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Vecchio 24-07-09, 17:00   #1 (permalink)
cav. De Coccius
 
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Quanto dura la Crisi?

da bluerating.com
23-07-2009 11:40

Crisi, in Italia la peggiore di sempre

L'Italia vive un periodo di recessione senza precedenti. A rivelarlo è uno studio effettuato da Bankitalia, che propone un'analisi comparata dei periodi di più grave crisi attraversati dall'economia italiana. In particolare il lavoro mette a confronto le recessioni del '74-75 e '92-93 con quella odierna e i risultati sono sconcertanti: questa sarebbe la crisi peggiore a partire dagli anni trenta.

La fine del periodo di crisi è un miraggio ancora lontano, l’Italia non vive una situazione economica così arida da trent’anni, anzi, negli anni ’70 l’economia nazionale ha subito una recessione meno pesante di quella in atto oggi.
Per ritrovare dei parametri simili a quelli odierni bisogna tornare agli anni ’30, quando si arrancava faticosamente fuori dal crollo americano del 1929 con un decennio di pesante dopoguerra alle spalle.
A fornire i dati è uno studio realizzato da Antonio Bassanetti, Martina Cecioni, Andrea Nobili e Giordano Zevi per Bankitalia.
L’Occasional Paper mette a confronto tutte le fasi recessive vissute del nostro paese e la conclusione è allarmante: quella attuale è senza dubbio la più grave.

“Il lavoro propone un’analisi comparata dell’andamento dei principali aggregati macroeconomici, reali e creditizi, nonché delle reazioni della politica monetaria in occasione delle più gravi recessioni attraversate dall’economia italiana.”. L’indagine si concentra soprattutto sugli ultimi quarant’anni, per i quali le informazioni disponibili forniscono un quadro ampio e dettagliato. In particolare, si confronta l’evidenza relativa alla profonda recessione tuttora in atto con quelle registrate nel 1974-75 e nel 1992-93, in corrispondenza delle crisi petrolifera e valutaria. Si propone anche un raffronto con gli andamenti degli anni trenta, ma limitato ad un numero ristretto di variabili, a causa delle scarse fonti disponibili. La recessione in atto condivide infatti tratti essenziali con le crisi passate, aggiungendone però altri peculiari di questo periodo.

Il primo parametro considerato nello studio di Bankitalia è la recessione del PIL che si profila, escludendo i periodi bellici e le loro immediate prossimità, fra le più durature e profonde attraversate dall’economia italiana. La perdita cumulata secondo i conti nazionali trimestrali è già più grave di quelle del 1974-75 e del 1992-93, e potrebbe risultare di entità analoga a quella registrata negli anni trenta.
È sicuramente il settore industriale, alle prese con la debole domanda interna, quello che ha più risentito dell’eccezionale calo, che ha portato alla riduzione del livello di manifattura e quindi dell’esportazione. Le vendite all’estero hanno infatti subito una flessione che non ha precedenti nelle crisi degli anni ’70 e ’90, il profilo sarebbe più simile a quello rilevato negli anni trenta.

Per misura non ha precedenti fino al dopoguerra anche il prolungato ristagno del reddito disponibile reale delle famiglie, il cui potere d’acquisto è cresciuto solo dello 0,3% negli ultimi quindici anni. Gli andamenti negativi dei mercati dei capitali si sono riflessi nella contrazione del valore delle attività finanziarie delle famiglie, ma la recessione in atto è stata sinora caratterizzata da una peculiare attenuazione dell’inflazione, che ha contribuito a contenere la flessione, comunque significativa, del potere d’acquisto delle famiglie.

Nel confronto storico, anche il grado di diffusione della crisi corrente risulta decisamente pronunciato: la quota dei settori industriali che stanno attraversando una fase flettente (oltre il 90% nel primo trimestre del 2009) è maggiore di quelle rilevate nel 1974-75.

