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Vecchio 08-09-09, 02:10   #1 (permalink)
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Marco economia: il primo settore economico al mondo

Il primo settore economico al mondo è quello della droga. Interessante no? Il settore più importante dell'economia mondiale è illegale. Ora la domanda è: chi ha vantaggio a tenere illegale la più importante fetta dell'economia?

Cioè a tenerla: prima di controlli e priva di imposizione fiscale.

E non portiamo il discorso, per favore, su: "la droga fa male" Questa tesi lasciamola ai programmi pomeridiani per le casalinghe. Dato che anche i farmaci fanno male, le auto fanno male, i conservanti nei cibi fanno male.

Concentriamoci sul punto macroeconomico: come si può gestire ottimamente quello che è, ripeto, il primo settore dell'economia mondiale.
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Vecchio 08-09-09, 05:25   #2 (permalink)
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Il primo settore economico al mondo è quello della droga. Interessante no? Il settore più importante dell'economia mondiale è illegale. Ora la domanda è: chi ha vantaggio a tenere illegale la più importante fetta dell'economia?

Cioè a tenerla: prima di controlli e priva di imposizione fiscale.

E non portiamo il discorso, per favore, su: "la droga fa male" Questa tesi lasciamola ai programmi pomeridiani per le casalinghe. Dato che anche i farmaci fanno male, le auto fanno male, i conservanti nei cibi fanno male.

Concentriamoci sul punto macroeconomico: come si può gestire ottimamente quello che è, ripeto, il primo settore dell'economia mondiale.
3D da narcotrafficante bannato
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Vecchio 08-09-09, 14:22   #3 (permalink)
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vi siete messi d'accordo? Tassare è meglio che proibire, i conti degli economisti
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Vecchio 08-09-09, 16:22   #4 (permalink)
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Il primo settore economico al mondo è quello della droga....
Concentriamoci sul punto macroeconomico: come si può gestire ottimamente quello che è, ripeto, il primo settore dell'economia mondiale.
Anche prendendo per buona la tua affermazione (ma se un settore e' illegale come si fa a misurarlo ed affermare che addirittura e' il piu' grande ? ) , vorrei farti notare che l'elevato volume di affari delle droghe valutate al dettaglio e' dovuto al proibizionismo stesso che ne dilata a dismisura i costi di produzione e distribuzione. In Cambogia c'e' chi vende la ganja a 1,5$ il grammo http://www.happyhippicambodia.com/ . Se fosse legale in tutto il mondo probabilmente si venderebbe dal fruttivendolo e costerebbe come l'origano.
Ho comunque i miei dubbi che il giro d'affari delle droghe illegali sia superiore a quello dell'edilizia, dei mezzi di trasporto o anche solo della prostituzione e del gioco d'azzardo.
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Vecchio 08-09-09, 20:16   #5 (permalink)
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Anche prendendo per buona la tua affermazione (ma se un settore e' illegale come si fa a misurarlo ed affermare che addirittura e' il piu' grande ? ) , vorrei farti notare che l'elevato volume di affari delle droghe valutate al dettaglio e' dovuto al proibizionismo stesso che ne dilata a dismisura i costi di produzione e distribuzione. In Cambogia c'e' chi vende la ganja a 1,5$ il grammo http://www.happyhippicambodia.com/ . Se fosse legale in tutto il mondo probabilmente si venderebbe dal fruttivendolo e costerebbe come l'origano.
Ho comunque i miei dubbi che il giro d'affari delle droghe illegali sia superiore a quello dell'edilizia, dei mezzi di trasporto o anche solo della prostituzione e del gioco d'azzardo.
Concordo che il giro d'affari sia gonfiato dal proibizionismo. Questo però conferma che il proibizionismo avvantaggia e non scoraggia questa attività

Quindi come portarla alla luce del sole e trarne il massimo beneficio economico generale?

Ultima modifica di ellegus : 08-09-09 alle ore 20:21
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Vecchio 08-09-09, 20:45   #6 (permalink)
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3D da narcotrafficante bannato
al contrario, direi che un narco trafficante, o anche un semplice spacciatore ha tutto l'interesse a mantenere il settore così com'è

altrimenti come ha ben detto Gaudente la droga costerebbe come l'origano
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Vecchio 08-09-09, 21:34   #7 (permalink)
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A questo punto, perché non legalizzare pure la pedofilia, che comunque di soldi ne fa muovere? E non portiamo il discorso, per favore, su: "la pedofilia è un male" Questa tesi lasciamola ai programmi pomeridiani per le casalinghe. Dato che anche i farmaci fanno male, le auto fanno male, i conservanti nei cibi fanno male.
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Vecchio 08-09-09, 22:21   #8 (permalink)
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A questo punto, perché non legalizzare pure la pedofilia,
Con la pedofilia rechi danno a qualcun altro. Con la droga rechi danno solo a te stesso. Paragone che non ha senso, quindi.
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Vecchio 08-09-09, 22:25   #9 (permalink)
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Geopolitica della droga: il mercato mondiale

Di:Costantino Tomasin

Materiali gentilmente forniti da Costantino Tomasin (Tesi 2001)

LE POTENZE NASCENTI.

