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#1 (permalink) |
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Data registrazione: May 2009
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Ce l'abbiamo fatta, stiamo rispettando i parametri di Kyoto
ENERGIA: LA CRISI ABBATTE I CONSUMI
(AGI) - Roma, 11 ago. - La crisi economia e finanziaria 'morde' anche i consumi energetici che nei primi sette mesi dell'anno sono crollati complessivamente dell'8%, un calo che sale al 12% per quanto riguarda il solo metano (-24% per l'uso industriale). Contestualmente sono fortemente diminuite anche le emissioni di Co2, circa il 10% in meno rispetto al 2008, rendendo avvicinabile uno dei vincoli del protocollo di Kyoto considerato molto difficile da raggiungere. "In pratica - spiega all'AGI Alberto Clo', economista dell'Universita' di Bologna, presidente del centro studi Rie e direttore della rivista 'Energia' - i consumi di energia sono tornati ai livelli di dieci anni fa, cioe' poco piu' di 180 milioni di metri cubi contro i 192 milioni del 2008, grosso modo lo stesso livello che si registrava nel 1998. Se poi allarghiamo l'orizzonte temporale di riferimento al 2020, si prevede una flessione dei consumi energetici del 15% rispetto alle precedenti stime. "Gli effetti della crisi si fanno sentire anche sulle emissioni di Co2, che segnano un forte calo nel 2009, pari a circa -10% nei confronti del 2008, ovvero 43 milioni di tonnellate in meno. Una situazione - sottolinea Clo' - che non e' certamente la conseguenza di un percorso virtuoso, bensi' il 'frutto marcio' di una crisi pesante e imputabile al calo della produzione industriale, ma che potrebbe consentire all'Italia di rispettare uno dei vincoli del protocollo di Kyoto, ovvero la diminuzione del 6,5% (negli anni che vanno dal 2008 al 2012) delle emissioni di Co2 rispetto al livello registrato nel 1990. Un obiettivo considerato molto difficile da raggiungere e il cui mancato rispetto costerebbe all'Italia una sanzione valutata fra i 2 ed i 4 miliardi di euro. Una cifra che non si puo' escludere il Tesoro stesse gia' accantonando e che, invece, le stime aggiornate escluderebbero. Infatti, secondo gli ultimi dati, quest'anno le emissioni di Co2 dovrebbero essere inferiori del 3%-4% rispetto ai livelli del 1990. Va anche detto - ha proseguito Clo' - che il calo dei consumi di metano e' un fenomeno di tutta Europa, non solo italiano: a livello europeo si stima una flessione di circa 45/50 miliardi di metri cubi. Anche in questo caso, come per l'Italia, tutte le previsioni sui consumi si debbano spostare in avanti nel tempo, di un arco temporale anche di dieci anni". |
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Data registrazione: Nov 2008
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allora, due news veloci...
Innanzitutto, segnalo l'ottimo sito del KYOTO CLUB che, oltre a molte informazioni a riguardo, riporta il costo del ritardo sugli obiettivi di Kyoto (ora siamo oltre i 2miliardi di euro) in maniera precisa e in tempo reale qui. In pratica, occorre ancora molto per recuperare il ritardo nella riduzione delle emissioni... e forse augurarsi che sia la crisi a durare molto per riuscire così ad annullare il ritardo è secondo me un tantino pericoloso... Interessante è anche un paper inglese di due giorni fa, precisamente il Government's Renewable Energy Strategy paper, richiamato da un articolo del Telegraph qui che in pratica dice che According to the document, while the expected cost will total around £4bn a year over the next 20 years, amounting to £57bn to £70bn, the eventual benefit in terms of the reduced carbon dioxide emissions will be only £4bn to £5bn over that entire period. Chi vuole approfondire questo paper può vedere nell'ottimo sito del Dipartimento di energia e cambiamenti climatici del Governo UK qui. |
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Member
Data registrazione: Nov 2008
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A me sembra che come la metti la metti alla fine senza Pantalone non si va da nessuna parte.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero |
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#5 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2008
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oggi il Sole fa uscire un preciso articolo che in sostanza ribadisce ciò che si dice da tempo, cioè che non centreremo gli obiettivi anche perchè quando furono concordati erano troppo ambiziosi per l'Italia...
Infatti, si dice che «Avevo ripetutamente e invano segnalato al ministro dell'Ambiente di allora – ricorda Corrado Clini, direttore generale al ministero dell'Ambiente – che, considerati gli elevati livelli di efficienza energetica delle imprese italiane, un tetto inferiore al fabbisogno avrebbe comportato costi aggiuntivi ed effetti distorsivi per l'economia italiana.». [...] le imprese italiane sono già oggi tra le più efficienti al mondo dal punto di vista del CO2: l'unico modo per ottenere quei risultati è partire da impianti vecchi e centrali-caffettiera come se ne vedono all'estero: per esempio le imprese tedesche e francesi (meno efficienti di quelle italiane sul fronte delle emissioni) i cui governi hanno negoziato a Bruxelles limiti assai più agevoli, anzi, così agevoli e comodi che gli impianti esteri possono emettere anidride carbonica a tonnellate senza nemmeno avvicinarsi ai tetti europei. |
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#6 (permalink) |
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Data registrazione: May 2009
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Qualcuno mente.O non e' vera la faccenda della nostra efficenza (siamo piu' efficenti di Francia e Germania ) o i parametri sono stati calcolati per far finire i soldi nelle tasce di qualcuno (di chi )
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2008
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Quindi tornando a quanto ti chiedi, la faccenda della nostra maggiore efficienza rispetto alla maggior parte degli altri paesi europei è vera ma non mi sento di dire anche che i parametri siano stati calcolati per far finire soldi a qualcuno ma semplicemente si è fatto quello che si fa sempre: prendere ORA (cioè nel 1997) una determinata decisione di facciata da sbandierare ben bene (nel nostro caso, sollecitare la voglia di moltissimi cittadini di una sempre maggiore sensibilità ambientale...) per far pagare POI i costi di tale decisione a chi si troverà a governare. |
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Data registrazione: May 2009
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2005
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e gpl. SONO I COMB. MENO INQUINANTI !!! Ergo migliorare è imposibile se non ricorrendo al nucleare o alle rinnovabili. Se invece bruci un sacco di carbone (Germania) è un attimo inquinare di meno.... |
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#10 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: May 2009
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