto, il Trade performance index, colloca l'Italia al secondo posto, dietro la Germania, nella classifica dei paesi più competitivi nel commercio mondiale.
    E Goldman Sachs, che tre anni fa aveva cinicamente liquidato l'Italia («le rimane il cibo e un po' di calcio»), ha pubblicato un report dal titolo significativo: L'Italia va meglio di quanto si creda. Un cambio di rotta un po' tardivo. Ma salutare, secondo Fortis: «Andare contro, e oltre, la crisi richiede anche un'operazione culturale che accantoni definitivamente tutte le letture che dipingono l'Italia come la grande malata d'Europa».
    Questo il filo conduttore, ricco di ottimistica pur con i piedi per terra di fronte alla Grande Crisi, del secondo rapporto Italia - Geografie del nuovo made in Italy realizzato da Symbola e dalla Fondazione Edison, che sarà presentato domani nel corso di un convegno all'Assolombarda.

    Il nostro paese, sintetizza il rapporto Symbola-Fondazione Edison, ha un patrimonio eccezionale, fatto di piccole e medie imprese, distretti e filiere produttive che va aiutato, rafforzato e liberato da tutti quei freni che hanno impedito di sfruttare fino in fondo le enormi potenzialità del made in Italy. E che sono sempre più insopportabili in questi momenti duri, come evidenziano le testimonianze online degli imprenditori inviate al sito del Sole 24 Ore.
    Ottimismo, dunque. E ripresa trainata-anticipata dai casi di eccellenza, che spesso sfuggono alle statistiche. Per esempio, la ricerca: nelle classifiche internazionali l'Italia è sempre in zona retrocessione per le spese di ricerca e sviluppo.

    Ma non sempre è così: «In Italia - spiega Fortis - nel 2008 si è registrata una netta crescita delle piccole aziende che hanno affrontato la competizione globale incrementando la qualità dei prodotti: il 71% contro una media europea del 64. E queste imprese hanno ottenuto il 12% del fatturato dall'immissione sul mercato di prodotti innovativi, molto meglio di Germania, Spagna e Francia». È la soft-innovation, poca ricerca di base, ma molte novità sul prodotto, sui materiali e sul design (il 14% dei brevetti mondiali sul design tutela made in Italy). «L'Italia è in ginocchio - conclude Realacci - ma non sta affondando e saprà trovare spazi adeguati nel nuovo scenario competitivo mondiale».

  4. #54

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    Citazione Originariamente Scritto da microalfa Visualizza Messaggio
    Perché «l'Italia va meglio di quanto si creda»

    di Nino Ciravegna - IlSole24Ore - 6.10.2009


    Ricordate la scandalo del vino al metanolo? Nel 1986 un gruppo di mascalzoni a Narzole (Cuneo) ha causato 22 morti con il vino adulterato e uno scossone all'intero settore vitivinicolo.
    Certo lo si chiamò scandalo Ciravegna, che l'autore sia parente del pricipale condannato?
    Comunque non cambiò molto e continuano a farlo tutt'oggi, sono solo più accorti.

  5. #55

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    Ma i pagliacci di goldman sachs parlano ancora?
    A questo punto credo che tutta la stampa mondiale sia pilotata e deviata. Altro che Berlusconi che controlla l'informazione.... Il fenomeno mi sembra molto piu' vasto, a carattere internazionale.
    Non e' possibile parlare male/malissimo dell'italia, tirando fuori anche statistiche, e dopo cosi' poco tirare fuori altre statistiche e opinioni diametralmente opposte.

    Non e' serio, non e' professionale tutto cio'.
    Evidentemente ci sono dei tornaconti per tutti, ognuno porta acqua al suo mulino.

    Con una informazione del genere non si capisce un captzo di come sta la realta', e tutti ci muoviamo random. Random nel lavoro, random negli investimenti, random nei risparmi...

  6. #56
    L'avatar di microalfa
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    Citazione Originariamente Scritto da Ryuzaki Visualizza Messaggio
    Ma i pagliacci di goldman sachs parlano ancora?

    ............

    Sai, Ryuzaki, io ho una impressione generale che porta effettivamente a credere in una tenuta relativa dell'Italia. Non in termini assoluti, quindi, ma nel confronto internazionale.

    I giudizi, assai diversi, di GS hanno intanto lo spazio di tre anni. Se pensi a quanto era diverso il mondo pre-crisi del 2006, con tutti i Paesi che crescevano bene o benissimo, tranne il nostro che avanzava al contrario a passi di lumaca, rispetto ad oggi dove l'esplosione finanziaria ha portato i maggiori Stati occidentali alle storiche sofferenze italiche, allora possiamo dire di non aver noi migliorato le aspettative ma di averle peggiorate, e di molto, gli altri.

    Oltre a considerare che l'Italia, o almeno la sua parte produttiva vera, è famosa per sapersi rimboccare le maniche nei periodi bui e tirarsi fuori dai guai, malgrado il soffocamento statale, le inefficienze, gli sprechi, eccetera eccetera, sui quali invece c'è poco da essere ottimisti per il futuro.

  7. #57
    L'avatar di dottoraus
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    Così a livello matematico, terra-terra;

    se pippo guadagna 10 e poi ne perde 10, è in pareggio, ma se beppe guadagna 1 e poi ne perde 9, è in perdita.

    ecco noi siamo beppe, forse oggi abbiamo perso meno, ma partivamo da una condizione peggiore, dire che stiamo meglio degli altri fotografando l'ultimo anno è voler essere (educatamente lo dico) miopi.

    p.s.
    se prendiamo i dati dell'occupazione, debito pubblico, infrastrutture, indice sviluppo umano, libertà di stampa, etc.. e lo compariamo con gli altri paesi forse ci accorgeremo di aver perso 11, ma va beh...
    o che comunque quella crescita negli altri paesi in tutti questi anni ha consentito anche una crescita culturale, politica, infrastrutturale che ora questi paesi si trovano e noi no.
    Cioè partono da una condizione migliore.

  8. #58
    L'avatar di Colbert
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    Tralasciando che gli altri crescevano molto di più di noi grazie alla leva del debito.
    Se ne è già parlato in altre discussioni, depurando l'altrui crescita dalla componente debito questa non è tanto diversa della nostra.

  9. #59
    L'avatar di dottoraus
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    Citazione Originariamente Scritto da Colbert Visualizza Messaggio
    Tralasciando che gli altri crescevano molto di più di noi grazie alla leva del debito.
    Se ne è già parlato in altre discussioni, depurando l'altrui crescita dalla componente debito questa non è tanto diversa della nostra.
    In Italia abbiamo perso circa 600K posti di lavoro in 6 mesi, Francia, Germania hanno fatto peggio dici?

    Le ns infrastrutture sono migliori dici?

  10. #60
    L'avatar di skymap
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    La disoccupazione è un problema in tutta europa, le ns infrastrutture sono decisamente peggiori e poi ci sono immobilismo e ostruzionismi vari ormai cronicizzati ma riusciremo a reggere.

    Sul breve/medio periodo, sul lungo invece la vedo brutta perchè si aggiungeranno problemi demografici che causeranno calo di consumi con tutti gli annessi e connessi del caso.

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