Il traffico è ovviamente il punto cruciale dell'industria delle droghe illecite. Nel passaggio dalla produzione al consumo si concentra la maggior parte del profitto che questa attività è in grado di creare. Nel far lievitare i prezzi è determinante come nelle economie ufficiali il rischio che i trafficanti corrono in fase soprattutto di distribuzione. In questo capitolo verrà ricostruita una mappa di come questi traffici si svolgono, di quali sono i paesi al centro delle attività illegali e di come il denaro ricavato dai traffici viene immesso nel mercato legale. Gli studi sui quali mi sono basato sono quelli del direttore dell’Osservatorio di geopolitica di Parigi Alain Labrousse e del suo collaboratore Michael Koutozis, autori una ricerca sulle attività mafiose e gli intrecci politici, su quelli di Umberto Santino e Giovanni La Fiura, entrambi studiosi delle attività della mafia italiana ed internazionale autori di un testo che cerca di mettere in luce quello che è la struttura organizzativa della criminalità organizzata, su quelli di Gianluca Ferrara, autore di un recentissimo libro sulle questioni politiche inerenti le droghe con un’analisi dell’evoluzione legislativa italiana in materia e della situazione mondiale attuale, su quelli di Giorgio Pietrostefani le cui ricerche descrivono il sistema di organizzazione delle attività di narcotraffico a livello regionale in fine su quelli dell’ ex vicepresidente della Commissione per le libertà politiche e gli affari interni del Parlamento Europeo Rinaldo Bontempi, autore di un intervento incentrato sui paradisi fiscali nel libro “Droghe:le alternative possibili” antologia curata a Livio Pepino e Massimo Campdedelli per il Gruppo Abele.
Secondo Labrousse e Koutozis dopo anni in cui i canali di scambio privilegiati passavano dalla Turchia e dal Messico si è assistito negli anni '90 ad un cambiamento delle rotte della droga che vede in primo piano i paesi dell'est Europa e quelli africani oltre che i tradizionali produttori-commercializzatori asiatici e americani (cfr.Labrousse Koutozis, 1996). Paese leader nel narcotraffico africano è la Nigeria. La sua tradizionale appartenenza ai Paesi del Commonwealth, secondo Pietrostefani, gli ha permesso di avviare strette relazioni commerciali con il subcontinente indiano (grande produttore) e con il mondo anglosassone consumatore.
Alla fine degli anni '80 si registra un incremento importante nel ruolo di centro strategico e nel 1992 i ritrovamenti di cocaina nell'aeroporto di Lagos sono così rilevanti che le autorità nigeriane sospendono i voli diretti con Rio de Janeiro (cfr.Pietrostefani,1999). Da allora i trafficanti nigeriani sono considerati i principali vettori della droga, spiega Pietrostefani, una vera e propria industria al servizio del commercio dell'eroina e della coca. Essi sono presenti in tutti i punti chiave della produzione e del traffico delle droghe. Grazie a connazionali residenti all'estero, hanno formato clan criminali paragonabili a quelli colombiani, turchi e cinesi. Anche le mafie nigeriane infatti si basano su solidarietà etniche, di clan e di famiglie (cfr.Pietrostefani, 1999). Gli Stati Uniti nel 1995 stimavano nel 50% la quantità di eroina introdotta nel loro paese dai nigeriani, i quali usano invece la Polonia e l'Ungheria come basi da cui introdurre cocaina in Europa. Labrousse e Koutozis descrivono la corruzione interna alla Nigeria come diffusa a tutti i livelli con il National law drug enforcement agency (l'agenzia per la lotta alla droga) che è stato più volte epurato dagli uomini del narcotraffico che vi si erano introdotti.(cfr.Labrousse-Koutozis,1996)
