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Data registrazione: Nov 2008
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Ed io pago!
Milioni, miliardi di denaro creato dal nulla ed appositamente (la massima socializzazione delle perdite) per salvare i poteri forti e far morire di fame milioni di onesti lavoratori.
"Chi sbaglia paga" mi dicevano da piccolo, oggi siamo al paradosso che chi sbaglia e' premiato due volte. Banche, banchieri, manager da strapazzo ..... ![]() Non c'è crisi per gli speculatori Economia Martedì 11 Agosto 2009 – 13:04 – Roberto Marchesi - Texas E' veramente edificante, in questi giorni in cui tutti i telegiornali ci dicono che i primi segnali della ripresa economica si manifestano decisamente (anche se pochi li possono realmente apprezzare guardando nel proprio portafoglio), leggere su alcuni importanti giornali americani storie molto interessanti sulla crisi, sul perché essa ci ha colpito così pesantemente, e anche sul come mai per qualcuno che sta ai vertici del mercato finanziario Usa sembra che essa sia già finita del tutto, anzi si potrebbe proprio dire che non è mai nemmeno cominciata! E' il caso per esempio dei manager delle grandi banche americane (ma non solo quelli, ovviamente). L'anno horribilis della finanza e dell'economia mondiale si è chiuso solo da pochi mesi, inabissando tutta l'economia mondiale in una recessione di cui è tuttora molto difficile prevedere quando finirà (anche perché altre pesanti crisi sono già in viaggio, come lo tsunami, e nessuno può ancora dire se perderanno forza nel percorso o se arriveranno con tutta la loro forza distruttiva). Eppure proprio quegli stessi manager, che sono stati tutti direttamente o indirettamente artefici della crisi, sono già in prima fila a batter cassa per rivendicare gli stratosferici bonus di milioni di dollari stabiliti nei loro originari contratti di collaborazione. Pur non facendo direttamente i nomi (ma lui li conosce uno per uno), ci pensa Andrew Cuomo, procuratore generale per lo Stato di New York, a illuminarci quanto basta sulle pagine del New York Times, e su un suo abbastanza dettagliato report pubblico, su alcuni aspetti poco noti dell'attività di questi grandi "strateghi" dell'alta finanza. Veniamo così a conoscenza che (per esempio) per il 2008 (l'anno horribilis) i primi quattro top manager della Bank of America, insieme, sono nella lista di chi ha ricevuto o sta per ricevere 64 milioni di dollari in compensi e bonus (ma nessuno dei quattro è al di sotto dei 10 milioni a testa, cioè circa 27.400 dollari al giorno, compreso domeniche e feste comandate), poi ce ne sono altri 8 che hanno ricevuto almeno 8 milioni (a testa), e così via per arrivare ai 65 più "poveretti" (si fa per dire) ai quali è toccato il quasi infamante premio di "soli" 2 milioni di dollari o poco più! Comunque, a titolo di consolazione, i megadirigenti della Bank of America hanno provveduto ad elargire complessivamente a 172 dirigenti della banca un bonus di almeno un milione di dollari a testa. E' da ricordare che Bank of America ha ricevuto negli ultimi 10 mesi circa 75 miliardi di dollari in aiuti statali per evitare il fallimento, ma ha chiuso il 2008 con un utile di 4 miliardi circa ed ha poi registrato a fine giugno 2009 un secondo trimestre strepitoso, con circa 5,3 miliardi di dollari di utile prima delle tasse. Tra le prime nella lista di Cuomo c'è anche Citibank, la quale, pur avendo chiuso il 2008 con una perdita di 27,7 miliardi di dollari e aver ricevuto circa 65 miliardi in aiuti statali, ha pensato che comunque doveva rispettare i codicilli contrattuali che le impongono di compensare per l'ottimo lavoro (?!) ben 738 manager con un bonus di almeno un milione di dollari a testa. I primi 11 della lista hanno comunque ricevuto tra denaro contante, denaro differito, azioni e opzioni varie, almeno 77 milioni a testa. (NDR: Citibank è la protagonista principale di un mio articolo di pochi giorni fa nel quale ho raccontato un caso classico