Il sentiero di sviluppo lungo cui si è giunti alla crisi corrente è decisamente meno sostenuto di quello che ha preceduto tutte le altre recessioni prese a confronto: nella media del quinquennio 2003-07 il PIL è cresciuto a un tasso inferiore alla metà di quello degli anni 1988-92 e pari a un quarto rispetto ai periodi 1970-1974 e 1925-29.
Una nota positiva si rileva invece nel tasso di riduzione nella crescita degli impieghi che al momento è inferiore di un quarto rispetto a quella rilevata, in media, nelle altre quattro principali fasi di restrizione dell’offerta individuate dagli anni settanta ad oggi.
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Vecchio 24-07-09, 17:12   #2 (permalink)
cav. De Coccius
 
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L’Islanda è pronta a congelare la ripresa dell’Ue

Di Mauro Bottarelli
24/07/2009

Le Borse europee hanno appena festeggiato un rally settimanale salutato da molti come una sorta di punto di svolta della crisi: speriamo, ma le altalene della Borsa non depongono mai a favore di una corretta valutazione dei fatti. Rally anche per la Borsa italiana che mercoledì ha salutato l'exploit di Ansaldo Sts, azienda del gruppo Finmeccanica capace di mettere a segno uno strepitoso +5,5 per cento.

Il perché è presto detto: ha vinto una commessa in Libia per un valore totale di 541 milioni di euro. Il contratto prevede la realizzazione dei sistemi di segnalamento, telecomunicazioni e alimentazione relativi alla linea costiera Ras Ajdir-Sirt e a quella verso l'interno Al-Hisha-Sabha, per un totale di circa 1.450 chilometri.

Con questo contratto Finmeccanica diventa il principale partner delle Ferrovie Libiche (Libyan Railroads) nella realizzazione della nuova rete ferroviaria nazionale. Per carità, Gheddafi non è simpaticissimo e a molti hanno dato fastidio le scene poco edificanti vissute durante la sua ultima visita a Roma, ma alla fine gli affari si fanno anche con i satrapi.

Detto questo non è che ora l'economia italiana sia salva, nonostante Silvio Berlusconi abbia espresso ottimismo rispetto alla fine della crisi, per una volta confortato da un giudizio simile espresso anche dalla Banca d'Italia. Non la pensa così il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro che in un comunicato rendeva noto che la disoccupazione nel nostro paese toccherà il 9% a fine anno.

Sta peggio di noi la Gran Bretagna, visto che uno studio del think tank National Institute of Economic and Social Research ha reso noto che potrebbero volerci altri cinque anni perché l'economia del Regno Unito torni ai livelli precedenti alla recessione del 2008, mentre la disoccupazione viaggia spedita verso il 9,3%. In Spagna è molto peggio e la Francia rischia di pagare il prezzo della crisi in termini di disordini sociali e scioperi selvaggi che i potenti sindacati hanno già minacciato se non passerà la manovra di mega-stimolo da 80 miliardi di euro travestita dal duo Sarkozy-Lagarde da investimento, ovvero un'emissione di bond da record.

Ma è un'altra la notizia che questa settimana dovrebbe preoccuparci e non poco: l'avvio dei negoziati da parte dell'Islanda per entrare nell'Ue. Quel paese, come tutti, sanno è in default tecnico e la sue banche sono totalmente nazionalizzate, con asset congelati dopo che per anni aveva agito come veri e propri hedge funds accumulando liabilities nei bilanci pari a 11 volte il Pil nazionale.

Ora Reykjavik cerca vendetta, anche perché le condizioni capestro poste dalla Gran Bretagna sotto forma di sanzioni stanno scatenando proteste sempre più dure. Gran Bretagna e Olanda sono infatti le nazioni più esposte verso il crack islandese e i prestiti accordati per il piano di rientro denominato IceSave sono al 5,5%, senza contare che Londra ha imposto l'utilizzo della legislazione anti-terrorismo sul riciclaggio per congelare qualsiasi asset islandese.

Insomma, un prezzo molto alto per un paese di fatto in bancarotta e totalmente dipendente da Ue e Fondo Monetario Internazionale. Sconfitti ma non vinti del tutto, perché a Reykjavik stanno preparando, oltre alle carte per entrare nell'Ue, anche un dossier che documenta come Gran Bretagna e Olanda siano state parti attive nel crollo delle banche del paese: quindi, come dice il nuovo ministro delle Finanze, Steingrimur Sigfusson, «il tango si balla in due». Allora, prepariamoci a dover pagare il conto per quell'economia nel quadro comunitario, certamente non roseo di per sé.