I due autori affermano anche che dopo la caduta della cortina di ferro e la dissoluzione dell’Unione Sovietica anche l'est europeo è stato colonizzato dai trafficanti di droga. Il Mar Nero, il Caucaso e i Balcani offrono nuove rotte al transito dell'eroina proveniente dai paesi della Mezzaluna d'oro. Le antiche vie della seta sono diventate le nuove vie della droga. Particolare rilievo spetta alla Russia asiatica dalla quale è molto facile penetrare in Europa, ma nella quale soprattutto vivono decine e decine di etnie poste a ridosso dei confini degli Stati e che sono perennemente in fuga fornendo un potenziale enorme ai traffici illeciti di ogni tipo (cfr. Labrousse-Koutozis,1996). A fare da collante tra nuovi fornitori e nuovi consumatori, sostengono, vi sono le popolazioni del Caucaso e dei Balcani e non è da escludere che all'origine delle numerose guerre che contraddistinguono queste zone vi sia anche la lotta per il controllo del cosiddetto "oro bianco"(cfr.Labrousse-Koutozis,1996). Anche nei paesi più pacifici comunque, sostiene Ferrara, il mercato è fiorente e le mafie turche e latino-americane hanno approfittato delle privatizzazioni selvagge per creare delle strutture legali di facciata, di certo non ostacolate da forze dell'ordine efficienti e zelanti (cfr.Ferrara,2001). In questo contesto hanno dato vita anche a grosse produzioni di droghe sintetiche e a industrie di riciclaggio del denaro. La Polonia, dice Pietrostefani, è contemporaneamente uno dei paesi più colpiti dalla tossicomania, uno dei più grossi produttori di droghe sintetiche e un crocevia del traffico di cocaina. Il porto di Costanza in Romania è lo scalo marittimo maggiormente utilizzato dove numerose agenzie di viaggio hanno aperto sportelli con i fondi provenienti dalla mafie turche. Dallo sgretolamento della Jugoslavia che aveva per anni costituito un terreno neutro in cui la merce passava abbastanza tranquillamente, un caposaldo importantissimo del narcotraffico lo è diventata l'Albania. Per finanziarsi nella costruzione della “Grande Albania”, l'Uck, la guerriglia albanese operante in Kossovo e in Macedonia, si è finora dedicata prevalentemente al traffico illecito di sigarette, droga e clandestini (cfr.Pietrostefani,1999). Secondo Pietrostefani, le comunità albanesi cresciute dall'esodo del Kossovo e insediatesi in tutta Europa e negli Stati Uniti hanno preso le redini della distribuzione e si contendono il monopolio dei traffici provenienti dal Medio oriente con i turchi. Nel frattempo è stato già siglato un patto con "Cosa nostra" e la Sacra corona unita. Le modalità di trasporto della droga dai porti albanesi (Valona e Durazzo su tutti) è noto. Durante la notte dalle coste albanesi partono decine di gommoni carichi di ogni tipo di merce (dai kalashnikof all'eroina), oltre che di immigrati. e approdano sulle coste adriatiche italiane (pugliesi in particolare). Da qui poi i carichi vengono divisi e preparati per il viaggio successivo verso il Nord Italia e il resto dell'Europa nord-occidentale(cfr.Pietrostefani,1999).
Nel settore delle droghe sintetiche invece il ruolo di leader del mercato Labrousse e Koutozis lo assegnano ad altri paesi dell'Est oltre che all'Olanda dove vi è il maggior centro di smistamento (la "farmacia d'Europa")(cfr.Labrousse-Koutozis,1996). La qualità di produzione migliore è all'est dove vi sono chimici altamente specializzati. Le droghe sintetiche per eccellenza sono Mdma e Mdea che vengono comunemente chiamate ecstasy. Secondo il Consiglio d'Europa sono dopo la cannabis la droga più diffusa in Europa tra i giovani dai 15 e 25 anni (cfr.Labrousse-Koutzois 1996). Un ruolo rilevante è ricoperto dalla Repubblica Ceca che disputa alla Polonia il titolo di secondo produttore dopo l'Olanda. In questo paese la pervitimina, una metamfetamina liquida, sta soppiantando le droghe vegetali. Dai magazzini della ditta Rostokoi maggior produttrice di efedrina a livello mondiale sono scomparsi solo nei primi sei mesi del '94 200 kg di questa sostanza elemento importantissimo nella produzione di droga sintetica. Imprese di stato bulgare producono amfetamine sotto il nome di coptagone e le esportano senza autorizzazione verso Nigeria e golfo Persico o Europa(cfr.Pietrostefani,1999).
Per quel che riguarda l'ex Urss l'Azerbaigjan si è specializzato nella produzione di oppiacei di sintesi. Nel Kazakistan e Kirghizistan cresce naturalmente l'ephedra vulgaris da cui viene estratta l'efedrina. In Lituania tedeschi e olandesi investono in laboratori di produzione.(cfr.Labrousse-Koutozis,1996).
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Vecchio 08-09-09, 22:27   #10 (permalink)
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