di trappola tesa dai banchieri Usa per "dissanguare" col tasso usuraio del 29.99% sull'intero debito di diverse migliaia di dollari un povero consumatore colpevole di aver pagato in ritardo di un solo giorno un suo conto di soli 130 dollari sulla sua carta di credito). Subito dopo (nella classifica dei bonus milionari) arriva la formidabile Goldman Sachs, che ha chiuso il 2008 con un utile di 2 miliardi e 322 milioni di dollari, pur partecipando anch'essa al banchetto dei fondi pubblici (ovvero denaro dei contribuenti, come qui in Usa ci tengono a precisare) per 10 miliardi di dollari e aver chiuso il secondo trimestre 2009 con profitti record per 3.44 miliardi di dollari. Naturalmente i top manager della Goldman non vogliono certo essere da meno degli altri e si sono fatti approvare dal Board della banca compensi che per i primi quattro sono di 45,90 milioni e per gli altri a seguire in scala, assegnando complessivamente al top management dei primi 200 il generoso "gadget" di 994,68 milioni di dollari. Seguono in classifica, più o meno sulla stessa falsariga, le altre banche e istituzioni finanziarie. Ma in percentuale sui ricavi netti, quanto pesano questi compensi? E' sempre il report di Cuomo a dircelo, ecco qua i brillantissimi rapporti delle 3 banche sopra citate: Bank of America – Ricavi netti 2008: $73.976/mln – Compensi & bonus: $18.371/mln. = 23.77%; Citigroup – Ricavi netti 2008: $53.692/mln – Compensi & bonus: $32.440/mln. = 60.42% Goldman Sachs – Ricavi netti 2008: $22.222/mln – Compensi & bonus: $10.934/mln. = 49.00%. La lettura attenta di questo rapporto ci consente di notare come gli stratosferici compensi e bonus dei banchieri, benché agganciati in qualche modo ai risultati operativi, lo facciano in realtà solo in salita (maggiori ricavi = maggiori compensi e bonus) ma non in discesa. Infatti Citigroup, che ha chiuso l'esercizio 2008 con una perdita di $27.684/mln., ha tuttavia mantenuto quasi inalterato il suo livello di compensazione ai top manager, facendo così schizzare il rapporto sui ricavi (calati di circa 28.000/mln rispetto al 2007) al 60.42%, rispetto al rapporto di 42.15% del 2007. Altro che libero mercato e competizione! Questo rapporto parla chiaro: il mondo della finanza è dominato da una vera e propria casta di usurai che pensano solo a garantirsi la propria favolosa retribuzione a qualunque costo (per gli altri). Ricordo anche che gli utili di questo strepitoso (per alcune banche) secondo trimestre 2009 non è dovuto al ritorno virtuoso dell'attività oculata di concessione dei prestiti, ecc., è dovuto ad artifizi contabili (basati sulle modifiche della regola del "mark to market"), alla vendita di alcuni cespiti patrimoniali (non ripetibile nei prossimi trimestri) e, dulcis in fundo, al ritorno delle contrattazioni speculative in borsa che, come previsto, dopo la paura, ha ricominciato a macinare rialzi di natura speculativa. Ma, qualcuno si chiederà, visto che i compensi non sono strettamente legati agli utili di esercizio, che interesse avevano questi banchieri a presentare utili così vistosi a metà anno e in presenza di una crisi tutt'altro che terminata ? Ebbene, la fretta di presentare utili strepitosi quando la crisi ancora imperversa negli altri settori dell'economia si spiega con la necessità di sfuggire alle regole imposte dal Congresso Usa di limitare i "bonus" ai soggetti che operano nelle istituzioni finanziarie che hanno goduto degli aiuti statali. Quindi, anche se il Congresso cerca di mettere qualche freno a questi eccessi, il futuro appare fin d'ora tutto rosa per questi grandi speculatori. Ma solo per loro però.. Per i comuni mortali, quelli che devono mandare avanti un impresa produttiva o che devono fare i conti con stipendi che non crescono mai, o peggio con la perdita del posto di lavoro o dell'abitazione a causa della crisi, la musica purtroppo è molto, molto, diversa. http://www.rinascita.info/cc/RQ_Econ...FwbeQHzw.shtml |
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