È incredibile come questi argomenti, fondamentali per il futuro dell'Unione, vengano ignorati non solo dalla grande stampa ma dagli stessi politici, troppo impegnati in maneggi di potere per guadagnarsi posizioni dominanti. E, attenzione, un presidente dell'Europarlamento polacco potrebbe rappresentare una vera disgrazia quando in autunno arriveranno al pettine i nodi dell'esposizione bancaria ad Est: Germania e Austria, forti dell'appoggio fornito a Varsavia contro il candidato italiano, cercheranno di battere cassa e ottenere il massimo delle garanzie nello schema di protezione e copertura che l'Ecofin, su stimolo del Fmi, sarà costretta a varare (altrimenti l'Austria rischia dritta dritta di fare la fine dell'Islanda).

Un altro cliente al tavolo della spartizione, seppur piccolo come l'Islanda, potrebbe rappresentare un guaio: non a caso, dal nulla, la Gran Bretagna ha già formalizzato la candidatura di Tony Blair come presidente dell'Unione. Le pedine della grande partita a scacchi stanno per essere allineate definitivamente. Mosse e contromosse. Sia per ottenere una commessa in Libia che per salvarsi dai guai in arrivo, economia e politica non sono mai andate a braccetto come ultimamente. Sul fatto che questo sia però un bene assoluto, ho le mie riserve: il mercato va regolato, non eterodiretto. Altrimenti si fanno più danni del turbocapitalismo stesso e vinceranno sempre e soltanto i più forti.

Questo articolo è stato gentilmente fornito da ilSussidiario.net (http://www.ilsussidiario.net)


(Non ho mai apprezzato particolarmente Bottarelli, pero' forse val la pena leggere certi ragionamenti)
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Vecchio 24-07-09, 17:14   #3 (permalink)
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La peggiore recessione del dopoguerra era stata quella del 1992/1993 con un Pil in contrazione dell -1,2%.
Quest'anno il Pil si contrarrà tra il -5% o -6%, non era MAI accaduto in tempi di pace, Mai.
Inoltre questa recessione colpisce un'Italia Vecchia, che ha perso completamente la grande industria, che si regge su una infinità di pmi microscopiche e sottocapitalizzate con l'ennesima aggravante di una disciplina folle come Basilea2.
Vogliamo condire il tutto con 1.800 Mld di € di debito pubblico, con il prossimo collasso delle entrate fiscali e mettiamoci anche lo psico-nano strafatto di viagra che t.romba come un gorilla in calore ed il quadretto è perfetto!
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Vecchio 24-07-09, 17:18   #4 (permalink)
l'è tutto un quiss..
 
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La peggiore recessione del dopoguerra era stata quella del 1992/1993 con un Pil in contrazione dell -1,2%.
Quest'anno il Pil si contrarrà tra il -5% o -6%, non era MAI accaduto in tempi di pace, Mai.
Inoltre questa recessione colpisce un'Italia Vecchia, che ha perso completamente la grande industria, che si regge su una infinità di pmi microscopiche e sottocapitalizzate con l'ennesima aggravante di una disciplina folle come Basilea2.
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nun vedo l'esortazione finale...

vendete tutti i mattoni ed andate in pace...

a dir la verita', nun vedo manco nel conteggio 1/3 de Pil aggiuntivo in nero ed 800 miliardi di depositi...

omaggio?

