Nella Svizzera italiana colpita dalla crisi e dalla disoccupazione, trovare un lavoro è diventata sempre più un’impresa impossibile. Le aziende licenziano, diminuiscono le richieste di collaboratori e per ritornare nel circuito produttivo ci si adatta a tutto. Ci si dimentica del proprio curriculum. Si accettano impieghi precari o malpagati. Chi offre un posto fisso viene subissato di candidature. Falò ha raccolto le testimonianze di chi è confrontato con una vita sempre più precaria, di chi ha accettato perfino di lavorare senza essere pagato. È il caso degli operatori di un call center di Manno. Scesi in sciopero lo scorso giugno, dopo che non ricevevano lo stipendio da un mese e mezzo. Una vicenda emblematica che mette in luce come anche in Ticino, ci si debba cominciare a preoccupare seriamente degli effetti della delocalizzazione.
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