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Vecchio 12-09-09, 12:25   #1 (permalink)
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la cina molla il dollaro

Stando a quanto pubblicato in un documento, la Cina starebbe gradualmente assumendo un atteggiamento circospetto nei confronti della fornitura crescente di dollari, tanto da voler finanziare le nuove iniziative, sopratutto relative alle energie verdi, attraverso diversi tipi di valori quali ad esempio l’oro, l’euro e lo yen.

“Noi confidiamo in un cambio nella politica monetaria statunitense non appena si avranno segnali positivi di crescita”, ha dichiarato Cheng Siwei, ex vicepresidente del Comitato permanente, scrive il The Telegraph.

“Se, al contrario, continueranno a stampare moneta per comprare titoli di Stato”, ha continuato Siwei, “ciò porterà a fenomeni inflazionistici, e dopo un anno o due ci saranno pesanti ricadute sul dollaro. Ad oggi, la maggior parte delle nostre riserve sono in titoli di Stato statunitensi e ciò non cambierà nel prossimo futuro, ma ciò non toglie che potremmo iniziare a diversificare le nostre riserve addizionali comprando euro, yen o altre valute”.

Siwei ha inoltre confermato che la Cina è particolarmente interessata all’acquisto di oro, ma ha puntualizzato che ne comprerà con circospezione per non agitare il mercato.

“Fino a che essi (la Cina) venderanno dollari e compreranno oro, yen o euro, non può che esserci un movimento al ribasso per il dollaro statunitense”, ha scritto Edward Harrison in un rapporto economico su RGE Monitor.

“Non ci si può basare sulle parole di un alto funzionario cinese per comprendere le politiche della Cina”, ha aggiunto, “e Cheng non ha mai detto che i cinesi stanno attivamente diversificando le proprie riserve allontanandosi dal dollaro. Ciò nonostante, sono molti i funzionari cinesi che ormai da diversi mesi si lamentano della linea ribassista del dollaro, per cui sono portato a credere che le loro parole saranno seguite prima o poi da azioni”.

Tuttavia, alcuni sostengono che la Cina abbia già iniziato tale diversificazione.

“Il Commento di Siwei dipinge esattamente ciò che l’osservazione dell’andamento del mercato dell’oro sembra suggerire”, sostiene AmbroseEvans-Pritchard in una edizione del Telegraph. “Ogni volta che c’è un andamento al ribasso dell’oro, entra in gioco una potente forza sconosciuta che acquista”.

“Per lungo tempo gli investitori hanno sospettato che si trattasse della Cina. Successivamente, abbiamo scoperto che Pechino ha in effetti raddoppiato le sue scorte di oro, fino ad arrivare a 1054 tonnellate. Prima il fatto compiuto, poi l’annuncio”.

Il Business Insider ha aggiunto: “sarà un processo lento e il paese non ama comprare in modo massiccio, in quanto distorcerebbe oltremodo il mercato, ma senza dubbio continuerà ad accumulare il prezioso metallo”.

Lunedi scorso i tassi di cambio per l’oro hanno battuto un record di sei mesi, a 995.19 dollari all’oncia, mentre alcune analisti prevedono che esso si apprezzerà fino a superare i 1000 dollari molto presto.

“Il fattore sottostante è sempre il dollaro”, ha dichiarato Dan Smith, un analista della Britannica Standard Chartered Plc, come riporta Bloomberg News. “Se ci sarà una caduta del dollaro, essa potrebbe innescare un forte rialzo dell’oro”.

Domenica scorsa, i presidenti delle banche centrali dei paesi più potenti del mondo, su richiesta degli USA, hanno concordato di rafforzare la struttura degli accordi “Basilea II”. Hanno inoltre deciso di dare più poteri al “supervisore globale” delle imprese finanziarie, con l’intento esplicito di creare un mercato più resistente alle scosse economiche e finanziarie.

La Cina detiene più di 2 trilioni di riserve in dollari statunitensi.

