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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Aug 2006
Messaggi: 4,078
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la correlazione tra spreco ed evasione
In italia esiste una correlazione, ovviamente taciuta da media e politici, tra spreco ed evasione.
E' un concetto che può non piacere ma è assolutamente indiscutibile. Come nasce la tassazione? la tassazione nasce quando un gruppo di persone decidono di convivere in un villaggio e ognuno apporta qualcosa per la gestione comune di quel villaggio. Se un membro del villaggio vede che ciò che apporta viene sperperato da chi ha il compito di gestirlo può fare due sole cose: cambiare chi gestisce le risorse comuni, oppure cessare di apportare le proprie risorse. In italia non si tratta mai questo concetto: semplicemente perchè non è vantaggioso. Spiegare che buona parte di chi evade lo fa perchè percepisce chiaramente che le risorse che apporta alla comunità vengono sprecate non è utile. Perchè porterebbe alla soluzione che la lotta all'evasione si inizia migliorando l'efficienza dello stato nello sfruttare le risorse che riceve e non nel tentare di ottenerne sempre di nuove. Ultima modifica di ellegus : 27-08-09 alle ore 08:07 |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 97
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Non penso ci sia correlazione tra le due cose. L'evasore evade perchè ne ha la possibilità (le pene sono ridicole, addirittura i grossi evasori contrattano!) e perchè il Italia il senso di nazione non esiste, ognun per sè. Che poi le tasse siano esagerate ed i soldi vengano sprecati è un altro paio di maniche.
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Jul 2003
Messaggi: 14
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L'occasione rende l'uomo ladro. |
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#4 (permalink) | |
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Data registrazione: Apr 2008
Messaggi: 444
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#5 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jan 2002
Messaggi: 2,455
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Citazione:
Solo in parte..... ----------------- FONTE: http://www.wallstreetitalia.com/arti...?art_id=773335 AGNELLI: 15 CONTI ESTERI E VILLA SVIZZERA di Mario Gerevini Società off-shore, fondazioni e trust dove e' stata generata la liquidita' extracontabile dell'eredita'. La memoria legale della figlia dell’Avvocato Margherita, per inchiodare Gabetti e Grande Stevens. Che c'entra Dino Baggio? La madre Marella? «Invece di dar man forte ai tre ge*stori del patrimonio del Senatore Agnelli, avrebbe tutto l’interesse a far luce sull’effettivo patrimonio ereditario». Gianluigi Gabetti? «Il ruolo di amministratore del patrimonio per*sonale del Senatore Giovanni emer*ge in modo ancora più evidente per le società off-shore, le fondazioni e i trust in cui il Senatore era l’unico socio o beneficiario». Il presunto «tesoro» nascosto? «Margherita Agnelli de Pahlen è riu*scita ad individuare alcune opera*zioni societarie (l’Opa Exor del 1998, la scomparsa dei fondi della Fiat del 1995) che potrebbero aver generato della liquidità gestita dai tre convenuti (Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron, ndr) nell’interesse del Senatore Gio*vanni Agnelli; l’attrice ha anche in*dividuato società, fondazioni, e trust, di cui si è fornita la lista, e im*mobili che non sono stati divisi con l’altra co-erede». Ecco l’ultimo atto giudiziario, cioè la memoria conclusiva presen*tata dai legali della figlia dell’Avvo*cato a fine giugno al Tribunale di Torino. È la sintesi di due anni di conflitto. Il tribunale Il giudice Brunella Rosso ha re*spinto, dichiarandoli inammissibi*li, documenti e testimonianze che Margherita era pronta a produrre a sostegno delle sue tesi. Un punto, importantissimo, dal punto di vi*sta procedurale e sostanziale, a fa*vore di Gabetti, manager storico della famiglia, Franzo Grande Ste*vens, Siegfried Maron e della ma*dre Marella Agnelli. Dunque la verità sulla successio*ne dell’Avvocato si conoscerà dav*vero il 12 novembre, data fissata per la prossima udienza? Sapremo se il giudice ritiene Gabetti & C. ef*fettivi gestori del patrimonio perso*nale