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Vecchio 07-09-09, 14:51   #1 (permalink)
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Brunetta

Mi farebbe piacere se mi toglieste una curiosità.
Non ho studiato economia, lo sapete bene, quindi alcuni passaggi a volte faccio fatica a comprenderli.
Se poi tali passaggi provengono da chi non solo ha studiato ma addirittura insegna/insegnava economia, ricoprendo ora la carica di Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, e' giusto cercare di afferrarli, sperando che qualcuno mi spieghi “l'arcano”.
Il Ministro Brunetta, di cui ho seguito l'intervista ad un TG, ha affermato che "la reattività dell'occupazione all'andamento del Pil è vischiosa ed è ritardata di 6 mesi: quando le cose vanno bene l'occupazione reagisce positivamente sei mesi dopo, quando le cose vanno male reagisce negativamente sei mesi dopo. Quindi, mentre oggi possiamo vedere la svolta per il Pil, adesso dobbiamo subire i contraccolpi sull'occupazione che sono propri dell'andamento del Pil di sei mesi fa.
Tutto questo era ampiamente previsto e a questo ritardo dell'occupazione normalmente si risponde con gli ammortizzatori sociali. Quindi non vedo alcuna preoccupazione da questo punto di vista: mentre possiamo vedere la fine del tunnel per quanto riguarda il reddito, la fine del tunnel per l'occupazione la vedremo probabilmente all'inizio del 2010".

Premetto che appena ascoltato l'intervento ho avuto la netta sensazione che mi stava prendendo per i fondelli.
Pero' poi ho pensato che essendo un esperto, parlando da Cernobbio, attorniato dalle meglio menti che il sistema economico mondiale in questo momento esprima in quanto gli e' stata data carta bianca per traghettarci fuori dalla crisi, se avesse detto una cialtronata qualcuno gliela avrebbe fatto notare.
Ora: se ovunque leggo c'è chi scrive che nonostante il meno peggio dei segnali di ripresa dell'economia, la disoccupazione continuerà a salire anche l'anno prossimo minacciando le fondamenta per un rafforzamento di tale ripresa, su quali basi teoriche (o pratiche) il Ministro afferma che fra sei mesi l'occupazione salirà?
Se mi guardo attorno, nella vita reale di tutti i giorni, sei mesi passano in un attimo, e non mi sembra di notare tutta questa grande spinta a produrre nell'incertezza dei pagamenti.
oiggas non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 07-09-09, 15:12   #2 (permalink)
The Horror of
 
L'avatar di Dunwich
 
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L'economia non è la fisica (per quanto anche in fisica si scannano parecchio, da quando si sono messi a cercare gatti neri nelle stanze buie). Sappi che dietro ogni affermazione in ambito economico c'è un dibattito che va avanti da almeno un secolo, e che in genere non esiste un punto di vista neutrale su cui tutti sono unanimemente daccordo. La disoccupazione "lagga" il Pil, questo è innegabile. La macroeconomia a questo punto smette di dare risposte, e ci si deve affidare alla micro, cioé al come le aziende reagiscono al calo della domanda che fronteggiano. Se la disoccupazione è particolarmente profonda, le aziende chiudono, non licenziano soltanto. Questo significa che si verifica un vero e proprio shock al sistema produttivo, creando disoccupazione strutturale. Questa disoccupazione fa sì che il livello della domanda aggregata di medio-lungo periodo sarà in valore assoluto più bassa di quanto non lo fosse in passato (la gente non lavora, non ha i soldi, non compra). La stessa cosa vale dal punto di vista dell'offerta: meno imprese = meno capitale impiegato = meno lavoro impiegato = meno produzione. Te l'ho fatta molto semplice, ma dovrebbe aiutarti a ricostruire il discorso.

Se sai di non sapere, non credere che chi "sa" è in malafede. Brunetta sarà un cialtrone, ma essendo un accademico, quando parla di certe cose sta molto attento a ciò che dice. Non esce MAI dal seminato.
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