Aggiornamento: a causa delle paure sull'affondamento del dollaro, l'oro ha già superato i 1000 dollari l'oncia

Titolo originale: "Top Chinese official signals move away from dollar "

Fonte: http://rawstory.com
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Vecchio 12-09-09, 12:27   #2 (permalink)
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E’ ormai di dominio pubblico che la Cina sia, di fatto, la banca centrale del mondo detenendo la più grossa fetta delle riserve mondiali di …carta straccia color verde che tutti chiamano dollari!!!

La Cina vanta il più grosso credito della storia nei confronti di un paese: circa 1.000 mld di dollari, una cifra che la mente umana a mala pena riesce ad immaginare. Tutto è cominciato nel 1994 quando i cinesi agganciarono lo yuan al dollaro, ma a ben vedere non è successo niente fino a quando il dollaro, e con esso lo yuan, non ha subito una poderosa svalutazione nei confronti di tutte le valute. Il dollar index, che monitora il dollaro nei confronti della maggiori valute, dal 2002 è in caduta libera (- meno 33% di media conpunte del 60% contro euro!!!) Da quel momento le merci cinesi sono diventate estremamente convenienti ed è esploso il boom cinese.

Gli americani, ma tutto il resto del mondo industriale, si è precipitato a produrre in cina “delocalizzando” e come prevedibile la Cina ha conquistato il mondo. Ora però ovunque si rigiri, il mercato occidentale è un mercato “maturo” per cui si è avuto solo uno spostamento in massa della produzione in Cina, permettendo alle aziende, che hanno cavalcato l’onda cinese, di moltiplicare a dismisura gli utili, ma svuotando velocemente la forza industriale occidentale.

L’impoverimento occidentale non è stato percepito ancora del tutto perché i posti di lavoro persi sono stati, in parte, assorbiti dal boom dei servizi e dell’edilizia e il consumatore medio americano ha potuto mantenere il suo tenore di vita “vendendo a pezzi” alle banche la sua casa con i mutui di liquidità ad un ritmo mai visto che ha portato il debito privato americano a superare abbondantemente il PIL ( per un approfondimento sul debito ). Adesso però anche il coraggioso consumatore che fino ad oggi ha sempre “trangugiato” qualsiasi merce messa sul mercato, sta ansimando: gli ultimi dati sulle vendite di aprile mostrano un disastroso calo del 6% mese su mese, con Walmart, il colosso mondiale delle vendite al dettaglio che ha avuto il peggiore calo da quando esiste ovvero dal 1962.

Ma torniamo alla Cina, attualmente la Bank of China ha creato dal nulla la bellezza di 6.000 miliardi di yuan (circa 900 mld di $) con i quali ha sostituito i dollari in mano alle aziende per evitare che cambiando i dollari sul mercato valutario, lo yuan si rivalutasse ed il dollaro si svalutasse e con tutti questi soldi che ci fanno? Li spendono per migliorare la vita interna del 1,3 mld di persone? Li spendono per creare ricchezza al paese (infrastrutture, assistenza, collegamenti, energia)? Li mettono in circolazione creando inflazione? Niente di tutto questo, la gran parte di tutto questo “tesoro di carta” si è riversato sui mercati finanziari, comprando titoli del debito pubblico americano e azioni in occidente. E’ di pochi giorni fa la notizia che la Cina ha acquistato, ovviamente senza diritto di voto, il 10% (3 mld$) al fondo “squalo” americano Blackstone per fare investimenti in giro per il mondo. Per la cronaca Blackstone è il fondo che ha comprato Gardaland e era in corsa per acquisire Telecom.