dell’Avvocato e dunque se Mar*gherita ha diritto oppure no a rice*vere un dettagliato rendiconto, do*po sei anni. Sarà dunque una verità parziale. Holding e fisco Infatti c’è l’altra questione, sep*pure collegata: la mappatura del*l’ «Agnelli off-shore», ovvero il si*stema di holding estere che custodi*va buona parte del patrimonio del*l’ex presidente Fiat. L’Agenzia delle Entrate ha avviato un’indagine, la Guardia di Finanza già da tempo aveva raccolto ampio materiale. La verità da appurare, in questo caso, è se c’è stata violazione della nor*mativa fiscale. Le eventuali sanzio*ni, in linea teorica, potrebbero esse*re superiori al valore stesso dell’ere*dità, pari a circa 2 miliardi secondo alcuni calcoli ufficiosi. «I 15 conti bancari» Seguendo tracce e indizi conte*nuti in atti giudiziari e investigati*vi, si fa qualche interessante scoper*ta. Per esempio i legali di Margheri*ta in una memoria ipotizzano espli*citamente l’esistenza di rilevanti di*sponibilità estere «extracontabili» del padre, frutto di operazioni fi*nanziarie. E 15 conti bancari sarebbero sta*ti riconducibili all’ex numero uno del gruppo Fiat: 8 in istituti svizze*ri, 2 in Italia e il resto tra Canada, Francia, Olanda, Lussemburgo e Liechtenstein. Gli schermi fiduciari? Utilizzati, per «proteggere ... una parte del pa*trimonio ... dai rischi fiscali valuta*ri». Insomma Margherita fa un as*sist alla Baggio (Roberto, ex calcia*tore) a favore del fisco italiano, as*sist di cui ancora non è chiara la na*tura: dolosa, colposa o preterinten*zionale? Baggio e il «prestaconto» A proposito di Baggio (l’altro Baggio, Dino, ex di Juventus e mez*za serie A) forse qualcuno ricorda il trasferimento nel 1991 del media*no dal Torino di Gian Mauro Borsa*no alla Juve (via Inter). Costo del*l’operazione 9 miliardi di lire, di cui la metà pagati in nero su un conto svizzero di Borsano, assistito per l’occasione da Franzo Grande Stevens. Scoppia «Piedi Puliti» (caso Len*tini ecc...), la procura di Torino inda*ga: fondi neri alla Juve? No, Gianni Agnelli garantisce: ci ho messo sol*di miei. Quattro miliardi «svizze*ri », donazione personale. Lo testimonia davanti ai magi*strati (gli stessi che poi indagheran*no sui bilanci Fiat) l’avvocato Hans Rudolf Staiger secondo il quale i soldi del patrimonio privato della famiglia Agnelli sono transitati sul suo conto corrente di una banca a Zurigo. Finisce lì, questione archi*viata, anche sui miliardi svizzeri di Agnelli. Mister Staiger Ma Staiger il «prestaconto»? Non è uno qualsiasi. Alcune finanziarie della famiglia torinese hanno avu*to sede nel suo studio a Zurigo; ha lavorato fianco a fianco con Sieg*fried Maron; è stato amministrato*re della lussemburghese Pons Fi*nance (uno dei pochi soci «coper*ti » dell’accomandita di famiglia); ha amministrato finanziarie in para*disi fiscali su cui, secondo Marghe*rita, è transitata una parte del patri*monio riconducibile al padre, forse anche il miliardo e mezzo dell’Opa Exor che si sa*rebbe perso in mille rivoli ma sotto il controllo e la regia, appun*to, di Staiger e Maron. La casa di Marella Tale è il carico di diffidenza ac*cumulato che a un certo punto Margherita dubita di alcune pro*prietà immobiliari della madre, per*fino della villa di St. Moritz. Lo avrebbero scritto i suoi avvocati, la*sciando intendere che le case sareb*bero state intestate fiduciariamen*te a Marella o ad altri ma in realtà di proprietà dell’Avvocato. E dun*que, sottinteso, quegli immobili do*vevano entrare nella divisione ere*ditaria. I documenti anagrafici e catastali del comune di St. Moritz dicono che Marella Agnelli-Caracciolo, cit*tadina italiana, è residente lì dal 25 dicembre 1970 e che è proprietaria di Villa Alcyon. È una mega residen*za da alcune migliaia di metri qua*drati con abitazioni per il personale e nella proprietà c’è un «diritto di passaggio sciistico». Tra l’altro anche la signora Agnel*li paga il mutuo e la sua casa ha l’ipoteca: è stata iscritta nel 1987 dal Credit Suisse per 3 milioni di franchi. Copyright © Corriere della Sera. All rights reserved |
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Data registrazione: May 2005
Messaggi: 1,118
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Non è un caso che le nazioni più evolute abbiano per lo più uno stato di tipo federalista.
