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Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
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Una potenza soft in un mondo di duri
" UNIONE EUROPEA : UNA POTENZA SOFT IN UN MONDO DI DURI ". EDITORIALE PUBBLICATO DA " EL PAIS".
Di redazione (del 10/08/2009 @ 20:00:00) Mentre i bilanci militari di Cina, Russia, Stati Uniti e India non cessano di aumentare, quello dell'Unione europea è fermo da dieci anni. La capacità dell'Europa di influire su scala mondiale si basa sul "soft power" a scapito di una vera politica comune di difesa, si lamenta El País. Luglio è stato un mese durissimo per truppe britanniche in Afghanistan. La morte di 19 soldati in tre settimane, in maggioranza a causa di ordigni esplosivi, ha scatenato a Londra un furioso dibattito sull'adeguatezza dell'equipaggiamento dell'esercito di Sua maestà. Il dibattito in Gran Bretagna – la maggiore potenza militare europea insieme alla Francia – pone una domanda politica a tutto il continente: in che stato sono i muscoli dell'Europa? Sono adatti a sostenere le sue ambizioni di potenza globale? Le statistiche sulle spese militari offrono una risposta chiara: mentre nell'ultimo decennio tutte le potenze mondiali hanno aumentato a ritmi vertiginosi i loro investimenti, l'Europa è rimasta ferma. In proporzione la forza militare europea si riduce rapidamente. Le cifre sono impressionanti. La Cina ha aumentato la spesa militare effettiva del 194 per cento tra il 1999 e il 2008. La Russia del 173 per cento, gli Stati Uniti del 66, l'India del 44. In confronto, nello stesso periodo la Francia ha investito il 3 per cento in più, l'Italia lo 0,4, mentre la Germania ha ridotto il bilancio dell'11 per cento. La Gran Bretagna lo ha invece incrementato del 20 per cento a causa della sua partecipazione alle guerre in Iraq e Afghanistan. Nel complesso, il continente ha registrato un aumento del 5 per cento. I dati vengono dal prestigioso Stockholm International Peace Research Institute (Sipri). "Il bilancio della difesa dipende da tre fattori", commenta Samuel Perlo-Freeman, ricercatore del dipartimento spese militari. "Il coinvolgimento in conflitti armati, come per gli Stati Uniti. le ambizioni geostrategiche, come per la Cina e la Russia, o il sostegno di una crescita economica elevata. Nessuno dei tre è il caso dell'Europa. I suoi paesi membri si sono posti obiettivi che non richiedono lo sviluppo di una potenza militare". La capacità di influenza europea dipende così sempre di più dal soft power, che scaturisce dal potere economico e commerciale, dalla seduzione culturale e dal suo attraente cocktail di libero mercato e protezione sociale. Per molti è una buona cosa. In merito esistono opinioni di tutti i tipi. I fatti però parlano di una competizione serrata in un mondo assai meno nobile di come lo vorrebbero i sostenitori del soft power. Un mondo in cui l'hard power non conta meno di quando Stalin rispose a una domanda sui rapporti con la chiesa cattolica: "Il papa? Quanta divisioni ha il Papa?". "L'Europa si è sganciata dal ritmo di crescita degli altri. È un motivo di preoccupazione", osserva dalla Francia Yves Boyer, direttore aggiunto della Fondation pour la recherche stratégique. "Se vogliamo evitare che l'europa sia condannata alla decadenza, i governi devono dotarla di mezzi industriali, diplomatici, culturali, ma anche militari. Anche se l'opinione pubblica non è d'accordo, un governo ha il diritto di agire nell'interesse strategico di un paese." La tendenza mostra un assoluto stallo negli ultimi dieci anni, e le prospettive per i prossimi non sembrano contraddirla. La crisi economica globale riduce ulteriormente il margine di manovra. "Di fronte alla frenata degli investimenti che pregiudica la disponibilità di mezzi", prosegue Boyer, "l'Europa gode tuttavia di vantaggi comparativi quanto a competenze. Ma anche le competenze hanno bisogno di mezzi per mantenersi nel tempo, e questa spirale discendente può essere pericolosa". Per farsi un'idea delle proporzioni, le cinque principali potenze militari europee – Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia e Spagna – con una popolazione equivalente a quella degli Stati Uniti e un Pil poco inferiore, messe insieme non producono che un 40 per cento delle spese militari di Washington. D'altra parte, è evidente che la somma del bilancio militare europeo continua a essere più una questione di aritmetica che di politica. Nonostante l'ascesa di Sarkozy – e il suo riavvicinamento alla Nato e agli Stati Uniti – facilitino lo sviluppo di una difesa comune europea, in realtà non ci sono progressi significativi in vista. L'impegno militare europeo rimane frammentato, mentre all'orizzonte si profilano realtà nazionali coese e sempre più armate. ( Fonte: presseurop.eu) |
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Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 334
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Quindi la tesi qual è? Viva il riarmo?