In pratica il creditore (la Cina) finanzia il debitore (gli Usa) per permettergli di continuare a comprare e alimentare così l’illusione di ricchezza occidentale. E dove ha trovato tutti quegli yuan con i quali ha cambiato i dollari? Che diamine, li ha semplicemente stampati! In pratica ha duplicato il signoraggio degli stati uniti. Loro stampano dollari per comprare e gli altri stampano altri soldi per mantenere il debitore. Gli imprenditori e le banche conoscono bene il giochetto di colui che, prossimo al fallimento, mette in atto un giro di assegni, pagando i debiti con assegni scoperti e così via fino a quando qualcuno, banche o creditori, non si insospettisce e chiede soldi veri invece degli assegni e allora crolla tutto il castello di “carta”. Qui abbiamo la stessa cosa aumentata all’ennesima potenza dove addirittura il debitore ed il creditore sono d’accordo ed essendo legati a doppio filo l’uno all’altro nessuno ha l’interesse di far fallire l’altro, così il gioco continua e continua, fino a quando il solito granello di sabbia qualsiasi non inceppa il meccanismo apparentemente perfetto. Ad avvantaggiarsi di questo abuso di signoraggio ovviamente sono i neo capitalisti cinesi, ex funzionari di stato oggi plurimiliardari e i vecchi capitalisti, multinazionali e imprenditori occidentali che per primi hanno capito e sfruttato il “giochino”, nonché, come è logico, il sistema bancario nel suo complesso.

A rimetterci, anche questo è ovvio, le persone comuni, i lavoratori di ogni genere, oberati dai debiti in occidente e con paghe da fame in oriente, nuovi schiavi di un dittatore senza volto. Su questi soggetti si regge tutto il peso della costruzione e aumentando, l’informazione, la consapevolezza, come sta accadendo in occidente dove tutti cominciano a essere stanchi di una politica fatta non al servizio dell’uomo, ma degli interessi economici, aumentano le possibilità di uscire dalla prigione del signoraggio, non a caso in Usa il 78% è contrario alla politica di Bush e in Italia è arrivato anche sul dibattito mediatico il malumore della base verso la politica.

Per l’oriente forse il processo di consapevolezza sarà più lento, ma il malcontento dovuto all’inasprimento delle condizioni di vita sta causando disordini tra gli esclusi del boom economico, soprattutto contadini e operai.

Della grande liquidità fino ad oggi ha beneficiato anche l’oro che si è comportato ne più ne meno come i mercati azionari, la differenza ovviamente è che nei mercati azionari si parla sostanzialmente di carta, mentre per l’oro, se viene acquistato oro fisico, si parla di ricchezza concreta.

Attualmente il ciclo semestrale ha girato, come ci aspettavamo, al ribasso. Ora ci si pone un problema legato al fatto di non sapere esattamente quando è partito il ciclo annuale visto che sia a giugno che ad ottobre il metallo giallo ha fatto un minimo pressochè uguale. Secondo l’andamento attuale, si potrebbe azzardare che sia partito ad ottobre e questo verrebbe confermato anche dalla adesione molto fedele alla proiezione (linea rossa)

Questo farebbe pensare ad un minimo nella seconda metà di settembre più o meno intorno ai 560-580 $ l’oncia.

La situazione sul lungo periodo per l’oro è molto positiva anche in virtù delle considerazione sull’economia mondiale fatte sopra e del fatto che adeguando i prezzi del 1980 all’inflazione i prezzi sarebbero di gran lunga molto più elevati. Nel medio periodo, fino al 2009, invece non ci aspettiamo grandi cose dall’oro, a parte forse una spinta da settembre dovuta al nuovo ciclo annuale. Nel 2009 infatti dovrebbe finire il ciclo a 4 anni iniziato nella prima metà del 2005. Ricapitolando, molto bene dal 2009 in poi, mentre benino fino a primavera del 2008 e correzione fino al 2009.

That’s all folks

Pierluigi Paoletti
Fonte: http://www.centrofondi.it/
feticcio non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-09, 13:26   #3 (permalink)
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boiate. sono ormai dieci anni che i nazicomunisti ripetono le stesse cose
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Vecchio 12-09-09, 13:45   #4 (permalink)
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E dove ha trovato tutti quegli yuan con i quali ha cambiato i dollari? Che diamine, li ha semplicemente stampati!