Il controllo sociale diretto o comunque il più ravvicinato possibile sulle risorse derivanti dal prelievo tributario innescano dinamiche disincentivanti di taluni comportamenti opportunistici. Il tasso di evasione fiscale più elevato è al Sud, dove però allo stesso tempo avviene il maggior trasferimento di risorse pubbliche e comunitarie che poi vengono puntualmente sperperate. Sarebbe quindi interessante vedere cosa accadrebbe se si azzerassero tali trasferimenti dando piena facoltà agli amministratori locali di gestire ciò che riescono a riscuotere sul territorio per fornire i servizi i pubblici alla loro popolazione. Ultima modifica di wop82 : 27-08-09 alle ore 11:37 |
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Data registrazione: Aug 2006
Messaggi: 4,078
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Citazione:
Se le risorse venissero usate efficientemente e il loro utilizzo controllato puntualmente ci sarebbe maggiore attenzione sociale su chi evade (cioè su chi sfrutta i servizi senza contribuire). Ma fino a che le risorse vengono sperperate anche il controllo sociale su chi le evade è minimo. Anche qui non si vuole vedere una correlazione evidente: si sa bene che se si instaura una mentalità sociale del controllo la si applicherebbe sia a chi evade sia a chi spende. Si preferisce perciò non farla applicare in alcun caso
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Dec 2004
Messaggi: 2,974
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La mia personale classifica delle cause dell'evasione in Italia:
1. Mancanza di senso civico. L'italiano è individualista al massimo livello, difetta fortemente di senso civico e quindi come è stato detto è l'individuo ideale a cui applicare la definizione "l'occasione fà l'uomo ladro". Ovviamente tale fenomenologia umana esiste dappertutto ma in Italia è preponderante nella popolazione 2. Assenza di controlli e pene efficaci. Non esiste una struttura che controlli cose anche manifeste. Come fà un nullatenente ad avere la barca? Questa estate si sentono queste cose come se la GdF avesse scoperto un metodo rivoluzionario. MI sembra ovvio beccare gli evasori sulla base del tenore di vita. Nessuno o quasi evade per crearsi il deposito di monete per nuotarci e poi va al parco a prendere il giornale del giorno prima per risparmiare come fà Zio Paperone 3. Aliquote troppo alte. Le aliquote attuali sono oltre il ragionevole. La pressione fiscale media è sopra il 40% del PIL e penso superi il 50% in termini di imposizione sul lavoro. La pressione massima tollerabile, a mio parere, è il 30% e inoltre dovrebbe essere riequilibrata tassando di più la rendita e meno il lavoro. Detto in soldoni tutti i redditi dovrebbero essere soggetti a Irpef (inclusi, dividendi, capital gain, ecc...) mentre invece si và in direzione contraria proponendo continue riduzioni fiscali sulle rendite (vedi proposta di cedolare secca sugli affitti) 4. Livello altissimo di spreco come nel sistema Italia. Il fatto di ricevere servizi inadeguati è sicuramente un elemento, ma mi sembra il meno rilevante. Al limte potrebbe essere un elemento su casistiche specifiche. Ad esempio devo pagare i contributi per la pensione ma mi è stato detto che non avrò la pensione. Ma saremmo al livello della manifesta presa in giro |
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Data registrazione: Jan 2001
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Gli Italiani non pagano le tasse perchè credono in Gesù secondo il quale:
"le tasse non hanno alcuna giustificazione morale, e si pagano solo perché i potenti hanno la forza di imporle ai lavoratori." |
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Data registrazione: Jan 2001
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Citazione:
Il ladro commette un furto "Per furto si intende in genere l'impossessamento indebito di un bene di proprietà altrui " Chi non paga le tasse commette evasione fiscale, che è "Un metodo volto a ridurre o eliminare il prelievo" |
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