In tutta onestà mi sembra una di quelle analisi in cui o l'autore non sa leggere i dati, o prende solo quelli che gli convengono. Che senso ha parlare di +194% di spese militari per la Cina se non si parla anche (e, in questo caso, soprattutto) di dati di partenza assoluti? Se poi sono aumenti di dati rapportati al PIL, l'autore dovrebbe solo vergognarsi. In ogni caso, quando il gap è abissale(*) queste percentuali sono normali: si chiama rincorsa. E' quando i livelli assoluti si avvicinano che si capiscono le vere intenzioni. Bisogna vedere se spese del genere ad alti livelli di PIL e livellamento tecnologico sono sostenibili e... desiderabili. ___ (*) Personalmente non me ne intendo di forze armate e non ho alcun interesse ad informarmi ulteriormente. Da quel poco che leggo sui forum online da parte di gente obiettiva e preparata, però, la situazione pare questa e quindi mi affido a queste analisi. |
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 584
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a buttar giu l'urss nn sono stati i cannoni esteri, ma le spese interne.... e gli usa sono pericolosamente vicini a seguire la stessa strada. in più mi sembra parecchio stupido investire centinaia di miliardi in eserciti hi-tech nell'epoca delle guerre nucleari. che il resto del mondo investa quanto gli pare in eserciti tradizionali, e buon pro gli faccia.... finchè in EU abbiamo abbastanza bombe, un buon livello di divisioni tradizionali e una forte influenza economica sul pianeta siamo piu che al sicuro. e, cmq, nn ce li vedo ne gli usa ne la cina a lanciare un attacco all'intera europa (la russia neanche è da considerare, ridotta comè) quindi se la nostra maggiore preoccupazione rimane l'africa mediterranea e sahariana direi che cmq un esercito vero e proprio neanche serve a molto
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
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Neanch'io sono un esperto, pero' mi vengono in mente un paio di considerazioni.
1) Non si potra' mai fare a meno di un buon esercito, corposo, attrezzato secondo i tempi, e pronto almeno alla difesa (e non preoccuparsene secondo me e' un errore); un buon esercito, da solo, non puo' aspirare alla vittoria. 2) Essere nell'era nucleare non sminuisce il valore delle altre risorse militari ne, soprattutto, quello della spesa nella ricerca militare; ormai e' passato oltre mezzo secolo dalla invenzione della bomba atomica, siamo sicuri che non esistano gia' meccanismi di difesa che la rendano sorpassata? |
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#6 (permalink) |
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Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
Messaggi: 14,451
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Gli investimenti elevati nel settore militare si fanno quando si ha dietro una politica estera o per scopi di orgoglio nazionalistico (es. russia, nei limiti delle sue finanze), in europa non c'è niente di questo.
A livello difesa può bastare la nato. |
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#7 (permalink) |
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Member
Data registrazione: May 2009
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... cioe' gli USA.
E se, per ipotesi, gli USA non fossero in grado di tenere il ritmo della spesa per aggiornamento militare per i prossimi dieci-quindici anni per questioni economico-sociali (come ha gia' detto qualcuno similmente alla Russia), possiamo continuare a dormire sonni tranquilli? Come mai l'Europa investe per un sistema alternativo al GPS, non basta quello americano? |
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#8 (permalink) | |
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Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
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Il sistema gps galileo ? ![]() ![]() ![]() Sono anni che si discute e ancora non c'è, forse gli americani faranno in tempo a sostituire qualche satellite obsoleto prima che l'europa abbia terminato il suo. Queste cose danno l'idea di quanto sia vecchia e lenta l'europa nel prendere decisioni e attuarle. Per questo mi fa sorridere il titolo dell'articolista che parla di potenza soft, non c'è nessuna potenza ma solo un'area di scambi liberi fra persone e cose. Fine, l'europa è solo questo più la moneta euro. |
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Comandante Ramius
Data registrazione: Mar 2005
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Member
Data registrazione: May 2009
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Ma lo stesso discorso si poteva fare anche per l'URSS (forse addirittura amplificato). |
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