I dollari in mano alla Cina non sono stati comprati stampando yuan , ma sono il corrispettivo dei beni esportati.
Gaudente non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-09, 13:50   #5 (permalink)
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Pierluigi Paoletti
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ma e' quel cialtrone dello scec ....dall'economia del denaro all'economia del donare...come no...del donare a lui
Gaudente non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-09, 18:01   #6 (permalink)
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E dove ha trovato tutti quegli yuan con i quali ha cambiato i dollari? Che diamine, li ha semplicemente stampati!

I dollari in mano alla Cina non sono stati comprati stampando yuan , ma sono il corrispettivo dei beni esportati.
penso intendesse che la cina "stato" ha comprato dalle aziende cinesi i dollari che avevano ottenuto vendendo negli usa, pagandoli con yuan stampati dal nulla (anche se io avevo sentito dire da poco che anche la cina aveva cominciato a emettere bonds)
0rigami non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-09-09, 22:36   #7 (permalink)
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A livello accademico è il classico esempio di economia aperta con tasso di cambio fisso e (tentata) sterilizzazione degli effetti della bilancia dei pagamenti sulla base monetaria


La cina se avesse un tasso di cambio flessibile registrerebbe un'impennata dello stesso per la velocità di crescita che ha e per tanti altri motivi creando non pochi danni al mercato del lavoro interno.. Dunque il regime ha ben pensato di avere un tasso di cambio fisso.

Ma per mantenere un tasso di cambio fisso la cina DEVE sorbirsi tutti gli eccessi di domanda di valuta nazionale e fornire quindi all'estero valuta nazionale (yuan) in cambio di dollari (o altro cmq)

Proprio per questo la cina ha riserve di dollari impressionanti ! Perchè il divaio tra import ed export USA-Cina è altamente IMBARAZZANTE... proprio per la svalutazione fissa dello yuan!!

Quindi i dollari diventano yuan e vanno ad alimentare la base monetaria della cina.. e tramite processo moltiplicatorio va quindi ad aumentare l'offerta di moneta interna.

Anche se la cina tenta di sterilizzare questi effetti vendendo titoli governativi in yuan,in teoria di importo pari al flusso di yuan domandato dall'estero, le ultime aste governative hanno fatto fuffa..(se non erro)
Quindi l'eccesso di offerta di moneta sta provocando inflazione che si riversa sui consumi e investimenti interni.

Ai cinesi potrebbe far comodo sta storia, ma devono anche fare i conti con il resto del mondo che ne subisce le conseguenze!!

Fin quando lo yuan sarà sempre forzatamente sottovalutato, ci sarà una emorragia di dollari verso la cina.. e più dollari entrano nelle riserve cinesi, più il dollaro si svaluta creando non pochi danni alle altre economie mondiali.. in quanto (vedi eurusd) le altre monete si apprezzano sempre di più nei confronti del dollaro creando non pochi problemi a livello di esportazioni !

Naturalmente più il dollaro si svaluta, più i titoli di stato americano che hanno i cinesi diventano carta straccia!

Inoltre essendo le commodities quotate in dollari subiscono lo stesso effetto dei tassi di cambio.. facendo aumentare (ovviamente) il prezzo del petrolio e dell'oro per es.


Quando e se la cina deciderà di levarsi sto cavolo di tasso fisso, l'enorme afflusso di dollari rallenterà di brutto e probabilmente proprio per il surplus accumulato in questi anni ci potrebbe essere anche un de-flusso qualora il tasso di cambio arrivasse a tal punto da rendere i prodotti cinesi paragonabili a quelli di qualsiasi altra nazione (PPP) (Si lo so.. mi piace sognare)

Dunque se il vostro obbiettivo è capire le variazioni sui tassi di cambio/oro, non appena la cina mollerà il dollaro in cambio dell'euro per effettuare gli scambi internazionali , si potrebbe assistere ad un repentino cambio di trend negli attuali mercati valutari in particolare il dollaro tenderà ad apprezzarsi nel lungo periodo proprio per la sua attuale e continua svalutazione quasi forzata, per il "blocco dell'emorragia" attuale, e per l'aumento delle esportazioni che ne potrebbe conseguire..
L'euro invece subirà le conseguenze attuali del dollaro anche perchè la cina tiene il cambio fisso anche con l'euro con le conseguenze spiegate prima. Ossia flusso di euro nelle riserve cinesi con conseguente svalutazione della valuta.