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Vecchio 24-07-09, 17:24   #5 (permalink)
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La peggiore recessione del dopoguerra era stata quella del 1992/1993 con un Pil in contrazione dell -1,2%.
Quest'anno il Pil si contrarrà tra il -5% o -6%, non era MAI accaduto in tempi di pace, Mai.
Inoltre questa recessione colpisce un'Italia Vecchia, che ha perso completamente la grande industria, che si regge su una infinità di pmi microscopiche e sottocapitalizzate con l'ennesima aggravante di una disciplina folle come Basilea2.
Vogliamo condire il tutto con 1.800 Mld di € di debito pubblico, con il prossimo collasso delle entrate fiscali e mettiamoci anche lo psico-nano strafatto di viagra che t.romba come un gorilla in calore ed il quadretto è perfetto!
Comunista!!!! Mi devo dare una toccatina che portate un po' sf*ga: qui va tutto bene, con i prezzi delle case raddoppiati siamo tutti più ricchi!!!
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Vecchio 24-07-09, 17:37   #6 (permalink)
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Comunista!!!! Mi devo dare una toccatina che portate un po' sf*ga: qui va tutto bene, con i prezzi delle case raddoppiati siamo tutti più ricchi!!!
anzi da dopo l'estate con l'aumento della disoccupazione e cassa integrazione mi aspetto come minimo che i prezzi delle case tornino a crescere ancora...perche non è possibile un ciclo fatto di fasi ascendeti ? dimostratemi il contrario se ci riuscite od in caso contrario ho ragione io +100% entro dicembre il dio mattone non tradisce.....

Pega
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Vecchio 24-07-09, 17:38   #7 (permalink)
cav. De Coccius
 
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Gran Bretagna, Pil a picco

da rainews24
24 luglio, 2009

Minimo storico per Euribor
Flessione drastica per l'economia britannica, calo record dello 0,8% per il Prodotto interno lordo: è il dato peggiore dal 1955. Ennesimo minimo storico per il tasso Euribor a tre mesi, sceso oggi di un centesimo allo 0,92%
Drastica contrazione del Pil in Gran Bretagna. Secondo l'ufficio statistico il prodotto interno lordo nel secondo trimestre, ha segnato un calo dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti, piu' del doppio rispetto al -0,3% stimato dagli analisti. Il crollo annuo invece è del 5,6%. Si tratta del dato peggiore dal 1955. E raggiunge il minimo storico, l'ennesimo, il tasso Euribor a tre mesi, sceso oggi di un centesimo allo 0,92%. Lo scrive la Bloomberg citando i dati della European Banking Federation
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Vecchio 24-07-09, 17:39   #8 (permalink)
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Avere un livello di evasione da paese dell'est non è che sia un vanto.
A proposito di depositi bancari, durante la crescita immobiliare sono aumentati:

http://www.tidonacomunicazione.com/r..._1998-2007.pdf

Sarebbe utile capire se con la crisi in corso i depositi sono diminuiti o aumentati, qui c'è un articolo di marzo 2009:

http://ricerca.repubblica.it/repubbl...scono-piu.html

Sembra che i depositi crescano comunque nonostante la crisi, i problemi del settore bancario e il famoso travaso che a questo punto dovrebbe riguardare solo la borsa.
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Vecchio 24-07-09, 17:41   #9 (permalink)
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da rainews24
24 luglio, 2009

Minimo storico per Euribor
Flessione drastica per l'economia britannica, calo record dello 0,8% per il Prodotto interno lordo: è il dato peggiore dal 1955. Ennesimo minimo storico per il tasso Euribor a tre mesi, sceso oggi di un centesimo allo 0,92%
Drastica contrazione del Pil in Gran Bretagna. Secondo l'ufficio statistico il prodotto interno lordo nel secondo trimestre, ha segnato un calo dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti, piu' del doppio rispetto al -0,3% stimato dagli analisti. Il crollo annuo invece è del 5,6%. Si tratta del dato peggiore dal 1955. E raggiunge il minimo storico, l'ennesimo, il tasso Euribor a tre mesi, sceso oggi di un centesimo allo 0,92%. Lo scrive la Bloomberg citando i dati della European Banking Federation
Non capisco perche in Uk lo chiamano crollo ? ma da noi non si dice modesta flessione per un -5,6% del PIL o meglio una sostanziale immunità dalla crisi ?

Pega
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Vecchio 24-07-09, 17:43   #10 (permalink)
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Non capisco perche in Uk lo chiamano crollo ? ma da noi non si dice modesta flessione per un -5,6% del PIL o meglio una sostanziale immunità dalla crisi ?

Pega
Nun lo so, io no spick inglish

Sara' una questione di traduzione
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