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Data registrazione: Feb 2009
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The Coming Oil Crisis
L'economista Canadese Jeff Rubin detiene una reputazione oracolare. Dal 2000 ha predetto un'impennata del prezzo del petrolio, e fu uno dei primi nel 2007 a profetizzare che il prezzo del petrolio sarebbe schizzato oltre i 100 dollari a barile (e pochi mesi dopo, egli profetizzo' 150 dollari e la previsione venne confermata ancora ). Ora, sebbene il prezzo del petrolio sia sceso considerevolmente dal suo massimo, Rubin avvisa che aumentera' rapidamente ancora una volta causando un'ulteriore e piu' grande crisi economica. Nel suo nuovo libro Why Your World Is About to Get a Whole Lot Smaller [“Perche' il vostro mondo sta per diventare assai piu' piccolo”, ndt]. egli spiega come questo nuova contrazione energetica si manifestera'' - e come essa implichera' la fine della globalizzazione.
Lo scenario puo' essere di questo tipo: L'attuale impoverimento delle riserve mondiali di greggio, combinate con la crescente domanda energetica dei paesi emergenti quali India e Cina, causeranno l'aumento a dismisura del prezzo del petrolio grezzo, dice Rubin. Questo causera' seri aumenti dei costi di trasporto, che si tradurranno nell'azzoppamento degli scambi internazionali, il cambio di direzione dell'interdipendenza commerciale, e la menomazione dell'economia globale. L'era risultante vedra' l'isolamento delle nazioni, il progresso tecnologico rallentare ed i viaggi infrequenti. Il Medio Oriente sara' meno importante di oggi, e la scarsita' di cibo emergera' come problema primario internazionale. Paesi con carenza di terreni arabili si affanneranno nella competizione per acquisire terreni agricoli da altre nazioni (come ad esempio l'Arabia Saudita sta gia' facendo ora in Sudan), per alleviare le gia' gravi crisi alimentari. [Jeff Rubin] Tuttavia il futuro predetto da Rubin non e' poi tutto male. Per contrastre gli effetti della crisi energetica, i governi investiranno pesantemente nelle infrastrutture nazionali (in particolar modo nei sistemi di trasporto pubblico); le industrie nazionali, prima danneggiate da appalti esterni e competizione internazionale prospereranno; l'ambiente diverra' piu' pulito in quanto le persone saranno forzate ad usare meno combustibili fossili, e le macchine spariranno dalle strade. Ma Rubin puntualizza che i governi possono solo fare una parte, in quanto un adattamento positivo in un mondo affamato di energia, dipendera' in gran parte sulla modifica dello stile di consumo individuale. Difatti egli scommette che le persone faranno la scelta giusta. Alla resa dei conti, egli dice, "non sarei sorpreso se il nuovo, piu' piccolo mondo che emerge non sia piu' vivibile e godibile di quello che stiamo per lasciarci dietro. Le argomentazioni di Rubin sono notevoli. Non si nega che l'economia internazionale sia diventata criticamente dipendente dal petrolio quale fonte di energia primaria. Tuttavia, come molti altri sostenitori della teoria "del picco petrolifero", egli cade nella trappola di sottostimare la capacita' della societa' di far fronte alla sfida energetica tramite l'innovazione e la conservazione. La storia dell'energia nei secoli passati e' una storia di grandi scoperte, non di ritirate - e sebbene il problema energetico che stiamo affrontando dovrebbe essere causa di preoccupazione, l'integrazione globale continuera' ad intensificarsi ed il mondo non diventera' certo piu' piccolo tanto presto. Titolo originale: "The Coming Oil Crisis" Fonte: http://www.newsweek.com Link 20.06.2009 |
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#2 (permalink) |
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Part-time trader
Data registrazione: Feb 2007
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Nei punti base sono d'accordo, il petrolio è destinato a scarseggiare quindi a costare sempre di più. E con il dollaro che vale sempre meno, sono realistici prezzi altissimi (può essere 200 dollari). Però come scritto nella nota questo spingerebbe le ricerche e i profitti nelle energie rinnovabili e nella innovazione. Con il petrolio a tali cifre molte tecnologie diverrebbero proponibili.
Anch'io penso che il secondo colpo di grazia di questa crisi ci sarà nel 2011 circa, quando il mondo ripartirà ma dovrà fare i conti con un' inflazione energetica, come successo nel maggio-giugno 2008 |
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Member
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 584
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l'auemtno del 2008 era speculativo, non produttivo. Il costo reale del petrolio difficilmente può essere molto più alto di quello massimo della produzione, se basta a soddisfare l'offerta, e fra giacimenti off-shore e sabbie pesanti direi che il range dovrebbe andare fra i 40 e gli 80$ max, altro che 100+
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