Se le commodities verranno sempre scambiate in dollari il prezzo del petrolio e dell'oro diminuirà (ed anche tanto).. rispettando comunque le variazioni di prezzo fornite dalla domanda/offerta.

Qualora invece venissero quotate in euro non cambierà assolutamente nulla.. a parte il fatto che nell'euro zona vedremo la bilancia dei pagamenti sprofondare verso il deficit più remoto con tutte le conseguenze annesse!!

Tuttavia i titoli americani recupererebbero valore.. quindi chissà che farà la cina?



p.s.

Sono uno studente di economia, dunque tutte le considerazioni che ho fatto sopra , pur essendo concordi ai movimenti del modello IS-LM-BP , sono pur sempre riferite ad un modello di macroeconomia semplificato rispetto alla complessità della realtà.. dunque prendete questo mio post con un pò di leggerezza
Naturalmente non avrei parlato di modello is-lm-bp se non fosse che l'enorme accumulo di riserve è spiegato proprio da questo modello !!
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Vecchio 12-09-09, 23:05   #8 (permalink)
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30 e lode!
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Vecchio 12-09-09, 23:10   #9 (permalink)
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Magari, giorno 16 ho esame di macroeconomia!!
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Vecchio 13-09-09, 04:31   #10 (permalink)
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Fin quando lo yuan sarà sempre forzatamente sottovalutato, ci sarà una emorragia di dollari verso la cina.. e più dollari entrano nelle riserve cinesi, più il dollaro si svaluta creando non pochi danni alle altre economie mondiali..
Ciao eldoc, ho studiato anch'io macroeconomia (in bocca al lupo per l'esame )
ormai tanti anni fa, non mi ricordo i modelli, ma i concetti penso di si.

Non mi convince la frase citata e di conseguenza i ragionamenti collegati.

La continua svalutazione del dollaro non è (secondo me) colpa del cambio fisso dollaro/yuan, e nemmeno dello yuan forzatamente sottovalutato.
Perché se da un lato è vero che favorisce le esportazioni di prodotti cinesi in tutto il mondo, è anche vero che questi vengono pagati in dollari, non solo dagli stati uniti ma da tutti. Quindi le esportazioni cinesi creano domanda di dollari e questo dovrebbe giocare a favore di una rivalutazione del dollaro.

La svalutazione del dollaro è piuttosto colpa della bilancia dei pagamenti americana in negativo,
in parole povere importano di più di quanto esportano, acquistano più obbligazioni ecc. straniere di quante ne vengono acquistate all'estero di americane.

E in parte ciò è dovuto al fatto che la Cina si è stancata della dipendenza dalla valuta americana e sta guardando altri lidi (dal 2000 le sue riserve in oro sono quasi raddoppiate), quindi invece che tenersi tutti i dollari che derivano dalle esportazioni con altri paesi (non solo USA) li vende in cambio di oro, euro, ... ma ancora solo una parte.

Se e quando si deciderà a passare al cambio fisso con altra valuta o passerà al cambio variabile, il dollaro si svaluterà ancora di più, perché nei forzieri delle banche, della banca centrale, e pure negli investimenti dei privati non ci sarà più quel grande bisogno di dollari.

Quindi li venderanno, e aumentando l'offerta di dollari sul mercato internazionale diminuirà il prezzo (svalutazione).

A me sembra corretto così il ragionamento, ti quadra?

Ultima modifica di Verdissimo : 13-09-09 alle ore 04:57
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